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Sandro Foti
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La Ciclabile della Drava

BICICLETTE > Il Cicloturismo - Viaggi in Bicicletta (CHE SONO DI PIU' GIORNI)
Dobbiaco-Maribor, la Ciclabile della Drava
La Ciclabile del fiume Drava, lunga 366 km, parte dalla sua sorgente nella Conca di Dobbiaco in Italia, e attraversando il Tirolo orientale e la Carinzia, raggiunge Maribor in Slovenia. Attualmente è però previsto un ampliamento da Maribor fino alla confluenza del Danubio per poi arrivare fino al Mar Nero.
Giovedì 14 Luglio 2011 - Milano - Dobbiaco - Oberdrauburg
Nessuna levataccia questa mattina. Paolino ha organizzato la partenza dalla Stazione di Milano Centrale alle 08e25. Bravo Paolino!
Questa volta Matteo non partecipa. Nelle scorse settimane ha avuto un brutto incidente in bici. Nulla di grave per fortuna, ma non è sicuro che la sua schiena possa reggere per tutti i chilometri previsti, senza che gli faccia male.
Saliamo sul treno e disponiamo le bici nell'apposito vagone.
"Le leghiamo con i lucchetti?", "Ma no, siamo seduti proprio davanti alla porta del locale predisposto per il loro trasporto". Invece…, due extracomunitari di origine nordafricana, da lì a poco, si sarebbero apprestati a tentare di rubarci le bici!!!
La tecnica era probabilmente pianificata nei minimi dettagli.
Il primo dei due, in un momento in cui solo Michele era davanti alla porta e prossimi all'arrivo a una stazione, lo ha minacciato dandogli l'impressione di essere un attaccabrighe.
Michele, in un primo momento di grande apprensione, era preoccupato per la sua incolumità e per i propri beni. In realtà questo attacco verbale era fatto solo per distrarlo nel frattempo che l'altro compare sganciava già la prima bici dall'apposito sostegno.
Michele, visibilmente scosso, ci ha chiamati e... questo delinquente ha minacciato anche noi!!! Il vagone, che prima era tutto un vociare di ragazzi che andavano festosi a Gardaland, si è ammutolito. Per fortuna i due malintenzionati sono scesi ed è finita così. Chiaramente non un controllore né un agente di Polizia erano presenti, né tantomeno abbiamo visto altro personale di servizio ferroviario per tutto il viaggio!
Arriviamo a Verona puntuali alle 10e20. Compriamo dei panini in stazione che poi mangeremo sul treno. A Verona cambiamo treno per dirigerci a Fortezza, quindi con un successivo cambio, arriviamo alla destinazione di Dobbiaco.
Durante il cambio di banchina il Capostazione ci vede carichi di bisacce e zaini e dice: "Attraversate tranquillamente i binari invece di usare il sottopasso, io… non guardo".
Sono le 15e35 quando per noi inizia l'avventura sulla ciclabile della Drava. In questa tappa percorreremo 68 chilometri di cui 10 in sterrato. Attraversiamo San Candido e poi il confine con l'Austria.
Questo tratto della ciclabile della Drava è stato realizzato per primo e il suo tracciato è uno dei migliori. Proprio per questo motivo molto frequentato. Il percorso è prevalentemente in leggera discesa e non ci sono particolari dislivelli da superare, pertanto si adatta perfettamente anche alle famiglie.
Per la prima tappa italiana sono previsti dei brevi tratti sterrati e su strada, mentre il tratto austriaco è quasi completamente su pista ciclabile.
Il tratto da Dobbiaco a Lienz è il più frequentato di tutta la pista, è ben segnalato e corre prevalentemente in riva al fiume. Lungo questo percorso si trovano molti punti di sosta e di ristoro.
Dopo pochissimi chilometri, e quasi senza accorgersi, attraversiamo il confine italiano, quindi la cittadina di Sillian e in breve raggiungiamo Lienz. Questa è una località assolutamente da visitare. Le sue montagne sono le Dolomiti austriache, la verde valle è la splendida Val Pusteria. Lienz, da non confondere con Linz, è una bella cittadina, capitale dell'Ost Tirol, assolutamente a misura d'uomo.
Il tratto da Lienz a Oberdraubur, ma poi fino a Spittal, è meno in discesa ma sempre interessante. Questo tracciato, non interamente asfaltato, porta il ciclista dal Tirolo orientale a Spittal in Carinzia. Non mancano alcuni brevi tratti di ripide salite e discese, dove la pista si distacca dalla Drava per seguire le strade di campagna lungo il versante sud della valle. Queste brevi salite consentono tuttavia di ammirare il panorama incorniciato da pittoresche chiese, sontuosi edifici rinascimentali e siti archeologici romani come Aguntum o Teurnia.
Prima di raggiungere Oberdrauburg, per fermarci a sera per pernottare, ci coglie una leggera e fastidiosa pioggierellina. Poi, durante la doccia in stanza, inavvertitamente, scivolo e mi procuro un taglio di un centimetro sulla fronte. Comunque, l'ottima cena con zuppa d'aglio, crauti, canederli, arrosto e patate ci rendono immediatamente molto contenti.
