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Sandro Foti
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BICICLETTE > Il Cicloturismo - Viaggi in Bicicletta (CHE SONO DI PIU' GIORNI)
Da Praga a Vienna lungo la GreenWay
Il percorso della Greenway Praga-Vienna è costituito da un insieme di sentieri e strade di campagna, che permettono, al cicloviaggiatore, di scoprire luoghi molto interessanti e fantastici paesaggi, viaggiando lungo le più antiche rotte commerciali, come quelle del sale, dell’argento e dell’ambra. Lungo il viaggio si visitano castelli, borghi storici e si ammirano i più bei monumenti architettonici, alcuni dei quali sono dichiarati Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO. In bicicletta, attraverso prati profumati e colorati, è possibile, inoltre, osservare gli uccelli più rari, gustare i vini moravi e l’abbondante varietà di birre ceche che, indubbiamente, allietano il viaggio.
Dopo la rivoluzione cecoslovacca del 1989, un gruppo misto di appassionati cechi e americani, costituì le basi per questo particolare percorso. Sul modello della Hudson River Valley Greenway, il PVGW principale ora include anche ulteriori loop, che sono stati creati autonomamente dai vari gruppi ciclistici locali.
Oltre che in bici, una lunga serie di sentieri escursionistici, ben segnalati, si snodano dentro e fuori le città e i villaggi. A volte costeggiando la famosa Cortina di ferro, barriera impenetrabile per i paesi dell’est Europa, ormai smantellata da più di 40 anni. Si può usare anche la canoa lungo i fiumi della bella Moldava o Sazava, o godere di una passeggiata a cavallo nella tenuta del castello di Lednice, o intorno ai laghi vicino alla tranquilla Trebon.
Infine, si può partecipare a concerti e festival di alta qualità e incontrare la davvero ospitale gente del posto!
INFORMAZIONI GENERALI
Questo percorso è considerato adatto a ciclisti con un buon livello di fitness. Con familiarizzazione con il ciclismo su strada nel traffico e, per ragioni di sicurezza, insisto sul fatto che il casco sia indossato sempre in bici.
Flora e Fauna
Lungo le Greenways la fauna selvatica è ricca come la lista dei monumenti. È possibile visitare diverse riserve della biosfera dell'UNESCO e paesaggi protetti. Gli stagni di Lednice sono noti per i loro rari uccelli acquatici. La Biosfera della Palava Hills ha rari fiori selvatici alpini. Anche la riserva della Biosfera Trebon contiene alcune delle zone umide meglio conservate ed è ricca di uccelli. Il Parco Nazionale Podyjí vanta straordinario scenario naturale che si estende su 62 chilometri quadrati.
Quale Bicicletta?
Il Percorso Greenway Praga-Vienna, se pur in gran parte su strade abbastanza lisce e asfaltate e con alcuni tratti su sentieri sterrati, consiglia le bici da trekking o mountain bike, come ho avuto modo di verificare a mie spese. Quindi, attenzione! Vanno bene le bici da trekking, ma le bici da corsa non sono per niente adatte a questo viaggio!
Il Viaggio.
Martedì 22 Aprile 2014. Treno Milano Praga (14:10 – 10:31 del 23/04).
Il viaggio inizia con il raggiungere Praga in treno con la bici a seguito. Occorre fare dei cambi. Il primo convoglio è l’Eurocity Milano-Lugano, poi l’Intercity Lugano-Zurigo, quindi il City Night Line Zurigo-Praga. Su quest’ultimo treno un intero vagone è solo per le bici.
Mercoledì 23 Aprile 2014. Praga – Lesamy. Km 60.8.
Il punto di partenza ufficiale, chiamato il Greenway Trailhead della pista, è al Central Park di Praga. Si può facilmente raggiungere il luogo con la linea B della metropolitana dal centro in direzione di Zličín e si scede alla fermata "Hůrka". Chiaramente il trasporto della bici sulla metropolitana è gratuito! Al Central Park si attraversa la passerella fino a raggiungere il pannello di informazioni della pista.
Quindi…, Start!
Da qui occorre prendere la ciclabile segnata come Re-HL (Řeporyje-Hlubočepy) in direzione della periferia. Ma io ho programmato un differente punto di partenza!
Durante il mio precedente viaggio in bici da Parigi a Praga, il punto finale del viaggio fu il famosissimo Ponte Karlov, simbolo della città. Così, uscito dalla stazione centrale di Praga, mi dirigo direttamente verso il ponte. Attraverso il centro storico, ma, se pur velocemente, non manco di soffermarmi davanti all’orologio astronomico in piazza della città vecchia. In breve raggiungo il ponte a ogni ora gremito di turisti. Chiedo appunto ai turisti di aiutarmi nella classica foto di rito e sono pronto a partire. Facile il primo tratto, devo solo seguire il fiume sul lato sinistro in direzione sud. Mi sono di aiuto i molti segnali ciclistici e il mio fedele GPS.
Le piste in repubblica Ceca sono indicate abbastanza bene. Adesso punto decisamente a sud su un percorso poco lineare e proseguo in direzione di Kostel Narozeni Panny Marie sul lago Botic. La strada è abbastanza trafficata e risente ancora dell’influenza della vicina Praga.
È già ora di pranzo, con una deviazione giungo a Průhonice, ma a soli 30 km da Praga faccio fatica a farmi capire dagli abitanti del luogo. A Praga tutti parlano inglese e comunicare è davvero facile. Qui, invece inizio ad avere le prime difficoltà. In un piccolo bar cerco di spiegare che gradirei mangiare qualcosa, magari un panino, ma non c’è verso. Anzi, esprimendomi a gesti e indicando con le mani, addirittura creo ilarità tra i camerieri e gli avventori. In piazza per fortuna c’è un ristorante fast food e qui è più facile ordinare. Una bella e fresca insalata con riso è proprio quello che ci vuole. Dopo pranzo, e a poca distanza, il grande Průhonice Château Park, con una notevole collezione di alberi, mi impressiona per la varietà di rose in fiore e rododendri. All’interno del parco però, nonostante i 40 km di sentieri, non sono ammesse le biciclette! Quindi mi limito a un solo sguardo veloce dal cortile d’ingresso al lato del castello neo-rinascimentale che è la sede del Dipartimento Botanico.
Lungo la strada, alcuni piccoli borghi hanno un look moderno di periferia, mentre altri hanno mantenuto il loro carattere popolare e originale.
Dopo aver attraversato la città di Kamenice, il paesaggio cambia improvvisamente. Scendo attraverso la pittoresca e profonda valle di Čakovice Creek, fino alle rovine del castello di Zbořený arroccato sopra il fiume Sázava. Sono solo alla terza pagina del mio road book. Ho la sensazione che le “pagine” scorrano lentamente. Forse perché, affascinato dai luoghi, mi fermo spesso anche solo per una foto. Entro questa sera devo, però, arrivare alla quinta pagina! La campagna in questo periodo è fantastica. Spesso pedalo tra filari di piante di pesco e attraverso campi immensi di fiori gialli. Campi di soia, immagino. Nell’aria c’è un profumo persistente e rassicurante di primavera che esplode ovunque. In più la temperatura oggi è fresca, ma magnifica per pedalare.
