Compatte, Bridge, Reflex, Mirrorless
FOTOGRAFIA
Quale fotocamera scegliere? Cosa ho scelto!
Compatta, Bridge, Reflex o Mirrorless?
Sono appassionato di fotografia da moltissimi anni. In passato, c’erano giornate che con gli amici si usciva a fare fotografie e a provare nuove tecniche, inquadrature e obbiettivi. E poi si discuteva per ore sulle caratteristiche della pellicola Ektachrome della Kodak o della Agfa. C’erano solo le reflex con pellicola. Si poteva scegliere se usare i negativi per la stampa o usare le diapositive. Gli appassionati usavano le diapositive.
Oggi le macchine fotografiche, un po’ generalizzando, si possono suddividere in quattro grandi categorie. Qui di seguito brevemente ne elenco caratteristiche e principali utilizzi.
Partiamo dalle Compatte, che per molti sono anche il punto di inizio al mondo della fotografia. Piccole, portatili e addirittura tascabili.
Sono macchine essenziali, sia nelle funzioni sia nella struttura del corpo. Ma non è un difetto, anzi si rivolge all’utente medio senza alcun tipo di nozione fotografica e poco interessato a quello che avviene dentro la macchinetta, ma più intento ad immortalare le serate fra amici. Io inoltre la uso spesso per i miei viaggi in bici perché molto pratica e tascabile. Certo l’autofocus non è fra i migliori e a volte risulta poco preciso e non particolarmente rapido. Gli obiettivi sono in genere 25-300 mm (rapportato al 35 mm), cioè obiettivi non particolarmente luminosi (f3.8) e ancor meno in modalità teleobiettivo.
Sono senza mirino e con un con grande display per formare l’inquadratura e per poter leggere qualche dato. Un tasto funzione con una serie di programmi, se sfruttati correttamente, possono dare più che accettabili risultati. Io uso una vecchia Nikon Coolpix A10 da 16 Megapixel e uno zoom 5x.
Le Bridge sono un po’ più grandi delle compatte e ricordano le reflex.
Infatti, come dice il nome in inglese, sono ponte ideale fra il mondo delle compatte e quello delle reflex. Sono più ergonomiche e hanno vari settaggi. Compreso un controllo manuale e uno zoom più generoso ma senza ottiche intercambiabili, che comunque sono di qualità superiore rispetto a quelle di una compatta.
Hanno sia il display sia il mirino elettronico, la stabilizzazione elettronica dell’immagine e programmi di automatico e manuale. Lo zoom 40x può raddoppiare in digitale. Le più moderne hanno video in Full HD e Wi-Fi e un controllo da App del telefonino.
Per un utente un gradino sopra le compatte trova particolarmente rilevante la presenza dei principali controlli manuali di apertura, controllo dell’esposizione, velocità dell’otturatore e ISO. Ciò gli permette di studiare di fare bene una fotografia e capire la giusta esposizione. Va benissimo sia per paesaggi sia per ritratti. La qualità degli scatti è buona e la presenza dei controlli manuali consente di dare ampio spazio alla creatività. Io ho una Nikon Coolpix P80 da 10.1 Megapixel, con mirino e monitor LCD da 2.7”, grandangolo e zoom 18x. Autofocus per mettere a fuoco i visi. Sensore CCD da 1/2.33”.
Le Reflex di oggi ereditano il nome storico delle ormai antiche a rullino infatti oggi aggiungono nell’acronimo la lettera “D”, DSLR digital single lens reflex.
L’elemento più importante e che le caratterizza è il pentaprisma. Si tratta di un sistema di specchi che proietta l’immagine inquadrata dall’obiettivo verso il mirino ottico (e non elettronico) della fotocamera. In questo modo, l’occhio vede esattamente la stessa scena ripresa dalle lenti.
Questo sistema porta ad aumentare un po’ le dimensioni della fotocamera. Ma non è uno svantaggio perché la fotocamera risulta così più ergonomica, più saldamente impugnata e comoda da usare anche durante le lunghe sessioni di scatto.
