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Sandro Foti
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Aeromodellismo My Life

AEROMODELLI
La storia del mio Hobby Aeromodellistico
Tutto iniziò ai tempi della scuola media tra gli anni 1970-1973.
Il professore di Applicazione Tecniche (oggi educazione tecnica) restava meravigliato dalle mie piccole costruzioni meccaniche. Ma la passione per gli aerei era già molto forte. Appena quattordicenne, raggiungevo, in bicicletta o con il treno delle Ferrovie Nord, alcune delle piste di volo intorno a Milano e assistevo così allo svolgimento delle gare, normalmente di "volo vincolato circolare". Partecipare non era certo nelle mie possibilità. Soprattutto per i costi, ma anche perché non era molto facile spostarsi con attrezzature e modelli in bicicletta, già a quei tempi il mio principale mezzo di locomozione. In ogni caso seguivo lo svolgimento delle gare, le evoluzioni e mi informavo sui regolamenti.
Non mancavo poi di acquistare la rivista specializzata "Modellistica" di Victor Ugo Chiodo di Firenze. Chi avrebbe pensato, a quei tempi, che sarei stato invitato, anni dopo, alla grande festa del 30° anniversario della sua rivista!
Trascorsero molti anni prima dell'acquisto della mia prima automobile che mi permise di raggiungere più comodamente le piste di volo e di allargare le mie conoscenze. Trascorsi questi anni, comunque, costruendo piccoli aeromodelli a elastico e qualche modello in volo vincolato circolare.
Avevo già sentito parlare del Gruppo Mach Aurora. Con l'arrivo dell'auto, riuscii facilmente a raggiungere la loro pista a Truccazzano. Frequentai il campo di volo per parecchio tempo e, una volta avuto chiaramente in mente cosa intendevo fare, acquistai una scatola di montaggio e mi iscrissi al Gruppo. Dopo una prima fase di apprendimento delle tecniche di costruzione e di pilotaggio, sempre aiutato dalle persone fantastiche che avevo lì incontrato, prosegui la mia avventura nel Gruppo.
Considero l'Aeromodellismo il più bell’Hobby del Mondo! Provate! Ma non il "compra e fai volare". Intendo l'Aeromodellismo vero, dove realizzi ogni cosa e studi perché tutto funzioni al meglio secondo le leggi fondamentali dell'aerodinamica.
Il Gruppo Mach Aurora, già da qualche anno, organizzava delle gare internazionali, tra cui la più famosa era la F3D, sigla della Federazione Internazionale degli Sport Aeronautici per indicare una gara di velocità.
Questa gara raccoglieva molte decine di concorrenti provenienti da tutta Europa. Ogni socio del Gruppo aveva un ruolo nell'organizzazione della gara. A me fu assegnato Commissario del Pilone numero 2. Quanta adrenalina nel vedere questi aeromodelli volare, tre per volta, e superarsi alla velocità di 300 km orari!
Inoltre, a quei tempi, non ci si perdeva una manifestazione aerea ovunque si svolgesse in Europa!
Nel Gruppo Mach Aurora, ben presto, diventai Consigliere e successivamente, l'Assemblea dei Soci, mi nominò Socio Benemerito.
Trascorsero molti anni. Tutte le domeniche mattina in pista a provare nuove figure acrobatiche o modifiche apportate ai modelli. Anche in inverno a -7°C. Ci fermava solo la nebbia come gli aerei veri!
Alla fine del 1985 e inizi del 1986, fui chiamato ad organizzare una mostra di aeromodellismo presso il Museo della Scienza e della Tecnica di Milano, collaborando con l'allora presidente Prof. Francesco Ogliari e fu indetto anche, in quella occasione, il primo Congresso Internazionale di Modellismo in Italia.
Migliaia di visitatori e di appassionati visitarono la mostra tanto che dovemmo allungare i tempi di durata dell’esposizione. Tra i tanti visitatori, il Prof. Antonio dal Monte, già Direttore scientifico e Capo del Dipartimento di Fisiologia e Biomeccanica dell’Istituto di Scienza dello Sport del C.O.N.I., col quale passai qualche ora a spiegare quello che era esposto e le nostre attività. Mi raccontò la sua passione per il volo che ebbe inizio proprio con l'aeromodellismo e si concretizzò con il brevetto di pilota. Ma anche della preparazione delle ruote "lenticolari" per il record dell'ora di Francesco Moser.
