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I miei Viaggi: LA SPAGNA
La Costa Brava, Barcelona, Llorett de Mar, Blanes, Tossa de Mar, Gerona, La Bisbal.


Questo viaggio è stato in occasione delle ferie estive del 1987, in compagnia di 9 (nove) miei amici. Monica, Giovanna, Antonella, Guisy, Roberto, Luigi, Liugino, Guido, Aldo.
La Costa Brava è compresa tra la città di Blanes e la frontiera francese.
Tossa de Mar
: Di origine pre romana, conserva mura medioevali. Molti negozi per turisti. Spiaggia di 500 m con sabbia fine a forma di ferro di cavallo, circondata da pini e querce.
Lorett de Mar
: Centro turistico rinomato e molto attrezzato, forse il più importante della Costa Brava.
Blanes
: Cittadina di grande interesse turistico. Club velici e porto sportivo.
Barcelona
: Situata accanto al mare, è protetta dai venti dai monti del Tibidabo.
Particolare percorso è La Rambla, marciapiede centrale fiancheggiato da alberi e transitato di giorno e di notte. Il Mercato di Sant Josep o Boqueria è il più importante della città ed nella sua variopinta struttura costituisce un suggestivo spettacolo. Nella Piazza di Porta de la Pau, di fronte al porto, si innalza la statua di Cristoforo Colombo.
Montjuic, parco dei più ampi di Europa. La piazza del Rei è uno dei luoghi più belli della città. La facciata del Palazzo Reial Maior occupa il fondo della piazza. Il Parco della Ciutadella, al cui interno si trovano vari musei e il parco zoologico. La Pedrera opera disegnata dall'Architetto Gaudì, le cui forme organiche, costituiscono un sorprendente complesso di sculture astratte. La Sagrada Familia, tempio progettato da Gaudì, ma mai finito. Parco Guell, progetto di città giardino. Il Tibidabo, montagna a 500 m di altezza con il Tempio del Sacro Cuore ed un vasto panorama sulla città.



Note tecniche:
La Costa Brava è compresa tra la città di Blanes e la frontiera francese. Il cielo è azzurro, l'acqua trasparente, i colori vivaci, la temperatura ideale. I pini e le querce crescono sin sopra le scogliere, la sabbia ha un caldo tono dorato. La Costa Brava ha assimilato i gusti e gli usi di tutte le genti che nei secoli vi hanno approdato. Ciò si riflette nella cucina locale con ottimo pesce principale ingrediente di tutti i piatti.


SIVIGLIA
 
L’Andalusia è la regione più sud della Spagna, al “confine” con l’Africa raggiungibile attraverso lo stretto di Gibilterra. Si trova circa alla stessa altezza geografica della Sicilia pertanto la zona più a sud è perfetta per trascorrere delle calde e ventilate vacanze estive. Vi sono, però, alcuni itinerari molto interessanti da poter seguire per conoscere meglio questa regione.
 
La Axarquia è una zona orientale di Malaga che si estende fino alla provincia di Granada. Si estende per 1000 kmq in una grande anfiteatro naturale composto da zone montagnose che si abbassano man mano fino a raggiungere il mare. Sulla costa vi è il paese di Rincòn de la Victoria, molto frequentato e famoso per la pesa di acciughe e sardine, dove è possibile visitare la grotta Del Higueròn, nota per le pitture rupestri. A est si trova Comares dove è presente un centro cittadino tipicamente musulmano e si prosegue per Viñuela e Alcaucìn dove si trovano rispettivamente una zona archeologica e una famosa stazione termale. A ovest si trovano paesini dalla tipica architettura araba dove sono presenti vari santuari e un cimitero di forma circolare di Sayalonga.
 
La tipicità dell’architettura andalusa è visibile nelle provincie di Malaga e Cadice, dove paesi in calce bianca restano uno degli itinerari più affascinanti della zona. Carismatica e particolare è la cittadina di origine celtica Ronda, situata a oltre 700 metri su una gola che la divide in due. Da Ronda ci si può spostare alla grotta Del Hundidero dove le acque del fiume Gaduares si perdono nella roccia per ricomparire nella grotta Del Gato 9 km più avanti.
 
L’Andalusia è un territorio tutto da scoprire, immerso tra storia romana, araba, boschi dagli alberi secolari, fiumi antichissimi, chiese di ogni epoca e grotte dove sono evidenti il passaggio dell’uomo preistorico. Non bastano poche righe per descriverne le mete possibili tra le quali esiste anche quella che segue il fiume Guadalhorce, da Antequera a Malaga, attraversando i paesi di Alhaurìn el Grande, Coìn, Alora e molte altre fino a Torcal di Antequera dove l’erosione dell’acqua ha scolpito nella rocce le forme più strane e assurde della natura spagnola.
 