Un importante particolarità è la possibilità di cambiare l’obiettivo. Si tratta di un grosso vantaggio per chi si dedica a diversi tipi di fotografia, e vuole una certa versatilità per quanto riguarda lunghezze focali e apertura di diaframma.
Un aspetto da esaminare è il sensore perché nelle reflex può essere generalmente di due tipi, i Full Frame, che hanno le stesse dimensioni della classica pellicola fotografica 35 mm, o APS-C (Advanced Photo System type-C), con un fattore di crop 1.5x rispetto alle Full Frame, ma per essere più chiari l’APS-C è più piccolo e anche meno costoso. I sensori Full Frame sono invece montati nelle fotocamere top di gamma.
Rilevante per le proprie esigenze è anche il numero di megapixel del sensore. Chi fa foto per stampe e progetti grafici usa almeno 20 Megapixel ma chi fa foto per i Social un numero inferiore va più che bene.
Alcuni lamentano che nel momento dello scatto lo specchio, alzandosi per un istante, oscura il mirino. Io però arrivando dalle “antiche” reflex non ci faccio assolutamente caso.
Il motivo del rapido successo delle fotocamere reflex fu infatti all’epoca proprio la possibilità di visualizzare la scena composta all’interno del mirino ottico e la possibilità di ottenere una qualità d’immagine unica, avvicinando anche molti principianti al settore.
Cambiare obiettivo secondo esigenze è importante! Posso scegliere un tele per foto naturalistiche, un medio tele per primi piani o un grandangolo per paesaggi e architettura. In commercio ci sono ottiche zoom che permettono di coprire molti di questi aspetti.
Da qualche anno ho dismesso la mia Pentax P50 a pellicola con la quale ho scattato migliaia di foto. Al momento ho più di 12000 diapositive catalogate.
Le Mirrorless, lo dice la parola “senza specchio” è una DSLR senza sistema specchio-pentaprisma, ovvero una sorta di ibrido fra una reflex ed una compatta.
Per molti le fotocamere mirrorless rappresentano una grande novità, ma anche una paura di mancanza di qualità e prestazioni. C’è chi si trova meglio con l’ergonomia di una reflex e chi preferisce risparmiare peso e spazio con le mirrorless.
Le mirrorless sono fotocamere disponibili da ormai una decina di anni, ma solo negli ultimi tempi hanno cominciato ad avere un maggior successo tanto che molte aziende hanno messo in produzione un gran numero di modelli.
Gli aspetti principali che portano alcuni fotografi a migrare dalle reflex alle mirrorless sono le dimensioni ed il peso. Infatti senza specchio e pentaprisma, i corpi macchina mirrorless sono più piccoli e compatti e di conseguenza più leggeri.
Il mirino sulle mirrorless funziona in maniera completamente diversa rispetto alle reflex. La luce che entra dall’obiettivo, al posto di rimbalzare sullo specchio, va a colpire direttamente il sensore. Il fotografo quindi non vede la scena attraverso le lenti, ma vede l’immagine su un mirino elettronico (EVF electronic view finder).
Questi sono dei piccoli display dove vediamo ciò che andremo a fotografare con tutte le impostazioni già scelte. Gli EVF purtroppo consumano tanta energia dalla batteria, diminuendo le prestazioni dal punto di vista della sua autonomia. Infine, si possono riscontrare in alcune macchine dei problemi di lag, cioè di ritardo nella riproduzione dell’immagine catturata.
E quindi cosa scegliere?
Le reflex fino a qualche anno fa non avevano concorrenti. Ma oggi ogni tipologia ha i propri vantaggi e svantaggi. Per questo è importante, in funzione del nostro uso, prendere in considerazione entrambe le categorie.
I vantaggi delle Mirrorless.
Tutti i vantaggi delle mirrorless derivano dalla mancanza dello specchio-pentaprisma.