Nei pressi di Krizovy Ujezdec costeggio le sponde del lago Samkův. Sarebbe un buon posto per una nuotata nelle calde giornate di sole. Oggi, no!
A Stirin, un bel castello costruito sulle basi di una vecchia fortezza è ora sede di un lussuoso hotel, circondato da prati all’inglese, laghetti e campi da golf. I paesini si susseguono poi veloci tanto da non riuscire a tenerne traccia di tutti.
Kamenice è una piccola città industriale. Nel 19° secolo, fu fortemente influenzata dalla potente famiglia dell’industriale Ringhoffer. Il magnate, venuto da Praga, inizialmente, aprì una fonderia di rame e in seguito una segheria, poi una fornace, un caseificio e anche una fabbrica di birra. Alla fine, la famiglia dell’industriale possedeva tutte le case della città, tra cui il castello! In ogni caso, la famiglia del barone si prese però cura del paesaggio circostante, imboschendo varie zone e creando il Ringhoffer Country Nature Trail. Il percorso, di 20 km, è oggi contrassegnato con insegne blu e conduce dal villaggio di Kamenice a quello di Mirošovice.
Alla confluenza tra il fiume Sázava e la valle Kamenice, che ho percorso, si scorge il castello di Zboreny o quello che ne rimane. L'imponente rovina, che offre oggi una splendida vista sulla valle, è gradualmente ripristinato da un'organizzazione civica locale, che organizza adesso delle rivisitazioni storiche e concerti durante l'estate.
Anche la piccola città di Týnec nad Sázavou si trova nella pittoresca valle del fiume Sázava. La ricca e lunga storia di questa città è ancora visibile in alcuni dei suoi monumenti, come la Rotonda romanica e la Torre Gotica del castello. In estate, è possibile salire sulla torre per godere di una vista della città e della intera regione. Attenzione però, all'interno della torre, dicono che si possono incontrare degli insoliti inquilini! Una colonia di pipistrelli! Týnec è anche una mecca per gli sport acquatici. Infine, è nota per la JAWA, azienda motociclistica di fama mondiale e gli appassionati di veicoli storici saranno interessati al Museo del motociclo che presenta auto d'epoca e antiche tecnologie.
Da Týnec nad Sázavou il percorso sale lungo strade tranquille e, subito dopo Podelust, mi dirigo, con una piccola deviazione, verso Lesany e l’hotel che ho prenotato.
L’hotel è in un cascinale ben attrezzato, utilizzato per ricevimenti e feste, offre molti spunti per foto artistiche. Parcheggio la bici nel locale del biliardo. Poi doccia e birra servono per rilassarmi un po’ prima di cena. Il barista accende il camino e un robottino tagliaerba, nel prato attiguo al ristorante, attira la mia curiosità. Il menù sulla carta è ricco, ma in questo periodo dell’anno non hanno molto, quindi mi accontento di hot dog e un dessert! Nel locale c’è anche una pista da bowling frequentata da molti giovani.
Giovedì 24 Aprile 2014. Lesamy – Plana Nad Luznici. Km 88.9.
Dopo la buona colazione con, tra l’altro, un ottimo formaggio erborinato, preparo la bici in una sottile nebbia mattutina. Ho speso per hotel, cena e colazione 1116 Kc (44 euro) e in breve ritorno sulla strada della Greenway.
Adesso pedalo attraverso un tracciato dolcemente ondulato, scendendo al villaggio di Červený Hrádek. Il percorso è molto bello, su strade poco trafficate e con un clima ideale.
A Neveklov incontro i numerosi edifici delle ex comunità ebraiche. La popolazione ebraica di questi luoghi pagò un duro prezzo durante la seconda guerra mondiale. Nella piazza principale, la colonna della peste è considerata un monumento alla deportazione della popolazione locale. Lascio Neveklov verso Hodětice.
Ed ecco il piccolissimo paesino di Hodětice. È difficile perdere la Chiesa gotica di San Pietro e Paolo, che una volta era parte di una fortezza medievale. Oggi però ne rimane solo la torre che funge da campanile. Nelle nicchie ai lati del cancello barocco si trovano le statue di San Pietro e Paolo.
Devo, però, fare una importante considerazione. La descrizione delle guide turistiche ceche, a mio avviso, enfatizza enormemente questi luoghi, che in realtà si rivelano spesso decisamente dimessi e, a volte, addirittura in semi rovina. Questo non mi permette di scegliere con razionalità i monumenti migliori da visitare.
Raggiungo Kosova Hora. Questa antica città è stata fondata dagli operai che lavoravano nelle miniere all’aperto dell'oro e dell'argento. Nel 1887, la città aveva la più alta percentuale di popolazione ebraica di tutta la Repubblica Unita. Oggi, restano solo la Sinagoga e, ai margini della città, il cimitero ebraico. Uscendo dalla città, mi dirigo verso Červený Hrádek. L'affascinante rosso castello neogotico di Červený Hrádek si trova nel mezzo di un bel laghetto con un interessante granaio barocco e un bel parco. Il castello fu però trascurato durante i 40 anni del regime comunista, e oggi, i nuovi proprietari si sono impegnati in un sostanziale ripristino, soprattutto supportati dall’uso del prospicente palazzo adibito a ristorante e sala per ricevimenti.
Purtroppo, devo saltare la visita alla città di Sedlčany, che è uno dei più antichi insediamenti in Boemia. A cavallo del 14° secolo questa importante città commerciale apparteneva alla potente famiglia dei Rožmberk, tanto che aggiunsero allo stemma cittadino, il loro, con cinque petali di rosa. Durante la seconda guerra mondiale, i tedeschi stabilirono qui una grande base di addestramento per le loro unità delle SS, e nel 1943 tutti i suoi abitanti furono deportati.
Il percorso ciclistico numero 11 continua da Sedlčany in direzione della città di Sedlec-Prčice. Il paesaggio ora cambia e si pedala attraverso l'affascinante bacino boemo di Merán abbracciato tra le creste delle colline di Čertova Hrbatina. La regione, incredibilmente, prende il nome dalla città italiana di Merano! Dicono a causa del suo clima mite e a una vista spettacolare delle colline!
Avvicinandosi al villaggio di Jesenice, non posso mancare di notare la torre dominante la chiesa barocca della Santissima Trinità. Poi proseguendo, al bivio per il villaggio di Martinice, una statua del 18° secolo di San Giovanni Nepomuceno (protettore degli annegati), è nei pressi del ponte in pietra.
Nella valle del fiume Moldava e dei suoi affluenti, tra profondi canyon, colline e fattorie ben curate, si scoprono borghi, villaggi incontaminati, castelli storici e chiese che ospitavano i pellegrini durante il Medioevo.