                                                  Siviglia
 
Siviglia è una delle città più conosciute della penisola iberica, è situata a sud-ovest ed è bagnata dal fiume Guadalquivir. La città è il quarto centro spagnolo come densità di abitanti, circa 699.000, e viene considerata di fatto il fulcro artistico, economico e culturale della zona meridionale della Spagna.
 
Le grandi bellezze architettoniche, affiancate da splendide piazze e giardini, rendono irresistibile l’intera cittadina che annovera tra i suoi più interessanti monumenti.
 
L’Archivio delle Indie, per esempio, un immenso palazzo che custodisce preziosi documenti storici sull’Impero spagnolo durante le colonizzazioni in America e nell’arcipelago delle Filippine. La Giralda, la splendida torre campanaria che affianca la monumentale cattedrale di Siviglia, uno dei simboli di maggiore prestigio in cui poter ammirare il fascino dell’architettura gotico-barocca. Il campanile è alto oltre 50 metri e al momento della sua costruzione era di fatto la più alta torre del mondo. L’Alcázar, un imponente palazzo reale, ampliato più volte nel corso dei secoli. Era un tempo la roccaforte dei mori e contiene al suo interno numerosi affreschi orientali. La Cattedrale: detta anche “Catedral de Santa María de la Sede”, riveste una notevole importanza ed è di fatto la cattedrale in stile gotico più grande del mondo ed il terzo luogo di culto religioso come imponenza e dimensioni.
 
Tutti i monumenti appena citati hanno la certificazione UNESCO e sono tutelati come patrimonio dell’umanità per la loro valenza artistico-culturale.
 
Siviglia offre anche divertimento ed animazione che rendono le notti ricche di intense emozioni.
 
Tra i locali maggiormente frequentati ci sono "la Carboneria" all'interno del Barrio Santa Cruz, un locale caratteristico che organizza eventi nelle sue tipiche cantine. Ricche di locali, discoteche e pub di ogni genere sono le strade di Alfalfa, Betis, Julio César e Marqués de Paradas.
 
Chi invece è alla ricerca di un po’ di musica dal vivo può optare per la cosiddetta zona Triana dove artisti si esibiscono con splendide canzoni locali, come la famosa flamenquita (musica al ritmo di chitarre andaluse e nacchere).
 
    Musei di Siviglia
 
Siviglia è una città dalle interessanti istituzioni culturali. Alcune di queste, come l’Archivio Generale delle Indie, hanno una storia antichissima, altre, come il Centro Andaluso di Arte Contemporanea rivolgono lo sguardo al futuro. L’Archivio cerca di ricostruire la storia dei paesi colonizzati nell’epoca delle grandi esplorazioni, con preziosi reperti che furono subito importati nella regione andalusa. Il CAAC ospita invece numerose esposizioni di arte contemporanea e diversi eventi culturali con il proposito di promuovere le nuove tendenze artistiche andaluse.
 
Il tradizionale attaccamento alla cultura popolare andalusa è ben rappresentato nel Museo di Arti e Costumi Popolari, dove sono raccolti costumi e oggetti frutto della tradizione artigiana della regione. Il museo nacque da una sezione del Museo di Belle Arti di Siviglia, oggi ospitato in uno splendido edificio seicentesco e originariamente istituito come Museo di Pittura.
 
Gran parte delle istituzioni culturali di Siviglia promuovono la conservazione del patrimonio storico. Di antica fondazione, il Museo Archeologico Provinciale raccoglie soprattutto i reperti pervenuti dal Real Alcazar e dal sito circostante. Inizialmente ospitato all’interno dello stesso Alcazar, fu trasferito in diverse sedi fino a trovare una sistemazione definitiva all’interno dei padiglioni costruiti in occasione dell’Esposizione Universale del 1929.
 
Nella magnifica Torre del Oro ha sede invece il Museo Naval, che ripercorre la gloriosa storia della marina spagnola e il ruolo chiave rappresentato dalla città di Siviglia che sorge sulle rive del Guadalquivir. Testimonianze della gloria militare spagnola si ritrovano nel Museo Historico Militar de Sevilla, che si trova all’interno del più grande Museo Regionale.
 
  Elenco dei musei di Siviglia:
 
o         Museo delle belle arti
 
o    Museo Archeologico
 
o    Museo delle arti e dei costumi popolari
 
o    Museo arte contemporanea
 
o    Museo Taurino
 
o    Museo Naval
 
o    Museo Regionale Militare
 
o    Archivi delle Indie
 
Monumenti di Siviglia
 
L’Andalusia è una delle regioni spagnole dove l’integrazione culturale fra le maggiori civiltà del mediterraneo ha lasciato profonde tracce monumentali, e Siviglia ne è una testimonianza.
 
Il Real Alcazares è il palazzo sede del potere amministrativo arabo eretto nel corso dell’VIII secolo e ampliato durante la conquista cristiana pur mantenendo lo stile originale.
 