Venerdì 15 Luglio 2011 - Oberdrauburg - Villach
Partenza ritardata questa mattina. La pioggia è troppo forte! Comunque, la colazione ci ha messo di buon umore.
Il libro di Paolo aperto sul manubrio della bici informa che oggi i chilometri saranno 94, di cui ben 40 in sterrato. La pista ciclabile è comunque ben tracciata e l'itinerario non corre quasi più in riva alla Drava, ma si allontana continuamente dal fiume addentrandosi in boschi e piccoli borghi.
Poi il tempo migliora, allorquando, attraversiamo la cittadina di Greifenburg, e giunti a Spittal an der Drau, prima città della Carinzia, ci fermiamo in piazza proprio all'ingresso del palazzo Porcia, costruito nel tipico stile italiano con i suoi porticati a tre ordini di arcate, per un bel piatto di wuster, patate e sugo, seguito da un cannolo alla crema (dolce tipico?), comprato nella vicina panetteria.
Spittal (ospedale) an der Drau, situata alla confluenza del fiume Lieser con la Drava è una città abbastanza piccola, vicinissima al lago Millstättersee, rinomato luogo di villeggiatura con spiagge attrezzate.
Una bella fontana in un ampio cortile potrebbe essere utile per ricaricare le borracce, ma occorre ben tradurre dal tedesco. "Kein Trinkwasser" vuol dire acqua NON potabile! Negli ultimi dieci chilometri, prima di Villach, ci sorprende nuovamente la pioggia. Durante le pause il pensiero va a Matteo, che non è potuto venire e alle numerose raccomandazioni che ha fatto a Michele, al quale ha prestato la sua bici e alcuni attrezzi. Lo "smaglia catena" diventa poi, per Michele, lo "smeriglia catena", provocando ilarità nel gruppo.
Da Spittal a Villach il tracciato corre in gran parte sull'argine sterrato del fiume, ed è quasi interamente pianeggiante, ma inizialmente si percorre un breve tratto di sali-scendi lungo la statale. Da questo punto, è già possibile la navigazione su battello lungo la Drava.
Per questa sera Paolo ha prenotato un bell'albergo in piazza a Villach.
Il nome Villach deriva dalla stazione del dazio romano, ma i più antichi reperti attestano una presenza umana nell'area risalente già al tardo Neolitico.
Ceniamo con l'ennesima zuppa con frittata tagliata questa volta, insalata, tortelli della Carinzia, strudel con panna e per finire anche la grappa. Un giro a piedi in centro servirà un po' a smaltire, solo in parte, quanto mangiato e poi a letto presto.
Sabato 16 Luglio 2011 - Villach - Neuhaus
Partiamo da Villach con un tempo nuvoloso, ma senza pioggia. Oggi è la volta della tappa più dura. 118 chilometri di cui 60 in sterrato, ma è il tratto più vario di questo itinerario cicloturistico. A poca distanza dal percorso sorgono numerosi laghi. In particolare, meritano una deviazione, i laghi Wörthersee, Faaker See o Klopeiner See e presso Rosegg, la necropoli risalente all'epoca di Hallstatt.
La ciclabile della Drava ora corre per lo più su argini ben transitabili, attraverso l'incantevole valle Rosental. Impressionanti rocce e splendidi castelli e laghi rendono vario il paesaggio. In questa tappa merita di essere visitata anche Ferlach, la città degli armaioli.
Nel primo tratto la pista segue il corso pianeggiante del fiume, quindi si allontana per superare un piccolo colle, e poi tornando lungo il fiume scende e sale continuamente lungo la cima dell'argine. Un lungo tratto pianeggiante, lungo il fiume nei pressi di Ferlach, è poi seguito da salite e discese sul versante nord della valle.
A pranzo abbandoniamo la bella ciclabile per una sosta in una locanda, molto frequentata da numerosi ciclisti. Il pranzo prevede un piatto di Speck, che è servito misurandolo al metro su un vassoio, insalata di prosciutto e cipolle e per finire, un dolce. Il gestore ci da un menù tradotto in un improponibile italiano e consiglia di aggiungere all'insalata un indefinito "Olio nero" (aceto balsamico).
Belli pieni ci rimettiamo in marcia, quindi, lungo un tratto sterrato, Michele buca una gomma. Il pneumatico è deteriorato e occorre necessariamente sostituirlo. Dopo una veloce e temporanea riparazione, e otto chilometri, incontriamo la prima cittadina. Il gestore del battello turistico della Drava si offre di aiutarci. A lui consegniamo la ruota, che ci fa riavere riparata in breve tempo. Possiamo così riprendere il viaggio.
Attraversiamo un ponte ferroviario su una stretta e profonda valle. Questo ponte è normalmente usato per bunjee jumping e il suo basso corrimano crea un po' di timore a percorrerlo pedalando in bici. A breve distanza, un altro ponte sospeso mette nuovamente a dura prova le paure del vuoto. Questo è chiamato "il ponte tibetano", poiché è sospeso da funi e si cammina (non si pedala!) su delle assi di legno inchiodate.
