Praga Vienna
BICICLETTE > Il Cicloturismo - Viaggi in Bicicletta (CHE SONO DI PIU' GIORNI)
Da Praga a Vienna lungo la GreenWay
Il percorso della Greenway Praga-Vienna è costituito da un insieme di sentieri
e strade di campagna, che permettono, al cicloviaggiatore, di scoprire luoghi molto
interessanti e fantastici paesaggi, viaggiando lungo le più antiche rotte commerciali,
come quelle del sale, dell’argento e dell’ambra. Lungo il viaggio si visitano castelli,
borghi storici e si ammirano i più bei monumenti architettonici, alcuni dei quali
sono dichiarati Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO. In bicicletta, attraverso prati
profumati e colorati, è possibile, inoltre, osservare gli uccelli più rari, gustare
i vini moravi e l’abbondante varietà di birre ceche che, indubbiamente, allietano
il viaggio.
Dopo la rivoluzione cecoslovacca del 1989, un gruppo misto di appassionati cechi
e americani, costituì le basi per questo particolare percorso. Sul modello della
Hudson River Valley Greenway, il PVGW principale ora include anche ulteriori loop,
che sono stati creati autonomamente dai vari gruppi ciclistici locali.
Oltre che in bici, una lunga serie di sentieri escursionistici, ben segnalati,
si snodano dentro e fuori le città e i villaggi. A volte costeggiando la famosa
Cortina di ferro, barriera impenetrabile per i paesi dell’est Europa, ormai smantellata
da più di 40 anni. Si può usare anche la canoa lungo i fiumi della bella Moldava
o Sazava, o godere di una passeggiata a cavallo nella tenuta del castello di Lednice,
o intorno ai laghi vicino alla tranquilla Trebon.
Infine, si può partecipare a concerti e festival di alta qualità e incontrare
la davvero ospitale gente del posto!
INFORMAZIONI GENERALI
Questo percorso è considerato adatto a ciclisti con un buon livello di fitness.
Con familiarizzazione con il ciclismo su strada nel traffico e, per ragioni di sicurezza,
insisto sul fatto che il casco sia indossato sempre in bici.
Flora e Fauna
Lungo le Greenways la fauna selvatica è ricca come la lista dei monumenti. È
possibile visitare diverse riserve della biosfera dell'UNESCO e paesaggi protetti.
Gli stagni di Lednice sono noti per i loro rari uccelli acquatici. La Biosfera della
Palava Hills ha rari fiori selvatici alpini. Anche la riserva della Biosfera Trebon
contiene alcune delle zone umide meglio conservate ed è ricca di uccelli. Il Parco
Nazionale Podyjí vanta straordinario scenario naturale che si estende su 62 chilometri
quadrati.
Quale Bicicletta?
Il Percorso Greenway Praga-Vienna, se pur in gran parte su strade abbastanza
lisce e asfaltate e con alcuni tratti su sentieri sterrati, consiglia le bici da
trekking o mountain bike, come ho avuto modo di verificare a mie spese. Quindi,
attenzione! Vanno bene le bici da trekking, ma le bici da corsa non sono per niente
adatte a questo viaggio!
Il Viaggio.
Martedì 22 Aprile 2014. Treno Milano Praga (14:10 – 10:31 del 23/04).
Il viaggio inizia con il raggiungere Praga in treno con la bici a seguito. Occorre
fare dei cambi. Il primo convoglio è l’Eurocity Milano-Lugano, poi l’Intercity Lugano-Zurigo,
quindi il City Night Line Zurigo-Praga. Su quest’ultimo treno un intero vagone è
solo per le bici.
Mercoledì 23 Aprile 2014. Praga – Lesamy. Km 60.8.
Il punto di partenza ufficiale, chiamato il Greenway Trailhead della pista,
è al Central Park di Praga. Si può facilmente raggiungere il luogo con la linea
B della metropolitana dal centro in direzione di Zličín e si scede alla fermata
"Hůrka". Chiaramente il trasporto della bici sulla metropolitana è gratuito!
Al Central Park si attraversa la passerella fino a raggiungere il pannello di informazioni
della pista.
Quindi…, Start!
Da qui occorre prendere la ciclabile segnata come Re-HL (Řeporyje-Hlubočepy)
in direzione della periferia. Ma io ho programmato un differente punto di partenza!
Durante il mio precedente viaggio in bici da Parigi a Praga, il punto finale
del viaggio fu il famosissimo Ponte Karlov, simbolo della città. Così, uscito dalla
stazione centrale di Praga, mi dirigo direttamente verso il ponte. Attraverso il
centro storico, ma, se pur velocemente, non manco di soffermarmi davanti all’orologio
astronomico in piazza della città vecchia. In breve raggiungo il ponte a ogni ora
gremito di turisti. Chiedo appunto ai turisti di aiutarmi nella classica foto di
rito e sono pronto a partire. Facile il primo tratto, devo solo seguire il fiume
sul lato sinistro in direzione sud. Mi sono di aiuto i molti segnali ciclistici
e il mio fedele GPS.
Le piste in repubblica Ceca sono indicate abbastanza bene. Adesso punto decisamente
a sud su un percorso poco lineare e proseguo in direzione di Kostel Narozeni Panny
Marie sul lago Botic. La strada è abbastanza trafficata e risente ancora dell’influenza
della vicina Praga.
È già ora di pranzo, con una deviazione giungo a Průhonice, ma a soli 30 km
da Praga faccio fatica a farmi capire dagli abitanti del luogo. A Praga tutti parlano
inglese e comunicare è davvero facile. Qui, invece inizio ad avere le prime difficoltà.
In un piccolo bar cerco di spiegare che gradirei mangiare qualcosa, magari un panino,
ma non c’è verso. Anzi, esprimendomi a gesti e indicando con le mani, addirittura
creo ilarità tra i camerieri e gli avventori. In piazza per fortuna c’è un ristorante
fast food e qui è più facile ordinare. Una bella e fresca insalata con riso è proprio
quello che ci vuole. Dopo pranzo, e a poca distanza, il grande Průhonice Château
Park, con una notevole collezione di alberi, mi impressiona per la varietà di rose
in fiore e rododendri. All’interno del parco però, nonostante i 40 km di sentieri,
non sono ammesse le biciclette! Quindi mi limito a un solo sguardo veloce dal cortile
d’ingresso al lato del castello neo-rinascimentale che è la sede del Dipartimento
Botanico.
Lungo la strada, alcuni piccoli borghi hanno un look moderno di periferia, mentre
altri hanno mantenuto il loro carattere popolare e originale.
Dopo aver attraversato la città di Kamenice, il paesaggio cambia improvvisamente.
Scendo attraverso la pittoresca e profonda valle di Čakovice Creek, fino alle rovine
del castello di Zbořený arroccato sopra il fiume Sázava. Sono solo alla terza pagina
del mio road book. Ho la sensazione che le “pagine” scorrano lentamente. Forse perché,
affascinato dai luoghi, mi fermo spesso anche solo per una foto. Entro questa sera
devo, però, arrivare alla quinta pagina! La campagna in questo periodo è fantastica.