Ancora tracce della cultura araba si trovano in due monumenti simbolo della città di Siviglia: la Giralda e la Torre del Oro. La Giralda è infatti il campanile della cattedrale ricavato dall’antico minareto arabo adiacente alla Grande Moschea. Oggi conserva parte dello stile originale, ma è sormontata da una grande statua girevole. La Torre del Oro è quella che si vede rilucere di notte sulle rive del Guadalquivir. Il suo colore è dovuto a una particolare miscela nella malta, l’ipotesi ritenuta più probabile vuole che questa sia composta da paglia e calce, altri ritengono che vi sia stata aggiunta polvere d’oro.
 
In Siviglia è possibile ammirare anche splendide opere barocche. Uno degli edifici civili simbolo di questo stile è l’Ospedale dei Venerabili Sacerdoti opera di Leonardo de Figueroa, oggi sede del Fondo de Cultura de Sevilla. Del periodo rinascimentale sono la Casa de Pilatos, alla quale è legata una leggenda diffusa dallo stesso proprietario, e il Palacio de Lebrija che oggi ospita una ricca collezione artistica.
 
La Siviglia moderna è ben rappresentata dal Palacio de Congresos y Esposiciones, situato nella zona Est costituito da tre grandi padiglioni che comunicano attraverso una grande galleria.
 
Elenco dei monumenti di Siviglia:
 
o         La Giralda
 
o    Hospital Los Venerables
 
o    La torre de oro
 
o    Casa de Pilatos
 
o    Puerta del Leon
 
o    Real Alcazar
 
o    Palacio de Congresos
 
o    Palacio de la Condesa de Lebrija
 
La Giralda
 
La Giralda è uno dei monumenti simbolo di Siviglia. Si tratta di un campanile annesso alla cattedrale ed eretto nel XIII secolo dai re Almhoadi, durante la dominazione araba. Il campanile era originariamente il minareto di una grande moschea che venne appunto trasformata in cattedrale.
 
    Sulla cima della torre, alta ben 70 metri, è posta una colossale statua rappresentante la Fede. La statua fu realizzata da Bartolomé Morel nel 1568. Ha una base di 3 metri e un’altezza complessiva di 7.
 
La sua particolarità, alla quale deve il nome la torre, è quella di girare su se stessa al mutare del vento.
 
Per questo motivo la statua è stata battezzata popolarmente “el Giraldillo”.
 
La torre della Giralda venne costruita con resti di antichi edifici, tra i quali alcuni della antica città romana di Italica.
 
La sezione principale è decorata con finestre bifore, arabeschi in cotto e archi incrociati.
 
In seguito al terremoto del 1365 la cupola di rame posta sulla cima venne sostituita con la cella campanaria, successivamente ampliata dall’architetto rinascimentale Hernan Ruiz nel XVI secolo.
 
    INFORMAZIONI SULLA GIRALDA
 
Indirizzo: Plaza del Triunfo - 41001 Siviglia, Spagna
 
Hospital Los Venerables
 
Situato nell’omonima piazza, l’Hospital de los Venerables (Ospedale dei Venerabili Sacerdoti) nasce dalla decisione della Confraternita del Silenzio di dare ai sacerdoti più anziani una sistemazione dove potessero trovare cure e assistenza.
 
Il progetto, ideato nel 1627, fu realizzato dal canonico Justino de Neve nel 1675. Dal 1991 è la sede della fondazione FOCUS, Fondo de Cultura de Sevilla.
 
L’edificio dell’Hospital de los Venerables è opera di Leonardo de Figueroa, ed è uno dei più importanti del barocco sivigliano.
 
Il cortile è uno degli elementi distintivi del palazzo, arricchito da porticati e, al centro, una fontana, alla quale si accede per una scalinata circolare con decorazioni in ceramica.
 
Annesso all’Ospedale vi è la chiesa, una costruzione ad unica navata dove si possono ammirare molti affreschi del XVII secolo, tra i quali spiccano la volta del presbiterio affrescata da Valdés Leal e la teca della Sacrestia, che in uno spazio modesto riesce a creare una prospettiva illusionista. Il figlio di Valdes realizzò invece le pitture presenti sulle pareti della navata.
 
Alle spalle del presbiterio è visitabile il dipinto di san San Fernando, opera congiunta dei Valdes. Le sculture di San Fernando e San Pietro sono invece opera di Pedro Roldàn.
 
INFORMAZIONI SU HOSPITAL LOS VENERABLES
 
Indirizzo: Piazza de los Venerables, s/n, 41004 Siviglia
 
    La torre de oro
 
Il monumento è uno dei simboli della città. La Torre del Oro si erge, con i suoi 36 metri d’altezza, sulle rive del fiume Guadalquivir, dove un tempo fungeva da torre difensiva e di avvistamento per il controllo degli accessi alla città.
 