Dopo qualche chilometro, entro nella città di Sedlec-Prčice. In verità le due città di Sedlec e Prčice, cresciute separatamente, si unirono in una sola solo nel 1957. Qui ci sono molti luoghi interessanti da visitare. A Prčice, la Chiesa di San Lorenzo, un piccolo Museo Regionale e un gradevole parco e a Sedlec, la Chiesa di San Girolamo.
Ma la cosa più per me interessante è che, ogni primavera fin dal 1966, viene organizzata la popolare passeggiata da Praga a Prčice! Centinaia di persone ne prendono parte, percorrendo ben 50 km e sperando di vincere il trofeo del "Prčice Clodhopper" (scarpone di Prčice). Infatti, una sua scultura in pietra decora la piazza principale. Da qui altri interessanti percorsi sono tutti da esplorare.
Passato Sedlec-Prčice, una salita ripida sale al villaggio di Cerveny Újezd. Dura salita ma la ricompensa è una splendida vista su tutta la regione. A Cerveny Ujezd, l'interessante chiesa gotica di San Matteo domina il paese con le sue originali e appuntite finestre, che sono una rara caratteristica architettonica.
Quindi, il percorso scende dolcemente verso il villaggio di Borotín. Ne approfitto per un giro in città. Il pittoresco villaggio mi affascina con la sua atmosfera accogliente delle case attorno alla piazza del mercato. Le dolci colline della campagna circostante, tra laghetti e boschi, lungo i sentieri che costeggiano i campanili, le cappelle, le croci, completano il quadro perfetto.
Da qui, le colline scendono gradualmente e passo attraverso villaggi tranquilli con l'architettura tipica della Boemia meridionale, con le facciate delle case decorate per lo più da disegni circolari e onde.
Ora, piccola deviazione per Kostelec dopo Novy Kostelec. L'imponente chiesa della Natività della Vergine Maria, già da lontano, indica la posizione del villaggio. La sua struttura gotica conserva ancora alcune delle sezioni romaniche originali, come la torre angolare e l'abside orientale. Successivamente supero la città di Radkov.
Il sentiero già nei pressi della bellissima città storica di Tábor, diventa molto affollato di ciclisti e già la tortuosa stradina di accesso riflette la sua importante storia medievale.
Occorre programmare almeno un paio d’ore per esplorare Tábor, la città Ussita, e sperimentare la sua atmosfera medievale. La vecchia città di Tábor si trova in alto su una rupe rocciosa sopra il fiume Luznice. Fu fondata, nella sua posizione strategica, nel 1420 da un gruppo di Ussiti, seguaci del riformatore Jan Hus. Questi poi, guidati dal leggendario guerriero Jan Zizka, con le sue spedizioni militari, resero famosa la città. Uno dei luoghi più belli è la piazza Zizka con le sue case d'epoca. In piazza è tempo per un bel gelato da 10 Kc ovvero 35 centesimi di euro!
Nei pressi della città, la diga sul lago Jordan fu costruita nel 1492, ed è oggi la più antica diga in Boemia.
Sulla strada per Klokoty, incontro un bellissimo viale di tigli e poi, seguendo il percorso 11 e salendo una collina, raggiungo Lom.
Il mio percorso ora continua sulla numero 32 e mi porta a Plana nad Luznici. Raggiunta questa città, devo fare attenzione al crescente traffico automobilistico e sono arrabbiato perché sto tenendo una media molto bassa (11 km/h) e, come se non bastasse, inizia a piovere. Dapprima finemente e cerco di velocizzare per raggiungere in fretta il secondo hotel. Ma nulla, devo indossare gli indumenti da pioggia. La famiglia che mi ospita è alle porte della cittadina. Hanno una bella villetta su due piani con giardino. Sono un po’ bagnato quando arrivo e mi avvisano subito che vorranno 20 euro aggiuntivi per la pulizia della stanza! Accetto, anche perché ho poche altre alternative e mi accompagnano in stanza. Malgrado ciò, l’accoglienza è piacevole con una fumante tazza di the. La stanza ha mobili un po’ datati, ma fa bella mostra una radio antica in un mobile di legno. Sono una coppia molto simpatica che conosce bene il tedesco, ma io non lo so! Così lui telefona a suo figlio che, in inglese, fa da interprete. Mi consigliano un bel ristorante a poche centinaia di metri dalla casa e mi accompagnano approfittando della schiarita per una passeggiata. Entrecôte, purè, fagiolini, pera cotta con marmellata, per 338 Kc (13.50 euro).
Venerdì 25 Aprile 2014. Plana Nad Luznici - Slavonice. Km 83.8.
La colazione è fantastica. Servita in un locale attiguo alla mia camera e con i due coniugi che si alternano a servire numerosi piatti. Tutto molto buono e apprezzo molto un ottimo formaggio, l’insalata di pomodori e cetrioli, poi miele e yogurt. Le colazioni devono essere sempre adeguate allo sforzo che si intraprende!
Oggi è molto nuvoloso, ma non piove. Passato Plana nad Luznici inizio la salita al belvedere Habri, dove ho una bella vista di Sezimovo Usti, Tábor, e altipiani Jistebnice. Continuo attraverso i campi, vecchi fienili e boschi fino a raggiungere Tucapy.
Questo paese è dominato dalla chiesa di San Giacomo e, nel sud della città, si trova un antico cimitero ebraico. Tucapy è la città natale del compositore ebreo Karel Ancerl che ha diretto l'Orchestra Filarmonica Ceca fino all'invasione russa del 1968, dopo di che emigrò in Canada, dove successivamente divenne il direttore della Toronto Symphony Orchestra.
Da Tucapy proseguo attraverso dolci colline con tanti piccoli stagni fino al villaggio di Dirna. A Dirna, la fortezza medievale è circondata da un bel giardino all'inglese, ma il castello è oggi trasformato in pensione.
Ed eccomi a Červená Lhota, quando il cielo schiarisce un po’. Il suggestivo castello, con il suo tipico colore rosso e la sua posizione romantica su una scogliera di fronte al lago, è una famosa attrazione turistica. Un ponte sul lago ne permette l’accesso e in un bel parco, un percorso di circa un chilometro ne gira intorno. Da questa passeggiata si ottiene una incantevole vista del castello con la sua immagine riflessa sulla superficie sull'acqua che incanta tanti fotografi.
Da Cervena Lhota si può fare una breve deviazione per il piccolo villaggio di Destna dove è fortemente pubblicizzato il Rope Fare Museum, il davvero inusuale museo della corda!!! Destna era, invece in passato, famosa come un luogo di terme e giustamente nel 1602, la cappella di San Giovanni Battista fu eretta sopra la fonte dell’acqua miracolosa.
Poi proseguo lungo il percorso in direzione di Pluhův Žďár, con un sentiero che entra in un bosco e inizia a salire.