Ciò che guardiamo dal mirino di una mirrorless è infatti l’esatta anteprima delle foto che scatteremo. Un grande vantaggio è inoltre il sistema di stabilizzazione nel sensore che troviamo su tante di queste macchine. Questo sistema muove il sensore per compensare le vibrazioni che trasmettiamo alla fotocamera tenendola in mano.
In tema di prestazioni, non avere uno specchio davanti al sensore permette di aumentare il numero di foto che si possono scattare al secondo (raffica nello sport per esempio), mantenendo inoltre una messa a fuoco più che efficace grazie alla possibilità di un sistema AutoFocus direttamente nel sensore. L’AF è in grado di coprire fino al 93% della scena, con la conseguente possibilità di lavorare in maniera impeccabile.
Le mirrorless sono tendenzialmente più piccole rispetto alle reflex. Questo permette di mantenere tutto il corredo più compatto e leggero e la possibilità di adattare tutte le ottiche reflex sui corpi mirrorless.
I vantaggi delle Reflex.
Le reflex offrono una sicurezza maggiore per il sensore, sia dal punto di vista della protezione che dal punto di vista della pulizia. Avendo lo specchio e l’otturatore sempre chiusi è difficile rovinare il sensore o sporcarlo.
Benché il mirino elettronico delle mirrorless permetta di avere un’anteprima finale perfetta, molti lamentano ancora la qualità dei monitor LCD sicuramente inferiore a quella dei mirini reflex che mostrano la realtà. Le reflex hanno un’autonomia molto più alta non dovendo alimentare tutti i sistemi che troviamo sulle altre fotocamere. Anche l’ergonomia ovvero la comodità di impugnare una reflex non ha paragoni.
Il prezzo medio di una reflex è inferiore rispetto a pari livello di una mirrorless. Le reflex godono di tantissimi accessori compatibili, prodotti universali, software di gestione.
Infine, conclusioni.
Questo è il mio personale giudizio. Anche se le mirrorless sono ormai la tipologia tecnicamente più avanzata non è detto che siano la scelta migliore.
Full Frame o APS-C
Un tempo, per migliorare la qualità delle proprie foto non c’era altro da fare che comprare ottimi obiettivi e scegliere pellicole migliori. Ai tempi della pellicola si passavano le giornate a confrontare le foto esaminandole con il lentino appoggiato sulla stampa o sulla diapositiva. Ma le 35mm non avevano paragone per nitidezza con le stampe ottenute da negativi più grandi detti “medio formato”.
In teoria anche con il digitale le dimensioni del sensore sono importanti. Come si può vedere dal disegno in scala che ho fatto, le dimensioni del Full Frame sono un po' maggiori rispetto a quelle del APS-C.
A parità di dimensioni di stampa occorre ingrandire di meno l’immagine ottenuta con una Full Frame, quindi con meno rumore e maggiore nitidezza. Ma, con il digitale, questi confronti sono ben più complessi. Oggi i sensori sono gestiti da processori e firmware diversi. Fare un confronto “perfetto” è impossibile. Pixel più grandi significano meno rumore alle alte sensibilità, maggiore gamma dinamica e migliore qualità dell’immagine, ovviamente a prescindere dall’obiettivo.
La mia Nikon D850
Appena uscita, la Nikon D850, la reflex digitale ad alta risoluzione più versatile sul mercato, ha subito sconvolto tutto il mondo del settore fotografico!
Grazie al sensore da 45.7 MegaPixel, con una gamma di sensibilità ISO di 64-25.600, un sistema di messa a fuoco automatica a 153 punti, un avanzato sistema di misurazione RGB da 181.000 pixel, una velocità di scatto continuo a 7 fps, una costruzione completamente a prova di intemperie, Nikon è riuscita a realizzare una fotocamera professionale in grado di soddisfare ogni esigenza fotografica, dai paesaggi all'architettura, dallo sport alla fauna.
Il sensore della D850 è completamente diverso dalle precedenti fotocamere non solo in termini di risoluzione, ma anche in termini di tecnologia. La D850, infatti, incorpora il primo sensore CMOS BSI retroilluminato di Nikon, che offre una qualità dell'immagine senza paragoni. Nikon ha progettato in proprio questo sensore senza affidarsi come nelle precedenti fotocamere ai collaudati sensori Sony.