La sezione principale della Torre del Oro, a pianta dodecagonale, fu costruita agli inizi del XIII secolo dai berberi e deve il suo nome al colore lucente che si riflette sulle acque del fiume, un bagliore aureo dovuto alla miscela di calce e paglia nei materiali di costruzione.
 
Utilizzata come punto di ancoraggio, la Torre faceva parte di una catena difensiva, congiungendosi con altre torri.
 
Questa catena servì da difesa durante il periodo della Reconquista, la guerra di liberazione degli spagnoli dal dominio arabo.
 
Nel XIV secolo Pietro I di Castiglia fece innalzare sulla sezione pre-esistente una nuova torretta, anch’essa di dodici lati. Secondo la tradizione popolare il Re, detto Pietro il Crudele, faceva vivere qui, all’insaputa della Regina, le donne che corteggiava, tra le quali donna Aldonza e Maria Coronel.
 
Nel 1755 un terribile terremoto danneggiò gravemente la Torre del Oro, tanto che il Marchese di Monte Realse ne propose la demolizione.
 
La cittadinanza si oppose, chiedendo che la torre venisse restaurata. In quella occasione, nel 1760, fu eretta un’ulteriore torretta di pianta circolare, che costituisce ancora oggi la terza sezione della Torre.
 
Nel corso dei secoli la Torre del Oro venne utilizzata come cappella votiva dedicata a San Isidro, poi come prigione e infine come magazzino per le ricchezze provenienti dall’Impero coloniale. Dopo numerosi interventi di restauro, anche molto recenti, la Torre è oggi sede del Museo Navale di Siviglia.
 
INFORMAZIONI SULLA TORRE DELL'ORO
 
Indirizzo: Paseo de Cristóbal Colón s/n, 41001 Sevilla
 
Casa de Pilatos
 
Casa de Pilatos è uno dei massimi esempi dell’architettura sivigliana del XV – XVI secolo. La sua realizzazione si deve ai coniugi Pedro Enríquez de Quiñones e Caralina de Ribera che realizzarono la residenza per il figlio Fadrique, marchese di Tarifa.
 
Proprio il giovane marchese contribuì alle leggende popolari che si tramandano sulla casa. Fadrique comprovò che la distanza che intercorreva tra la casa di Ponzio Pilato e il monte Golgota era la stessa di quella che separava il suo palazzo da un santuario ubicato fuori dalle mura dedicato alla “Croce del Campo”.
 
Il marchese stabilì una Via Crucis con dodici stazioni, e si diffuse nell’immaginario popolare la credenza che la casa fosse una copia di quella del pretore romano.
 
L’entrata principale dell’edificio, di stile rinascimentale, fu realizzata a Genova da Antonio Maria Aprile nel 1529, ed è sormontata da un balcone gotico proveniente da un palazzo del Ribera nel Borneo.
 
Il cortile mantiene nel complesso uno stile rinascimentale con decorazioni mudéjar. Al centro è situata una fontana con due statue della dea Atena poste agli angoli. Un porticato ripara ventiquattro busti di imperatori romani e un busto di Cicerone e del re Carlo I.
 
Al piano superiore, congiunto al primo piano da una scalinata decorata con piastrelle colorate opera di Cristóbal Sánchez, si possono ammirare affreschi e dipinti dal XVI al XIX secolo.
 
Nella sala del Torrione si trova una Pietà, opera di Sebastiano del Piombo del 1539; nella sala attigua una Tauromachia del Goya e una Maddalena del XVI secolo. Nella sala che precede l’archivio museale si possono ammirare, fra le altre opere, tre pitture di Lucas Jordán.
 
Indirizzo: Plaza de Pilatos, 1, Siviglia
 
    Puerta del Leon
 
La Puerta del Leòn è l’entrata principale del Real Alcàzar di Siviglia, una fortificazione araba dell’VIII secolo eretta su un antico insediamento romano. Anticamente la Puerta del Leòn era chiamata Puerta de la Monterìa, dalla quale si accedeva all’omonimo cortile interno del palazzo.
 
La porta è sovrastata da un pannello in ceramica di Triana, una tipica ceramica andalusa in questo caso realizzata dalla fabbrica Mensaque nel 1894, sulla base di un progetto dello storico José Gestoso.
 
Il pannello di ceramica rossa ricopre l’intera facciata d’ingresso; sopra la porta si staglia una raffigurazione araldica di un leone sovrastato da una temibile caditoia.
 
Attraversate le mura arabe del XII secolo, si accede dunque al patio del Leòn. Alla sinistra del cortile si incontra la Sla de la Justicia, al fondo della quale si apre un complesso di tre archi che poggiano su una muraglia. Si tratta dei resti di una delle mura di fortificazione dell’antico Alcàzar.
 
INFORMAZIONI SULLA PUERTA DEL LEON
 
Indirizzo: Plaza del Triunfo, Sevilla.
 
