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Sandro Foti
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Un Giro in Bici

BICICLETTE
Facciamo un giro in bici!
Il mezzo di trasporto più ecologico, economico e comodo per dribblare il traffico caotico di Milano è la BICICLETTA! Un mezzo di trasporto agile, che non ingombra, non inquina e non fa rumore. Pedalare fa bene! A tutte le età, ma… la bicicletta per lunghi viaggi va affrontata per gradi. Aumentate progressivamente il tempo e i chilometri delle vostre passeggiate. Non dimenticate di bere spesso, per compensare i liquidi persi con la sudorazione. Prima di affrontare un percorso lungo o impegnativo abituatevi a qualche esercizio di stretching, per sciogliere i muscoli. Se non avete ancora una adeguata preparazione, evitate scatti improvvisi e sforzi prolungati, mi raccomando! La bicicletta fa bene anche alla linea. Una pedalata veloce di un’ora tonifica polpacci, cosce, glutei, spalle e braccia, attiva e migliora la circolazione, rassoda i muscoli e abbassa la pressione arteriosa.

Se, per i miei spostamenti uso la bici invece dall'auto, questo fa bene alla mia salute, ma anche alla vostra!!!

La Bicicletta my life.
Pedalare in mezzo alla natura è prima di tutto una gran bella cosa, rilassa, tranquillizza e aiuta a scaricare ogni tipo di tensione. Gironzolare alla ricerca di nuovi panorami e sentieri soddisfa quell'istinto un po' vagabondo e curioso che c'è in ognuno di noi. La bicicletta è di per sé uno sport e come tale utile, ma la MTB è ancora più completa. L'azione in fuoristrada coinvolge molto di più il corpo nella sua completezza rispetto al ciclismo su strada, addominali, spalle, braccia e schiena collaborano molto di più con le gambe, tonificandosi e rafforzandosi. Il tutto poi avviene lontano dal traffico e dallo smog. La stessa tecnica di guida in fuoristrada è fonte di molte soddisfazioni, anche rimanendo nell'ambito di velocità moderate e senza esasperazioni. È un'attività che soddisfa sia i solitari, sia i tipi più sociali permettendo la condivisione di fantastici momenti. È uno sport che, se ci si mantiene lontano da eccessive esasperazioni, sa esser economico, l'investimento iniziale per bicicletta e attrezzatura, con un po' di riguardo nell'uso ed un minimo di manutenzione dopo, ci accompagnerà per molto tempo. Al contempo permette ai più fanatici di iniziare un percorso di miglioramento continuo, sia atletico sia tecnico, con un'escalation di telai ultraleggeri, parti speciali super-efficienti ecc. che tanto riempiranno di soddisfazione quanto svuoteranno il portafoglio!
Lavorare in bici.
Per qualcuno pedalare è un lavoro vero e proprio. Non sto parlando di ciclisti professionisti, ma dei Pony Express di New York o i Foodora di Milano che sfrecciano nelle strade del centro consegnando documenti, plichi e pizze, dei vigili urbani, dei postini. A Washington, intorno alla White House, la bici è la sola alternativa alle notevoli misure di sicurezza. Infatti, la polizia locale usa delle MTB, in questo modo, le pattuglie in bici sono molto più "vicine" alla popolazione rispetto alle ingombranti auto con il lampeggiante blu!

La Bicicletta e il codice della strada.
La bicicletta è considerata un mezzo di trasporto e come tale è soggetta alle regole del Codice della Strada, esattamente come l’automobile. Diritti e doveri!
Nel codice della strada è chiamata “velocipede” e l’articolo che la definisce è il numero 50:
"I velocipedi sono veicoli con due o più ruote funzionanti a propulsione muscolare, per mezzo di pedali o di analoghi dispositivi, azionati dalle persone che si trovano sul veicolo
La bicicletta per viaggiare sulla strada deve essere, per legge, dotata di:
· pneumatici. (ovviamente)
· dispositivo frenante.
· un campanello per le segnalazioni acustiche.
· luci anteriori bianche o gialle e rosse posteriori per le segnalazioni visive, inoltre sui pedali devono essere applicati dei catadiottri gialli.
La bicicletta può essere predisposta per il trasporto di un bambino fino a otto anni di età, con le idonee attrezzature e le caratteristiche stabilite.
Una classificazione del ciclista urbano.
È stata fatta una originale classificazione del ciclista urbano. Già chi sono i ciclisti urbani? Sono una fetta sempre più consistente e la possiamo dividere in quattro principali categorie:
I "devoti", cioè asceti della bici ma in modo razionale, che con la bici si sentono parte di una comunità. I devoti non sostituiscono la bici con un altro mezzo perché lo ritengono superiore da un punto di vista pratico ed etico e spesso lo aggiustano da soli, consapevoli della modalità del suo funzionamento.
I "fissati", cioè devoti alla bici ma più interessati alla moda e all'esibizionismo, che la scelgono per motivi estetici e come status symbol e che per acquistarla spendono anche molti soldi.
I "principianti", cioè i ciclisti della domenica e quelli che saltano in sella solo a primavera. Questi seguono il flusso e la moda, ma non sentono un legame forte con la propria bici e non a caso non disdegnano il bike-sharing. Per loro, la bici è divertimento.
Infine, troviamo i "biker-worker'', che scelgono le due ruote per praticità, ma non si sentono appartenenti al mondo dei biker e non hanno una devozione per la bici. Piuttosto la considerano un segmento dei loro spostamenti intermodali (treno+metro+bici).
Ghost Bike.
Vi è capitato di vedere, legata ad un palo, una bicicletta completamente verniciata di bianco? Sono le Ghost Bike! Sono un modo di ricordare i ciclisti che sono stati uccisi sulle strade in sella alla propria bicicletta, di solito da un automobilista.
Le Ghost Bike sono da considerarsi un memoriale, posate dalla comunità dei cicloattivisti nei luoghi dove dei biker hanno perso la vita. Qualcuno pensa che siano un brutto segnale, come se fossero la certificazione di un pericolo, ma in realtà sono solo un modo per ricordare una persona che non c’è più e invitare tutti a una maggiore attenzione sulle strade e per semplicemente segnalare agli automobilisti di condividere la strada con i ciclisti.
Secondo The Guardian, la prima Ghost Bike registrata è stata a St. Louis nel Missouri nel 2003 a testimonianza di una collisione tra un ciclista e un'auto. Sulla bici un messaggio recitava: "Qui Ucciso Un Ciclista". L'idea invece della colorazione bianca delle biciclette risalirebbe alla città di Amsterdam.
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