Il Prestigio di MTB Magazine
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Il Prestigio di MTB Magazine
Partecipare alle gare del Prestigio di Mountain Bike 2011 è stata proprio una grande avventura!
“Ma…, cos'è questo Prestigio di MTB?”, mi chiederete!
Il Prestigio di MTB Magazine, la rivista specializzata più famosa del settore, raccoglie, in uno speciale Circuito, le più importanti gare di Gran Fondo in Italia.
Le gare selezionate sono 20 e si disputano su un calendario articolato da Marzo a Ottobre di ogni anno. I percorsi sono molto vari per lunghezza e dislivello e una speciale classificazione attribuisce alla gara un valore da 1 a 4 stelle per crescente difficoltà tecnica. I partecipanti al Prestigio possono scegliere, dal calendario, le gare che preferiscono, ma devono raggiungere un totale di almeno 21 stelle. Se gli organizzatori della gara hanno previsto due diversi tracciati, quello valido per il Prestigio è sempre quello più lungo e impegnativo.
Alla pubblicazione del calendario, ho prontamente scelto le gare a cui avrei partecipato. La distanza da Milano è stata la scelta prioritaria, per ridurre i costi di trasporto naturalmente. Inoltre, ho inserito nella mia scelta alcune gare di “riserva”. Per sicurezza nel caso in cui avessi saltato una o più prove.
Il Prestigio non prevede una classifica. In questo tipo di competizioni è sufficiente superare il traguardo entro il limite di tempo imposto dagli organizzatori.
Normalmente, ogni anno, raggiungono questo obiettivo circa 100 Bikers in Italia su un numero di alcune migliaia di appassionati, che riescono a realizzare una sana pratica sportiva in un'atmosfera sicuramente particolare.
Queste riunioni sono di richiamo, non solo per chi ne fa un momento agonistico a tutti gli effetti, ma anche, e soprattutto, per lo “sportivo medio”, nel significato più puro del termine.
La Gran Fondo, infatti, offre molti spunti validi in tal senso. Il desiderio di affrontare un impegno sportivo per semplice diletto, un'avventura in cui cimentarsi e mettersi alla prova, il contatto con la natura vissuto attraverso un momento collettivo non privo di risvolti individuali sono solo alcuni degli aspetti affascinanti di questa specialità.
La soddisfazione che si sprigiona poi dall'impresa compiuta, è una gioia impagabile!
Trovarsi di fronte a difficoltà sia naturali sia fisiche, può determinare crisi, che al momento sembrano insormontabile, ma una volta lasciatela alle spalle, il senso di realizzazione di sé stessi è grande!
In queste gare, dove la conoscenza di sé stessi, la capacità di sapersi amministrare non solo dal punto di vista delle energie e della forza, ma anche delle proprie reazioni psicologiche e del carattere, sono esperienze, che a qualsiasi età, lasciano un segno profondo.
Tuttavia, sono avventure che non è possibile semplicemente improvvisare, poiché richiedono un minimo di impegno adeguato.
Per allenarsi adeguatamente è necessario macinare nel corso di un anno solare almeno 5 o 6000 km in MTB e Cyclette, in modo da riuscire nell'intento di portare a termine le gare, anche quelle più difficili, senza ritrovarsi troppo distrutti al termine.
La preparazione deve essere curata. Non è sufficiente avere capacità di tipo fisico, ma anche, più in generale, di tipo mentale, poiché non solo la resistenza e la potenza, ma anche la disponibilità al sacrificio ed un forte senso di accettazione, accompagnato ad una gran forza di volontà e caparbietà, sono ingredienti fondamentali per portare a termine con soddisfazione queste prove.
Ma, in pratica, per fare il Prestigio ci vuole solo molta voglia di divertirsi! Semplicemente ci vuole tanta voglia di stare in MTB, su salite, discese e sterrati più o meno tecnici in compagnia di tanti amici bikers.
Infatti, le mappe o le cartine distribuite dall'organizzazione sono in genere sufficienti, ma spesso è più utile il "passa parola" che corre tra chi ha già provato quella gara e fornisce dei preziosi dettagli che non si riescono a reperire diversamente. Il dislivello, non solo in termini assoluti, ma anche dei tratti ritenuti più impegnativi, le difficoltà che il tracciato potrebbe presentare, come sassi, terra, fango o sentieri molto stretti sono argomenti principali tra bikers nel pre-gara.
“Ma…, cosa si vince?” È la tipica seconda domanda che mi fanno tutti. “Coloro che conseguiranno il Prestigio di MTB riceveranno gratuitamente a casa uno scudetto da cucire sulla maglia, uno scudetto metallico adesivo da applicare alla bici e un diploma personalizzato, che testimonierà la partecipazione ad ogni singola prova disputata”.
Il titolo di “Prestigioso” darà poi diritto (compatibilmente con le possibilità degli organizzatori) a partire nelle griglie d’onore o negli spazi riservati nelle prove dell’edizione dell’anno successivo.
Tutto qui? No. Una soddisfazione e una gioia impagabile!!!
06 Marzo 2011 - X-Bionic Challenge
Asola (Mantova) 56 km @ 100 mt dislivello.
Parto presto la mattina da casa. È ancora buio quando faccio colazione, ma l’auto è già carica dalla sera prima. Dopo l’autostrada, devo percorrere alcuni chilometri su strade statali nella nebbia intensa delle prime ore del mattino in questa zona del mantovano. Occorre prestare molta attenzione nella guida, però, quando arrivo ad Asola già spunta un timido sole.
A questa prima prova del Prestigio siamo ben in cinque del Gruppo A.S.D. G.S. Gorgonzola-Monti. Purtroppo, però, ognuno in una categoria diversa! Alberto Miceli è Junior, Mirko Pizzogoni è Senior, Carlo Salera è Veterani, Adriana Grotti è nella Women ed io nella categoria Gentlemen.
Le categorie sono stabilite dalla Federazione Ciclistica Italiana sono in base all’età del concorrente.
Oggi, il Prestigio 2011 non poteva aprirsi in un modo migliore, infatti, qui partenti siamo in totale 1.430!
Penso che molte persone siano giunte ad Asola, anche perché questa gara è la tappa di apertura di alcuni Circuiti molto importanti: il Prestigio 2011, il Trofeo delle Regioni, la Coppa Lombardia e la River Marathon Cup.
Guidato da una lunga serie di cartelli, raggiungo l’area del parcheggio riservata ai concorrenti. Occorre subito formalizzare l’iscrizione. Presentare la tessera di Agonista della FCI alla giuria, ottenere il “Chip” che fissato alla caviglia rileverà i tempi e i corretti passaggi sul percorso e poi il “pacco gara”. Il “pacco gara” è una tradizione in queste gare. Contiene il pettorale col numero assegnato da attaccare bene in vista sul manubrio della bici, alcuni gadget e soprattutto alcuni prodotti tipici della zona.
Nell’area si stanno attrezzando alcuni stand di società del settore, principalmente di abbigliamento e parti di ricambio per le bici. In una zona già si sta allestendo l’area del “Pasta Party”. Un altro simpatico aspetto della festa in occasione di queste gare.
In un’area del parcheggio, i responsabili della protezione civile, gli addetti alle ambulanze e i volontari ricevono le ultime istruzioni e prontamente cominciano a disporsi nei punti chiave del percorso.
Per me è invece il momento di preparare la bici. Le squadre più attrezzate sono qui con i pulmini. Alcuni hanno addirittura i massaggiatori e i tecnici per la messa a punto finale delle MTB.
Occorre però sapere che, a differenza delle gare di ciclismo su strada, nella MTB non è consentito ai “meccanici”, una volta iniziata la gara, di riparare la bici del concorrente. Tanto meno sostituirla se eventualmente rotta. Solo il concorrente, con gli attrezzi che normalmente porta nella tasca sotto la sella, può riparare la propria bici. Proprio nel puro spirito delle bici da montagna!
L’aria è frizzante e profuma di canfora. Inizio a scaldare i muscoli e, insieme a tanti altri bikers, percorro le strade adiacenti alla zona della partenza. Guardo principalmente le prime centinaia di metri dopo la linea della partenza per esaminare l’asfalto, le buche, i tombini e le prime curve anche su sterrato.
Alle 10 in punto il via ufficiale della manifestazione.
La gara è su 56 chilometri praticamente senza alcun dislivello rilevante, ma la fatica è davvero tanta, perché si è sempre “a tutta”. Questa gara vale una sola stella, ma in realtà bisognerebbe assegnarne qualcuna in più per la sola fatica.
Gli altoparlanti dell’organizzazione adesso invitano i concorrenti ad entrare in batteria attraverso i passaggi predisposti con gli appositi tappeti elettronici che rilevano il chip. Il mio posto è nel gruppo dei “Gentlemen” identificato dal range numerico del mio pettorale. Davanti, i più giovani e veloci.
Nell’attesa scambio due chiacchiere con chi mi sta vicino. La tensione e l’adrenalina è al massimo. Ripeto mentalmente i primi metri dopo il via e mi riprometto di stare bene attento.
Il via viene dato a settori, con un distacco tra il primo e il successivo di 5 minuti. Noi, ad ogni via, ci spostiamo più avanti. Qui molti approfittano per guadagnare qualche posizione, a volte anche con decisa irruenza, per essere proprio davanti sulla linea della partenza. Un colpo di clacson sancisce il via! La folla ai lati della strada incita noi concorrenti, che in pochi metri già raggiungiamo i 35 – 40 km orari! Il gruppo è molto compatto e a quella velocità sono a pedalare a 10 centimetri dagli altri bikers. Se solo uno pensasse di toccare i freni provocherebbe un disastro! Ma chi partecipa a queste gare è abituato e molto preparato a questa condizione.
Dopo il giro di lancio di 8 chilometri, metà su asfalto e metà su sterrato, il gruppo è già molto allungato e ci immettiamo nel percorso vero e proprio. Sulla veloce strada sterrata alcune pozzanghere ricordano le piogge dei giorni precedenti, ma non causano alcun problema. Infatti, sporcano quel tanto le MTB così da farle sembrare ancora più belle e grintose.
Sul percorso si formano lunghi gruppi, convogli ferroviari a più ruote che pedalano veloci.
