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Sandro Foti
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Vigorelli - Ghisallo

BICICLETTE > Le grandi Salite
La Vigorelli - Ghisallo
Dal Vigorelli al Ghisallo, in bicicletta. Ogni anno ho piacere di prendere parte a questa classica pedalata. La Vigorelli-Ghisallo è Ciclismo. È un omaggio ad uno sport popolare che sa apprezzare la fatica.
Arrivo presto al Velodromo e, come in un rituale, dopo il saluto agli amici, ai nuovi incontri, a chi rivedi e magari non te lo aspettavi, entro nel Tempio della Velocità e resto sempre per un po’ imbambolato a guardarmi attorno.
Nella magica ellisse milanese, si può percepire ancora il fruscio dei palmer, i record dell’ora, le kermesse e le grandi sfide tra Maspes e Gaiardoni. Il Vigorelli nasce nel 1935, quando l’industriale Giuseppe Vigorelli, ex pistard e assessore nella giunta milanese del tempo, lo immagina e lo fa realizzare poco distante dal demolito Velodromo Sempione. L’ellisse ospita inizialmente le sfide ciclistiche su pista, poi con il passare degli anni, finisce per accogliere anche gli arrivi del Giro d’Italia e del Lombardia, i grandi incontri di boxe e i concerti. Come quello memorabile dei Beatles, il 24 giugno 1965, unica data italiana. Nel 2013 l’amministrazione comunale pensa ad un restauro totale che vorrebbe eliminare la magica pista per far posto ad uno stadio multifunzionale per eventi. Ma il costituente Comitato Velodromo Vigorelli non ci sta! E riesce a farlo diventare Monumento Nazionale, dato il valore storico proprio della pista. Il Comune di Milano così fu chiamato ad eseguire progetto e lavori per un restauro conservativo. Fu utilizzato allo scopo il legno di trenta abeti rossi dei boschi della Val di Fiemme per sistemare le parti ammalorate, mentre il resto fu solo levigato.
Ma torniamo a oggi. Ecco, c’è il camioncino della Faema che ci offre un buon caffè e se arrivi presto anche una brioche. Anche la Faema è storia, con la scritta sulle maglie di Eddy Merckx.
Occorre fare la verifica dell’iscrizione. “Quanti siamo?” chiedo. Più di 400! La foto di rito, e via. Milano deve ancora svegliarsi e trovo affascinante pedalare in città nelle prime ore del mattino con poco traffico. Nei primi chilometri siamo scortati dalla polizia locale a velocità molto contenuta.
C’è tanto Ciclismo quando lasci il Velodromo e pedali verso il Ghisallo. Non sono i 72 km, sono un’idea affascinante, un viaggio che mette insieme una piccola avventura a pedali.
Entriamo nel Parco Nord senza fretta, assaporando fino in fondo il piacere di pedalare in una giornata d’autunno stupenda, con in testa una meta altrettanto stupenda.
C’è un percorso e un file gpx fornito dall’organizzazione, ma poi ci si divide a gruppi. Monza, Carate Brianza, Giussano, Inverigo, Rogeno, Canzo, Asso, Magreglio e tornante dopo tornante, al Ghisallo, la meta! Abbiamo pedalato per unire due icone del ciclismo internazionale. L’arrivo è a 750 metri sul livello del mare, alla chiesetta della Madonna del Ghisallo, protettrice di tutti i ciclisti del mondo. Una chiesa che è un museo. Infatti, all’interno ci sono le bici di Fausto, Gino e Felice. Il Santuario risale al XVII secolo, dove si conserva un dipinto della Beata Vergine Maria, detta la Madonna del Ghisallo, proclamata Patrona dei Ciclisti nel 1949 con una lettera ufficiale papale di Pio XII che le attribuì questo ruolo.
Per questo motivo il Ghisallo è meta ogni anno di migliaia di sportivi che salgono fin qui.
Ma c'è anche il Museo, un gioiello piazzato sul colle al centro del Triangolo Lariano che forse neppure Fiorenzo Magni, il leone delle Fiandre, sognava così ben allestito, organizzato e ben tenuto. Su un lato della chiesetta il "Monumento al ciclista", progettato e realizzato da Elio Ponti, scultore comasco, attira i ciclisti per una foto ricordo.
Quanta soddisfazione in un panino al prosciutto o in un piatto di riso e una birra tra tanti amici! E anche quella volta che il Museo del Ciclismo Ghisallo compì 10 anni e volle festeggiare questo traguardo con una enorme torta per tutti i partecipanti.
Il rientro è in treno da Canzo-Asso con arrivo a MI-Garibaldi, ma molti sono quelli che ritornano a Milano in bici.
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