I pendii boscosi scendono per lo più ripidi verso la Drava e per questo motivo il percorso, molto spesso, si discosta dal fiume e corre su strade poco trafficate.
Un piccolo intervento tecnico al manubrio di Luca, ci permette una piccola pausa e, a sera, siamo a Neuhaus alla Gasthof Sternjak (www.sternjak.at). "Portare il costume da bagno" aveva detto Paolino, "pare ci sia la piscina!", ma la temperatura non è per noi ancora adeguata a queste latitudini.
Per cena zuppa, insalata, arrosti vari, patatine fritte e dolci.
Domenica 17 Luglio 2011 - Neuhaus - Maribor
Oggi ci aspettano 86 chilometri di cui 20 in sterrato. La destinazione finale è Maribor, attraversando le cittadine di Lavamund e, dopo aver passato il confine sloveno, Dravograd e Vuzenica.
Partenza con il sole, finalmente! La pista ci conduce fino al confine Austro-Sloveno e alle foto di rito con il cartello "Slovenija", poi la strada cambia profondamente. L'asfalto non è più presente e dobbiamo evitare alcune grosse buche, lavori in corso e un traffico un po' più nervoso.
In questo tratto la pista ciclabile non è continua. A volte bisogna percorrere dei tratti su strade molto trafficate e in parte su strade non asfaltate. Pertanto, questa tappa non è adatta alle famiglie con bambini.
La Drava slovena, però, incanta per il paesaggio affascinante, la tranquillità e la quiete dei paesi. La prendiamo con calma. Pranziamo in una locanda dal fascino anni 60 dei nostri bar di provincia.
Lungo il percorso incrociamo due ragazze cicloturiste di Torino, che già avevamo incontrato nei pressi del ponte di ferro dello bunjee jumping. Fa parecchio caldo quando ci fermiamo a bere una Lemmon soda in un bar con il giardino esterno, dove chiediamo anche informazioni sul percorso.
Il tratto che porta a Maribor è assolutamente da sconsigliare a quanti non abbiano una adeguata preparazione ciclistica, sia per quanto riguarda la lunghezza della tappa, sia per quanto riguarda i dislivelli da coprire. Spesso con pendenze veramente notevoli su tracciati non sempre ottimali ma pur sempre interessanti sul piano paesaggistico.
Il percorso corre spesso a una quota maggiore della Drava, seguendo strade forestali, spesso sterrate e assolutamente prive di traffico.
Giunti a Podvelka, per evitare la statale trafficata che corre lungo la Drava, ci si inerpica su una collina che supera un dislivello di 200 metri, per poi ridiscendere con altri piccoli strappi fino a Ruse e poi a Maribor.
Maribor è situata sul fiume Drava, nel punto in cui si incontrano i monti Pohorje.
Arriviamo nel tardo pomeriggio e facciamo subito una sosta alla stazione ferroviaria per l'acquisto dei biglietti per il rientro. Le ferrovie slovene sono molto più convenienti di quelle Austriache!
Per il pernottamento Paolino ha prenotato a Villa Mira (www.booking.com/hotel/si/vila-mira.en.html). Ci accoglie il simpatico proprietario che soprannominiamo Bud Spencer per una certa somiglianza all'attore. La sua villa è arredata in modo che definiamo "strano". Un po' per così dire: "un luogo di incontri". Alcune foto alle pareti lo ritraggono con vari personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport. Una foto all'ingresso è con Berny Eccleston.
Ci rilassiamo un po' prima di cena, sdraiati in terrazza. "Bud" ci ha consigliato un buon locale in centro. Fette di pane col burro aromatizzato, cous cous con le verdure, bistecca con formaggio e funghi, patatine e dolce.
Una bella passeggiata serale in centro e nel parco poi, concludono la giornata.
Lunedì 18 Luglio 2011 - Maribor - Milano
Questa mattina sveglia un po' "aggressiva", come la definisce Paolino. Partiamo in treno da Maribor alle 06e50 sotto una leggera pioggia. Poi a Divaca si cambia treno per Sezana.
Sul treno facciamo colazione nel vagone predisposto un po' "Orient Express".
A Sezana riprendiamo le bici e attraversiamo il confine pedalando sulla strada statale. Poi, con una splendida discesa di 8 chilometri da Villa Opicina, scendiamo fino a Trieste.
Da Trieste riprendiamo il treno direzione Milano Centrale per essere a casa nella serata.
Sandro Foti

DRAURADWEG


La pista ha, in Carinzia, una buona segnaletica contrassegnata con la sigla R1. Un po' meno precisa è in Slovenia, dove spesso abbiamo dovuto consultare le nostre cartine e chiedere informazioni. Anche il manto stradale è ben curato nella prima parte, mentre in Slovenia il brecciolino o le strade in elevazione, consigliano una bici da trekking o mountain bike e il percorso è un po' meno adatto alle famiglie. La strada è tutta in leggera discesa fino a Lienz e per comodità la ciclabile della Drava ha disposizione il treno, che corre al suo fianco, nel caso siate stanchi o più probabilmente in caso di maltempo.




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