Ognuno trova il suo plotone, quello con la giusta andatura e il giusto “clima”. Davanti quelli più veloci e "cattivi", dietro quelli più tranquilli, rilassati e a volte anche goliardici, dove, tra uno sbuffo di fatica e l'altro, si sentono grida di ammirazione e di scherno. Il paesaggio è quello classico delle zone della bassa padana, con canali, campi arati, e strade bianche dove gli argini sono rivestiti di erba e qualche timido fiore incurante del gelo. Poi un bel passaggio all'interno di una cascina.
Ecco il tratto, appena dopo il ponte di Asola, che qui chiamano il "tutta colla". Con il fango argilloso il ritmo è cambiato improvvisamente, e l'ossigeno serve più alle gambe che alla testa. Basta pensare, meglio pedalare! Questo passaggio impegna il fisico quanto una salita al 15 per cento. La differenza è che in montagna, dopo arriva anche la discesa per recuperare, in pianura no. Anzi, si butta giù un dente (del pignone!) e si spinge ancora più forte.
Fortunatamente quest'anno il tempo invernale ha deciso di risparmiare gli appassionati delle ruote grasse, almeno la domenica, tanto che, già ai primi di marzo, qualcuno ha "osato" presentarsi al via con divisa estiva, dimentico dell'inverno non ancora terminato.
La MTB è un compromesso tra tecnologia e natura. Sono proprio le campagne a rappresentare al meglio questa sinergia. Come i nostri contadini con le mani immerse tanto nella terra, quanto nei motori delle macchine agricole, così noi bikers amiamo sporcarci nel fango e nel grasso delle catene! Bella la similitudine?
La gara di Asola è anche allegria. Già, stiamo correndo proprio nel weekend di Carnevale e così c'è chi si è presentato al via in tenuta da stregone! La MTB è anche questo: non solo agonismo sfrenato, quello delle prime file, ma anche sano divertimento e semplice voglia di muoversi in mezzo alla natura.
La cronaca della gara vede le vittorie di Fabio Pasquali e Angela Perboni. Veloce come un treno “Frecciarossa", il biker del team Arka Arredamenti ha attaccato nel giro di lancio prendendo immediatamente un buon margine sugli inseguitori. Nel gruppo, che si è lanciato alla sua caccia, il mantovano Marcello Castellini e l'umbro Paolo Alberati. Guasto tecnico per Fappani.
Per me un ottimo 601.80 millesimi e conquistata la prima stella del Circuito del Prestigio!
Il punteggio in millesimi è una mia personale elaborazione matematica, che mi permette di raffrontare la mia prova, in termini cronometrici, con la stessa del vincitore assoluto della gara.
27 Marzo 2011 - Gran Fondo Tre Valli
Tregnago (Verona) 44 km @ 1360 mt di dislivello.
Due settimane dopo eccomi a Tregnago, alla seconda prova del Circuito del Prestigio.
La piccola cittadina di 5000 abitanti è immersa nella valle d’Illasi a 20 km a nord est da Verona, nel cuore pulsante della MTB italiana!
Il tracciato è di 44 km e 1360 m di dislivello con 3 salite principali (la più lunga di circa 8 km).
Il pacifico popolo di bikers ha oggi letteramente invaso la piccola cittadina veronese e si è riversato nello stabilimento dell'ex Italcementi, a due passi dal centro, per ritirare il pettorale, e il pacco gara. Un gilet smanicato antivento della Lex Italia e dei prodotti alimentari locali.
Una domenica finalmente all'insegna del bel tempo, con solo un po’ di foschia a rovinare l'azzurro del cielo.
La Gran Fondo delle Tre Valli ha sempre dimostrato una ottima macchina organizzativa tanto da potersi permettere il lusso di chiudere le iscrizioni a quota 2.000 concorrenti.
Una lunga salita iniziale tra i boschi delle colline, su una larga strada sterrata fa la selezione e diluisce il gruppo dei partecipanti. Il lungo serpentone colorato si inerpica tra il verde dei prati e il bruno delle viti, confondendosi con il colore lattiginoso del cielo, anche se, a tratti, emerge un timido sole. Chi pensa di prendere il via in questa gara da una stella senza difficoltà tecniche, si deve ricredere. In discesa la velocità è molto elevata sul fondo accidentato e con grosse pietre. Solo una ottima guida può fare davvero la differenza.
Poi, improvvisamente, l'inferno! Dura solo 300 metri, ma 300 metri di fango, anzi di melma vera e propria. Liquida quanto basta per affondare fino alle caviglie e solida quanto basta per trasformarla in qualcosa di molto simile al cemento a presa rapida! Si incolla sotto gli scarpini, perché di andare in sella non se ne parla minimamente. Praticamente impossibile.
Con la bici in spalla, tra alcune imprecazioni e maledizioni agli organizzatori, si ode anche qualche risata da parte di chi, con aria rassegnata, dice: «Questa è la MTB. Se avessimo voluto rimanere puliti avremmo scelto le bici da strada, no?!». Questo è un pensiero non condiviso da tutti, soprattutto da chi sente le pasticche dei freni cantare a ogni pinzata. La "mota" riga i dischi e, con quello che costano, anche un po' il cuore!
Il tanto odiato asfalto, solo ora, regala un attimo di tregua. Un'isola solida in cui fermarsi a tentare di togliere le grosse quantità di fango accumulato sulle ruote e sulla forcella. C’è chi usa direttamente le mani, chi rami secchi dei vitigni del Soave, che si estendono a perdita d'occhio, altri sacrificavano la poca acqua rimasta nella borraccia.
Per non bloccare la strada principale al traffico automobilistico, il tracciato passa sotto di essa, attraverso un sottopassaggio stretto e buio. Dobbiamo inchinarci fino all'altezza del manubrio per passare. Questo è però il varco per la libertà! Infatti, il sentiero abbandona quel tremendo, e fangoso letto del canale per ritornare su un largo sentiero ben battuto che serpeggia tra le vigne, pianeggiante e veloce.
A fianco del letto del fiume Tramigna, occorre passare tra i ciottoli ben levigati e guadare per l'altra riva e sullo sfondo, l'alta ciminiera è dell'ex cementificio di Tregnago, che a fine anno verrà trasformato in un grande impianto sportivo. Li, sotto la ciminiera, c’è il traguardo.
Non vedo l’ora di lavare la povera bici e me stesso, e soprattutto addentare un buon piatto di pasta fumante.
Eccezionale è l'accoglienza delle volontarie al rinfresco finale, rifornito di dolci, bevande e frutta fino all'ultimo atleta giunto all'arrivo. Molto ben posizionato il lavaggio bici a due passi dal centro e, anche se un po’ decentrate, le docce presso il campo sportivo.
Alla fine, tutti sotto al Palatenda e diamo via al meritato “pasta party” con le ottime penne al ragù e panino imbottito con mortadella prima di concedersi due passi a visitare l'ampia area espositiva con prodotti alimentari, materiale tecnico e, perché no, con una capatina nei negozi del centro di Tregnago rimasti aperti per l'occasione.
La gara vede Alexey Medvedev, il "Mig 21", che taglia il traguardo a braccia alzate davanti ad un Marzio Deho sempre più leggenda, perché a 40 anni lotta ancora come un leone contro avversari di 10/15 anni più giovani. Alla domanda: “Quando hai attaccato per la vittoria?” Alexey ha risposto: «Dopo cinque pedalate dal via!». Marika Covre trionfa tra le donne. Elisabetta Ravanello invece, giovane biker, si è portata il "gregario" non per le salite, ma per le discese. Suo marito, Lorenzo Zago, è un downhiller puro. «In salita fa quasi più fatica di me - dice Elisabetta - ma in discesa sceglie le traiettorie migliori in modo da farmi scendere più velocemente, ma anche con maggiore sicurezza».
Per me un buon 521.47 millesimi e la conquista della seconda stella del Circuito del Prestigio!
17 Aprile 2011 - Gran Fondo Città di Garda – Trofeo Paola Pezzo
Garda (Verona) 38.5 km @ 1200 mt di dislivello.
La mia terza gara in programma è a Garda, una delle più importanti località di villeggiatura italiane, sulla costa orientale dell’omonimo lago.
Anche a Garda tanti concorrenti. Quasi 2000, tra cui David Guastamacchia del GS Gorgonzola. Lui è qui da ieri, con la famiglia e ne approfitta per un weekend in questo bel posto, che già ai primi di aprile si prepara all’intensa stagione turistica.
A detta di molti il percorso è più facile del 2010, ma non ci credo, le colline di Garda non scherzano mai. Le colline e i sentieri intorno alla cittadina, sono il richiamo perfetto per i biker, che alla prova di Paola Pezzo si presentano sempre molto numerosi. La Rai, che è qui presente con una troupe e un elicottero, trasmette in diretta l’evento su Rai Sport.
Oggi, dopo una settimana nuvolosa, finalmente una giornata di sole con temperature miti e piacevoli. Cielo azzurro e con i raggi del sole che già riscaldano il lungo lago di Garda, spettacolare ritrovo della Granfondo, inserita nei circuiti Garda Challenge, Prestigio e fi'zi:k (non è un errore di digitazione. Il marchio commerciale riproduce lo spelling fonetico della parola “physique” riferita allo stato di forma di un atleta). Solo una settimana fa c'erano temperature estive, oggi invece 15 - 16°C e si sta bene con la maglietta con le maniche lunghe.
Tante le Associazioni che hanno collaborato attivamente alla riuscita dell'evento. Tra tutti però "visivamente" era impossibile, non notare, il supporto dato dal 85° RAV dell'Esercito, presente con 80 militari, sia sul percorso, sia in zona dell’arrivo.
La partenza è programmata alle 9:30, con gli atleti scaglionati in blocchi distanziati l'uno dall'altro da 20 minuti.
La gara effettiva ha avuto un prologo nella giornata di sabato. Infatti, a Torri del Benaco (qualche chilometro a nord di Garda) si è svolta la “Paola Pezzo Junior Race”, un'iniziativa riservata ai bambini. Una gimkana su un percorso riparato dal traffico della Gardesana e condotta da Paola Pezzo in persona, la campionessa Olimpica di Atlanta e di Sydney. Al via c'erano molti mini-biker, circa 100, figli di granfondisti, che hanno voluto portare con sé, oltre alla MTB, anche la famiglia! Il Garda continua così ad essere una località che dimostra ogni anno di saper accogliere ed entusiasmare.