Continuo per Studnice, dove proseguo in direzione di Velky Ratmírov e Děbolín in una regione che offre numerose passeggiate a cavallo, mentre a Děbolín si ha la possibilità di acquistare belle ceramiche, ma si può anche provare a prendere parte attiva ai vari mestieri tradizionali.
Grazie alla sua vantaggiosa posizione, sul crocevia di importanti rotte commerciali, Jindřichův Hradec è stata classificata come una delle più grandi città del regno ceco. L’elegante castello rinascimentale, dall’alto, domina tutta la città. Situato su un ansa del Lago Vajgar, si specchia sulla sua superficie, divenendone il simbolo. E grazie alla tradizione secolare e ai suoi grandi monumenti è diventata un vivace centro di vita sociale e culturale.
Splendido è il padiglione situato nel giardino, dotato di una geniale acustica e dedicato alla musica, ma solo di recente. Infatti, in passato servì per immagazzinare la legna, la selvaggina o, addirittura, utilizzato come stalla! Soltanto recentemente si è riusciti a cambiare la sorte anche della residenza nobiliare, restituendole, attraverso un’accurata ristrutturazione durata ben 20 anni, la sua bellezza sublime. Oggi il castello è prevalentemente utilizzato come spazio espositivo. Sulla piazza si può ammirare la lunga fila di case rinascimentali con le strutture gotiche, riccamente ornate. È inoltre possibile visitare il giardino nel monastero nel centro della città, dove si svolgono, durante l'anno, varie manifestazioni.
Tra le città di Jindřichův Hradec e Trebon è il distretto dei laghi della Bohemia.
Questa sezione della Greenway è in un vasto e idilliaco parco in cui prati e querce solitarie sono mescolati con boschi profondi, campi e laghi mozzafiato. La regione ha cominciato a fiorire intorno alle città fortificate di Jindřichův Hradec e Trebon nel 13° secolo. Le città hanno poi raggiunto il loro picco come centri di cultura e commercio sotto la famiglia Rozmberk, che, si dice, potevano andare da Praga a Linz senza lasciare loro proprietà!
Il paesaggio qui è stato modellato, nel corso dei secoli, dal prosciugamento delle paludi. Infatti, i numerosi corsi d'acqua dalle montagne a sud sono stati arginati, creando una rete di Rybnik (laghi), alcuni dei quali grandi fino a 15 chilometri di circonferenza, che hanno incrementato l’industria della pesca.
Da Jindřichův Hradec proseguo attraverso la valle del fiume Nezarka.
Prima di Malikov Nad Nezarkou, il percorso inizia una risalita lenta e il carattere del paesaggio cambia. Questa zona ha una bassa densità di popolazione in un paese leggermente collinare con boschi e prati, dove le numerose mucche sono al pascolo. La campagna ricorda il Canada. Così dicono gli abitanti, tanto che è stato dato il soprannome di "Canada Ceco". Molti negozi, addirittura, vendono piccole riproduzioni delle alci canadesi!
Eccomi a Malikov Nad Nežárkou, villaggio dalle tipiche aziende contadine boeme.
Il cielo ora alterna nubi e sole, ma vento contro a volte è molto intenso. Nova Ves è un originale villaggio dove la piazza è stata costruita a forma di ferro di cavallo. Il villaggio è stato dichiarato Patrimonio Protetto.
Giungo a Perslak. Qui si trovano delle ex caserme militari, ora adibite ad albergo. Di fronte a questo edificio, su di una roccia è scritto a grandi lettere "Cecoslovacchia è nostra e nostra rimarrà". La pietra fu posta, nel 1938, dai membri dell'unità di difesa nazionale durante il periodo di minaccia della Germania nazista.
Nel villaggio di Novy Vojirov, invece, è l'ex scuola che attualmente serve come pensione.
Eccomi a Nova Bystrice. In città il “solito castello medievale” oggi è stato trasformato in palazzo di abitazione privata. La mia attenzione, però, è per la chiesa gotica di San Pietro e Paolo e la casa “imperiale” di Merchant in piazza.
A Klášter, la imponente chiesa monumentale della Santissima Trinità, era in precedenza parte di un vasto monastero, ma a soli 3 km, è possibile visitare il Museo della Difesa, dove si possono vedere un certo numero di bunker in cemento degli anni 1936-1938. Visitare questi bunker, con il loro arredamento dell'epoca, porta a rivivere l'atmosfera dei tempi prima della guerra.
Ad un tratto… un rumore sordo proviene dalla ruota posteriore della mia bici! Ho rotto un raggio. Il peso delle sacche, le strade non in perfette condizioni e gli sterrati a volte molto duri hanno contribuito al danno. Non ho purtroppo un raggio di scorta e, per il momento, continuo il mio viaggio, ripromettendomi di fermarmi alla prima ciclofficina.
La strada entra nel bosco e sale alle rovine di Landstejn. Il mio GPS mi informa che sono nel punto più alto del mio viaggio, a 703 m slm. Prima di raggiungere la città di Landstejn e, esattamente un ora dopo, rompo un secondo raggio! Adesso devo raggiungere una ciclofficina al più presto! Slavonice dove ho programmato la mia sosta non è lontana. Comunque passo per il castello di Landstejn. Questo castello medievale fu fondato, per proteggere non solo le rotte commerciali della regione, ma anche il confine del paese. La gloria della sua roccaforte si concluse però nel 1771, quando purtroppo, bruciò. Da allora è rimasto inabitabile e in decadimento. Malgrado ciò oggi Landstejn è una delle rovine più popolare per i turisti.
Poi scendo a Stare Mesto pod Landštejnem. La chiesa gotica Nanebevzetí Panny Marie domina la città, che si trova in fondo a una valle circondata da boschi.
Sulla collina dietro Stare Mesto, proseguo in direzione di Mariz. Su questa rotta, in una zona boschiva, in una valle poco profonda, una pietra di demarcazione indica il confine storico tra la Boemia, la Moravia e l’Austria. Con la ruota posteriore danneggiata cerco di evitare, con attenzione, ogni sasso e ogni buca.
Ed eccomi finalmente nella bellissima città rinascimentale di Slavonice. Mi fermo in hotel giusto un momento. Lascio le borse nella hall e corro in una cicloffocina per sostituire la ruota prima della chiusura serale. Mi costa 928 Kc (33 euro) la sostituzione, ma non ho scelta. La cittadina è davvero bella e vivace. In piazza stanno preparando, per domani, una camminata in nordic walking che coinvolge tutti gli abitanti e la partenza è proprio davanti al mio hotel. In un ristorante, in piazza, incontro una coppia di inglesi, qui in vacanza in moto. Parlo a lungo con loro. Mi suggeriscono, a bassa voce, di non prendere il vino, che non trovano gradevole malgrado la presenza in città di molte cantine. La pasta alla carbonara, invece, è molto buona! Poi, un gelato in piazza conclude la serata in compagnia.