Ha un telaio interamente in lega di magnesio ed è costruita per durare! I pulsanti e le porte di accesso sulla fotocamera sono impermeabili per ambienti polverosi e umidi per un uso in temperature sotto lo zero o spiagge assolate e polverose.
Nikon è stata in grado di portare qui il superbo sistema di messa a fuoco automatica Multi-CAM 20K con un totale di 153 punti, 99 dei quali a croce, dalla fotocamera Top di Gamma Nikon D5, offrendo prestazioni di autofocus superiori, soprattutto perché accoppiate con il processore EXPEED 5 di ultima generazione. Inoltre 15 punti di messa a fuoco attorno al centro della fotocamera sono sensibili all'apertura massima f/8. La fotocamera è inoltre sensibile fino a -4 EV, consentendo al sistema di messa a fuoco automatica di funzionare anche in condizioni di scarsa illuminazione.
La D850 ha la nuova funzionalità di Focus Stacking, cioè la tecnica fotografica che prevede l'esecuzione di una serie di scatti della stessa inquadratura, ognuno su un piano di messa a fuoco diverso in sequenza, allo scopo di ottenere un'immagine finale con una profondità di campo maggiore di quella ottenibile con le tecniche tradizionali, che rende molto felici i fotografi di paesaggi e macro. Inoltre, il PinPoint AF è molto bello in Live View per ottenere una messa a fuoco molto precisa.
Quando si tratta di prestazioni in condizioni di scarsa illuminazione, la D850 è senza dubbio una delle migliori fotocamere sul mercato. Grazie alla sensibilità di scarsa luminosità -4 EV, la fotocamera è in grado di acquisire la messa a fuoco anche in ambienti quasi bui e non delude con la sua eccellente affidabilità di autofocus.
Quando fotografo azioni rapide come sport e fauna selvatica, la Nikon D850 ha eccellenti capacità di rilevamento continuo del soggetto che superano facilmente tutte le altre fotocamere.
La fotocamera è molto ergonomica. Il joystick sul retro rende molto facile passare attraverso i punti AF durante le riprese ed è possibile assegnare un numero di voci di menu a questo pulsante. Lo schermo LCD è Touch. Oltre a poter eseguire lo zoom con le dita o scorrere le immagini, lo si può anche utilizzare per mettere a fuoco un soggetto in modalità di visualizzazione live o navigare nei menu. Lo schermo è molto luminoso, nitido e dettagliato, ma soprattutto è inclinabile. Ecco, purtroppo, solo verticalmente e non di lato. Il touchscreen naturalmente si può spegnere ed usare semplicemente i pulsanti normali.
Il mirino è brillante per luminosità e chiarezza, grazie al pentaprisma superiore e ai rivestimenti migliori.
Ha l'illuminazione dei pulsanti, il che rende più semplice la visualizzazione di tutti i comandi della fotocamera quando si scatta in condizioni di scarsa illuminazione.
La sua batteria (EN-EL15a) è più efficiente ed estende la durata a ben più di 1.840 scatti.
Oltre all'otturatore della tenda anteriore elettronica, è disponibile un'opzione per scattare silenziosamente tramite Live View. La "Modalità otturatore silenzioso", può sfruttare l'otturatore elettronico e consente di rimanere discreti quando si scatta fauna selvatica o durante una cerimonia di matrimonio in una chiesa.
La Nikon D850 è in grado di ottenere una velocità di scatto continuo di 7 FPS e può raggiungere velocità di scatto fino a 9 FPS quando si utilizza l'impugnatura della batteria MB-D18. È tanta velocità per una fotocamera in grado di trasmettere 45.7 MP di dati! Ma la Nikon D850 è progettata per contenere abbastanza immagini nel suo Buffer. Così è in grado di scattare molte più immagini in modo continuo, a condizione che si utilizzino schede di memoria XQD veloci come la Sony G-Series da 64 GB.