Oggi la partenza è al porto, sulla zona nord del lungolago. Siamo suddivisi in cinque scaglioni e il primo scatta alle 9e30. Dopo il via e una svolta a sinistra, impegniamo una notevole salita con i concorrenti in una lunga scia colorata. Circa tre chilometri su asfalto che i migliori affrontano a tutta, per così entrare senza patemi, nel successivo single track. Da qui, polvere e sterrato.
L'obiettivo degli organizzatori era di semplificare il tracciato della passata stagione per renderlo più abbordabile e richiamare al via un numero comunque elevato di atleti. Il risultato è stato centrato, salvo che a Garda, per questioni orografiche, le salite e le discese richiedono comunque un certo impegno. Inoltre, grazie alle temperature molto alte della prima metà di aprile, il percorso è oggi piuttosto asciutto e quindi polveroso.
A Crero, nell'antico e suggestivo borgo a sbalzo sul lago, inizia una lunga salita con pendenze proibitive! Il nuovo tracciato, molto nervoso e dinamico è un vero e proprio, lungo cross country, abbarbicato sulle asperità nell'entroterra gardesano con molti punti panoramici e numerosi single track per biker esperti. Non c'è un attimo di respiro.
L’ultimo tratto è sulla ciclabile della città, su un lato protetto e controllato dall’organizzazione. Poco dopo scendiamo sulla spiaggia per un ultimo tratto di sabbia che fa affondare le nostre ruote.
All’arrivo alzo un braccio davanti al numeroso pubblico assiepato sul lungolago di Garda che applaude entusiasta al passaggio di tutti i concorrenti. Affollato è anche l'Expo, con 70 stand che vivacizzano la piazza. Inconsueta è la premiazione. I vincitori hanno brindato infatti con un mega boccale (1 litro) di birra analcolica della Erdinger, sponsor della manifestazione.
Per la cronaca giornalistica, la gara ha preso una piega intorno al 20° chilometro, in un tratto impegnativo, Longo metteva il piede a terra, che era il segnale per Medvedev di inserire il turbo. Quella manciata di secondi di distacco è stata decisiva. Longo non è più riuscito a rientrare ed il russo ha iniziato a guadagnare nel finale, ottenendo il suo terzo successo consecutivo in questa gara. Marzio Deho invece, nel finale sulla spiaggia, prendeva l'iniziativa e si staccava da Gutierrez, ottenendo il terzo gradino del podio. La gara femminile ha la sua protagonista in pole position fin dal via, in Daniela Veronesi, ex stradista sanmarinese folgorata dalle ruote grasse. Dietro si facevano largo Serena Calvetti e quindi Sofia Pozzatti. Il podio era già disegnato fin da metà gara. Paola Pezzo, applauditissima lungo il tracciato, ha chiuso in dodicesima posizione.
Per me un buon 542.38 millesimi e raggiungo quota 4 stelle.
Cadere in bici è da mettere in conto.
Quando torno a casa ammaccato, dopo una uscita, ho due pensieri che mi ronzano in testa: "Come ho fatto a fare uno sbaglio simile?" e "Guarda che stinchi, sono proprio un selvaggio...", seguito, però, da un ghigno di compiacimento.
Il biker, quando sale in sella, non ha un cervello normale. Un ragionamento logico gli imporrebbe di scendere dalla bici, non appena si trovi davanti a rocce, radici e pendenze estreme. Eppure, il biker scende giù. Con uno stile più o meno bello ed efficace, qualche volta, cade!!!
Capita, ma la caduta è un evento che per molti è vissuto come uno spauracchio, che irrigidisce le braccia e le gambe, mentre, per altri, è una faccenda con la quale convivere e, prima si impara a farlo, e prima si va giù con più scioltezza.
Possibile? Forse sì, perché tutto dipende da quali sensazioni avvertite quando con la MTB siete in mezzo al bosco. Vi esaltano i sentieri e i passaggi tortuosi? Allora forse siete dei selvaggi veri, ma nel senso buono del termine, per carità, nel senso che le cadute non vi spaventano più di tanto.
Qualcuno potrebbe obiettare che una caduta, in quel caso, non dovrebbe capitare, ma forse è proprio quando si pensa di essere troppo padroni della situazione che succede di sbagliare, ma quello che conta è rialzarsi e ripartire. Possibilmente più veloci di prima, avendo capito l'errore commesso. Cadere è il modo migliore per far crescere il feeling con il proprio mezzo.
Sotto la doccia, poi, certi segnacci lasciati sulle gambe dai rami o dal terreno, bruciano, ma dentro. Nel fastidio dell'acqua calda, che scorre e "frigge" le ferite, c'è la consapevolezza che quelle sono gambe da biker. No, gli stradisti non le hanno così, sono troppo perfette le loro. I biker invece passando dentro al bosco a velocità talvolta troppo alta ne portano a casa un segno. Una persona normale le definirebbe "una brutta cicatrice", ma per chi ha l'anima del biker selvaggio, sono un trofeo!
08 Maggio 2011 - Serra Bike
Piverone (Torino) 45 km @ 1090 mt di dislivello.
Per questa gara la direzione in autostrada non è, come sempre, “Venezia”. Quest’oggi si va nell’altra direzione, “Torino”!
La località è la cittadina di Piverone di 1400 abitanti a 4 km dal lago di Viverone. Non è un gioco di parole, è proprio così! A 12 km da Ivrea, nella provincia di Biella. La zona pianeggiante si distingue per le culture di cereali, mentre sul territorio collinare si estendono i vigneti terrazzati che producono vini rinomati.
A Viverone, per la prima volta, la gara piemontese ha superato il muro dei 1.000 iscritti. Un successo raggiunto grazie a un'organizzazione del tutto inedita, ma anche per merito di un tracciato altamente spettacolare sul quale, noi biker, ci siamo realmente divertiti.
Quest'anno la partenza della Gran Fondo Serra Bike, è dal lungolago di Viverone. Una novità voluta dal comitato organizzatore che è costituito da due diverse società, la Biella Bike e la Valle Elbo Bike, la stessa che organizza il Biella Bike Festival.
Come da noi, quando il G.S. Gorgonzola collabora con l’Argentia, le due società locali si sono unite per il bene degli appassionati di Mountain Bike, lavorando in sinergia alla creazione di questo evento che ha valenza di carattere nazionale.
In un territorio ricco di interessanti e suggestivi percorsi sia per la MTB, sia per la bici da strada, si possono qui provare molte altre attività sportive outdoor quali il trekking, le passeggiate a cavallo, l’arrampicata sportiva, le vie ferrate e il parapendio.
La gara di MTB parte dal lago e si va subito in salita con un rettilineo di circa 300 metri al 12% di pendenza su porfido. Il colpo d’occhio alla partenza era davvero incredibile, in un lunghissimo serpentone colorato e compatto.
Prendo fiato poi su asfalto pianeggiante e subito, con una nuova salita, si entra nel bosco su una comoda strada sterrata seguita da una breve ma ripida discesa, nel paese di Zimone. La più tecnica e scivolosa dell’intero percorso.
Arriviamo così nel parco dei ciottoli delle miniere d’oro, dove si percorre un sentiero completamente ricoperto da grossi sassi! Qui, nel Parco della Bessa, immense distese di pietre sono state accumulate durante l’attività di ricerca dell’oro, nelle miniere a cielo aperto, fin dai tempi degli antichi Romani.
Un continuo alternarsi di salite, dure ma non lunghissime, con tratti pianeggianti o in leggera discesa mi permettono di prendere fiato e mangiare una barretta energetica, e presto arriva il tratto che più ha entusiasmato tutti i partecipanti, denominato "l'Eden dei biker". Tre chilometri di single track veloce e super scorrevole, con le curve in appoggio in cui si sente la forza centrifuga incollare la MTB al suolo. Così stretto che si ha paura di toccare con il manubrio gli alberi. Dopo ogni curva viene di istintivo l’alzarsi sui pedali e rilanciare l'andatura con il risultato di arrivare al termine di questo divertentissimo parco giochi a una velocità veramente incredibile. Il nome dato dagli organizzatori a questi tre chilometri non poteva essere più azzeccato! Usciti dall'Eden la voglia era una sola: girare la bicicletta e risalire per ricominciare da capo! Verso il finale incontriamo lunghi tratti pianeggianti e tutti da spingere.
La Serra Bike è corsa dentro la rigogliosa vegetazione dei boschi del biellese, che ci riempie gli occhi con i panorami e passaggi tanto tecnici quanto divertenti. Infine ecco l’arrivo a Piverone.
Veniamo a conoscenza che i concorrenti di testa della gara sono incappati in un errore di percorso, causato dai soliti "simpaticoni" che nottetempo avevano staccato alcune frecce lungo il tracciato.
Comunque, visto il bel successo di questa edizione, ora l’organizzazione già pensa al 2012 puntando a diventare “evento internazionale”. Un progetto ambizioso, ma visto quanto i biker si sono divertiti sui 49 chilometri di gara, è assolutamente realizzabile.
A chiudere la giornata un ricchissimo “pasta party” che comprendeva un primo, un secondo, formaggio, dolce e acqua, e che ci ha riportato a livelli glicemici abbastanza accettabili, favorendo un pomeriggio di riposo sotto il caldo sole, sdraiati sulla piccola spiaggia di Viverone, con i piedi a mollo nelle acque fresche del lago. Purtroppo, adesso, mi aspetta una ora e mezza di strada per tornare a casa. Complimenti all'organizzazione. Che spettacolo!
La cronaca della gara: Il colombiano Eddi Rios Rendon ha dovuto dar fondo a tutte le sue doti di velocista per avere la meglio sui suoi compagni di fuga, lo spagnolo Ivan Alvarez Gutierrez ed il costaricano Paolo Cesar Montoya, vincitore dell'edizione 2010. Nonostante i mille metri di dislivello del percorso, ai primi tre specialisti sono bastati un'ora e 54 minuti per presentarsi sul rettilineo finale e giocarsi in pochi centimetri il podio di questa 7a edizione.
Tra le donne, successo della veterana Sandra Klomp per la Trek Stihl Torrevilla. Al secondo posto Roberta Gasparini, mentre in terza posizione la giovanissima Alessandra Bianchetta, classe 1994 e 30 anni meno della vincitrice!
Per me un ottimo 586.14 millesimi e raggiungo quota 5 stelle!
I volontari meritano tutta la nostra gratitudine perché sono parte integrante delle gare di Mountain Bike. Senza il loro prezioso aiuto non sarebbe possibile organizzare un evento come questo. Loro sono lì per la nostra sicurezza. Ringraziare è il minimo che possiamo fare noi che invece siamo a divertirci. Servono volontari per presidiare le strade e i sentieri nel bosco durante la gara, e prima della gara, per lo studio e la preparazione del tracciato, la pulizia e il fettucciamento.