Spesso pedalo tra filari di piante di pesco e attraverso campi immensi di fiori
gialli. Campi di soia, immagino. Nell’aria c’è un profumo persistente e rassicurante
di primavera che esplode ovunque. In più la temperatura oggi è fresca, ma magnifica
per pedalare.
Nei pressi di Krizovy Ujezdec costeggio le sponde del lago Samkův. Sarebbe un
buon posto per una nuotata nelle calde giornate di sole. Oggi, no!
A Stirin, un bel castello costruito sulle basi di una vecchia fortezza è ora
sede di un lussuoso hotel, circondato da prati all’inglese, laghetti e campi da
golf. I paesini si susseguono poi veloci tanto da non riuscire a tenerne traccia
di tutti.
Kamenice è una piccola città industriale. Nel 19° secolo, fu fortemente influenzata
dalla potente famiglia dell’industriale Ringhoffer. Il magnate, venuto da Praga,
inizialmente, aprì una fonderia di rame e in seguito una segheria, poi una fornace,
un caseificio e anche una fabbrica di birra. Alla fine, la famiglia dell’industriale
possedeva tutte le case della città, tra cui il castello! In ogni caso, la famiglia
del barone si prese però cura del paesaggio circostante, imboschendo varie zone
e creando il Ringhoffer Country Nature Trail. Il percorso, di 20 km, è oggi contrassegnato con insegne blu e conduce dal villaggio di Kamenice a quello
di Mirošovice.
Alla confluenza tra il fiume Sázava e la valle Kamenice, che ho percorso, si
scorge il castello di Zboreny o quello che ne rimane. L'imponente rovina, che offre
oggi una splendida vista sulla valle, è gradualmente ripristinato da un'organizzazione
civica locale, che organizza adesso delle rivisitazioni storiche e concerti durante
l'estate.
Anche la piccola città di Týnec nad Sázavou si trova nella pittoresca valle
del fiume Sázava. La ricca e lunga storia di questa città è ancora visibile in alcuni
dei suoi monumenti, come la Rotonda romanica e la Torre Gotica del castello. In
estate, è possibile salire sulla torre per godere di una vista della città e della
intera regione. Attenzione però, all'interno della torre, dicono che si possono
incontrare degli insoliti inquilini! Una colonia di pipistrelli! Týnec è anche una
mecca per gli sport acquatici. Infine, è nota per la JAWA, azienda motociclistica
di fama mondiale e gli appassionati di veicoli storici saranno interessati al Museo
del motociclo che presenta auto d'epoca e antiche tecnologie.
Da Týnec nad Sázavou il percorso sale lungo strade tranquille e, subito dopo
Podelust, mi dirigo, con una piccola deviazione, verso Lesany e l’hotel che ho prenotato.
L’hotel è in un cascinale ben attrezzato, utilizzato per ricevimenti e feste,
offre molti spunti per foto artistiche. Parcheggio la bici nel locale del biliardo.
Poi doccia e birra servono per rilassarmi un po’ prima di cena. Il barista accende
il camino e un robottino tagliaerba, nel prato attiguo al ristorante, attira la
mia curiosità. Il menù sulla carta è ricco, ma in questo periodo dell’anno non hanno
molto, quindi mi accontento di hot dog e un dessert! Nel locale c’è anche una pista
da bowling frequentata da molti giovani.
Giovedì 24 Aprile 2014. Lesamy – Plana Nad Luznici. Km 88.9.
Dopo la buona colazione con, tra l’altro, un ottimo formaggio erborinato, preparo
la bici in una sottile nebbia mattutina. Ho speso per hotel, cena e colazione 1116
Kc (44 euro) e in breve ritorno sulla strada della Greenway.
Adesso pedalo attraverso un tracciato dolcemente ondulato, scendendo al villaggio
di Červený Hrádek. Il percorso è molto bello, su strade poco trafficate e con un
clima ideale.
A Neveklov incontro i numerosi edifici delle ex comunità ebraiche. La popolazione
ebraica di questi luoghi pagò un duro prezzo durante la seconda guerra mondiale.
Nella piazza principale, la colonna della peste è considerata un monumento alla
deportazione della popolazione locale. Lascio Neveklov verso Hodětice.
Ed ecco il piccolissimo paesino di Hodětice. È difficile perdere la Chiesa gotica
di San Pietro e Paolo, che una volta era parte di una fortezza medievale. Oggi però
ne rimane solo la torre che funge da campanile. Nelle nicchie ai lati del cancello
barocco si trovano le statue di San Pietro e Paolo.
Devo, però, fare una importante considerazione. La descrizione delle guide turistiche
ceche, a mio avviso, enfatizza enormemente questi luoghi, che in realtà si rivelano
spesso decisamente dimessi e, a volte, addirittura in semi rovina. Questo non mi
permette di scegliere con razionalità i monumenti migliori da visitare.
Raggiungo Kosova Hora. Questa antica città è stata fondata dagli operai che
lavoravano nelle miniere all’aperto dell'oro e dell'argento. Nel 1887, la città
aveva la più alta percentuale di popolazione ebraica di tutta la Repubblica Unita.
Oggi, restano solo la Sinagoga e, ai margini della città, il cimitero ebraico. Uscendo
dalla città, mi dirigo verso Červený Hrádek. L'affascinante rosso castello neogotico
di Červený Hrádek si trova nel mezzo di un bel laghetto con un interessante granaio
barocco e un bel parco. Il castello fu però trascurato durante i 40 anni del regime
comunista, e oggi, i nuovi proprietari si sono impegnati in un sostanziale ripristino,
soprattutto supportati dall’uso del prospicente palazzo adibito a ristorante e sala
per ricevimenti.
Purtroppo, devo saltare la visita alla città di Sedlčany, che è uno dei più
antichi insediamenti in Boemia. A cavallo del 14° secolo questa importante città
commerciale apparteneva alla potente famiglia dei Rožmberk, tanto che aggiunsero
allo stemma cittadino, il loro, con cinque petali di rosa. Durante la seconda guerra
mondiale, i tedeschi stabilirono qui una grande base di addestramento per le loro
unità delle SS, e nel 1943 tutti i suoi abitanti furono deportati.
Il percorso ciclistico numero 11 continua da Sedlčany in direzione della città
di Sedlec-Prčice. Il paesaggio ora cambia e si pedala attraverso l'affascinante
bacino boemo di Merán abbracciato tra le creste delle colline di Čertova Hrbatina.
La regione, incredibilmente, prende il nome dalla città italiana di Merano! Dicono
a causa del suo clima mite e a una vista spettacolare delle colline!
Avvicinandosi al villaggio di Jesenice, non posso mancare di notare la torre
dominante la chiesa barocca della Santissima Trinità. Poi proseguendo, al bivio
per il villaggio di Martinice, una statua del 18° secolo di San Giovanni Nepomuceno
(protettore degli annegati), è nei pressi del ponte in pietra.
Nella valle del fiume Moldava e dei suoi affluenti, tra profondi canyon, colline
e fattorie ben curate, si scoprono borghi, villaggi incontaminati, castelli storici
e chiese che ospitavano i pellegrini durante il Medioevo.
