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Sandro Foti
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Il Drone

DRONE
Lavorare con i Droni
Come un trapano o un tosaerba.
Quante volte abbiamo visto persone acquistare un piccolo drone per divertirsi con il figlio e poi, una volta ogni tanto, usarlo per vedere come stanno le grondaie della casa. Che si voglia o no, il drone diverrà uno strumento esattamente come il trapano o il tosaerba.
Le applicazioni dei droni oggi sono innumerevoli. Quasi ci domandiamo come facevamo prima del loro avvento.
All’indomani del disastro di Fukushima nel marzo del 2011, i droni sorvolarono l’impianto nucleare danneggiato per eseguire delle foto agli edifici e alla costa inondata. Grazie ai dati trasmessi, il team di gestione del disastro è stato in grado di raffreddare i reattori surriscaldati, minimizzando i danni.
Ci sono droni impiegati per l’agricoltura, la videosorveglianza, il monitoraggio ambientale, il soccorso in caso di disastri, incidenti e calamità.
Droni per l’edilizia impiegati per l’ispezione visiva e termica di edifici e la modellazione 3D necessaria alla supervisione di un cantiere.
Droni per la sicurezza pubblica, ricerca e salvataggio delle persone, indagini su scene di crimini o incidenti, riconoscimento di discariche non autorizzate, localizzazione incendi o altre calamità naturali.
Nel comparto energetico i droni sono già utilizzati per effettuare l’ispezione delle linee elettriche e il monitoraggio di impianti fotovoltaici ed impianti eolici, ma anche di gasdotti e oleodotti.
In campo medico i droni vengono spesso impiegati per consegnare medicinali e materiale sanitario nelle zone di guerra o dove ci sono state calamità naturali disastrose.
Gli stessi droni vengono sfruttati per poter effettuare delle riprese aeree come filmati di matrimoni o nel mondo del cinema e della televisione altrimenti possibili solo con l’uso di costosi elicotteri.
I droni sono una faccenda estremamente seria e stanno avendo un impatto reale su parecchi settori economici e ancora di più ne avranno nel prossimo futuro, andando anche oltre il trasporto di merci e di cose. I droni vengono utilizzati, per ora in America e sul suolo orientale, per svolgere le consegne dei diversi pacchi di Amazon Prime.
Ma l’ambito militare è quello più controverso. Al giorno d’oggi si parla di droni che permettono di sganciare delle bombe in alcune zone di guerra, cosa che consente di ottenere un grande vantaggio rispetto alle truppe nemiche.
Il Drone nell'agricoltura.
C’era una volta il contadino. Curvo sul terreno con il viso cotto dal sole e dal vento. E prima di lui intere generazioni di uomini e donne. Oggi, con il diffondersi delle nuove tecnologie, appartiene a una specie estinta?
Dai robot ai droni, dal telerilevamento alle mappature, dalla sensoristica alla navigazione satellitare, il nuovo “homo agrestis” conosce e usa l’agricoltura di precisione?
Il 27 luglio 2017 sono stato invitato ad una presentazione e dimostrazione pratica del Drone Parrot Sequoia, presso l’aviosuperficie Club Astra di Mezzana Bigli (Pavia) per la mappatura delle coltivazioni e l’ottenimento di un’analisi NDVI (Normalized Difference Vegetation Index).
Siamo ospitati nel grande gazebo dove, alla presenza di tantissimi imprenditori agricoli, i tecnici della Parrot illustrano le principali caratteristiche del sistema. Successivamente la spiegazione continua sul piazzale dell’aeroporto. Il Parrot è, né più né meno, un aeromodello ad ala fissa. Sono curioso di capire come i numerosi agricoltori possano usare, in sicurezza, questo strumento.
Il tecnico rassicura tutti: “fa tutto il Drone!”. In effetti si passa alla prova pratica. Si accende il telecomando che è dotato di un ampio schermo. Qui appare la vista GoogleMap dell’area. A lato dell’aviosuperficie c’è un vasto campo di grano maturo e il tecnico, sul Touch Screen, ne segue il contorno. Il computer di bordo analizza l’estensione e ne verifica la missione con la durata della batteria. La batteria è sufficiente!
Sempre sullo schermo il tecnico fissa il punto di atterraggio. Bene occorre lanciare l’aeromodello, cioè scusate, il Drone. Mi faccio avanti in quanto aeromodellista, ma nessun problema. Il radiocomando esegue, a voce, un conto alla rovescia e il tecnico prende il Drone da una estremità dell’ala e lo “butta” in aria. Il Drone, in un secondo, trova il suo assetto e inizia la missione. Farà delle scansioni pennellando tutto il campo con il suo sensore multispettrale, che analizza la vitalità delle piante catturando la quantità di luce da esse assorbita e poi riflessa. “Questa raccolta dati permette all'agricoltore di intervenire in modo ottimale nella cura dei suoi campi” ci dice il tecnico. Finita la missione, il Drone atterra dolcemente ed in autonomia sul luogo precedentemente prescelto.