Per fare il volontario non è necessario avere competenze particolari. La maggior parte delle mansioni richiedono solo predisposizione al lavoro di gruppo, la voglia di stare a contatto con altre persone e una buona dose di elasticità.
A tutti i volontari, le moto da enduro, i segnalatori di percorso, gli addetti ai ristori, gli addetti alle iscrizioni, vengono offerti i pasti durante il tutto periodo, la T-shirt e un ricordino ufficiale dell'evento. Nulla, a fronte di una richiesta di coprire almeno un turno di 6 ore, con qualsiasi condizione metereologica!
22 Maggio 2011 - Divinus Bike
Monteforte d’Alpone (Verona) 50 km @ 1450 mt di dislivello.
Quinta gara, si torna a Verona! Nel comune di Monteforte d’Alpone di 8500 abitanti in provincia di Verona e famoso per il vino Soave, l’accoglienza dell’organizzazione da il benvenuto con un ricco pacco gara che comprende tre bottiglie di ottimo vino locale, un paio di bretelle ad alta visibilità per andare in bici con poca luce, una bottiglia di birra, un integratore salino, una maglietta di cotone personalizzata e due buoni per il ristoro finale!
Da ricordare che, in questa edizione, parte del ricavato sarà devoluto alla popolazione pesantemente colpita dalla tragica alluvione del novembre 2010 in cui il torrente Alpone ruppe gli argini e fece danni incalcolabili a cose e persone.
Per questioni logistiche, e per offrire a tutti i biker un servizio ottimale, lo staff di Hellas Monteforte ha fermato le iscrizioni a quota 1.800 o poco di più. Per l’organizzazione è fondamentale che anche il partente numero 1.800 trovi un percorso fluido e senza intoppi. Il prossimo anno, inoltre, ci sarà il decennale della Divinus Bike e questo potrebbe essere il pretesto per una edizione davvero memorabile.
A Monteforte d'Alpone, seguendo le orme di quanto già fanno per il podismo, lo sport è un motivo di festa per tutto il paese. Un trionfo della MTB amatoriale che bene si vede già alla partenza, ai ristori in gara e nel dopo gara soprattutto. La vera forza di questa gara è l'organizzazione e la sua capacità di coinvolgere gli abitanti del paese.
Le calde temperature di maggio sono oramai più estive che primaverili. Così la partenza è anticipata alle 9:00, principalmente per evitare l'afa del pomeriggio. Sono predisposte ben 8 griglie da 250 numeri ciascuna. Una ogni 8 minuti. Sotto lo striscione ci allietano le note della nona sinfonia di Beethoven. La partenza è data da piazza Dante, con il solito sparo dei "trombini"! Qui si riprende una antica tradizione di ogni contrada dei monti Lessini dove i trombini o “sciopi”, ovvero degli archibugi a miccia derivati da armi da guerra del 1600, per lo più per incutere terrore, dal 1839, sono usati a scopo folcloristico durante le feste.
Lo sparo dei "trombini" apre quindi le danze ai 1.802 iscritti.
Il tracciato di gara, di 50 km e 1450 m di dislivello, è molto ben segnalato, tabellato ad ogni km, ed estremamente presidiato infondendo senso di sicurezza negli atleti. I 4 ristori sono posti in posizione strategica e tutti riforniti di bottigliette d'acqua, oggi veramente necessarie e gradite.
Ad eccezione di un paio di varianti, il percorso di gara è rimasto lo stesso ma, come detto, è stato invertito il senso di marcia, così il tracciato è risultato davvero molto diverso. Anche un po' più duro se vogliamo, visto che i tempi di percorrenza si sono allungati, ma è una soluzione che comunque riscuote numerosi consensi. Molto bella è la leggera ascesa, che ritornando verso Monteforte, porta al Castello d’Illasi. Castello turisticamente impregnato di esoterismo e mistero.
Ma la gara di Monteforte d'Alpone fa vedere anche una organizzazione esemplare che coccola tutti i biker. Giornata di agonismo e di festa per noi biker che all'arrivo festeggiamo, sotto al monumentale Duomo, con un aperitivo a base di Soave fresco e grana. E poi il pasta party. Ancora una volta stupefacente il pranzo con pasta al ragù, pollo al forno, macedonia e bottiglia di "Budweiser" fresca. Gli alpini di Monteforte hanno sfornato migliaia di pasti e hanno portato un enorme tino da 500 litri colmo di frutta in macedonia!
Purtroppo ci sono stati dei problemi al sistema di cronometraggio fornito e curato dalla TDS, così all’arrivo appariva strano che una parte degli atleti non erano stati conteggiati. Ma poi in breve l’organizzazione ha risolto il problema. Purtroppo, sono da registrare anche due cadute rovinose, con trasporto in ospedale e modifica del percorso per prestare soccorso.
Per la cronaca è stato Federico Birtele ad animare la testa della gara, sin dalla partenza. Vince con merito, insieme a Marika Covre. Birtele guadagna secondi di vantaggio che nel finale diventano quasi quattro minuti. Dietro di lui restano Andrea Pendini (Team Corratec) e Marco De Polo (Ideal Bikes), che arrivano al traguardo staccati di un solo secondo. In campo femminile Marika Covre vince guidando sempre in testa al gruppo. Alle sue spalle si è piazzata Sarah Palfrader, che è riuscita ad imporsi su Chiara Campanelli solo nella parte finale della gara.
Per me un ottimo 589.81 millesimi, pressoché identico risultato della precedente gara, e raggiungo quota 7 stelle!
04 e 05 Giugno - Corso di MTB a Verona.
In provincia di Verona, ai primi di giugno, si svolge un corso per migliorare la conduzione delle MTB, con la guida nazionale Alberto Limatore. Alberto, come il più largamente conosciuto Brumotti, è stato 13 volte Campione Italiano e Campione del Mondo di Bike Trial.
Decido di partecipare per migliorare la mia tecnica di guida della MTB e per imparare a sfruttarne al meglio le potenzialità sui vari tipi di terreno.
Presso lo stupendo agriturismo Casa Rosa di Novaglie e sui percorsi della Lessinia Legend, Alberto ci fa scoprire i trucchi e i segreti per controllare al meglio la mountain bike sull’asciutto e sul bagnato, nei salti e sullo sconnesso.
Al corso partecipano 23 bikers provenienti da tutto il nord Italia. In due giornate, con inizio la mattina del sabato e il termine alla domenica pomeriggio, il percorso formativo prevede i principali esercizi per l’equilibrio generale e il controllo della bici, il salto di ostacoli a bassa velocità e in salita, salti (drop), l’impostazione di traiettorie in discesa, in salita e in contropendenza.
12 Giugno 2011 - Atestina Superbike
Este (Padova) 43 km @ 1500 mt di dislivello.
Sesta gara del Circuito del Prestigio! La città è Este, a circa 30 km da Padova in direzione sud a ridosso dei colli Euganei.
La produzione delle ceramiche è sempre stata una delle primarie attività della città, tuttora famosa per le opere artistiche di qualità. Oltre a un bel centro storico, il castello Carrarese del 1300 racchiude un ampio giardino sede di spettacoli e manifestazioni.
E la gara? Chiamarla Gran Fondo è quasi riduttivo, perché l'Atestina Superbike è un evento davvero spettacolare! “Suggestivo” è dire poco. Il passaggio in bici nei pressi del Palazzo del Principe, dove fu consacrato il Doge di Venezia, e il passaggio internamente al Castello, per arrivare nel cuore di Este, sono fantastici!
La mattina si apre con un po’ di foschia, ma presto si alza la temperatura, che alla fine della gara, sono sicuro, si farà sentire nelle gambe.
Oltre 890 iscritti ufficiali, ma il numero, per quanto più che buono, è solo un dettaglio per l'organizzatore, che invece punta piuttosto sulla qualità.
Ad Este, ci si diverte davvero, solo però se le gambe hanno la capacità di digerire ben 43 chilometri e 1.500 metri di dislivello sui sentieri dei Colli Euganei senza un attimo di respiro, unito al grande caldo e all'umidità post acquazzone dei giorni precedenti.
Il gruppo colorato dei partenti infiamma il folto pubblico al via e lungo le strade cittadine.
Prima della partenza, in occasione del 150 anni dell’Unità di Italia, viene fatto suonare l’Inno Nazionale Italiano. Dopo la partenza affrontiamo l'ascesa al Monte Ventolone.
Una salita che stimola un sentimento di "amore e odio" da parte di noi bikers. Affrontiamo poi in discesa, quel tratto tanto odiato di single track che fino allo scorso anno si faceva in salita e spesso a piedi. Da li arriviamo nel cuore di Valle San Giorgio ed incomincia l'ascesa al Monte Cero. Il percorso dell'Atestina Superbike è infatti piuttosto selettivo per via dei continui saliscendi. Sui Colli Euganei sembra che le leggi della fisica non funzionino. Si devono fare i conti con rampe importanti, con single track e discese tecniche, con la sensazione che si vada sempre in salita. Si sale e si scende senza sosta, esaltati dalla bellezza dei sentieri. C’è la garanzia di doversi "sudare" la gara, ma lo è altrettanto il divertimento.
Arrivati nuovamente a Calaone, ecco che la discesa verso Este che passa davanti al Palazzo del Principe. Questo tratto del percorso è molto tecnico, poiché si tratta di una antica strada romana, dove bisogna guidare la MTB con molta attenzione.
Segue un passaggio stupendo dinnanzi alla villa di Lord Byron, scendendo attraverso la passeggiata a lui dedicata. Infine, la chicca più importante! Su gentile concessione del Comune di Este, il passaggio all'interno dei giardini del Castello. Un passaggio che ci lascia davvero senza fiato, anche sul finale di corsa, giungendo al traguardo nella piazza centrale di Este.
La grande professionalità dello staff dell'Atestina e una organizzazione impeccabile si è vista anche nell'ottimo lavoro di pulizia e riassesto messo in atto dai numerosi volontari.
La sede logistica in piazza ad Este, ha fatto si che la popolazione della cittadina padovana abbia assistito allo spettacolo di una gara di MTB nazionale.