Dopo qualche chilometro, entro nella città di Sedlec-Prčice. In verità le due
città di Sedlec e Prčice, cresciute separatamente, si unirono in una sola solo nel
1957. Qui ci sono molti luoghi interessanti da visitare. A Prčice, la Chiesa di
San Lorenzo, un piccolo Museo Regionale e un gradevole parco e a Sedlec, la Chiesa
di San Girolamo.
Ma la cosa più per me interessante è che, ogni primavera fin dal 1966, viene
organizzata la popolare passeggiata da Praga a Prčice! Centinaia di persone ne prendono
parte, percorrendo ben 50 km e sperando di vincere il trofeo del "Prčice Clodhopper"
(scarpone di Prčice). Infatti, una sua scultura in pietra decora la piazza principale.
Da qui altri interessanti percorsi sono tutti da esplorare.
Passato Sedlec-Prčice, una salita ripida sale al villaggio di Cerveny Újezd.
Dura salita ma la ricompensa è una splendida vista su tutta la regione. A Cerveny
Ujezd, l'interessante chiesa gotica di San Matteo domina il paese con le sue originali
e appuntite finestre, che sono una rara caratteristica architettonica.
Quindi, il percorso scende dolcemente verso il villaggio di Borotín. Ne approfitto
per un giro in città. Il pittoresco villaggio mi affascina con la sua atmosfera
accogliente delle case attorno alla piazza del mercato. Le dolci colline della campagna
circostante, tra laghetti e boschi, lungo i sentieri che costeggiano i campanili,
le cappelle, le croci, completano il quadro perfetto.
Da qui, le colline scendono gradualmente e passo attraverso villaggi tranquilli
con l'architettura tipica della Boemia meridionale, con le facciate delle case decorate
per lo più da disegni circolari e onde.
Ora, piccola deviazione per Kostelec dopo Novy Kostelec. L'imponente chiesa
della Natività della Vergine Maria, già da lontano, indica la posizione del villaggio.
La sua struttura gotica conserva ancora alcune delle sezioni romaniche originali,
come la torre angolare e l'abside orientale. Successivamente supero la città di
Radkov.
Il sentiero già nei pressi della bellissima città storica di Tábor, diventa
molto affollato di ciclisti e già la tortuosa stradina di accesso riflette la sua
importante storia medievale.
Occorre programmare almeno un paio d’ore per esplorare Tábor, la città Ussita,
e sperimentare la sua atmosfera medievale. La vecchia città di Tábor si trova in
alto su una rupe rocciosa sopra il fiume Luznice. Fu fondata, nella sua posizione
strategica, nel 1420 da un gruppo di Ussiti, seguaci del riformatore Jan Hus. Questi
poi, guidati dal leggendario guerriero Jan Zizka, con le sue spedizioni militari,
resero famosa la città. Uno dei luoghi più belli è la piazza Zizka con le sue case
d'epoca. In piazza è tempo per un bel gelato da 10 Kc ovvero 35 centesimi di euro!
Nei pressi della città, la diga sul lago Jordan fu costruita nel 1492, ed è
oggi la più antica diga in Boemia.
Sulla strada per Klokoty, incontro un bellissimo viale di tigli e poi, seguendo
il percorso 11 e salendo una collina, raggiungo Lom.
Il mio percorso ora continua sulla numero 32 e mi porta a Plana nad Luznici.
Raggiunta questa città, devo fare attenzione al crescente traffico automobilistico
e sono arrabbiato perché sto tenendo una media molto bassa (11 km/h) e, come se
non bastasse, inizia a piovere. Dapprima finemente e cerco di velocizzare per raggiungere
in fretta il secondo hotel. Ma nulla, devo indossare gli indumenti da pioggia. La
famiglia che mi ospita è alle porte della cittadina. Hanno una bella villetta su
due piani con giardino. Sono un po’ bagnato quando arrivo e mi avvisano subito che
vorranno 20 euro aggiuntivi per la pulizia della stanza! Accetto, anche perché ho
poche altre alternative e mi accompagnano in stanza. Malgrado ciò, l’accoglienza
è piacevole con una fumante tazza di the. La stanza ha mobili un po’ datati, ma
fa bella mostra una radio antica in un mobile di legno. Sono una coppia molto simpatica
che conosce bene il tedesco, ma io non lo so! Così lui telefona a suo figlio che,
in inglese, fa da interprete. Mi consigliano un bel ristorante a poche centinaia
di metri dalla casa e mi accompagnano approfittando della schiarita per una passeggiata.
Entrecôte, purè, fagiolini, pera cotta con marmellata, per 338 Kc (13.50 euro).
Venerdì 25 Aprile 2014. Plana Nad Luznici - Slavonice. Km 83.8.
La colazione è fantastica. Servita in un locale attiguo alla mia camera e con
i due coniugi che si alternano a servire numerosi piatti. Tutto molto buono e apprezzo
molto un ottimo formaggio, l’insalata di pomodori e cetrioli, poi miele e yogurt.
Le colazioni devono essere sempre adeguate allo sforzo che si intraprende!
Oggi è molto nuvoloso, ma non piove. Passato Plana nad Luznici inizio la salita
al belvedere Habri, dove ho una bella vista di Sezimovo Usti, Tábor, e altipiani
Jistebnice. Continuo attraverso i campi, vecchi fienili e boschi fino a raggiungere
Tucapy.
Questo paese è dominato dalla chiesa di San Giacomo e, nel sud della città,
si trova un antico cimitero ebraico. Tucapy è la città natale del compositore ebreo
Karel Ancerl che ha diretto l'Orchestra Filarmonica Ceca fino all'invasione russa
del 1968, dopo di che emigrò in Canada, dove successivamente divenne il direttore
della Toronto Symphony Orchestra.
Da Tucapy proseguo attraverso dolci colline con tanti piccoli stagni fino al
villaggio di Dirna. A Dirna, la fortezza medievale è circondata da un bel giardino
all'inglese, ma il castello è oggi trasformato in pensione.
Ed eccomi a Červená Lhota, quando il cielo schiarisce un po’. Il suggestivo
castello, con il suo tipico colore rosso e la sua posizione romantica su una scogliera
di fronte al lago, è una famosa attrazione turistica. Un ponte sul lago ne permette
l’accesso e in un bel parco, un percorso di circa un chilometro ne gira intorno.
Da questa passeggiata si ottiene una incantevole vista del castello con la sua immagine
riflessa sulla superficie sull'acqua che incanta tanti fotografi.
Da Cervena Lhota si può fare una breve deviazione per il piccolo villaggio di
Destna dove è fortemente pubblicizzato il Rope Fare Museum, il davvero inusuale
museo della corda!!! Destna era, invece in passato, famosa come un luogo di terme
e giustamente nel 1602, la cappella di San Giovanni Battista fu eretta sopra la
fonte dell’acqua miracolosa.
Poi proseguo lungo il percorso in direzione di Pluhův Žďár, con un sentiero
che entra in un bosco e inizia a salire.