    Real Alcázar
 
Il Real Alcazar era un forte risalente alla dominazione arab, eretto nel 720 d.C. e ampliato nel corso dei secoli, in particolare nel periodo della Reconquista spagnola del XIII secolo.
 
Il palazzo conserva comunque l’aspetto arabo, o, più precisamente mudejar: lo stile spagnolo che ereditò molte caratteristiche dalla tradizione architettonica islamica.
 
Si deve a Pietro I di Castiglia l’opera di ristrutturazione dell’Alcazar come residenza reale spagnola, realizzando la Cappella Gotica, il patio de la Monterìa e i giardini.
 
Dalla Porta del Leone, ingresso principale del palazzo, si accede al patio de la Monterìa, un cortile dallo stile gotico che conserva poche tracce dell’architettura originaria dell’Alcazares.
 
    Nel 1503 venne eretta la Casa de Contrataciòn, una camera di commercio che regolava i commerci con le Americhe comprendente un Ufficio idrografico e una Scuola di Navigazione di cui fu direttore l’esploratore Amerigo Vespucci.
 
Il patio delle Doncellas, o cortile delle Fanciulle, è stato ricostruito in epoca incerta sul modello dell’originale, che vedeva al centro del cortile una grande piscina rettangolare con giardini ai lati.
 
Testimonianze storiche rivelano che in epoca rinascimentale, ai tempi di Carlo V, il cortile era interamente pavimentato in marmo e disponeva di una fontana al centro.
 
Secondo la tradizione, al tempo della dominazione araba i mori chiedevano ai regni spagnoli un tributo di 100 vergini all’anno, e da questa leggenda deriverebbe la denominazione del cortile.
 
INFORMAZIONI SUL REAL ALCAZAR
 
Indirizzo: Plaza del Triunfo s/n, Sevilla.
 
Palacio de Congresos
 
Il Palazzo dei Congressi e delle Esposizioni di Siviglia si trova nella zona Est della città. Si tratta di un edificio moderno dall’architettura molto singolare costituito da tre padiglioni di grandi dimensioni collegati da un’unica galleria. Viene utilizzato dall’ente FIBES, che lo gestisce, per ospitare fiere internazionali ed esposizioni.
 
La facciata si presenta con una forma semicircolare antistante un grande piazzale con piscina. Il padiglione centrale è sormontato da una cupola dorata; dal padiglione si estendono lateralmente i due semibracci che ospitano le gallerie e i restanti padiglioni.
 
All’interno gli ambienti si suddividono in sette sale per le esposizioni, un grande Auditorium, un’area polifunzionale interna e un’area polifunzionale esterna.
 
Indirizzo: Avda. Alcalde Luis Uruñuela, 1 – Siviglia
 
Sito web: www.fibes.es
 
    Palacio de la Condesa de Lebrija
 
Il Palazzo della Contessa Lebrija è una dimora signorile del XVI secolo costruita su di un edificio pre-esistente del XV secolo. Subì importanti lavori di restauro nel XX secolo, quando Manjón Mergelina, contessa di Lebrija, acquisì il palazzo nel 1901.
 
Divisa su due piani per ospitare una zona abitabile per l’inverno e una zona più estiva, la dimora si caratterizza, per la ricchezza del patrimonio in essa custodito, al pari di un museo.
 
La contessa, amante dell’archeologia e grande studiosa, ha raccolto e acquisito una collezione di mosaici romani e molti reperti di diverse epoche e culture: dalle porcellane sivigliane di conventi in rovina ai dipinti del Palazzo di Marchena.
 
Nella Sala Ochavada sono custoditi i mosaici dell’antica città di Italica, colonia romana in Spagna, acquisiti dalla contessa nel 1914, fra i quali è da menzionare lo splendido mosaico del dio Pan. Sempre al piano inferiore sono conservati busti, statue e teste di epoca greca e romana, e due rappresentazioni di Apollo e Diana.
 
Altrettanto interessante è la collezione artistica e gli elementi decorativi di origine araba e persiana che si trovano nel cortile porticato, che vanta inoltre pavimenti realizzati con pregiati marmi quali porfido e serpentino.
 
Una grande scalinata del XX secolo conduce al secondo piano, dove sono custoditi un dipinto di Van Dick, un quadro della Escuela de Murillo e un Sorolla, oltre che la biblioteca dove sono custoditi circa 4.000 volumi.
 
Dopo i recenti lavori di restauro, il Palazzo della Contessa Lebrija è aperto alle visite del pubblico nella maggior parte dei suoi ambienti.
 
Indirizzo: C/Cuna, 8 - 41004 Sevilla
 
    Chiese di Siviglia
 
Per quanto riguarda l’architettura religiosa, a Siviglia si possono trovare magnifiche espressioni di gotico-mudejar, di stile rinascimentale e barocco, rivelando le forti influenze culturali dei paesi arabi così come dell’Italia.
 