Ristoro finale per tutti. Il pasta party è gratuito ai concorrenti ma anche agli accompagnatori. Idea molto gradita! Uno degli obiettivi dell’organizzazione, che ha visto ben 400 volontari di cui 250 sul percorso, era infatti di "utilizzare" l'Atestina Superbike proprio per far scoprire turisticamente il territorio del Parco dei Colli Euganei e le possibilità che questo riserva agli appassionati di MTB e non.
La cronaca della gara: Gli atleti di testa hanno battagliato per tutta la gara e alla fine ha avuto la meglio Ramon Bianchi su Francesco Casagrande, atleta di casa che, giungendo all'arrivo, è stato accolto da un'ovazione dopo che lo speaker ha fatto il suo nome. Avvincente duello anche al femminile, con la leader degli Italian MTB Awards (l'Atestina Superbike era la quinta tappa) Mariangela Cerati della Colnago e la lombarda Stefania Zanasca della Torrevilla a contendersi la vittoria fino a circa metà corsa. Alla fine ha avuto la meglio la Zanasca con l'emiliana Cerati seconda a circa 2 minuti. Terza assoluta giungeva la prima donna master, la padovana Valentina Dona (T-Bike) vincitrice nella sua categoria, a circa 10 minuti dalla testa della corsa.
Per me uno scarso (!) 314.43 millesimi, ma raggiungo quota 9 stelle!
Il 26 giugno avevo programmato la prima gara Jolly (o di riserva), ma al momento sono in linea con il programma e le stelle conquistate, così salto la Gunn Rita Marathon di Montebelluna (Treviso) che vale 4 stelle.
Foto: Rita Gunn
03 Luglio 2011 - Sauze d’Oulx Mountain Classic
Sauze d’Oulx (Torino) 60 km @ 1825 mt di dislivello.
Settima gara del Circuito del Prestigio! Si ritorna in Piemonte. Oggi la gara si svolge a Sauze D’Oulx in Val di Susa. Molti però conoscono la località turistica soprattutto con il nome di Salice D’Ulzio. Il piccolo centro è situato a quota 1500 metri. Il nome “Sauze”, nell’antica lingua locale, significa un luogo roccioso. Non è un buon auspicio!
Purtroppo, basso il numero dei partenti a Sauze per la Mountain Classic, forse a causa della manifestazione in Val di Susa dei "No Tav", per la quale si prevedevano difficoltà di rientro dopo gara. Siamo qui in 800 a sfidare la durezza del percorso e la salita del monte Genevris.
Per questa gara ho pianificato di dormire una notte a Sauze. Principalmente per la distanza del luogo da Milano, ma anche per ambientarmi, un minimo, alla quota dei 1500 metri.
Arrivo quindi già sabato pomeriggio e mi concedo una visita turistica. Anche qui l’organizzazione ha preparato una gara per i ragazzi. Poi presto vado a cena. Sono nello stesso hotel con altri amici bikers. Per cena scegliamo dei prodotti locali a base si carne e patate. L’ufficio del turismo ha poi allietato anche il dopo cena. Infatti, l’amministrazione Comunale ha preparato uno spettacolo musicale in piazza e a condurlo è Federico, l’Olandese Volante. Chi ricorda il DJ degli anni ’80 di Radio Montecarlo, Rete 105 e RTL 102e5? Poi a letto presto.
Colazione abbondante come di consuetudine in queste occasioni. L’albergatore, molto gentile, ci lascerà le stanze anche dopo la gara per una doccia. Scendo per la breve strada che mi porta in centro e sono già sulla linea di partenza.
Dopo il maltempo del 2010, finalmente il sole ha fatto capolino in Val di Susa regalando a noi, aspiranti prestigiosi, una giornata perfetta per la conquista di ben 4 stelle.
Lo speaker, puntuale, alle 10.00 da lo start alla gara.
Dopo un breve tratto pianeggiante, che ci porta fuori paese, comincia la salita e poi via via sempre più in alto come diceva una famosa pubblicità. Il lungo serpentone colorato sale in silenzio. Su per una strada sterrata che alterna strappi a benedette spianate. Poi immersi nel bosco di larici e abeti e dopo una decina di km, scolliniamo a quota 2300 metri. Ma non è finita! La strada è la rotabile dell'Assietta in mezzo al magnifico anfiteatro delle Alpi Cozie. Questa strada, che si snoda sopra i 2.000 metri di quota, con fondo quasi interamente sterrato, viene percorsa ogni anno da tantissimi ciclisti, biker, a piedi o a cavallo. Soprattutto nei mesi di luglio e agosto quando, il mercoledì e il sabato, è chiusa al traffico motorizzato.
Il cielo azzurro mette in risalto gli spettacolari panorami che si aprono agli occhi di noi bikers.
Da qui, dopo una breve sosta al primo ristoro, ancora salita per un paio di km e altri 200 metri di dislivello, fino al GPM (gran premio della montagna) del Monte Genevris a 2500 metri di quota! Poi via di costa sulla strada militare, dapprima in discesa decisa, veloce ed insidiosa cui segue uno stimolante saliscendi per 10 km dopo i quali inizia una lunga picchiata di ritorno verso Sauze. Ancora veloce giù fino al secondo ristoro laddove il percorso si biforca. La Granfondo prosegue verso il basso e l'arrivo, mentre la Marathon, cioè la nostra, riprende con alcuni strappi maligni verso l'alto. Infine su un sentiero tecnico in single-track ci porta al traguardo finale.
Ma all’arrivo con facce incredule guardiamo i nostri contachilometri! Cosa è successo? Il percorso avrebbe dovuto misurare 60 chilometri, ma i numeri sul display ne indicavano poco più di 46. Non capiamo cosa sia successo.
Qualcuno asserisce che è stato posizionato male un cartello, altri parlano di un fantomatico spettatore che copriva la freccia indicante la Marathon!
In realtà, nel fondovalle all'altezza del fiume Dora Riparia, i manifestanti No Tav alzano alto il loro grido di protesta bloccando l’autostrada e completamente tutta la viabilità ordinaria.
Lo staff organizzativo si è visto costretto ad accorciare la gara, togliendo tutta la parte finale, quella con la discesa più tecnica, difficile e soprattutto pericolosa.
Il taglio è stato una decisione presa responsabilmente dal comitato organizzatore.
Purtroppo, non hanno potuto comunicare la cosa ai biker. Quando sono giunte le voci a gara iniziata che le strade della valle erano tutte chiuse, si è pensato a un eventuale infortunato e all'impossibilità di trasportarlo in tempi brevi in ospedale. L’abbondante pasta-party, la doccia in hotel e poi in macchina per il ritorno a casa.
L’Autostrada e la Statale per Torino sono chiuse a causa degli scontri tra manifestanti e polizia. Il difficile rientro prevede di passare per Sestriere e Pinerolo. Un vero e proprio calvario in coda. Partito da Sauze alle 15e30, arrivo a casa alle 23.00!!!
La cronaca della gara: Come da pronostico il padrone di casa Andrea Tiberi ha dato il massimo per vincere davanti al suo pubblico. Subito all'attacco, sulla prima salita dove è riuscito ad aprire un gap e ad andare in fuga insieme al portacolori del team Trek Torrevilla, Botero Salazar. Quest'ultimo è stato poi vittima di una foratura. Tiberi si è trovato così solo al comando ed ha dovuto soltanto amministrare il vantaggio. In seconda posizione chiude lo junior Jaime Amaya Chia, mentre Botero è terzo.
In campo femminile doppietta del team Trek Torrevilla con Sandra Klomp prima e la giovane varesina Martina Giovanniello che conquista un ottimo secondo posto. Terza la campionessa italiana Francesca Bugnone.
Per me uno ottimo 572.03 millesimi, e raggiungo quota 13 stelle!
Il 9 luglio è in programma la seconda gara Jolly (o di riserva), ma al momento sono ancora in linea con il programma che ho preparato a inizio stagione, così salto la Dolomiti Superbike di Villabassa (Bolzano) che vale 4 stelle.
24 Luglio 2011 - Lessina Bike
Sega di Ala (Trento) 43 km @ 1400 mt di dislivello.
Ottava gara del Circuito del Prestigio, e grande pasticcio con il mio navigatore GPS! L’uscita dall’autostrada più vicina indicata dagli organizzatori è “Ala-Avio”. Così recita la locandina della gara! Per fortuna sono partito da casa con grande anticipo, altrimenti...
Sui monti Lessini, nella provincia di Trento, ci sono due località dal nome simile. Una è Ala, mentre il luogo della gara di oggi è Sega di Ala. Peccato che a dividere le due località c’è una montagna! Non appena mi rendo conto dell’errore, devo riscendere a valle, ritornare a Rovereto e risalire l’altra vallata. Mi costa ben 46 chilometri e una ora di ritardo. Giunto sul luogo giusto della gara, abbandono la auto alla “bel e meglio” e corro al banco delle iscrizioni. Per fortuna non hanno ancora smaltito la coda dei numerosi concorrenti. Sono l’ultimo della fila, e riesco a completare la mia iscrizione. Ho perso così troppo tempo e ho già il cuore a mille per l’emozione di non poter partecipare, dopo tutti questi chilometri in auto! Preparo la bici e, senza avere il tempo per il riscaldamento, mi posiziono nel mio settore di partenza.
Poi, pochi minuti prima del via, sul pratone di Malga Fratte, inizia a piovere. Ormai non c’è più tempo e modo di tornare all’auto per cambiare abbigliamento: occorre fare la gara così. I consapevoli organizzatori, hanno fatto trovare nel pacco gara una maglia intima tecnica, alla quale io ho aggiunto il gilet antivento per tenere lontano pioggia e freddo un po’ anomalo per questo fine luglio.
Il territorio interessato dalla gara è l'Altopiano dei Monti Lessini, posto a cavallo tra le province di Trento e Verona e inserito all'interno del Parco Regionale Naturale della Lessinia. Si tratta di una zona molto frequentata dai biker (e non solo), e offre numerosi percorsi permanenti interamente segnalati e dotati di tanti punti di sosta.
Il brutto tempo non è però riuscito a fermare l'afflusso di biker alla prova, da 2 stelle, del Prestigio 2011. Il via, alle 10e30, è dato mentre la pioggia tamburella sui oltre 1.000 caschetti di noi intrepidi atleti, intenzionati a portare a termine il percorso di 43 chilometri con 1.400 metri di dislivello.