Ha Wi-Fi e Bluetooth, ma non un GPS integrato e il flash non è incorporato. La Nikon D850 dà la possibilità di scegliere tra tre diverse risoluzioni RAW. Completo, medio e piccolo per coloro che necessitavano della massima flessibilità.
È in grado di sfruttare a pieno l'intero sensore quando si filma in 4K, cosa che nessun'altra DSLR è stata in grado di fare in passato. Può filmare fino a 30 fps in 4K, nonché fino a 60 fps in HD. Nikon ha aggiunto il formato MP4 oltre al formato MOV e ha aggiunto una serie di funzionalità specifiche per i video come il D-Lighting attivo, il VR elettronico e il Focus Peaking.
La Nikon D850 è uno strumento molto solido e impressionante. In grado di soddisfare qualsiasi esigenza fotografica. Senza dubbio, è la fotocamera Nikon più tecnologicamente avanzata fino ad oggi. Alcune APPs, come SnapBridge, completano la fotocamera utilizzabili tramite WiFi o Bluetooth.
AF-S NIKKOR 24-70mm f/2.8E ED VR
L'obiettivo AF-S NIKKOR 24-70mm f/2.8E ED VR soddisfa appieno tutte
le mie esigenze di fotografo dilettante! Veloce, robusto e stabile, garantisce un'eccezionale
qualità di immagine.
Nelle ottiche, l'introduzione della potente funzione VR (Riduzione
Vibrazioni) di Nikon e l'innovativo sistema ottico hanno dato una nuova vita a questo
già affidabile obiettivo professionale. Il sistema VR offre l'incredibile vantaggio
dei quattro stop di compensazione, riducendo in modo efficace la sfocatura causata
dall’eventuale movimento della fotocamera durante le riprese a mano libera.
L'esclusivo motore ultrasonico Silent Wave (SWM) di Nikon garantisce
poi prestazioni AF più rapide ed estremamente discrete. Oltre alla maggiore robustezza
del design, il trattamento al fluoro dell'elemento anteriore e posteriore dell'obiettivo,
fornisce una protezione attiva nei confronti di acqua, polvere e sporcizia.
La luminosa apertura (f/2.8) assicura prestazioni eccezionali in situazioni
di scarsa illuminazione e un'esposizione omogenea sull'intera portata dello zoom.
Questo obiettivo garantisce eccezionali livelli di chiarezza e contrasto
in tutto il fotogramma. Il design ottico contrasta in modo efficace le aberrazioni
cromatiche e controlla la distorsione. Lo schema ottico avanzato include le innovative
lenti asferiche in vetro ED, a bassissimo indice di dispersione e un elemento HRI
ad alto indice di rifrazione.
Il trattamento Nano Crystal Coat riduce, poi, in modo significativo
l'immagine fantasma e la luce parassita per una maggiore chiarezza dell'immagine.
Il diaframma elettromagnetico assicura esposizioni uniformi e più precise
durante le sequenze riprese ad alta velocità. Il suo design robusto è stato studiato
per un uso professionale critico e intenso.
È un obiettivo di ottima qualità con AF estremamente accurato, ideale
anche per fotografi professionisti. Solido ed ergonomico, infatti la costruzione
è sicuramente uno dei suoi punti di forza.
Certo qualche difetto ce l’ha! Il peso e l’ingombro. Il peso e le dimensioni
sono notevoli, ma quando è abbinato a una fotocamera professionale, il bilanciamento
è apprezzabile.
La designazione "E" sul Nikon 24-70mm f/2.8E ED VR indica
un meccanismo a diaframma elettromagnetico, che non solo elimina la leva di apertura
sul retro dell'obiettivo ma fornisce anche un controllo molto preciso del diaframma
dell'obiettivo.
Il cilindro in magnesio ospita tutto il “vetro” e l'elettronica, la
maggior parte supportata da componenti e rinforzi in metallo. A giudicare dal peso,
non c'è molta plastica! A parte all'esterno del barilotto.