Subito dopo la cacciata degli arabi furono molte le moschee distrutte e sostituite da edifici cristiani, ma non tutti gli elementi vennero totalmente rimpiazzati. Nella Cattedrale, oltre al campanile della Giralda, sopravvive il giardino della Grande Moschea riadattato a chiostro della chiesa. Il resto dell’imponente edificio si caratterizza per le forti influenze romanico-gotiche. In parte questo stile viene conservato nelle chiese di San Lorenzo e di San Isidoro, che tuttavia subirono numerose modifiche in epoca rinascimentale e neoclassica.
 
Come la Cattedrale, anche la chiesa di El Salvador venne costruita sulle fondamenta di una grande moschea, preservando ancora una volta il cortile interno e il minareto. Danneggiata da un terremoto venne ricostruita nel Seicento rimodellando la facciata sul gusto rinascimentale. Lo stile italiano è più evidente nella chiesa de la Anunciacion, eretta nel XVI secolo.
 
Di grande interesse è anche la Basilica di Santa Maria della Speranza, popolarmente nota come la Basilica de la Macarena, il cui altare maggiore è un tributo alla “Hispanidad”, una dedica a tutti i paesi che furono colonie spagnole. La Certosa, oggi sede del CAAC, venne eretta secondo la tradizione sul luogo dove fu ritrovata una statua della Vergine. Danneggiata al tempo del terribile terremoto di Lisbona subì un lungo stato di abbandono, fino a essere ristrutturata in epoca moderna.
 
Di più recente fattura, e simbolo del barocco andaluso, la chiesa di San Luis custodisce al suo interno uno spettacolare retablo posto alle spalle dell’altare maggiore e opera degli artisti Pedro Duque Cornejo e Pedro de Mena.
 
      Elenco delle chiese di Siviglia:
 
o    Chiesa di San Lorenzo
 
o    Chiesa di San Luis
 
o    Chiesa di Sant'Isidoro
 
o    Chiesa di El Salvador
 
o    Chiesa de la Anunciacion
 
o    Basilica della Macarena
 
o    Monastero della Cartuja
 
o    Cattedrale Santa Maria
 
Chiesa di San Lorenzo
 
Edificata nel XIV secolo sullo stile gotico-mudejar, la Chiesa di San Lorenzo subì importanti lavori di restauro, nel XVIII e XIX secolo, che ne cambiarono l’aspetto originario.
 
Si tratta comunque di una delle chiese di Siviglia che conserva al suo interno molte opere di artisti di gran valore.
 
Inizialmente eretta su tre navate, venne ampliata con l’aggiunta di due navate laterali all’interno delle quali sono state ricavate diverse cappelle, dando luogo a una pianta del tutto irregolare.
 
Anche l’esterno riflette la sua varietà con elementi architettonici di     stili differenti, con le facciate delle nuove navate di stile barocco e il campanile che ha mantenuto lo stile originale, nonostante il campanario sia stato rinnovato nel 1757.
 
I lavori di ampliamento risalenti al Seicento furono per gran parte condotti da Diego Lòpez Bueno, autore anche del sacrario che venne dipinto da Francisco Pacheco. Su entrambi i lati si incontrano pitture di Juan de Uceda e Francisco Pimentel.
 

L’altare maggiore è invece opera di Martínez Montañes e contiene sculture dei fratelli Felipe e Francisco Dionisio de Rivas.
 
All’interno della cappella del Dulce Nombre si può ammirare un complesso scultoreo realizzato da Francisco Ruiz Gijon che rappresenta il Cristo del Gran Dolore attorniato da quattro angeli.
 
INFORMAZIONI SULLA CHIESA DI SAN LORENZO
 
Indirizzo: Calle de Juan Rabadán, 5 - 41002 Siviglia
 
Chiesa di San Luis
 
Eretta tra il 1699 e il 1730 su un terreno donato da Donna Lucia de Medina alla Compagnia del Gesù, la Chiesa San Luis è uno dei più rappresentativi monumenti del barocco andaluso. La chiesa di San Luis fu eseguita con la direzione di Antonio Matìas de Figueroa e Diego Antonio Diaz su progetto di Leonardo de Figuroa.
 
    L’edificio presenta una pianta rettangolare a croce greca, la facciata si struttura su cinque moduli, dei quali quello centrale è il più decorato, con un frontone che rappresenta i tre Arcangeli San Gabriele, San Michele e San Raffaele, mentre su quelli centrali si ergono due torri ottagonali con campanili e cappelle che ospitano le statue dei quattro evangelisti.
 
All’interno, in corrispondenza della croce, si innalzano le colonne che sostengono la cupola, i cui dipinti sono opera di Lucas Valdés raffiguranti elementi architettonici. Alla base della cupola elementi pittorici raffigurano le “Buone Virtù” e figure di Santi.
 