Continuo per Studnice, dove proseguo in direzione di Velky Ratmírov e Děbolín
in una regione che offre numerose passeggiate a cavallo, mentre a Děbolín si ha
la possibilità di acquistare belle ceramiche, ma si può anche provare a prendere
parte attiva ai vari mestieri tradizionali.
Grazie alla sua vantaggiosa posizione, sul crocevia di importanti rotte commerciali,
Jindřichův Hradec è stata classificata come una delle più grandi città del regno
ceco. L’elegante castello rinascimentale, dall’alto, domina tutta la città. Situato
su un ansa del Lago Vajgar, si specchia sulla sua superficie, divenendone il simbolo.
E grazie alla tradizione secolare e ai suoi grandi monumenti è diventata un vivace
centro di vita sociale e culturale.
Splendido è il padiglione situato nel giardino, dotato di una geniale acustica
e dedicato alla musica, ma solo di recente. Infatti, in passato servì per immagazzinare
la legna, la selvaggina o, addirittura, utilizzato come stalla! Soltanto recentemente
si è riusciti a cambiare la sorte anche della residenza nobiliare, restituendole,
attraverso un’accurata ristrutturazione durata ben 20 anni, la sua bellezza sublime.
Oggi il castello è prevalentemente utilizzato come spazio espositivo. Sulla piazza
si può ammirare la lunga fila di case rinascimentali con le strutture gotiche, riccamente
ornate. È inoltre possibile visitare il giardino nel monastero nel centro della
città, dove si svolgono, durante l'anno, varie manifestazioni.
Tra le città di Jindřichův Hradec e Trebon è il distretto dei laghi della Bohemia.
Questa sezione della Greenway è in un vasto e idilliaco parco in cui prati e
querce solitarie sono mescolati con boschi profondi, campi e laghi mozzafiato. La
regione ha cominciato a fiorire intorno alle città fortificate di Jindřichův Hradec
e Trebon nel 13° secolo. Le città hanno poi raggiunto il loro picco come centri
di cultura e commercio sotto la famiglia Rozmberk, che, si dice, potevano andare
da Praga a Linz senza lasciare loro proprietà!
Il paesaggio qui è stato modellato, nel corso dei secoli, dal prosciugamento
delle paludi. Infatti, i numerosi corsi d'acqua dalle montagne a sud sono stati
arginati, creando una rete di Rybnik (laghi), alcuni dei quali grandi fino a 15
chilometri di circonferenza, che hanno incrementato l’industria della pesca.
Da Jindřichův Hradec proseguo attraverso la valle del fiume Nezarka.
Prima di Malikov Nad Nezarkou, il percorso inizia una risalita lenta e il carattere
del paesaggio cambia. Questa zona ha una bassa densità di popolazione in un paese
leggermente collinare con boschi e prati, dove le numerose mucche sono al pascolo.
La campagna ricorda il Canada. Così dicono gli abitanti, tanto che è stato dato
il soprannome di "Canada Ceco". Molti negozi, addirittura, vendono piccole
riproduzioni delle alci canadesi!
Eccomi a Malikov Nad Nežárkou, villaggio dalle tipiche aziende contadine boeme.
Il cielo ora alterna nubi e sole, ma vento contro a volte è molto intenso. Nova
Ves è un originale villaggio dove la piazza è stata costruita a forma di ferro di
cavallo. Il villaggio è stato dichiarato Patrimonio Protetto.
Giungo a Perslak. Qui si trovano delle ex caserme militari, ora adibite ad albergo.
Di fronte a questo edificio, su di una roccia è scritto a grandi lettere "Cecoslovacchia
è nostra e nostra rimarrà". La pietra fu posta, nel 1938, dai membri dell'unità
di difesa nazionale durante il periodo di minaccia della Germania nazista.
Nel villaggio di Novy Vojirov, invece, è l'ex scuola che attualmente serve come
pensione.
Eccomi a Nova Bystrice. In città il “solito castello medievale” oggi è stato
trasformato in palazzo di abitazione privata. La mia attenzione, però, è per la
chiesa gotica di San Pietro e Paolo e la casa “imperiale” di Merchant in piazza.
A Klášter, la imponente chiesa monumentale della Santissima Trinità, era in
precedenza parte di un vasto monastero, ma a soli 3 km, è possibile visitare il
Museo della Difesa, dove si possono vedere un certo numero di bunker in cemento
degli anni 1936-1938. Visitare questi bunker, con il loro arredamento dell'epoca,
porta a rivivere l'atmosfera dei tempi prima della guerra.
Ad un tratto… un rumore sordo proviene dalla ruota posteriore della mia bici!
Ho rotto un raggio. Il peso delle sacche, le strade non in perfette condizioni e
gli sterrati a volte molto duri hanno contribuito al danno. Non ho purtroppo un
raggio di scorta e, per il momento, continuo il mio viaggio, ripromettendomi di
fermarmi alla prima ciclofficina.
La strada entra nel bosco e sale alle rovine di Landstejn. Il mio GPS mi informa
che sono nel punto più alto del mio viaggio, a 703 m slm. Prima di raggiungere la
città di Landstejn e, esattamente un ora dopo, rompo un secondo raggio! Adesso devo
raggiungere una ciclofficina al più presto! Slavonice dove ho programmato la mia
sosta non è lontana. Comunque passo per il castello di Landstejn. Questo castello
medievale fu fondato, per proteggere non solo le rotte commerciali della regione,
ma anche il confine del paese. La gloria della sua roccaforte si concluse però nel
1771, quando purtroppo, bruciò. Da allora è rimasto inabitabile e in decadimento.
Malgrado ciò oggi Landstejn è una delle rovine più popolare per i turisti.
Poi scendo a Stare Mesto pod Landštejnem. La chiesa gotica Nanebevzetí Panny
Marie domina la città, che si trova in fondo a una valle circondata da boschi.
Sulla collina dietro Stare Mesto, proseguo in direzione di Mariz. Su questa
rotta, in una zona boschiva, in una valle poco profonda, una pietra di demarcazione
indica il confine storico tra la Boemia, la Moravia e l’Austria. Con la ruota posteriore
danneggiata cerco di evitare, con attenzione, ogni sasso e ogni buca.
Ed eccomi finalmente nella bellissima città rinascimentale di Slavonice. Mi
fermo in hotel giusto un momento. Lascio le borse nella hall e corro in una cicloffocina
per sostituire la ruota prima della chiusura serale. Mi costa 928 Kc (33 euro) la
sostituzione, ma non ho scelta. La cittadina è davvero bella e vivace. In piazza
stanno preparando, per domani, una camminata in nordic walking che coinvolge tutti
gli abitanti e la partenza è proprio davanti al mio hotel. In un ristorante, in
piazza, incontro una coppia di inglesi, qui in vacanza in moto. Parlo a lungo con
loro. Mi suggeriscono, a bassa voce, di non prendere il vino, che non trovano gradevole
malgrado la presenza in città di molte cantine. La pasta alla carbonara, invece,
è molto buona! Poi, un gelato in piazza conclude la serata in compagnia.
Slavonice è un raro esempio di approccio urbanistico medievale di città fortificata.