Slavonice è un raro esempio di approccio urbanistico medievale di città fortificata. Lungo le rotte commerciali che trasportavano il sale, ambra, argento e oro, la città si sosteneva con i soli pedaggi praticati ai mercanti e che permisero il suo fiorire con la costruzione di case da favola e nobili piazze. Infatti, Telc e Slavonice sono considerate tra le più belle città rinascimentali di tutta Europa. Nella piazza posso ammirare le case con i loro tetti tipici e i graffiti ornamentali. Due cancelli gotici e i resti delle mura medievali ricordano i tempi in cui la città era un luogo importante e vivace, posto sulla via commerciale. Una torre dell'Unione dei Tessitori, domina la città e offre una vista ineguagliabile sulla campagna. Il sentiero Grasel che inizia qui, per 23 chilometri, percorre i luoghi storici dove ha “operato”, tra il 18° e 19° secolo, il temuto bandito Johann Georg Grasel. Il suo nome divenne la parola comune "grázl", che in ceco significa, in qualche modo, mascalzone. Ovvero, una parola simile, che qui non posso scrivere!
Sabato 26 Aprile 2014. Slavonice - Hevlin. Km 112.0.
Già dalla mattina presto la piazza è in fermento per l’imminente partenza della nordic walking. Dopo la colazione, incontro gli inglesi della cena della sera precedente, anche loro pronti a partire con la loro moto. Ho speso 1090 Kc (39 euro) per l’hotel e la colazione. Dovrei avere a questo punto abbastanza moneta locale per completare la parte ceca del viaggio.
Dalla piazza di Slavonice continuo attraverso dolci colline. Ci sono un paio di salite, ma con una bella vista prima di scendere di nuovo nella valle.
È molto nuvoloso, quando attraverso vari paesi prima di arrivare a Vratěnín.
La campagna scarsamente popolata è vicino al confine con l'Austria. A volte pedalo a solo poche centinaia di metri dalla ex cortina di ferro. Punteggiano il paesaggio, lungo la strada, piccoli bunker di cemento, che sono i resti della linea di difesa contro l'esercito tedesco durante la seconda guerra mondiale, ma che, alla fine, non furono mai utilizzati.
A Uherčice scopro un altro gioiello. Il vecchio complesso del castello, dopo anni di abbandono durante il comunismo, ora è aperto al pubblico con diverse sale squisitamente restaurate e circondato da giardini romantici e un parco in stile inglese.
Da Uherčice, scendo in profondità nella valle del fiume Dyje, per poi risalire ad un altopiano dove continuo attraverso i campi e i villaggi incantevoli di Stalky e Šafov.
A Stalky, villaggio di confine con la sua chiesa tardo gotica, si può trovare alloggio e una deliziosa cucina. Una ex casa parrocchiale e la fattoria che sono state accuratamente restaurate ed è ora gestite da due artisti.
Eccomi a Šafov, qui lo sport più praticato è l’equitazione. A nord, oltre Šafov, verso Starý Petřín, si arriva a un cimitero ebraico abbandonato con le sue vecchie lapidi, in piedi, come alte sentinelle sopra lo stagno Podvesný, habitat per una grande varietà di uccelli.
Quando mi avvicino alla foresta del Parco Nazionale di Podyjí torno a scendere di nuovo. Una vista si apre improvvisamente davanti al magnifico e stravagante castello di Vranov, che sorge sopra il fiume Dyje, uno dei siti più fotografati lungo le Greenways. La sua cappella e la Sala degli Antenati sono opera del famoso architetto austriaco Johann Bernard Fischer von Erlach, lo stesso progettista del bellissimo castello di Schönbrunn, che visitai nel mio precedente viaggio, in bici, da Milano a Vienna. Mozzafiato è anche il bangee jumping che si apprestano a praticare alcuni appassionati dalla vicina alta diga.
Dalla diga di Vranov, proseguo e salgo fino al villaggio di Lesná per immergermi nella splendida natura selvaggia del Parco Nazionale di Podyjí con i suoi canyon tagliati dal fiume Dyje. In alcuni punti mi trovo su stradine di campagna a più di 200 metri a strapiombo senza protezione alcuna. Il sentiero qui è molto impegnativo e alcuni cartelli avvisano perentoriamente che è accessibile ai soli ciclisti esperti e biciclette adatte (no for skinny tire bikes). In ogni caso sono sempre disponibili percorsi alternativi più fattibili. Poi, di nuovo, scendo fino al fiume per risalire di nuovo in cima alla scogliera. Spesso, in questi tratti, necessariamente devo spingere la bici.
Questa regione di confine, vicino alla cortina di ferro, ha conservato uno scenario straordinariamente incontaminato e i sentieri sono marcati con segni colorati sugli alberi. Il parco si estende su 62 chilometri quadrati di foreste uniche e vergini, fiumi serpeggianti, e alte scogliere con rara vegetazione.
A Lesnà, sul lato est del villaggio, verso Znojmo, è possibile pranzare in un ex mulino a vento restaurato. Un'altra attrazione locale è anche il Motorcycle Museum.
A Cizov, invece, sono ben conservati ancora i segni della frontiera fortemente controllata durante i 50 anni di guerra fredda. Questo è l'unico resto della cortina di ferro nella Repubblica Ceca. Una specie di memoriale o un semplice monumento alla regione e la sua storia non così lontana.
Questa zona è riportata sul mio road book come “wild road”. In effetti, spesso percorro strade in salita e con grosse pietre così che spesso scendo e spingo la bici e, ogni tanto, scelgo, con l’aiuto del GPS, dei tagli su strade trafficate, ma asfaltate.
Circa 5 km dopo Lukov ho due scelte. Continuare sulla pista ciclabile numero 48 attraverso il Parco Nazionale Podyjí, o accendere alla ciclabile numero 5000 verso la città storica di Znojmo situata a 12 km. Sulla strada per Znojmo, potrei fermarmi al belvedere Králův Stolec, ma decido di non fare questa deviazione.
Questa zona della Moravia meridionale, per migliaia di anni, è stata un confine naturale, sorvegliato da castelli medievali. I castelli e le città di Vranov, Znojmo e Bitov sono qui l'attrazione principale. La viticoltura, invece, arrivò fin dal primo secolo d.C., con le legioni romane con i loro accampamenti sulle sponde del fiume Dyje.
Ed eccomi ad un altro bivio. In una zona boschiva il GPS mi suggerisce la strada diritto a me, ma i cartelli invece a sinistra. Sono indeciso, ma in breve sono raggiunto da un paio di ciclisti in MTB. Si fermano e mi suggeriscono il percorso a sinistra che fanno anche loro per raggiungere, poco lontano, una particolare festa del vino.
Mi spiegano di seguire i segni giallo e rosso sugli alberi che sono anche per bici. Quelli bianchi e verdi invece sono per escursionisti a piedi. Seguo i due bikers per un po’, ma sono, per me con la citybike e le borse, troppo veloci.