Lo spazio retrostante l’altare presenta opere di Pedro Duque Cornejo e Pedro de Mena, mentre il coro è decorato con dipinti di Domingo Martìnez realizzati nel XVIII secolo.
 
Questo altare è un vero manifesto di barocco sivigliano, sorprendente nello sfarzo e nella cura del particolare. Statue, rilievi e dipinti risplendono fra le decorazioni dorate.
 
INFORMAZIONI SULLA CHIESA DI SAN LUIS
 
Indirizzo: San Luis, 37 - 41003 Siviglia
 
Chiesa di Sant'Isidoro
 
La chiesa di San Isidoro a Siviglia è una costruzione con influenze mudejar a pianta rettangolare.
 
La pianta si compone di tre navate a croce latina con cappelle laterali. I pilastri portanti sono di forma quadrangolare che terminano con archi a mezzo punto. Sulla croce si eleva una cupola semisferica che allarga la visione della cappella maggiore situata nell’abside.
 
La facciata si presenta con tre porte con archi a tutto punto e decorazioni di stile arabo. Sulla navata destra si eleva il campanile, di stile barocco, decorato con ceramiche del XVIII dove sono rappresentati San Isidoro e San Leandro.
 
All’interno, notevoli sono le rappresentazioni del Santo a cui è dedicata la chiesa, realizzate dal pittore Juan de Roelas nel 1613.
 
Si susseguono le scene della vita del Santo accompagnate da un rilievo di Dio tra gli angeli, opera dello scultore Felipe del Castello che pose questa aggiunta nel 1752.
 
    Sull’altare troneggiano le sculture dei Santi Pietro e Paolo alle cui spalle si apre un sacrario di platino con colonne a capitelli corinzi e una rappresentazione dell’Ultima Cena che sormonta la porta.
 
Sulla navata destra sono situate le cappelle intitolate ai Villalpando, del XVII secolo, dedicate alla Nostra Signora della Salute. Visitando questa chiesa non può mancare di segnalare lo sfarzoso altare della Cappella Sacramentale, ricco di decorazioni dorate, rilievi, statue e dipinti databili tra il XVI e il XVII secolo.
 
INFORMAZIONI SULLA CHIESA DI SAN ISIDORO
 
Indirizzo: Augusto Plasencia, 2, Siviglia
 
Chiesa di El Salvador
 
La chiesa del Salvador venne costruita sulle fondamenta dell’antica moschea maggiore di Siviglia, una costruzione dell’XI secolo, ai tempi della dominazione musulmana del principe Hohammad Bem-Abbad Al Motamid-Al-Cajim.
 
    Dell’antica moschea si sono conservati il patio delle “Abluzioni” e la torre che costituiva il minareto.
 
Sembra che le fondamenta di questo cortile non coincidano con il resto della chiesa, poiché il cortile fu colmato delle macerie provocate da un terribile terremoto, interrando anche le colonne del porticato.
 
Dopo essere rimasto a lungo danneggiato dal terremoto, la ricostruzione dell’edificio fu avviata nel 1674 da Esteban Garcìa e conclusa nel 1712 sotto la direzione di Leonardo de Figueroa.
 
L’imponente facciata, di stile rinascimentale, si presenta con un’elegante commistione di linee rette e linee curve e si struttura su tre grandi porte che corrispondono alle tre navate interne. Sulla porta centrale è posta una raffigurazione del mondo con una croce, simbolo del Cristo risorto, mentre su quelle laterali troviamo i busti dei Santi Pietro e Paolo.
 
All’interno le tre navate si dividono in quattro sezioni ciascuna, per mezzo di grandi pilastri quadrangolari con addossati delle mezze colonne.
 
Al di sopra della croce si eleva una grande cupola decorata con rilievi in pietra che rappresentano i quattro evangelisti in mezzo a decorazioni vegetali.
 
Sul fondo si staglia il grande altare e il presbiterio, realizzati nella seconda metà del Settecento da Cayetano de Acosta, seguendo uno stile tra barocco e manierismo.
 
INFORMAZIONI SULLA CHIESA EL SALVADOR
 
Indirizzo: Plaza del Salvador, 3 - Siviglia
 
    Chiesa de la Anunciacion
 
La chiesa de la Anunciacion venne eretta nel XVI secolo e consacrata nel 1579. Fu per molto tempo la chiesa della Compagnia del Gesù, e dalla metà del XX secolo la cappella dell’Università di Siviglia.
 
Il progetto originario si deve al frate gesuita Bartolomé Bustamante, sebbene il progetto venne completato e adeguato dall’architetto Hernán Ruiz II, che seguì il gusto rinascimentale tipico del periodo. Ruiz realizzò una facciata semplice, senza particolari elementi aggiuntivi.
 
Un grande arco a mezzo punto viene rimarcato da colonne di stile toscano con soluzioni di trabeazione che si rifanno all’antichità greco-romana.
 