Lungo le rotte commerciali che trasportavano il sale, ambra, argento e oro, la città
si sosteneva con i soli pedaggi praticati ai mercanti e che permisero il suo fiorire
con la costruzione di case da favola e nobili piazze. Infatti, Telc e Slavonice
sono considerate tra le più belle città rinascimentali di tutta Europa. Nella piazza
posso ammirare le case con i loro tetti tipici e i graffiti ornamentali. Due cancelli
gotici e i resti delle mura medievali ricordano i tempi in cui la città era un luogo
importante e vivace, posto sulla via commerciale. Una torre dell'Unione dei Tessitori,
domina la città e offre una vista ineguagliabile sulla campagna. Il sentiero Grasel
che inizia qui, per 23 chilometri, percorre i luoghi storici dove ha “operato”,
tra il 18° e 19° secolo, il temuto bandito Johann Georg Grasel. Il suo nome divenne
la parola comune "grázl", che in ceco significa, in qualche modo, mascalzone.
Ovvero, una parola simile, che qui non posso scrivere!
Sabato 26 Aprile 2014. Slavonice - Hevlin. Km 112.0.
Già dalla mattina presto la piazza è in fermento per l’imminente partenza della
nordic walking. Dopo la colazione, incontro gli inglesi della cena della sera precedente,
anche loro pronti a partire con la loro moto. Ho speso 1090 Kc (39 euro) per l’hotel
e la colazione. Dovrei avere a questo punto abbastanza moneta locale per completare
la parte ceca del viaggio.
Dalla piazza di Slavonice continuo attraverso dolci colline. Ci sono un paio
di salite, ma con una bella vista prima di scendere di nuovo nella valle.
È molto nuvoloso, quando attraverso vari paesi prima di arrivare a Vratěnín.
La campagna scarsamente popolata è vicino al confine con l'Austria. A volte
pedalo a solo poche centinaia di metri dalla ex cortina di ferro. Punteggiano il
paesaggio, lungo la strada, piccoli bunker di cemento, che sono i resti della linea
di difesa contro l'esercito tedesco durante la seconda guerra mondiale, ma che,
alla fine, non furono mai utilizzati.
A Uherčice scopro un altro gioiello. Il vecchio complesso del castello, dopo
anni di abbandono durante il comunismo, ora è aperto al pubblico con diverse sale
squisitamente restaurate e circondato da giardini romantici e un parco in stile
inglese.
Da Uherčice, scendo in profondità nella valle del fiume Dyje, per poi risalire
ad un altopiano dove continuo attraverso i campi e i villaggi incantevoli di Stalky
e Šafov.
A Stalky, villaggio di confine con la sua chiesa tardo gotica, si può trovare
alloggio e una deliziosa cucina. Una ex casa parrocchiale e la fattoria che sono
state accuratamente restaurate ed è ora gestite da due artisti.
Eccomi a Šafov, qui lo sport più praticato è l’equitazione. A nord, oltre Šafov,
verso Starý Petřín, si arriva a un cimitero ebraico abbandonato con le sue vecchie
lapidi, in piedi, come alte sentinelle sopra lo stagno Podvesný, habitat per una
grande varietà di uccelli.
Quando mi avvicino alla foresta del Parco Nazionale di Podyjí torno a scendere
di nuovo. Una vista si apre improvvisamente davanti al magnifico e stravagante castello
di Vranov, che sorge sopra il fiume Dyje, uno dei siti più fotografati lungo le
Greenways. La sua cappella e la Sala degli Antenati sono opera del famoso architetto
austriaco Johann Bernard Fischer von Erlach, lo stesso progettista del bellissimo
castello di Schönbrunn, che visitai nel mio precedente viaggio, in bici, da Milano
a Vienna. Mozzafiato è anche il bangee jumping che si apprestano a praticare alcuni
appassionati dalla vicina alta diga.
Dalla diga di Vranov, proseguo e salgo fino al villaggio di Lesná per immergermi
nella splendida natura selvaggia del Parco Nazionale di Podyjí con i suoi canyon
tagliati dal fiume Dyje. In alcuni punti mi trovo su stradine di campagna a più
di 200 metri a strapiombo senza protezione alcuna. Il sentiero qui è molto impegnativo
e alcuni cartelli avvisano perentoriamente che è accessibile ai soli ciclisti esperti
e biciclette adatte (no for skinny tire bikes). In ogni caso sono sempre disponibili
percorsi alternativi più fattibili. Poi, di nuovo, scendo fino al fiume per risalire
di nuovo in cima alla scogliera. Spesso, in questi tratti, necessariamente devo
spingere la bici.
Questa regione di confine, vicino alla cortina di ferro, ha conservato uno scenario
straordinariamente incontaminato e i sentieri sono marcati con segni colorati sugli
alberi. Il parco si estende su 62 chilometri quadrati di foreste uniche e vergini,
fiumi serpeggianti, e alte scogliere con rara vegetazione.
A Lesnà, sul lato est del villaggio, verso Znojmo, è possibile pranzare in un
ex mulino a vento restaurato. Un'altra attrazione locale è anche il Motorcycle Museum.
A Cizov, invece, sono ben conservati ancora i segni della frontiera fortemente
controllata durante i 50 anni di guerra fredda. Questo è l'unico resto della cortina
di ferro nella Repubblica Ceca. Una specie di memoriale o un semplice monumento
alla regione e la sua storia non così lontana.
Questa zona è riportata sul mio road book come “wild road”. In effetti, spesso
percorro strade in salita e con grosse pietre così che spesso scendo e spingo la
bici e, ogni tanto, scelgo, con l’aiuto del GPS, dei tagli su strade trafficate,
ma asfaltate.
Circa 5 km dopo Lukov ho due scelte. Continuare sulla pista ciclabile numero
48 attraverso il Parco Nazionale Podyjí, o accendere alla ciclabile numero 5000
verso la città storica di Znojmo situata a 12 km. Sulla strada per Znojmo, potrei
fermarmi al belvedere Králův Stolec, ma decido di non fare questa deviazione.
Questa zona della Moravia meridionale, per migliaia di anni, è stata un confine
naturale, sorvegliato da castelli medievali. I castelli e le città di Vranov, Znojmo
e Bitov sono qui l'attrazione principale. La viticoltura, invece, arrivò fin dal
primo secolo d.C., con le legioni romane con i loro accampamenti sulle sponde del
fiume Dyje.
Ed eccomi ad un altro bivio. In una zona boschiva il GPS mi suggerisce la strada
diritto a me, ma i cartelli invece a sinistra. Sono indeciso, ma in breve sono raggiunto
da un paio di ciclisti in MTB. Si fermano e mi suggeriscono il percorso a sinistra
che fanno anche loro per raggiungere, poco lontano, una particolare festa del vino.
Mi spiegano di seguire i segni giallo e rosso sugli alberi che sono anche per
bici. Quelli bianchi e verdi invece sono per escursionisti a piedi. Seguo i due
bikers per un po’, ma sono, per me con la citybike e le borse, troppo veloci.