La prima salita, decisamente bella e impegnativa, porta verso Passo Fittanze e al Monte Cornetto, che punta già ai 1500 metri di quota. Poi prendo fiato nel successivo falsopiano e una discesa verso Malga Cime è il preambolo di una seconda salita, quella che porta al Monte Castelberto, la “Cima Coppi” della Lessinia Bike con i suoi 1.760 metri di quota. Lunga 9 km e con pendenze che toccano il 20%!
Quando mancavano poco più di 5 chilometri al traguardo, in località Malga Cornafessa, una discesa incredibile, porta sullo spiazzo dell’arrivo. In bici i piloti più spericolati, a piedi gli altri.
Nonostante il maltempo, a conclusione della prova, siamo di buon umore, rendendo gioiosa una gara, che al via sembrava destinata a farci soffrire.
Cronaca della gara: Per i fuggitivi sono stati fatali gli ultimi 500 metri. Bellissima ed entusiasmante la gara, che si è risolta con la vittoria di Michele Casagrande. Il veneto ha beffato negli ultimi 500 metri i due fuggitivi Yader Zoli e Tony Longo. In campo femminile gara a senso unico, con Michela Benzoni sempre in testa fino al traguardo.
Per me un buon 502.23 millesimi, e raggiungo quota 15 stelle!
07 Agosto 2011 - La Vecia Ferovia
Ora (Bolzano) 37 km @ 960 mt di dislivello.
Il comune di Ora si trova in Bassa Atesina, a 242 m s.l.m. ed a circa 16 km a sud della città di Bolzano. Qui, poco sopra, passa l’antico e ormai leggendario tracciato del trenino della “Vecia Ferovia dela Val de Fiemme”, molto amato da tanti ciclisti e escursionisti.
Sui viadotti e dentro le gallerie è veramente una bella pedalata in Mountain Bike che porta nutriti gruppi di bikers da Ora, cioè alle porte di Bolzano, fino a Molina, nella lussureggiante Valle in provincia di Trento. La ciclabile dell’Adige, invece, si sviluppa più a valle ed è soprattutto meta per famiglie con bambini.
Tempo uggioso, cielo grigio e nuvoloni minacciosi oggi, ma la pioggia ci sta risparmiando.
Dalla partenza, dopo essere transitati davanti alla vecchia stazione della ferrovia Ora-Predazzo, costeggiamo l’Adige per imboccare la prima strada bianca.
La salita è decisamente comoda, con una pendenza media 3% e un fondo ben battuto. Saliamo sulla collina di Castelfeder, all’interno dell’omonimo parco biotipo, dove si trovano antiche rovine romane. Un biker dietro l’altro, proprio come 1500 piccoli e coloratissimi vagoni che seguono i binari della storica ferrovia. Tra fantastici passaggi a fianco delle vecchie stazioni, arriviamo così al suggestivo ponte in pietra di Gleno e proseguiamo sulla vecchia sede dei binari, passando in due gallerie. Poi, dopo il primo ristoro ai Masi di Doladizza, posto in una radura, imbocchiamo la terza galleria del percorso. In totale sono ben cinque. Non tutte illuminate!
In questa gara occorre scegliere bene le gomme più appropriate, perché con le semi-slik occorre fare più attenzione, in quanto, in alcuni tratti il fondo presenta buche, asperità, ghiaioni e sassi. Ideale, per me, è l'adozione della gomma posteriore semi-slik, e anteriore dentata, per una maggior sicurezza in discesa.
Poi, per un tratto lungo solo 400 metri, è stato introdotto, in questa edizione, uno strappo con una pendenza media di oltre il 18%, con punte del 25%! Chiamato il "Muro della Pala", che mi ha lasciato uno strascico nelle gambe che ho pagato nel finale giungendo al traguardo in preda ai crampi. Infine, attraversata una caratteristica passerella in legno sul fiume Avisio, arrivo nella bella pineta in località "Piazzol", dove è posto il traguardo.
La gara è conclusa nella pineta, nei pressi di Molina di Fiemme, con la solita grande festa a base di racconti, cibo e qualche bicchiere di birra. L’organizzazione ha predisposto un pulmino con trasporto bici per il rientro a Ora dove abbiamo lasciato le nostre auto.
In gara si è visto anche Maurizio Fondriest, che conquistò la maglia iridata di Campione del Mondo su strada nel 1988 a Renaix in Francia. Fondriest si è schierato al via della prova di Ora lanciandosi senza problemi in mezzo alla folta schiera degli amatori. Per lui un buon 213° posto che gli porta onore, perché non è semplice confrontarsi con le insidie della MTB, anche quando si hanno le gambe di un ex campione del mondo su strada!
La cronaca della gara: Gara elettrizzante con un gruppo compatto che non ha resistito, come nel 2010 all’attacco di Pallhuber sul muro di Pala. Samuele Porro, della Lissone MTB, attacca e Johann Pallhuber lo insegue e solo nel finale riesce a superarlo. In campo femminile, dopo numerosi secondi posti, finalmente arriva la vittoria di Michela Benzoni. La friulana Antonella Incristi ha difeso con i denti la seconda posizione fino a Piazzol. Dietro di lei Mariangela Cerati. Tra le donne c'era anche l'ex campionessa olimpica e mondiale di sci di fondo Katerina Neumannova, che si è difesa con un significativo 16° posto.
Per me uno ottimo 572.21 millesimi, e raggiungo quota 16 stelle! Adesso ne mancano solo 5.
04 Settembre 2011 - Marathon Bike della Brianza
Casatenovo (Lecco) 68 km @ 1834 mt di dislivello.
Dopo tanto andare lontano da Milano, eccomi finalmente alla gara di casa. Infatti, Casatenovo è a poco più di mezzora d’auto, all’estremità sud occidentale della provincia di Lecco, nel cuore della Brianza che presenta ancora delle particolari zone boschive. Ma la rilevante economia si basa sulle industrie del salumificio Vismara e del biscottificio della Galbusera.
La Marathon Bike della Brianza è oggi alla 20esima edizione. Questa è una delle competizioni storiche di MTB. Per l’occasione siamo qui schierati al via in 1.690, nonostante un meteo poco promettente. Il numero dei partecipanti è oggi, però, ben lontano dal record dei 4.000 di quasi 10 anni fa, ma comunque molto alto considerando l'attuale panorama.
L'organizzazione ha previsto ben tre diversi eventi in questa mattinata. La Marathon Bike prende il via alle 9e30, alle 10e45 parte la Marathon Avventura di 44 chilometri, aperta ai non tesserati e le categorie Junior, infine, alle 10e50 tocca alla Marathon Kid's, per tutti ragazzi dai 6 ai 14 anni. Ed è questo l'evento che tiene più impegnati i familiari dei bikers in gara. Dopo la simpatica competizione, la premiazione è per tutti i bambini sul palco con Coca Cola e cioccolata!
Il percorso Marathon, valido per il Prestigio, è invece lungo 67.8 chilometri con oltre 1.800 metri di dislivello positivo. Le colline intorno a Casatenovo, non hanno altitudini da montagna vera, ma possono essere non meno selettive delle Dolomiti! Chi da anni gareggia qui sa che con questo percorso non si può scherzare affatto. Saliscendi continui e soprattutto una varietà di terreni che sorprendono ad ogni curva. Percorso che, non a torto, viene definito "l’Università della MTB".
Sono qui con alcuni soci del GS Gorgonzola. Un paio partecipano alla gara, mentre altri, venuti comunque in bici, fanno il tifo a bordo strada.
Pronti…via, si parte. Il percorso lo conosco molto bene, tra asfalto, prati, stradine di campagna, fino a raggiungere le più alte colline di Montevecchia attraverso lo scenario suggestivo della Brianza e delle verdi campagne.
Passaggi suggestivi nei angoli più ameni dei boschi, tra le coltivazioni agricole della Valle del Curone e i borghi che punteggiano i colli di Brianza. Ma devo essere concentrato per tutti i 68 chilometri. Arrivo così alla temuta salita del monte San Genesio, da lì inizia a piovere, rendendo la ripida discesa molto scivolosa e decisamente pericolosa. La pioggia, si fa poi più insistente e continua. L’acqua diventa una difficoltà in più che rende epica l’impresa di arrivare al traguardo.
Poi, gli ultimi 20 km sotto acqua e fango, sono per finire al traguardo nel diluvio universale!
Gli organizzatori all’arrivo tirano un sospiro di sollievo quando iniziano a vedere i volti dei primi arrivati, infangati, un po' infreddoliti ma felici. Tutto è andato per il meglio.
Molti sono stati i ritiri e in più, per un centinaio di concorrenti, c’è stata anche la squalifica. Partiti per il percorso ufficiale Marathon, per la pioggia, hanno invece deviato sul percorso Avventura incorrendo inesorabilmente, come da regolamento, nella squalifica.
Molto valida, infatti, l'organizzazione. Il percorso è ben segnalato e presidiato da gente "sveglia", che avvisava delle situazioni critiche. I numerosi ristori, il ricco pasta party, docce e servizi annessi da "grande evento". Tanto che la gara è trasmessa in diretta su RAI SPORT.
La cronaca della gara: Dopo una gara durata ben tre ore, per chi partendo per sua fortuna ha anticipato la pioggia partendo nel settore precedente, Johnny Cattaneo esulta per la sua seconda vittoria consecutiva a Casatenovo. Invece il colombiano Leonardo Paez, passato a inizio stagione su strada con la Colombia Es Pasion, e arrivato direttamente dal mondiale di Champery, giunge qui secondo, mentre il terzo gradino del podio diventa una sorpresa. Dopo 1'48" arriva Marzio Deho che, con una seconda metà di gara straordinaria, recupera ben cinque posizioni e torna sul podio della Marathon Bike della Brianza da cui mancava dal 2007. In campo femminile Michela Benzoni, del Lissone MTB, eguaglia il record di vittorie di un'altra bergamasca, Elisa Balduzzi. Michela, partita subito al comando, ha corso senza avversarie, lasciando alla ticinese Sofia Pezzati (Trek-Stihl Valli Biasca) un distacco pesante. Completa il podio un'altra atleta del Trek-Stihl Torrevilla MTB, l'olandese Sandra Klomp, terza in una gara che ha vissuto tantissime emozioni.
Per me un buon 501.89 millesimi, e raggiungo quota 19 stelle. Ne mancano 2!
11 Settembre 2011 - Val di Fassa Bike
Moena (Trento) 64 km @ 2760 mt di dislivello.