AF-P NIKON 70-300mm f/4.5-5.6E ED VR
Il secondo obiettivo della mia attrezzatura è il Nikon 70-300mm f/4.5-5.6E ED VR AF-P. Uno zoom leggero e molto versatile. Lo utilizzo principalmente per avifauna, e modellismo. Devo dire che mi ha veramente impressionato da subito per la velocità di messa a fuoco. Certo la qualità pur molto buona non è al livello dei teleobiettivi “top di gamma”, ma si difende bene. La leggerezza e la grande efficacia del sistema di stabilizzazione concorrono ad ottenere una ottima qualità d'immagine.
Impiegato sulla mia D850, macchina con un autofocus più efficiente della categoria può compiere veri miracoli. In questo zoom, Nikon ha incorporato l'ultima versione del suo sistema di riduzione delle vibrazioni ottenendo così fino a 4,5 stop di stabilizzazione e con “soli” 680 grammi e 146 mm di lunghezza, lo rende un perfetto zoom da viaggio.
L'anello di zoom è molto grande ed è comodamente posizionato nella parte anteriore dell'obiettivo, in modo da poter facilmente ingrandire e ridurre quando necessario. Di contro, e a differenza dello zoom 24-70, è la mancanza di una finestra indicatore di distanza, che può essere utile sul campo quando voglio vedere rapidamente dove l'obiettivo è attualmente focalizzato.
Godox V860II, il miglior flash di terze parti per Reflex!
I flash di oggi sono molto cambiati rispetto al passato con l'avvento delle opzioni di priorità di apertura, l'arrivo della misurazione TTL completa, le comunicazioni ottiche off-camera e i controlli radio.
Mentre, in un lontano passato, i marchi indipendenti seguivano le orme dei grandi nomi, stiamo assistendo all'intraprendenza di alcune aziende cinesi o giù di lì. Mentre Nikon ha tenuto per troppo tempo il suo comunque efficace sistema di controllo ottico del flash, i marchi innovativi come Godox hanno fatto progressi reali nel campo dei controlli radio a 2,4 GHz. Poi chiaramente i grandi nomi hanno recuperato, ovviamente.
Questo flash è fantastico! Il suo numero guida è 60 con la parabola impostata al massimo dello zoom che è 200mm. Supporta ovviamente la modalità Manuale, la modalità TTL e la modalità Multi. Ha la possibilità di scattare in High Speed Synch. E come dicevo, il comparto wireless per comandare il flash in remoto è veramente forte. Oltre a poter agire sia da master che da slave con la modalità wireless ottica, ha al suo interno un ricetrasmettitore radio per poter comandare altri flash quando lo montate sulla fotocamera come master oppure essere lui comandato in remoto via radio. Le dimensioni sono le solite di un normale flash a slitta. L’unico dato di rilievo è il peso che con la batteria inserita è di ben 540 grammi.
La testa può ruotare di 180° verso sinistra o verso destra e nella testa sono presenti il solito diffusore e la linguetta bianca per far rimbalzare la luce. Dietro uno sportellino in gomma abbiamo infine il jack per la sincronizzazione via cavo, una presa per collegare una sorgente di alimentazione esterna e una presa USB per aggiornare il firmware. Ma il pezzo forte di questa unità che è la batteria al litio. Il flash è infatti in grado di fare 650 lampi alla massima potenza e ricaricando in 1,5 secondi.
Controllo manuale completo da piena potenza a 1/128 con in incrementi di 1/3 EV. La durata del flash va da 1/300 sec alle impostazioni più potenti fino a 1/20.000 sec per i burst più leggeri. Il flash fornisce la sincronizzazione sulla seconda tendina e la sincronizzazione ad alta velocità consente di utilizzare il flash a velocità dell'otturatore fino a 1/8000 sec.
La testa ha posizioni di zoom per coprire l'angolo delle lenti da 20 mm a 200 mm e si posiziona automaticamente in accordo con la mia fotocamera D850.