Alla curva più meridionale del fiume Dyje una nuova salita attraversa delle
pittoresche terrazze coperte dai famosi vigneti. Qui le ottime condizioni contribuiscono
all’alta qualità dei vini prodotti. Frequentemente è possibile gustare il vino presso
gli stand di degustazione proprio situati direttamente nei vigneti, raggiunti in
bici da centinaia di ciclisti. Centinaia, non esagero! Forse è questa la festa del
vino di cui parlavano i due bikers! Attenzione però il tasso alcolico in Repubblica
Ceca è zero anche per i ciclisti, ma per noi pare che la polizia chiuda un occhio.
Ciò non giustifica, in ogni caso, un comportamento poco accorto anche sui pedali.
Questa area è davvero wild! Ad un tratto sono su uno strettissimo sentiero sterrato
tra due profonde scarpate. In tanti, in bici, ci fermiamo a fotografare. Poi un
brivido mi attraversa la schiena quando mi accingo alla stretta e poco stabile passerella
sospesa sopra il fiume Dyje. Solo nel 2002 è stata ricostruita dopo una grande alluvione.
Il suo restauro è stato uno dei progetti delle Greenways.
Eccomi a sfiorare Hnanice. Questo tradizionale villaggio viticolo si riconosce
da lontano per la sua Chiesa di St. Wolfgang del 15° secolo. La cappella adiacente
ha un pozzo all'interno con dell’acqua che si ritiene sia miracolosa.
Lungo la strada vedo, seduti ad un bar, i due bikers incontrati precedentemente
che mi salutano alzando un boccale di birra. Ma come birra?! Questa non è zona di
vino?
Non appena lascio il Parco Nazionale Podyjí, una magnifica vista sulla campagna
si apre davanti a me. Qui adesso sono nel cuore della Moravia meridionale. Tutto
il suo paesaggio, l'architettura e le tradizioni sono qui modellati da centinaia
di anni di vinificazione. Si ritiene che sia stata la decima legione romana, che
aveva un accampamento sotto le colline di Palava vicino a Mikulov, a portare la
cultura del vino in Moravia.
A Šatov, una visita al Painted Wine Cellar (Malovaný Vinařský sklep, bottega),
con le sue curiose decorazioni, è un obbligo. Ma non solo vino. L'argilla di alta
qualità trovata nelle vicinanze di Šatov è utilizzata nella produzione locale di
piastrelle di ceramica, chiamate zvonivky (Klinker da noi, che dall’olandese significa
risuonare), che prendono questo nome per il suono che fanno quando sono colpite.
Ed ecco ancora i due bikers a un ennesimo bar! Li stanno passando tutti? Mi
riconoscono e a questo punto, per la sorpresa, è necessario fermarsi e fare una
foto commemorativa!
Qui, per gli appassionati di storia, i bunker di difesa della seconda guerra
mondiale, sono aperti al pubblico.
Poi il villaggio di Slup fu fondato nel ‘200 dall’Ordine delle suore cistercensi
di Oslavany ed ha conservato il suo aspetto attuale dai tempi del rinascimento.
Nel centro del villaggio fu costruito un mulino idraulico sul fiume Thaya (nome
austriaco dello stesso Dyje). La struttura, munita di quattro ruote funzionanti,
è uno straordinario monumento tecnico. Una esposizione rappresenta, per gli amanti
della meccanica dei tempi antichi, le sue funzioni direttamente mentre gira e apprendere
quindi il procedimento della macinazione del grano.
Domina il villaggio di Jaroslavice un ennesimo bellissimo castello barocco,
che si trova su una rupe sopra la città, e offre viste panoramiche sui dintorni.
Attualmente un ampio restauro è in corso dai nuovi proprietari. Qui fu addirittura
trovato un insediamento di cacciatori di mammut della età della pietra e, nelle
vicinanze, si trovano degli stagni inclusi nella rete di Natura 2000, il registro
europeo della conservazione della natura, soprattutto per le grandi colonie di nidificazione
di specie uniche di uccelli.
Attraverso Hrádek u Znojma la cui strada nel centro città è sterrata! Continuo
poi a lungo attraverso campi e vigneti, soprattutto su strade, adesso asfaltate,
e un tempo utilizzate per pattugliare la Cortina di Ferro durante la guerra fredda.
La strada, è ancora dotata di un sistema di segnalazione che rendeva praticamente
impossibile attraversare il confine. Queste strade usate dalle pattuglie di frontiera,
oggi sono l'ideale per andare in bicicletta.
Mi fermo a dormire a Hevlín, a casa di una simpatica coppia di coniugi, in una
bella palazzina di un nuovo quartiere. Mi ospitano al primo piano dove era l’appartamento
della loro figlia, che ora lavora a Praga. Lui è pediatra e parla bene inglese.
Hevlín è il punto dove la strada passa più vicino al confine tra la Repubblica
Ceca e l’Austria. Qui si potrebbe a piedi prendere il percorso per la città di Laa
an der Thaya. Molti, infatti, attraversano il confine per immergersi nelle loro
calde acque termali.
Ceno in paese, che però non offre molto. In un ristorante dal sapore “filosovietico”
prendo una zuppa di verdure, carne con funghi, frutta e dolce per 338 Kr (circa
16 euro).
Domenica 27 Aprile 2014. Hevlin - Wilfersdorf. Km 71.7.
La colazione non è abbondante, ma la signora mi regala una confezione di biscotti
tipici della zona. Spendo solo 25 euro. Hanno chiesto il pagamento in euro perché,
mi dicono, spesso fanno spesa nella vicinissima Austria.
Parto da Hevlín e proseguo in direzione di Nový Přerov con un discreto vento
contro.
Eccomi a Nový Přerov. Vicino alla chiesa, si trova una storica casa colonica
accuratamente restaurata, dove è possibile affittare un cavallo e cavalcare al tramonto
tra i vigneti!
Dopo Nový Přerov, proseguo tra vigneti e campi. Adesso il vento contro è tale
che lo definisco: “inaudito”! Il vento contrario mi porta un piccolo momento di
abbattimento. Lo supero velocemente però con una vista mozzafiato sul paesaggio
unico della Moravia meridionale, le cui bianche formazioni calcaree delle colline
del Palava (Pavlovské vrchy) sono parte della Riserva della Biosfera dall'UNESCO
della Bassa Moravia.
Raggiungo il centro della antica città magica di Mikulov con una deviazione
sul percorso. La caratteristica dominante di Mikulov è il maestoso castello barocco
costruito su un
poggio roccioso sopra la città e presenta, manco a dirlo, una mostra sulla viticoltura,
e la sua cantina ospita la più grande botte di vino d’Europa, che risale al 1643.
La storica piazza della città è anche famosa per le sue case rinascimentali dei
mercanti.
Prima della seconda guerra mondiale, Mikulov era la seconda più grande comunità
ebraica dopo Praga.
Proseguo attraverso le dolci colline per un'altra importante città storica,
Valtice.
Ho ancora un po’ di banconote della repubblica Ceca. Non ho intenzione di cambiarli
in euro e quindi decido di fermarmi in città in un ottimo ristorante nel castello.