Qualche anno dopo, si iscrisse al Gruppo, Adolfo Peracchi, noto imprenditore milanese, nonché concorrente e caposquadra in diversi Campionati del Mondo di F2B Team Reacing in volo circolare. Avevo già sentito parlare di lui nell'ambiente e al gruppo pensammo che Adolfo fosse la persona più indicata per ricoprire la carica di Consigliere per l'Aeromodellismo nell'Aeroclub di Milano (Aeroporto di Bresso). Alle successive elezioni infatti, Franco Riboldi, come aveva già annunciato, non si ripresentò. Quindi in massa tutti gli aeromodellisti della provincia milanese, votarono Peracchi.
Il modellismo milanese, ma anche quello italiano, è come se fosse stato colpito da un fulmine. Adolfo riorganizzò la gestione della sezione aeromodellisti dell'Aeroclub e mi chiamò a collaborare con lui.
Ben presto il numero dei soci iscritti all'Aeroclub passò da un centinaio a diverse migliaia. Ottenemmo diverse agevolazioni economiche e la disponibilità di alcuni locali nell'aeroporto di Bresso, che ci permise di organizzare la prima scuola "certificata" di Aeromodellismo alla quale parteciparono centinaia di ragazzi e insegnanti delle scuole medie. Per tre anni (1986-1988) consecutivi organizzammo una manifestazione aeromodellistica sulla pista di Bresso (M.A.B.) ottenendo il blocco, per tutta la domenica, di ogni volo degli aerei da turismo (NOTAM). Il pubblico entusiasta, era talmente numeroso che riempiva completamente gli appositi spazi dell'aeroporto e ogni tanto, con l'altoparlante, dovevamo ricercare i genitori di bambini smarriti, come avveniva, una volta, nelle grandi fiere!
L’attività all’Aeroclub verteva sulla assistenza organizzativa e di coordinamento per tutti i gruppi della provincia. Tra i vari episodi è utile ricordare la vicenda della pista di volo di Cantù e del Sindaco di Cermenate. Il Sindaco, forse esortato da amici cacciatori, aveva vietato l'utilizzo di un’area privata per lo svolgimento dell'attività aeromodellistica. Con l'aiuto dell'avvocato Andrea Corte, allora presidente dell'Aeroclub di Milano, fummo chiamati a giudizio in tribunale e in breve vincemmo il processo e la pista tornò ad essere nuovamente utilizzata.
Fu creato un notiziario (Notizie Volanti) che, stampato in tipografia, veniva distribuito a tutti i soci aeromodellisti dell'AeC. Milano e inviato per posta un po' in tutta Italia. Insieme con Adolfo ero redattore del giornale e ogni mese, all'uscita di un nuovo numero, seguivo i lavori in tipografia fino alle tre di notte.
Molti atleti parteciparono alle gare internazionali "sponsorizzati" dall'Aeroclub. Io, in particolare, fui un componente della squadra di Pylon F3D (velocità) al Trofeo Internazionale "Modela" a Praga in Cecoslovacchia (oggi Rep. Ceca).
Con Peracchi inventammo anche una nuova categoria di gare: "La Formula Gentleman". Queste erano gare di velocità dove era obbligatorio l'uso del motore a 4 tempi, ma era invece permessa qualsiasi cilindrata e modello. In funzione delle caratteristiche del modello e della cilindrata del motore, si otteneva un "bonus", o un "malus", sul tempo di gara. Furono organizzati diversi campionati, ma malgrado avessimo inventato noi questa formula, non vincemmo mai!