Con questa gara contavo di chiudere il Prestigio di MTB 2011 a quota 23 stelle, ma… purtroppo, non sarà così…
Per evitare la levataccia e per ambientami al clima e alla quota elevata, decido di prenotare una stanza in un hotel in città. Così parto sabato mattina con calma da casa e, in poco più di 3 ore e mezza, arrivo a Moena.
Moena è il primo paese che si incontra entrando in Val di Fassa. La meta ideale per tutte le famiglie, in grado di offrire una vacanza in montagna adatta a grandi e piccini e capace di soddisfare le esigenze degli amanti dello sport e della natura.
In inverno, molte sono le aree sciistiche a disposizione, tra le vette delle montagne più belle del mondo, le Dolomiti. Il comprensorio sciistico di Moena fa parte del Dolomiti Superski, il grande carosello sciistico, che stupisce con moderni impianti di risalita, piste sempre perfettamente innevate e soprattutto, con i suoi panorami mozzafiato.
La sera passeggiando per le vie di Moena, la "Fata delle Dolomiti", si respira già un’aria di festa, di divertimento e di spettacolo. Aria di Campioni. Nomi importanti della Mountain Bike internazionale, tutti con un unico intento: rendere il giorno successivo un giorno speciale.
L'impressione è che l'intero movimento MTB italiano si sposti in massa da gara a gara. Qui, poi, si aggiungono tedeschi, svizzeri e austriaci, che rendono internazionale questo nostro evento.
Ad ogni passo è un amico, un conoscente o un aspirante prestigioso da salutare, con cui fermarsi a scambiare quattro chiacchiere.
Domani ci sarà la gara, ma nessuno è teso e ansioso, nell'aria c'è un clima di festa che rasserena anche gli animi più inquieti. Big e amatori si mischiano al ritiro dei pacchi gara.
Le iscrizioni hanno superato quota 1.700. Sono infatti aumentate questo anno le iscrizioni dei biker stranieri. Sicché gli organizzatori stanno pensando di presentare la loro candidatura sia per entrare all'interno della Marathon World Series Uci il prossimo anno, sia quella per ospitare il Campionato Europeo Marathon 2013, con la speranza di arrivare fino a organizzare l'appuntamento mondiale.
A sera, nel ristorante dell’hotel, ci ritroviamo a tavola tra un canederlo e una forchettata di gulasch. Alcuni fanno a gara per sottolineare la loro conoscenza del tracciato. Qualcuno nel pomeriggio ha fatto anche una ricognizione. Qualche chilometro, senza forzare per capire come è il terreno, per scegliere le gomme e i settaggi delle sospensioni. Nessuno però ha provato il Monte Lusia e, interrogati a riguardo, rispondono vagamente alla stessa maniera: «Non è il Lusia che fa paura».
Ore 6e30 in punto, suona la sveglia! Apro subito la finestra per scoprire cosa mi attende. Bene, sole splendete! L'aria però è frizzantina come solo in montagna sa essere, ma già si inizia a sentire il tepore del sole. Poi, alle 7.00, Moena è un formicaio in piena attività, la partenza è fissata per le 9e15 e nessuno vuole farsi trovare impreparato.
Da lontano sentiamo la chiamata in griglia e diligentemente andiamo a prenderne posto. Nella mente ci passano tutti i consigli raccolti a cena: il Monte Lusia con il proprio passo, il Pociacie darà filo da torcere, il Tamion e Peniola saranno, invece, un calvario! Davanti vediamo tutti i big che scalpitano come i cavalli al Palio di Siena.
La giornata è splendida in una moltitudine di colori. La partenza della Val di Fassa Bike è dal centro di Moena gremita di pubblico. I primi 10 chilometri sono uno spettacolo di colore e di sudore (!). La prima salita, tra le alte guglie delle Dolomiti, è la leggendaria e più famosa della MTB italiana. Affronto la lunga salita iniziale a ritmo costante, anche se con le gambe un po' fredde. Dieci chilometri di salita non sono una passeggiata, ma i consigli di non esagerare sono stati fondamentali.
La salita della Peniola, soprattutto nel tratto finale, e quella di Tamion sono i due veri "mostri", altro che Lusia. Sono questi ultimi due strappi che segano le gambe. Corti e aspri che colpiscono quando ormai le mie forze sono al lumicino.
Occorre qui ringraziare i ristori e l'organizzazione della Val di Fassa Bike che, con ben 400 volontari, hanno lavorato per un intero mese alla preparazione di un percorso di tale bellezza.
La Val di Fassa regala passaggi suggestivi tra le malghe tipiche del Trentino. Da non credere, addirittura alcuni concorrenti, davanti a questi panorami, si fermano e fotografano con il telefonino! In quale altro luogo accade ciò!
Al Tamion arrivo con le ultime energie, ma fortunatamente mi sono tenuto di riserva una barretta energetica in tasca. Poi l'ultima fatica. La salita che va a Malga Peniola, che si è rivelata in tutta la sua durezza, con le gambe vuote e la voglia di arrivare in cima, ma solo per mettere fine alla sofferenza.
Sono piegato in due dalla fatica e… quel maledetto sasso sotto alla ruota posteriore mi fa perdere la pedalata, costringendomi all'onta del piede a terra! Gli ultimi metri li percorro così, spingendo la bici sperando che nessuno mi veda fino allo scollinamento. Eccomi in cima, è tempo di lanciarsi in discesa. Sulla pista di Pozza si scende “a manetta”, sul prato, sfiorando le porte degli sciatori dello Slalom Gigante!
Nel finale il passaggio è nel centro di Moena. Una curva a gomito, gremita di pubblico, ci fa sentire l'ebbrezza dei professionisti sulle salite del Tour e alza l'adrenalina e la voglia di scattare in piedi sui pedali.
Tagliato il traguardo sono stremato. Immergo il casco nella fontana in piazza e lo indosso per un attimo di refrigerio. Poi inizio a ripensare ai magnifici posti nei quali avevo appena pedalato, alle discese divertenti dove avevo staccato le ruote da terra e alle durissime salite che avevo superato. Questa è la magia della Val di Fassa Bike. Ecco perché tutti tornano ogni anno per una delle più belle gare che il panorama italiano possa offrire.
All’arrivo incontro Beatrice, tenace compagna di viaggio in Islanda in MTB. Ha fatto anche lei la gara, ma è giunta all’arrivo in netto anticipo rispetto a me. Lei è romana, ma lavora da qualche anno in questi luoghi. Che fortuna che ha!
La cronaca della gara vede vittorioso Marzio Deho, che si nasconde nelle fasi iniziali per poi lasciare tutti sul posto nel tratto finale. Seguono a breve distanza Alexey Medvedev (Elettroveneta Corratec) e Tony Longo (Tx Active Bianchi).
In campo femminile, dopo averla inseguita a lungo, Michela Benzoni conquista la prima vittoria alla Val di Fassa Bike. Per lei un vero e proprio dominio fin dai primi chilometri di gara. A notevole distacco seguono Daniela Veronesi (Torpado Surfing) e Lorenza Menapace (Carpentari).
Per me uno ottimo 634.65 millesimi. Ma, ecco il dramma! A seguito di un passaggio ritardato e, malgrado gli organizzatori mi inseriscano correttamente in classifica, i giudici della Federazione Italiana non mi assegnano i punti per il Prestigio! Avrei dovuto essere a 23 stelle e concludere qui, invece resto a quota 19 e ne mancano sempre 2. La gara successiva, la Gimondi Bike di Iseo il 25 settembre, assegna solo 1 stella e… non basta! Necessariamente devo partecipare alla Sinalunga a Siena, che assegna 2 stelle. Arriverei cosi a esattamente 21. Tanto vale saltare la Gimondi Bike e prepararsi bene per la successiva e ultima gara del Campionato. Devo tentare il tutto per tutto a Siena, che non avevo messo in programma perché troppo lontana. Io e altri Bikers, comunque, presentiamo ricorso ai giudici.
Un triste episodio. Un risveglio poco simpatico.
Seduti a un bar in abiti "civili" ci sono i ragazzi del Team Sportissimo di Modena.
Abituati a vederli in tenuta da gara rimaniamo piuttosto stupiti. Purtroppo per loro, e per alcuni altri biker, il risveglio è stato davvero brutto.
Durante la notte infatti ben 13 biciclette sono state rubate nell'albergo in cui alloggiavano. Erano in un locale messo loro a disposizione dal proprietario!
Musi lunghi e rabbia, anche perché per molti questo significa non riuscire a conquistare le stelle necessarie per il Prestigio. Oltre al danno la beffa.
Gli stessi hanno raccontato che nonostante il fattaccio l'albergatore si è dimostrato molto disponibile a collaborare, tanto che avrebbe rilasciato una dichiarazione di responsabilità a ognuno degli sfortunati biker, così da facilitare il rimborso da parte della sua assicurazione.
02 Ottobre 2011 - Sinalunga Bike
Sinalunga (Siena) 56 km @ 1570 mt di dislivello.
Raggiungere Sinalunga da Milano richiede più di quattro ore di auto. Occorre quindi, anche per questa ultima gara, partire il sabato precedente e dormire una notte in hotel. Anzi, prenoto per due, così dopo la gara non devo subito risalire in auto. Dopo una gara, viaggiare in auto pressoché fermo per qualche ora, non fa bene. Quando arrivo a casa ho i muscoli bloccati tanto da non riuscire a scendere dalla vettura!
Il Comune di Sinalunga si trova ai margini della Valdichiana senese, al confine con le province di Arezzo e Perugia e si estende, per buona parte, sui rilievi collinari. A 45 km da Siena e 35 da Arezzo, Sinalunga è anche città dell'olio e del vino.
Già sabato pomeriggio l’area della gara del parcheggio del centro commerciale “I Gelsi” di Sinalunga è gremita di giovani bikers. Infatti, il Donkey Bike Club organizza per loro una mini gimkana con nutella party finale. Approfitto per visionare a piedi la prima parte del percorso e subito dopo ceno in hotel. L’hotel è davvero comodo. Il cortile sul retro è proprio a ridosso della zona della partenza.
La sveglia suona presto questa domenica mattina in una splendida giornata di sole. Il numero dei partecipanti ha superato il record dello scorso anno, infatti siamo qui in oltre 1500 bikers!