Il pranzo in uno dei suoi cortili è davvero molto buono!
Valtice fu sede della famiglia Liechtenstein. Proprio quelli dell’omonimo principato.
La storica città di Valtice si trova nella zona di un antico insediamento, in cui
furono scoperte prove dell'epoca neolitica. L'attrazione principale è appunto il
castello barocco, elegante e ben conservato, era la residenza invernale della ricca
e potente famiglia dei Liechtenstein. Questo edificio è collegato alla loro residenza
a Lednice, attraverso il più grande parco naturale paesaggistico in Europa. Conosciuta
come la Tenuta di Lednice-Valtice, questo "paesaggio culturale" è stata
inclusa nella lista UNESCO del Patrimonio protette.
Questo parco, permette di viaggiare attraverso boschi, prati, stagni, tra le
rocce calcaree, e incredibilmente, tra la più grande collezione di piante nordamericane
fuori del Nord America!!! Dopo pranzo ritorno sul percorso 411 che lascia la Repubblica
Ceca fino al valico di frontiera, poi la Greenway continua in Austria in direzione
di Schrattenberg.
La frontiera Ceco-austriaca è in cima a una collina, dove trovo una bellissima
vista che si apre sul lato settentrionale della regione del WeinViertel, un paesaggio
caratterizzato dalla tradizionale viticoltura. Dopo aver pedalato attraverso la
frontiera, scendo per una ripida strada. Nascosto tra i vigneti, scorgo il villaggio
di Schrattenberg che è il primo incontro con l'Austria.
Qui, una piccola deviazione, mi porta nel folle villaggio di Herrnbaumgarten
con i suoi strani oggetti. Questo villaggio è veramente folle! Ogni estate vengono,
per esempio, qui organizzate delle strane Olimpiadi! La corsa delle lumache o il
lancio dell’asciugamano sono alcune delle gare proposte. Non manco di visitare il
Nonseum. Questa è una collezione di scoperte e invenzioni uniche di cui, però, non
se ne ha bisogno alcuno! Torno poi fino a Poysdorf, il centro del vino di questa
regione.
Questa crescente città, con la sua chiesa barocca di San Giovanni, è la capitale
dello spumante austriaco. Dalla cinta muraria si gode di una magnifica vista dei
suoi dintorni e, dietro la chiesa, si può visitare una interessante cantina storica
chiamata in dialetto locale "Gstetten", che offre degustazioni di vino
e cibo locale.
Attraverso Walterskirchen e, dopo aver passato il ponte sul torrente Zaya, mi
immetto sul percorso ciclistico internazionale EuroVelo 9, che collega le città
di Pula in Croazia con Danzica in Polonia, passando per la Vienna, capitale austriaca.
In questo mio ne seguo la sola parte lungo il torrente Zaya.
A Bullendorf svolto bruscamente a destra per una visita del castello della famiglia
Liechtenstein a Wilfersdorf, che è la sede originale dei principi. Il villaggio
è incastonato tra le basse colline con una splendida vista sulla valle. Il fondatore
di questa nobile famiglia il principe Gundaker viveva in Wilfersdorf e qui morì
nel 1658, mentre i suoi discendenti sono ora residenti nel Principato del Liechtenstein.
Adesso sono nella regione Leiser Berge-Mistelbach e il percorso torna a Hobersdorf
e continua sulla EuroVelo 9 fino a Mistelbach, centro economico e culturale della
regione. Da un punto di vista agricolo è interessante notare che qui la viticoltura
svolge invece un ruolo minore. La regione è infatti dominata dalle piantagioni di
barbabietole da zucchero, dalle piante utilizzate per il loro olio e il mais. Vale
anche la pena menzionare il grano duro che è di straordinaria qualità e la cui produzione
viene esportata anche in Italia.
Ecco il motel che ho prenotato. Non c’è una reception, ma una macchinetta nel
cortile che consegna la chiave della stanza dopo l’inserimento dei propri dati e
un codice che ho ricevuto via mail. È abbastanza spartano e per sicurezza porto
la bici in stanza. Torno a piedi a visitare il castello e cenare in una pizzeria.
Qualche ora di relax e un buon sonno, anche se la stanza è particolarmente umida,
mi prepareranno, domani, all’ultimo giorno in bici.
Lunedì 28 Aprile 2014. Wilfersdorf - Vienna. Km 67.0.
Ho gli occhi gonfi per il troppo vento di ieri, ma questa ultima tappa è la
più breve. Infatti, ho pianificato l’ultimo tratto più breve per raggiungere Vienna
dopo pranzo o nel primo pomeriggio e avere così il tempo di organizzare il ritorno
a Milano in treno.
Il cielo oggi è terso! Dopo colazione partenza e… dimentico di riempire la borraccia.
Un problema, perché in Austria non è facile trovare fontane con acqua potabile lungo
il percorso. Importante, soprattutto in questi viaggi, è mangiare adeguatamente
e bere molto spesso, senza mai arrivare alla crisi di fame o alla disidratazione.
Uscito dal parcheggio del motel, come indicato sul mio GPS e nelle mappe, passo
attraverso una fabbrica per l’estrazione dello zucchero dalle barbabietole, ma,
attraversato il lungo viale trafficato da camion intenti a scaricare i tuberi, l’ultimo
cancello in fondo all’impianto è chiuso. La pista è proprio al di la. La vedo! Niente,
devo tornare indietro e fare un giro enorme per ritrovarmi, dopo 20 minuti, sulla
strada dall’altra parte del cancello!
Mistelbach è un vivace centro economico, medico e culturale. La scalinata barocca
della Chiesa (Kirchberg) è molto interessante, come lo è la chiesa gotica di San
Martino (Martinskirche) con all’interno una statua di pietra di sabbia. Dalla grande
piazza della città con la Colonna della Trinità, prendo una stradina per il municipio
di Barock-Schlössl. Questo edificio ospita un torchio risalente intorno al 1727.
Da Mistelbach pedalo lungo il torrente Zaya, sulla pista ciclabile principale
numero 5 fino a Asparn. Lascio poi la valle dello Zaya e seguo il torrente Taschlbach.
Proseguo quindi per Paasdorf dove si può visitare un "paesaggio culturale",
con diversi pezzi d'arte contemporanea.
Dopo questa breve deviazione sulla pista ciclabile numero 5, torno ancora all’EuroVelo
9 fino a Ladendorf. Qui ho la possibilità di visitare un giardino in stile inglese
della famiglia Köhler e anche il grande viale a quattro file di tigli. Vado a Eggersdorf
e dopo questo paese giro a sinistra. Attraverso la strada principale e poi raggiungo
Herrnleis, un piccolo, tipico villaggio del Weinviertel con case coloniche tradizionali.
Da Herrnleis proseguo su di un percorso detto "Alaska". Il nome "Alaska"
deriva, probabilmente, dalla zona collinare su un tratto un po' difficile, per quanto
riguarda le condizioni fisiche e i freni della mia bici. Ma ricompensato da una
splendida vista sulla regione.