Molti aeromodellisti della provincia di Milano prestarono molto del loro tempo nell'istruzione delle tecniche di montaggio e volo agli insegnanti delle scuole medie. In breve in tutta Italia l'aeromodellismo fu inserito nei Giochi della Gioventù. In quel periodo fui chiamato a seguire questo settore. Ogni anno gli allievi delle scuole medie, seguiti dagli insegnati di applicazioni tecniche e dai nostri amici aeromodellisti, preparavano dei piccoli modelli in volo libero. Alcune giornate erano poi dedicate alle gare di selezione provinciale. I migliori tre, di queste selezioni, partecipavano a Roma alle finali di tutte le specialità attletiche. Un’esperienza grandissima per i ragazzi, ma anche per me che ne ero solo il caposquadra.
Applicai in quegli anni le esperienze del mio lavoro di designer per la realizzazione dei loghi dell'Associazione Aeromodellisti Milanesi e della N.A.S.A. (Nucleo Agonistico Soci Aeromodellisti). Questi loghi furono applicati su tutti i documenti e divise degli Aeromodellisti iscritti. Inoltre la sezione sportiva dell'Aeroclub si era degnamente strutturata con l'istituzione di responsabili di settore per ciascuna specialità.
Nel 1990 purtroppo il CONI, per far fronte alle spese dell'organizzazione dei Mondiali di Calcio, decise di ridurre il numero dei partecipanti ai Giochi della Gioventù. Nel nostro settore, l'aeromodellismo, ci fu chiesto di ridurre da tre a un solo partecipante (ragazzi di 12 e 13 anni) per la finale di Roma. Questa decisione del CONI fu un fatto sconcertante e increscioso per i ragazzi, per noi e per i genitori. I dirigenti dell'Aero Club Milano si resero disponibili a sostenere le spese in prima persona per tutti i concorrenti già selezionati, ma il CONI fu irremovibile. Questo fatto, che tuttora reputo incredibile, mi portò a dare le mie dimissioni immediate dall'incarico del Comitato Olimpico.
E giunse il momento che decidemmo di fare il grande salto! Organizzare il "CAMPIONATO MONDIALE" sulla pista di Bresso. Ho svolto per questa attività il compito di Direttore della Logistica dell’appunto denominate "AerOlimpiadi".
Purtroppo, dopo una prova generale avvenuta l'anno precedente (denominato "PreMondiale"), i dirigenti della Federazione Internazionale di Ginevra assegnarono il Campionato del Mondo all'Australia.
Non fui d’accordo su come si svolse la nostra gestione dell’iter politico/burocratico, che portò a tale decisione, e quindi lasciai l'Aeroclub Milano per ritornare al Gruppo Mach Aurora.
Nel 1990 si iscrisse il mio grande amico Maurizio Assi, che successivamente diventò il presidente del Gruppo. Con Maurizio organizzammo molte gare in pista, ma anche delle vacanze nella mitica Norvegia o in Calabria.
Nel 1992 diventai Commissario Sportivo per la Federazione Internazionale degli Sport Aeronautici.
Nelle gare di aeromodellismo, dove il punteggio è attribuito da giudici, occorreva trovare un metodo di giudizio comune per tutti, in tutta Italia. Si svolsero, quindi, delle "convention" dove i giudici di gara erano informati e, con delle prove pratiche, allineavano tra loro i metodi di giudizio. Con un computer portatile (era il 1994!!!) raccoglievo i dati sul campo di volo, che successivamente venivano elaborati e commentati in sala riunioni.
Nel 1994 il socio Nicola Briscese ci segnalò la nascente categoria degli aeromodelli con motore elettrico. A Phaffikon, vicino Zurigo, quell'anno si svolgevano i Campionati Europei. Io, Giacomo e l'allora presidente Franco Marabelli andammo a vedere! La gara fu interessante, e decidemmo che ne avremmo organizzata una simile sulla nostra pista, al nostro rientro.
Quegli anni erano carichi di impegni. Organizzavamo non meno di quattro gare internazionali all'anno e mostre di aeromodellismo. Prima fra tutte quella di Novegro.
In occasione delle Feste del Gruppo, fin dal 1996 e per ogni anno, inventai un semplice e sempre differente regolamento di gara. Per divertirsi in compagnia con le famiglie e con la classica grigliata in pista.