La gara di Sinalunga presenta una grande varietà di terreni e soprattutto di pendenze, spesso molto impegnative. È vero, non ci sono le montagne, ma le colline nei paraggi di Sinalunga sanno essere molto arcigne. Il percorso, rispetto allo scorso anno, è variato. Sono stati infatti eliminati alcuni tratti che avevano creato dei problemi. Il piccolo guado a pochi km dal via, che poteva alimentare ingorghi e il famoso e temuto tratto dei calabroni! Il risultato è stato un tracciato di 56 km e 1500 mt di dislivello pressoché perfetto. Forse un po' duro.
Sotto un sole già cocente, la partenza è stata data puntuale alle 9e30. Subito dopo la partenza, il nostro variopinto esercito di bikers attacca l'ascesa sull'ampio viale che sale verso il centro storico di Sinalunga, sotto lo sguardo meravigliato dei numerosissimi appassionati e curiosi, appostati ai lati della strada. La gara è trasmessa in diretta da una televisione locale, che dispone di telecamere su postazione fissa e mobili, su auto ed un elicottero. La strada è tutta per i bikers. Oltre 100 addetti, tra volontari e Protezione Civile, vigilano e bloccano il traffico veicolare. Per scremare il gruppone ecco una serie di single track e passaggi tecnici, sicuri e divertenti da vera MTB! Già dalla prima rampa, il ritmo dei primi è indiavolato, scatti e allunghi a ripetizione segnano fin da subito, inesorabilmente, le posizioni dei primi.
Il percorso tocca i vari aspetti naturalistici delle terre di Toscana, su strade sterrate, carrareccie, mulattiere e sentieri suggestivi, transitando per i borghi antichi di Sinalunga, Farnetella e Scrofiano.
La prima salita termina al convento di S. Bernardino, dove iniziamo una veloce discesa in asfalto sino a Rigaiolo. Da qui una nuova salita ci conduce a Piazza di Siena, il punto più alto del tracciato. Ad avere tempo, si potrebbe addirittura vedere all’orizzonte la splendida Torre del Mangia, monumento simbolo di Siena.
Dopo circa 20 km, nei pressi di Trequanda, dove si susseguono una serie di veloci sali-scendi con vedute aperte e fantastiche sul paesaggio circostante, attraversiamo i luoghi ricchi di arte e storia della Val di Chiana.
La successiva salita a Albarello si inerpica interamente nel bosco risalendo, lungo una stretta gola, il percorso del torrente. Il single track su selciato nel bosco ci permette un grande grip alle gomme, perché il fondo è ben asciutto. Poi in fila indiana attraversiamo i ripidi vicoli in pavé del borgo di Scrofiano. Qui c’è il primo ristoro. Il ristoro di Scrofiano è famoso. Anzi inaudito! Incredibili le leccornie che le massaie dell’antico paese riescono a sfornare per questa gara.
Per questa occasione, infatti, si svolge una speciale gara tra le donne, che consiste nel preparare il dolce più buono per i bikers. E allora, torte alla frutta, alla ricotta, al riso, alle carote, alla crema, alla panna, crostate alla marmellata, alla nutella e bignè!
Così il ristoro si trasforma in una vera pasticceria a cielo aperto, dove tanti entusiasti biker, soprattutto quelli senza l'assillo della classifica, si concedono una lunga e piacevole pausa.
Superato Scrofiano, l'arrivo è a soli 10 chilometri ove sono inserite due facili salite, un lungo rettilineo in falso piano nel bosco di querce secolari e il single track dei Frati, molto tecnico ma estremamente divertente e adrenalinico.
Dopo un’ultima salitella in asfalto e lo spettacolare passaggio in Piazza Garibaldi a Sinalunga, scendiamo veloci verso il Centro Commerciale I Gelsi e quindi all’arrivo.
La grande fatica sparisce al gradito e ottimo pasta party. Poi la cerimonia di premiazione conclude una bella giornata di MTB. Le uniche note stonate sono venute dalle numerose cadute. Alcune, un po' più serie, che hanno costretto i mezzi di soccorso a muoversi velocemente. In ogni caso niente di particolarmente grave, lividi o gesso non spengono lo spirito del biker!
La cronaca della gara vede Casagrande, il toscano, dopo anni di continui soli piazzamenti, riuscire a portare a casa la vittoria nella prova di Sinalunga. Così senza alcun imprevisto e dopo sole 2 ore 12' e 25" alla bella media di 23 chilometri orari taglia il traguardo, con Davide Di Marco a circa 2' e con Marco Zappa a circa 4' sul 3° gradino del podio.
Poi, il coriaceo Emilio Vittorio, alla veneranda età di 72 anni (!), con una grinta invidiabile riesce a terminare la gara, dopo un tempo da Marathon di 6 ore e 49".
Molto avvincente la gara femminile, perlomeno nella prima parte. Barbara Genga (Asd I Briganti MTB) scatta subito in testa. Intorno al 20° km però subisce il rientro di alcune avversarie, dando vita ad un'avvincente battaglia. Solo la distanza riesce a ristabilire le posizioni e a marcare i distacchi, con la Genga che vince in solitaria in 3h 2' 46". Seconda Beatrice Mistretta (Cicli Taddei) e terza Ernestina Frosini (Team Kona Bike Paradise).
Per me un buon 514.69 millesimi e raggiungo 21 stelle!!!
È FINITA! Ho raggiunto il PRESTIGIO di MTB 2011. Sono contentissimo. È stata molto dura, ma proprio per questo ancora più gratificante.
Questa sera ceno con una ottima fiorentina. Qui è possibile gustare questa prelibatezza locale e quattro passi tra le bancarelle della festa del paese concludono la splendida giornata, poi a letto presto in hotel. Domani mattina, prima di tornare a Milano, desidero visitare la vicina Siena.
La città è universalmente conosciuta per il suo ingente patrimonio storico, artistico, paesaggistico e per la sua sostanziale unità stilistica dell'arredo urbano medievale, nonché per il celebre Palio di Siena.
Attraversando a piedi alcune contrade, arrivo a Piazza del Campo, la piazza principale della città di Siena. Unica per la sua particolare e originalissima forma a conchiglia, rinomata in tutto il mondo per la sua bellezza, nonché per essere il luogo in cui due volte l'anno si svolge il Palio. Per un'antica convenzione, la piazza e il Palazzo Pubblico con la Torre del Mangia non appartengono ad alcuna contrada e sono insigniti dall'Unesco del titolo di Patrimonio dell'Umanità.
Ancora più gradito, infine, il ricorso della precedente gara di Val di Fassa, è accettato! Avrei quindi potuto non partecipare alla Sinalunga, ma va bene così. Mi sono divertito e, invece di chiudere esattamente a 21, raggiungo quota 25 stelle!
Ricevo a casa così l’agognato Diploma che recita:
”Questo documento segnala un risultato d’eccezione
per contenuto atletico, grinta sportiva e fantasia di interpretazione
di un autentico amore per la Mountain Bike”.
Sandro Foti
MTB Biker
Questo che segue è una nota per approfondimento. Forse non la inserisco.
Le prove del calendario saranno classificate in quattro categorie (1, 2, 3 e 4 stelle) in base ad un coefficiente che tiene conto del chilometraggio e del dislivello del percorso più lungo di ciascuna gara.
Il coefficiente è calcolato da un indice ottenuto dal quadrato del dislivello in metri diviso per il chilometraggio in metri, al quale viene sommato il chilometraggio stesso.
Appartengono alla categoria Una Stella tutte le gare il cui coefficiente non supera le 80 unità.
Appartengono alla categoria Due Stelle tutte le gare il cui coefficiente è incluso tra le 80 e le 100 unità.
Appartengono alla categoria Tre Stelle tutte le gare il cui coefficiente è incluso tra le 100 e le 120 unità.
Appartengono alla categoria Quattro Stelle tutte le gare il cui coefficiente supera le 120 unità.
Il conseguimento del titolo di Prestigioso avverrà al raggiungimento delle 21 stelle, ovvero il 50% del massimo punteggio disponibile.
CALENDARIO 2011 – PRESTIGIO MTB MAGAZINE
DATA GARA STELLE LOCALITA’ Percorso @ Dislivello Km da casa Tempo da casa
6 marzo X-Bionic Challenge 1 Asola (Mn) 48 km @ 100 mt 133 1h39
20 marzo
Gf San Martino delle Scale
3
Monreale (Pa)
42 km @ 1.800 mt
27 marzo
Gf Tre Valli
1
Tregnago (Vr)
43 km @ 1.200 mt upd
178
2h00
17 aprile
Gf Lago di Bracciano
4
Trevignano Romano (Rm)
70 km @ 2.000 mt
17 aprile
Gf Paola Pezzo
2
Garda (Vr)
38.5 km @ 1.200 mt
146
1h40
8 maggio
Serra Bike
1
Piverone (To)
45 km @ 750 mt
121
1h25
8 maggio
Il Carpegna mi basta
3
Carpegna (Pu)
42 km @ 1.600 mt
22 maggio
Divinus Bike
2
Monteforte d’Alpone (Vr)
47 km @ 1.400 mt
176
1h49
12 giugno
Atestina Superbike
2
Este (Pd)
43 km @ 1.500 mt
219
2h33
26 giugno
Gunn Rita Marathon
4
Montebelluna (Tv)
76 km @ 1.946 mt
265
2h43 J
26 giugno
3
Limone Piemonte (Cn)
45 km @ 1.800 mt
3 luglio
Sauze d'Oulx Mountain Classic
4
Sauze d'Oulx
60 km @ 1.980 mt
227 1notte
2h32
9 luglio
Dolomiti Superbike
4
Villabassa (Bz)
116 km @ 3.500 mt
366
3h58
24 luglio
Lessinia Bike
2
Sega di Ala (Tn)
43 km @ 1.400 mt
209
2h21
24 luglio
Tour dell’Assietta
3
Sestriere (To)
82 km @ 1.750 mt
7 agosto
1
Ora (Bz)
37 km @ 960 mt
255
2h36
4 settembre
Marathon Bike della Brianza
3
Casatenovo (Lc)
66 km @ 1.834 mt
31
0h35
11 settembre
Val di Fassa Bike
4
Moena (Tn)
64 km @ 2.760 mt
318 1notte
3h26 J
25 settembre
Gimondibike
1
Iseo (Bs)
38 km @ 885 mt
79
1h04
2 ottobre
Sinalunga Bike
2
Sinalunga (Si)
53 km @ 1.570 mt
406 2notti
4h12
TOTALI
Aggiornare i totali
no1096.5 @ 31605 mt