Ora sono nella Regione del Gemeindeamt Wolkersdorf. C’è ancora vento, ma qui
sono al riparo di grandi alberi. Ad un tratto incontro dei lavori in corso che interrompono
la pista ciclabile. Grandi cartelli con una “U” gialla indicano perfettamente, il
percorso alternativo per riprendere nuovamente la ciclabile dopo qualche chilometro.
Pedalo attraverso Oberkreuzstetten, situato ai piedi della storica collina Ochsenberg.
La collina ("ochys" in lingua celtica indica luogo elevato), mostra ancora
l’evidenza degli abitanti della età preistoriche dal neolitico all'età del bronzo.
Dopo Oberkreuzstetten, la EuroVelo 9 mi porta, tra i campi, a una ripida salita
fino a Hornsburg, popolare sito di escursioni nei boschi. Anche Hornsburg è stata
abitata fin dall’età preistorica, come testimoniano gli scavi e i reperti. Anche
se non è ancora stagione, sono sorpreso dalla bellezza delle piante floreali di
questo villaggio. Hornsburg, infatti, prende parte a competizioni europee di floricultura
e nel 2005 ha ricevuto il Golden Award nel concorso "Entente Florale Europe".
La valle di Kreuttal riceve le sue acque dal torrente Rußbach, che è una fonte
importante di acqua nel Weinviertel orientale e sfocia nel Danubio poco prima Bratislava
e utilizzato da molti mulini ad acqua. Tra questi il più singolare è il "Luisenmühle"
con una torre a forma di cipolla.
Lungo il percorso EuroVelo 9, prima di raggiungere la fine di questa valle,
incontro Unterolberndorf. Questo è un posto molto accogliente con sentieri piacevoli.
Ma non solo. Il villaggio di Unterolberndorf e la nazione dell’Uganda in Africa
centrale, che nesso avranno? Si, ce l’hanno!
Nel 1984, per diverse settimane, un gruppo di persone provenienti dall'Africa
alloggiò proprio qui, nel piccolo villaggio di Unterolberndorf, presso l'hotel "Zum
Grünen Jäger". Questo gruppo di ugandesi qui progettò un colpo di stato contro
il locale dittatore Milton Obote! Così, sotto la guida di Yoweri Musevenis, preparò
un programma in 10 punti per la costituzione di un nuovo governo, "The Unterolberndorf
Manifesto". La destituzione del dittatore durò qualche anno e non fu priva
di violenze ma, dopo il rovesciamento, divenne presidente proprio Musevenis e, il
"Unterolberndorf Manifesto" servì come base per una nuova costituzione
per questo paese africano. Successivamente, nel 2005, i proprietari dell'hotel furono
invitatati in Uganda come ospiti di Stato.
Lascio la valle del Kreuttal, con la sua bellissima campagna, passando attraverso
una fabbrica di mattoni abbandonata, prima di raggiungere la stazione ferroviaria
alle porte del villaggio di Schleinbach. Seguo quindi la ciclabile lungo i binari,
per poi raggiunge la strada trafficata, in direzione di Kronberg. Abbandono momentaneamente
il percorso ufficiale e pedalando lungo il torrente Rußbach, passo per Ulrichskirchen
e dopo pochi chilometri raggiungo Wolkersdorf, chiamata anche la porta del Weinviertel.
Questa regione viticola, non lontano da Vienna, ha bei percorsi per ciclisti
ed escursionisti.
Il nome Wolkersdorf della città deriva da "Veste Wolfgersdorf", o
castello d'acqua. Costruito dal cavaliere "Wolfger" intorno al 1050, il
castello fu poi trasferito alla famiglia degli Asburgo e nel 1720 fu ricostruito
dall'imperatore Carlo VI come maniero di caccia. Sua figlia, l’imperatrice Maria
Teresa, ne stabilì il primo liceo femminile per le figlie degli alti impiegati e
colonnelli d’Austria e, nel luglio del 1809, l'imperatore Napoleone ne fece la sua
sede dopo aver vinto una battaglia a Deutsch Wagram. Oggi il castello è di proprietà
del Municipio e ospita una scuola di musica. Grazie al clima mite e influenzato
da aria più calda proveniente dalle terre basse della Pannonia, le pendici meridionali
delle colline che circondano questo luogo sono, manco a dirlo, l'ideale per la viticoltura!
Principalmente per i vini bianchi.
Ormai Vienna è solo a circa 13 km e, pedalo sulla sede dell’ex ferrovia diretto
alla capitale.
Mi fermo a mangiare qualcosa in un parco arredato da tanti diversi tipi di segnali
ferroviari proprio davanti ad una ex-stazione.
Qui incontro due cicloturisti polacchi che stanno facendo in bici da Cracovia
a Bergamo! Da Papa Wojtyla a Giovanni XXIII°, almeno così mi sembra di capire. Con
loro proseguirò fino alle porte di Vienna.
La Railtrail qui è altamente frequentata. Seguo questo bellissimo sentiero fino
alla periferia di Hagenbrunn, noto per la ricchezza di ristoranti e cantine. Questo,
è l'ultimo paese prima di raggiungere la destinazione finale del mio viaggio sulla
Greenway.
Per gli amanti dell'arte, suggerisco una breve deviazione per il progetto artistico
"My Way". Si tratta di un progetto di scultura raffigurante la vita umana
dalla nascita alla morte, creato da 8 artisti provenienti da 8 diversi paesi. Il
progetto ha previsto la creazione di una fondazione che sostiene il benessere spirituale,
culturale e scientifico. Ogni anno è assegnato un premio, che ultimamente è stato
consegnato a personaggi come, Lech Walesa, il Prof. Christiaan Barnard e la Regina
Rania Al-Abdullah di Giordania.
Ora sono nel quartiere di Stammersdorf, parte di Vienna. È possibile raggiungere
il centro della capitale su molte piste ciclabili, infatti Vienna ne ha una rete
molto consolidata.
Ma io seguo ancora il percorso EuroVelo 9 fino al Danubio. Poi attraverso le
indicazioni del mio GPS arrivo alla agognata meta di piazza Stephansplatz! Sono
le 13e30. Scendo e spingo la bici in piazza. Già, perché ricordo ancora il monito
del vigile quando, nel 2007, arrivai dal mio viaggio da Milano a Vienna! Le foto
di rito sono, adesso, il completamento del mio viaggio. Sono ancora frastornato,
ma felice. In testa ho sensazioni e stati d’animo che sono assolutamente da provare.
Chi è cicloviaggiatore, lo sa! L’ha provato.
L’hotel che ho prenotato è a pochi chilometri da qui. Lascio la bici nello spazio
riservato e mi concedo un meritato relax e shopping tra le vie del centro.
Martedì 29 Aprile 2014. Praga – Milano in treno.
Il ritorno è in treno e dura tutto il giorno. Prima con l’Intercity Vienna-Innsbruck,
l’Eurocity Innsbruck-Verona e infine il regionale Verona-Milano.
Questo è stato tra i miei viaggi più avventurosi. Viaggiare, in bici, per quasi
500 km attraverso le aree che hanno visto il terribile periodo della guerra fredda
è stata un'occasione per conoscere il reale significato della nostra libertà!