I dati, con zone diversamente colorate, dimostrano le zone dove le colture non crescono correttamente. I dati uniti alla posizione GPS permetteranno di intervenire in modo estremamente puntuale.
Se una volta l’irrigazione o la concimazione erano effettuate in maniera uniforme, senza tenere conto della variabilità del terreno o delle variazioni meteorologiche, oggi queste vengono esattamente calibrate e differenziate. L’agricoltura di precisione significa risparmiare risorse come acqua, sementi, fertilizzanti, prodotti fitosanitari e carburanti ottenendo gli stessi o migliori risultati sia in termini economici sia in termini di impatto ambientale. Spesso vediamo sulla cabina del trattore un’antenna GPS che riceve il segnale dal satellite e detta la traiettoria da seguire per evitare sovrapposizioni. Un modello tridimensionale digitale del terreno (3D) può aiutare ad effettuare le analisi delle pendenze del vigneto e simulare come scorre l’acqua.
Gli allevatori di oggi controllano le mucche al pascolo con lo smartphone. Un collare, e non più un campanaccio, gli consente di sapere sempre dove si trovano, quanto hanno camminato in media nel giorno e qual è la loro temperatura corporea.
Difficile però impressionare alcuni agricoltori più anziani. Uno di loro mi racconta che sul terreno fa dei test piantando un filare di riso e aggiungendo la quantità di fertilizzante in modo incrementale. Dopo di che, trovata il giusto valore lo usa per tutto il campo. Che è proprio il rovescio di quello appena spiegato!
In ogni caso il pomeriggio si conclude con uno “spuntino” che vi lascio solo immaginare!
Piaggio P.1HH HammerHead, il drone italiano.
Il P.1HH HammerHead è un aeromobile a pilotaggio remoto (APR) progettato e prodotto dall'italiana Piaggio Aerospace. Il velivolo è stato progettato per svolgere varie missioni di sorveglianza, ricognizione e attacco.
Il P.1HH è un velivolo a pilotaggio remoto sviluppato partendo dalla fusoliera del Piaggio P180 capace di raggiungere la quota di 13.700 metri con una permanenza in volo di oltre 16 ore.
L’aereo è gestito da una stazione di terra collegata attraverso vari sistemi di controllo e sistemi satellitari.
Il velivolo è pensato per svolgere missioni di pattugliamento, missioni ISR (Intelligence Surveillance Reconnaissance), e per rispondere alle diverse minacce che spaziano dagli attacchi terroristici all'immigrazione illegale. Le apparecchiature montate sull'apparecchio lo rendono idoneo per la sorveglianza dei confini e di ampi spazi, ma anche per l'individuazione di specifici obiettivi, per il monitoraggio di zone disastrate da catastrofi e il monitoraggio ambientale.
Il primo P.1HH è stato presentato al pubblico in occasione dell'esposizione di Abu Dhabi del 2013 e poi esposto al pubblico durante l’Air Show di Parigi.
Il 14 novembre del 2013 presso la base dell'Aeronautica militare di Trapani, il drone ha compiuto il suo primo volo. Il prototipo ha effettuato una prova di 12 minuti al largo delle coste siciliane, in cui sono state testate tutte le apparecchiature.
Nel 2015 l'Aeronautica Militare ha ufficializzato l'acquisto di 3 sistemi P.1HH, mentre l'Aeronautica Militare degli Emirati Arabi Uniti ha annunciato l'acquisto di altri 8.
Si sono registrati nel corso dei test due incidenti. Uno durante delle prove di rullaggio presso l'aeroporto di Trapani il Piaggio P.1HH è uscito fuori pista riportando lievi danni e nel maggio 2016 l'unico prototipo operativo regolarmente certificato è precipitato in mare a nord dell'isola di Levanzo.
Il Drone Saipem
Nella divisione Offshore e Pipeline di Saipem Sonsub di Aberdeen, sono già da tempo in uso alcuni droni. I miei, oggi ex, colleghi forniscono assistenza tecnica su tutti gli aspetti dei sistemi di Innovator ROV. Questi ROV sono indicati come "droni" e possono essere programmati per essere pienamente autonomi oppure controllati tramite una radio da una stazione di terra o una piattaforma. Saipem da anni usa i ROV (Remotely Operated Vehicle) per il proprio lavoro in acque ultra profonde durante la costruzione e la manutenzione dei campi petroliferi. Un’eccellenza di robotica sottomarina e uno dei pochi operatori nel mercato offshore capace di operare i propri robot nella quasi totalità dei suoi progetti subsea in condizioni operative estreme, dalle altissime profondità, ai mari più ostili con presenza di forti correnti e scarse visibilità. Data la tendenza del mercato dell’Oil&Gas a realizzare progetti subsea sempre più sfidanti, sfruttando giacimenti in zone remote si sono sviluppati progetti come il Hydrone-S che è un avanzato AUV (Autonomous Underwater Vehicle) dedicato all’ispezione sottomarina di strutture e condotte.
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