Alla curva più meridionale del fiume Dyje una nuova salita attraversa delle pittoresche terrazze coperte dai famosi vigneti. Qui le ottime condizioni contribuiscono all’alta qualità dei vini prodotti. Frequentemente è possibile gustare il vino presso gli stand di degustazione proprio situati direttamente nei vigneti, raggiunti in bici da centinaia di ciclisti. Centinaia, non esagero! Forse è questa la festa del vino di cui parlavano i due bikers! Attenzione però il tasso alcolico in Repubblica Ceca è zero anche per i ciclisti, ma per noi pare che la polizia chiuda un occhio. Ciò non giustifica, in ogni caso, un comportamento poco accorto anche sui pedali.
Questa area è davvero wild! Ad un tratto sono su uno strettissimo sentiero sterrato tra due profonde scarpate. In tanti, in bici, ci fermiamo a fotografare. Poi un brivido mi attraversa la schiena quando mi accingo alla stretta e poco stabile passerella sospesa sopra il fiume Dyje. Solo nel 2002 è stata ricostruita dopo una grande alluvione. Il suo restauro è stato uno dei progetti delle Greenways.
Eccomi a sfiorare Hnanice. Questo tradizionale villaggio viticolo si riconosce da lontano per la sua Chiesa di St. Wolfgang del 15° secolo. La cappella adiacente ha un pozzo all'interno con dell’acqua che si ritiene sia miracolosa.
Lungo la strada vedo, seduti ad un bar, i due bikers incontrati precedentemente che mi salutano alzando un boccale di birra. Ma come birra?! Questa non è zona di vino?
Non appena lascio il Parco Nazionale Podyjí, una magnifica vista sulla campagna si apre davanti a me. Qui adesso sono nel cuore della Moravia meridionale. Tutto il suo paesaggio, l'architettura e le tradizioni sono qui modellati da centinaia di anni di vinificazione. Si ritiene che sia stata la decima legione romana, che aveva un accampamento sotto le colline di Palava vicino a Mikulov, a portare la cultura del vino in Moravia.
A Šatov, una visita al Painted Wine Cellar (Malovaný Vinařský sklep, bottega), con le sue curiose decorazioni, è un obbligo. Ma non solo vino. L'argilla di alta qualità trovata nelle vicinanze di Šatov è utilizzata nella produzione locale di piastrelle di ceramica, chiamate zvonivky (Klinker da noi, che dall’olandese significa risuonare), che prendono questo nome per il suono che fanno quando sono colpite.
Ed ecco ancora i due bikers a un ennesimo bar! Li stanno passando tutti? Mi riconoscono e a questo punto, per la sorpresa, è necessario fermarsi e fare una foto commemorativa!
Qui, per gli appassionati di storia, i bunker di difesa della seconda guerra mondiale, sono aperti al pubblico.
Poi il villaggio di Slup fu fondato nel ‘200 dall’Ordine delle suore cistercensi di Oslavany ed ha conservato il suo aspetto attuale dai tempi del rinascimento. Nel centro del villaggio fu costruito un mulino idraulico sul fiume Thaya (nome austriaco dello stesso Dyje). La struttura, munita di quattro ruote funzionanti, è uno straordinario monumento tecnico. Una esposizione rappresenta, per gli amanti della meccanica dei tempi antichi, le sue funzioni direttamente mentre gira e apprendere quindi il procedimento della macinazione del grano.
Domina il villaggio di Jaroslavice un ennesimo bellissimo castello barocco, che si trova su una rupe sopra la città, e offre viste panoramiche sui dintorni. Attualmente un ampio restauro è in corso dai nuovi proprietari. Qui fu addirittura trovato un insediamento di cacciatori di mammut della età della pietra e, nelle vicinanze, si trovano degli stagni inclusi nella rete di Natura 2000, il registro europeo della conservazione della natura, soprattutto per le grandi colonie di nidificazione di specie uniche di uccelli.
Attraverso Hrádek u Znojma la cui strada nel centro città è sterrata! Continuo poi a lungo attraverso campi e vigneti, soprattutto su strade, adesso asfaltate, e un tempo utilizzate per pattugliare la Cortina di Ferro durante la guerra fredda. La strada, è ancora dotata di un sistema di segnalazione che rendeva praticamente impossibile attraversare il confine. Queste strade usate dalle pattuglie di frontiera, oggi sono l'ideale per andare in bicicletta.
Mi fermo a dormire a Hevlín, a casa di una simpatica coppia di coniugi, in una bella palazzina di un nuovo quartiere. Mi ospitano al primo piano dove era l’appartamento della loro figlia, che ora lavora a Praga. Lui è pediatra e parla bene inglese.
Hevlín è il punto dove la strada passa più vicino al confine tra la Repubblica Ceca e l’Austria. Qui si potrebbe a piedi prendere il percorso per la città di Laa an der Thaya. Molti, infatti, attraversano il confine per immergersi nelle loro calde acque termali.
Ceno in paese, che però non offre molto. In un ristorante dal sapore “filosovietico” prendo una zuppa di verdure, carne con funghi, frutta e dolce per 338 Kr (circa 16 euro).
Domenica 27 Aprile 2014. Hevlin - Wilfersdorf. Km 71.7.
La colazione non è abbondante, ma la signora mi regala una confezione di biscotti tipici della zona. Spendo solo 25 euro. Hanno chiesto il pagamento in euro perché, mi dicono, spesso fanno spesa nella vicinissima Austria.
Parto da Hevlín e proseguo in direzione di Nový Přerov con un discreto vento contro.
Eccomi a Nový Přerov. Vicino alla chiesa, si trova una storica casa colonica accuratamente restaurata, dove è possibile affittare un cavallo e cavalcare al tramonto tra i vigneti!
Dopo Nový Přerov, proseguo tra vigneti e campi. Adesso il vento contro è tale che lo definisco: “inaudito”! Il vento contrario mi porta un piccolo momento di abbattimento. Lo supero velocemente però con una vista mozzafiato sul paesaggio unico della Moravia meridionale, le cui bianche formazioni calcaree delle colline del Palava (Pavlovské vrchy) sono parte della Riserva della Biosfera dall'UNESCO della Bassa Moravia.
Raggiungo il centro della antica città magica di Mikulov con una deviazione sul percorso. La caratteristica dominante di Mikulov è il maestoso castello barocco costruito su un
poggio roccioso sopra la città e presenta, manco a dirlo, una mostra sulla viticoltura, e la sua cantina ospita la più grande botte di vino d’Europa, che risale al 1643. La storica piazza della città è anche famosa per le sue case rinascimentali dei mercanti.
Prima della seconda guerra mondiale, Mikulov era la seconda più grande comunità ebraica dopo Praga.
Proseguo attraverso le dolci colline per un'altra importante città storica, Valtice.
Ho ancora un po’ di banconote della repubblica Ceca. Non ho intenzione di cambiarli in euro e quindi decido di fermarmi in città in un ottimo ristorante nel castello. Il pranzo in uno dei suoi cortili è davvero molto buono!