Nel 1998, nel Gruppo Mach Aurora, fui, di nuovo nominato Consigliere e proposi, di dotarci di Sito Internet ufficiale. Fino ad allora avevo creato una pagina per il Gruppo sul mio sito personale. Così in breve, tutte le informazioni ai soci e ai concorrenti arrivavano attraverso la Rete, con il sito www.machaurora.it. (nel 1998 erano connessi a Internet solo 10 milioni di computer nel mondo).
Ogni anno preparavo poi un giornale riepilogativo di tutto quello che si era svolto al Club, che veniva distribuito all'annuale assemblea generale.
Mi occupai di inserire nel Piano Regolatore del comune di Melzo, la nostra pista di volo quale nuovo impianto sportivo. Di conseguenza, con il mio progetto e direzione dei lavori, furono realizzati i servizi igienici e le tribune per il pubblico.
Il Gruppo costituì un Club affiliato alle Frecce Tricolori allo scopo di visitare le basi aeree e di seguire le manifestazioni della Pattuglia Acrobatica.
Dopo anni di organizzazione, la gara internazionale di Pylon, malgrado adottassimo le ferree regole internazionali, a nostro parere, stava diventando troppo pericolosa e si decise di organizzare, al suo posto, una gara di alianti elettrici.
In quegli anni il Gruppo organizzava queste gare valevoli per il Campionato Italiano con discreto successo di pubblico e partecipanti. I dirigenti del gruppo di Fano (Ancona) decisero di organizzare anche loro questo tipo di gara. Ma, non avendo una adeguata preparazione organizzativa, ci chiesero di supportarli nella gestione. Così, io e Giacomo andammo a Fano, rimborsati di ogni spesa, e organizzammo la gara per loro. Io nel ruolo di Direttore di Gara e Giacomo in quello di Giudice di linea.
Questa gara è molto complessa e articolata in diverse prove. Già da anni il Gruppo disponeva di una apparecchiatura elettronica a relè per la gestione del conteggio delle basi e dei tempi. Il gruppo di Prato, invece, aveva successivamente adottato una apparecchiatura elettronica di nuova concezione collegata ad un computer portatile. Andammo così, in occasione di una gara, a vederne il funzionamento. In breve, ordinammo anche noi questo kit che fu montato elettronicamente dal socio Gianni Valsassina, tecnico e radioamatore che aveva lavorato per anni all'ESA, l'Ente Spaziale Europeo!
L'apparecchiatura, collegata al computer, attraverso vari sensori, timer e commissari di percorso dotati di pulsanti elettrici, era in grado di registrare tutto lo svolgimento della gara e di stilare e stampare la classifica in tempo reale.
L'adozione di tale strumento e la nostra grande ospitalità, portò a registrare un numero di partecipanti, provenienti da tutta Europa, mai visto prima nelle gare di aeromodellismo. Assumevo, in questo, il ruolo di Direttore di Gara. Le gare erano patrocinate dall'Assessorato allo Sport e Tempo Libero dei Comuni di Milano e di Melzo.
Nell'occasione del Campionato del Mondo di categoria, che si svolse a Wintertur in Svizzera, gli organizzatori annunciarono che avrebbero posizionato l'impianto sportivo in modo "speculare" rispetto alla descrizione del Regolamento Sportivo Internazionale. Noi al Gruppo cogliemmo immediatamente l'occasione per fare la stessa cosa nella nostra precedente gara a calendario. La conseguenza fu che tutte le squadre si precipitarono in massa alla nostra gara per poter provare, in un incontro internazionale, la stessa situazione che avrebbero trovato, qualche mese dopo, nel Mondiale. Fu un successo enorme! Devastante! E al successivo Mondiale, Maurizio ed io, andammo a "curiosare" e a distribuire gli inviti per l'anno successivo!
Il Gruppo è anche feste alle quali partecipano i soci e i loro familiari.

Giungiamo così a questi anni. Il mio lavoro mi aveva portato spesso in giro per il mondo, così da non poter dedicare molto tempo al modellismo. Il Gruppo è invece come sempre molto attivo. Qualche volta torno in pista a salutare gli amici, ma senza aeromodelli... ma solo per adesso!

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