Valtice fu sede della famiglia Liechtenstein. Proprio quelli dell’omonimo principato. La storica città di Valtice si trova nella zona di un antico insediamento, in cui furono scoperte prove dell'epoca neolitica. L'attrazione principale è appunto il castello barocco, elegante e ben conservato, era la residenza invernale della ricca e potente famiglia dei Liechtenstein. Questo edificio è collegato alla loro residenza a Lednice, attraverso il più grande parco naturale paesaggistico in Europa. Conosciuta come la Tenuta di Lednice-Valtice, questo "paesaggio culturale" è stata inclusa nella lista UNESCO del Patrimonio protette.
Questo parco, permette di viaggiare attraverso boschi, prati, stagni, tra le rocce calcaree, e incredibilmente, tra la più grande collezione di piante nordamericane fuori del Nord America!!! Dopo pranzo ritorno sul percorso 411 che lascia la Repubblica Ceca fino al valico di frontiera, poi la Greenway continua in Austria in direzione di Schrattenberg.
La frontiera Ceco-austriaca è in cima a una collina, dove trovo una bellissima vista che si apre sul lato settentrionale della regione del WeinViertel, un paesaggio caratterizzato dalla tradizionale viticoltura. Dopo aver pedalato attraverso la frontiera, scendo per una ripida strada. Nascosto tra i vigneti, scorgo il villaggio di Schrattenberg che è il primo incontro con l'Austria.
Qui, una piccola deviazione, mi porta nel folle villaggio di Herrnbaumgarten con i suoi strani oggetti. Questo villaggio è veramente folle! Ogni estate vengono, per esempio, qui organizzate delle strane Olimpiadi! La corsa delle lumache o il lancio dell’asciugamano sono alcune delle gare proposte. Non manco di visitare il Nonseum. Questa è una collezione di scoperte e invenzioni uniche di cui, però, non se ne ha bisogno alcuno! Torno poi fino a Poysdorf, il centro del vino di questa regione.
Questa crescente città, con la sua chiesa barocca di San Giovanni, è la capitale dello spumante austriaco. Dalla cinta muraria si gode di una magnifica vista dei suoi dintorni e, dietro la chiesa, si può visitare una interessante cantina storica chiamata in dialetto locale "Gstetten", che offre degustazioni di vino e cibo locale.
Attraverso Walterskirchen e, dopo aver passato il ponte sul torrente Zaya, mi immetto sul percorso ciclistico internazionale EuroVelo 9, che collega le città di Pula in Croazia con Danzica in Polonia, passando per la Vienna, capitale austriaca. In questo mio ne seguo la sola parte lungo il torrente Zaya.
A Bullendorf svolto bruscamente a destra per una visita del castello della famiglia Liechtenstein a Wilfersdorf, che è la sede originale dei principi. Il villaggio è incastonato tra le basse colline con una splendida vista sulla valle. Il fondatore di questa nobile famiglia il principe Gundaker viveva in Wilfersdorf e qui morì nel 1658, mentre i suoi discendenti sono ora residenti nel Principato del Liechtenstein.
Adesso sono nella regione Leiser Berge-Mistelbach e il percorso torna a Hobersdorf e continua sulla EuroVelo 9 fino a Mistelbach, centro economico e culturale della regione. Da un punto di vista agricolo è interessante notare che qui la viticoltura svolge invece un ruolo minore. La regione è infatti dominata dalle piantagioni di barbabietole da zucchero, dalle piante utilizzate per il loro olio e il mais. Vale anche la pena menzionare il grano duro che è di straordinaria qualità e la cui produzione viene esportata anche in Italia.
Ecco il motel che ho prenotato. Non c’è una reception, ma una macchinetta nel cortile che consegna la chiave della stanza dopo l’inserimento dei propri dati e un codice che ho ricevuto via mail. È abbastanza spartano e per sicurezza porto la bici in stanza. Torno a piedi a visitare il castello e cenare in una pizzeria. Qualche ora di relax e un buon sonno, anche se la stanza è particolarmente umida, mi prepareranno, domani, all’ultimo giorno in bici.
Lunedì 28 Aprile 2014. Wilfersdorf - Vienna. Km 67.0.
Ho gli occhi gonfi per il troppo vento di ieri, ma questa ultima tappa è la più breve. Infatti, ho pianificato l’ultimo tratto più breve per raggiungere Vienna dopo pranzo o nel primo pomeriggio e avere così il tempo di organizzare il ritorno a Milano in treno.
Il cielo oggi è terso! Dopo colazione partenza e… dimentico di riempire la borraccia. Un problema, perché in Austria non è facile trovare fontane con acqua potabile lungo il percorso. Importante, soprattutto in questi viaggi, è mangiare adeguatamente e bere molto spesso, senza mai arrivare alla crisi di fame o alla disidratazione.
Uscito dal parcheggio del motel, come indicato sul mio GPS e nelle mappe, passo attraverso una fabbrica per l’estrazione dello zucchero dalle barbabietole, ma, attraversato il lungo viale trafficato da camion intenti a scaricare i tuberi, l’ultimo cancello in fondo all’impianto è chiuso. La pista è proprio al di la. La vedo! Niente, devo tornare indietro e fare un giro enorme per ritrovarmi, dopo 20 minuti, sulla strada dall’altra parte del cancello!
Mistelbach è un vivace centro economico, medico e culturale. La scalinata barocca della Chiesa (Kirchberg) è molto interessante, come lo è la chiesa gotica di San Martino (Martinskirche) con all’interno una statua di pietra di sabbia. Dalla grande piazza della città con la Colonna della Trinità, prendo una stradina per il municipio di Barock-Schlössl. Questo edificio ospita un torchio risalente intorno al 1727.
Da Mistelbach pedalo lungo il torrente Zaya, sulla pista ciclabile principale numero 5 fino a Asparn. Lascio poi la valle dello Zaya e seguo il torrente Taschlbach. Proseguo quindi per Paasdorf dove si può visitare un "paesaggio culturale", con diversi pezzi d'arte contemporanea.
Dopo questa breve deviazione sulla pista ciclabile numero 5, torno ancora all’EuroVelo 9 fino a Ladendorf. Qui ho la possibilità di visitare un giardino in stile inglese della famiglia Köhler e anche il grande viale a quattro file di tigli. Vado a Eggersdorf e dopo questo paese giro a sinistra. Attraverso la strada principale e poi raggiungo Herrnleis, un piccolo, tipico villaggio del Weinviertel con case coloniche tradizionali. Da Herrnleis proseguo su di un percorso detto "Alaska". Il nome "Alaska" deriva, probabilmente, dalla zona collinare su un tratto un po' difficile, per quanto riguarda le condizioni fisiche e i freni della mia bici. Ma ricompensato da una splendida vista sulla regione.
Ora sono nella Regione del Gemeindeamt Wolkersdorf. C’è ancora vento, ma qui sono al riparo di grandi alberi. Ad un tratto incontro dei lavori in corso che interrompono la pista ciclabile. Grandi cartelli con una “U” gialla indicano perfettamente, il percorso alternativo per riprendere nuovamente la ciclabile dopo qualche chilometro.
Pedalo attraverso Oberkreuzstetten, situato ai piedi della storica collina Ochsenberg. La collina ("ochys" in lingua celtica indica luogo elevato), mostra ancora l’evidenza degli abitanti della età preistoriche dal neolitico all'età del bronzo.
Dopo Oberkreuzstetten, la EuroVelo 9 mi porta, tra i campi, a una ripida salita fino a Hornsburg, popolare sito di escursioni nei boschi. Anche Hornsburg è stata abitata fin dall’età preistorica, come testimoniano gli scavi e i reperti. Anche se non è ancora stagione, sono sorpreso dalla bellezza delle piante floreali di questo villaggio. Hornsburg, infatti, prende parte a competizioni europee di floricultura e nel 2005 ha ricevuto il Golden Award nel concorso "Entente Florale Europe".
La valle di Kreuttal riceve le sue acque dal torrente Rußbach, che è una fonte importante di acqua nel Weinviertel orientale e sfocia nel Danubio poco prima Bratislava e utilizzato da molti mulini ad acqua. Tra questi il più singolare è il "Luisenmühle" con una torre a forma di cipolla.
Lungo il percorso EuroVelo 9, prima di raggiungere la fine di questa valle, incontro Unterolberndorf. Questo è un posto molto accogliente con sentieri piacevoli. Ma non solo. Il villaggio di Unterolberndorf e la nazione dell’Uganda in Africa centrale, che nesso avranno? Si, ce l’hanno!
Nel 1984, per diverse settimane, un gruppo di persone provenienti dall'Africa alloggiò proprio qui, nel piccolo villaggio di Unterolberndorf, presso l'hotel "Zum Grünen Jäger". Questo gruppo di ugandesi qui progettò un colpo di stato contro il locale dittatore Milton Obote! Così, sotto la guida di Yoweri Musevenis, preparò un programma in 10 punti per la costituzione di un nuovo governo, "The Unterolberndorf Manifesto". La destituzione del dittatore durò qualche anno e non fu priva di violenze ma, dopo il rovesciamento, divenne presidente proprio Musevenis e, il "Unterolberndorf Manifesto" servì come base per una nuova costituzione per questo paese africano. Successivamente, nel 2005, i proprietari dell'hotel furono invitatati in Uganda come ospiti di Stato.
Lascio la valle del Kreuttal, con la sua bellissima campagna, passando attraverso una fabbrica di mattoni abbandonata, prima di raggiungere la stazione ferroviaria alle porte del villaggio di Schleinbach. Seguo quindi la ciclabile lungo i binari, per poi raggiunge la strada trafficata, in direzione di Kronberg. Abbandono momentaneamente il percorso ufficiale e pedalando lungo il torrente Rußbach, passo per Ulrichskirchen e dopo pochi chilometri raggiungo Wolkersdorf, chiamata anche la porta del Weinviertel.
Questa regione viticola, non lontano da Vienna, ha bei percorsi per ciclisti ed escursionisti.
Il nome Wolkersdorf della città deriva da "Veste Wolfgersdorf", o castello d'acqua. Costruito dal cavaliere "Wolfger" intorno al 1050, il castello fu poi trasferito alla famiglia degli Asburgo e nel 1720 fu ricostruito dall'imperatore Carlo VI come maniero di caccia. Sua figlia, l’imperatrice Maria Teresa, ne stabilì il primo liceo femminile per le figlie degli alti impiegati e colonnelli d’Austria e, nel luglio del 1809, l'imperatore Napoleone ne fece la sua sede dopo aver vinto una battaglia a Deutsch Wagram. Oggi il castello è di proprietà del Municipio e ospita una scuola di musica. Grazie al clima mite e influenzato da aria più calda proveniente dalle terre basse della Pannonia, le pendici meridionali delle colline che circondano questo luogo sono, manco a dirlo, l'ideale per la viticoltura! Principalmente per i vini bianchi.
Ormai Vienna è solo a circa 13 km e, pedalo sulla sede dell’ex ferrovia diretto alla capitale.
Mi fermo a mangiare qualcosa in un parco arredato da tanti diversi tipi di segnali ferroviari proprio davanti ad una ex-stazione.
Qui incontro due cicloturisti polacchi che stanno facendo in bici da Cracovia a Bergamo! Da Papa Wojtyla a Giovanni XXIII°, almeno così mi sembra di capire. Con loro proseguirò fino alle porte di Vienna.
La Railtrail qui è altamente frequentata. Seguo questo bellissimo sentiero fino alla periferia di Hagenbrunn, noto per la ricchezza di ristoranti e cantine. Questo, è l'ultimo paese prima di raggiungere la destinazione finale del mio viaggio sulla Greenway.
Per gli amanti dell'arte, suggerisco una breve deviazione per il progetto artistico "My Way". Si tratta di un progetto di scultura raffigurante la vita umana dalla nascita alla morte, creato da 8 artisti provenienti da 8 diversi paesi. Il progetto ha previsto la creazione di una fondazione che sostiene il benessere spirituale, culturale e scientifico. Ogni anno è assegnato un premio, che ultimamente è stato consegnato a personaggi come, Lech Walesa, il Prof. Christiaan Barnard e la Regina Rania Al-Abdullah di Giordania.
Ora sono nel quartiere di Stammersdorf, parte di Vienna. È possibile raggiungere il centro della capitale su molte piste ciclabili, infatti Vienna ne ha una rete molto consolidata.
Ma io seguo ancora il percorso EuroVelo 9 fino al Danubio. Poi attraverso le indicazioni del mio GPS arrivo alla agognata meta di piazza Stephansplatz! Sono le 13e30. Scendo e spingo la bici in piazza. Già, perché ricordo ancora il monito del vigile quando, nel 2007, arrivai dal mio viaggio da Milano a Vienna! Le foto di rito sono, adesso, il completamento del mio viaggio. Sono ancora frastornato, ma felice. In testa ho sensazioni e stati d’animo che sono assolutamente da provare. Chi è cicloviaggiatore, lo sa! L’ha provato.
L’hotel che ho prenotato è a pochi chilometri da qui. Lascio la bici nello spazio riservato e mi concedo un meritato relax e shopping tra le vie del centro.
Martedì 29 Aprile 2014. Praga – Milano in treno.
Il ritorno è in treno e dura tutto il giorno. Prima con l’Intercity Vienna-Innsbruck, l’Eurocity Innsbruck-Verona e infine il regionale Verona-Milano.
Questo è stato tra i miei viaggi più avventurosi. Viaggiare, in bici, per quasi 500 km attraverso le aree che hanno visto il terribile periodo della guerra fredda è stata un'occasione per conoscere il reale significato della nostra libertà!
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