Nella sezione superiore si può ammirare il medaglione della Vergine con Bambino, opera dell’artista Juan Bautista Vazquez. Ai lati si situano le statue di San José e San Miguel risalenti al XVIII secolo.
 
    La pianta a croce latina presenta un’unica navata che congiunge il coro con il presbiterio. Da qui si può notare come i bracci della croce si chiudano per mezzo di volte a semibotte, mentre sull’intersezione si apre una grande volta semisferica decorata a cassettoni, richiamando lo stile rinascimentale italiano.
 
Le pareti sono affrescate con pitture del XVIII secolo. A sinistra sono rappresentate le scene di San Ignazio de Loyola, databili agli inizi del Settecento. Sulle pareti di destra sono raffigurati motivi decorativi di stile barocco della stessa epoca.
 
Il Grande Altare Maggiore è opera del frate gesuita Alonso Matìas, che lo realizzò tra il 1603 e il 1606 seguendo lo stile rinascimentale che contrasta con le decorazioni barocche appena descritte.
 
INFORMAZIONI SULLA CHIESA DE LA ANUNCIACION
 
Indirizzo: Laraña, 1 - 41003 Siviglia
 
Basilica della Macarena
 
La Basilica di Santa Maria della Speranza, meglio conosciuta come Basilica de La Macarena per via del quartiere omonimo ove è situata, è un edificio moderno che ospita la Confraternita della Esperanza Macarena. La sua caratteristica è di rappresentare i Santi patroni di tutti gli Stati Ispanici.
 
La sua costruzione risale al 1941, quando l’arcivescovo di Siviglia Pedro Segura y Sàenza benedì i terreni dove sarebbe sorta la basilica, infine terminata nel 1949. L’architetto Aurelio Gomez Millan disegnò una pianta a una sola navata con cappelle laterali.
 
Alle spalle dell’altare maggiore, di stile barocco, si può subito apprezzare la raffigurazione anonima della Vergine de la Esperanza Macarena datata tra il XVII e il XVIII secolo. Le decorazioni del camerino che ospita la Vergine furono realizzate da Lopez Morelló.
 
Una delle cappelle della basilica è dedicata al popolo sudamericano. L’altare de la Hispanidad fu benedetto nel 1959 e presenta opere realizzate interamente dall’artista sivigliano Luis Encina, eccetto la scultura in ceramica della Nostra Signora di Altagracia, patrona della Repubblica Dominicana, opera invece di Enrique Orce.
 
L’ultima cappella è dedicata al Gesù de la Sentencia, dove si distingue la raffigurazione del Gesù realizzata da Felipe de Morales nel 1654 e sovrastante l’altare di Pérez Calvo del 1951. L’altare, di gusto barocco, è composto da un corpo diviso in tre sezioni, le cui decorazioni sono state realizzate da Ortega Bru.
 
INFORMAZIONI SULLA BASILICA DELLA MACARENA
 
Indirizzo: Puerta de la Macarena, Siviglia
 
Monastero della Cartuja
 
Secondo un’antica leggenda, nell’anno 1248, in una delle antiche cave di argilla che sorgevano nei territori circostanti l’attuale chiesa della Cartuja (Certosa), fu rinvenuta un’icona della Vergine Maria che sarebbe stata nascosta durante il periodo della dominazione araba.
 
Su questi terreni venne eretta nel XIV secolo una chiesa intitolata a Santa Maria delle Cave e gestita da monaci francescani.
 
Nel 1400 l’arcivescovo di Siviglia volle realizzare l’attuale convento.
 
I lavori si prolungarono dopo la morte dell’arcivescovo, poiché i fondi destinati alla realizzazione del convento furono dirottati per finanziare le campagne militari del reggente don Fernando de Antequera.
 
La casata degli Alcalà si incaricò così di sovvenzionare la costruzione della Certosa e la realizzazione del monastero che venne restituito all’ordine di San Bruno.
 
L’edificio subì gravi danni in seguito al terremoto di Lisbona del 1755, e la sua sfortunata storia proseguì con il saccheggio da parte delle truppe francesi nel 1810, che ne fecero un quartier generale. I certosini si rifugiarono in Portogallo, fino alla Restaurazione dei Borboni.
 
Tra il 1835 e il 1836 l’opera di “desamortizacòn”, finalizzata a confiscare i beni improduttivi appartenenti alla Chiesa, la cosiddetta “manomorta”, disciolse completamente l’ordine religioso che aveva sede nella Cartuja.
 
Nel 1992, in occasione dell’Esposizione Universale, l’edificio venne recuperato da un indecoroso stato di abbandono e divenne una sede emblematica della grande manifestazione che si tenne a Siviglia.
 
A partire dal 1997 nei locali della Cartuja venne collocato il Centro Andaluso di Arte Contemporanea, che assunse la gestione del bene architettonico.
 
INFORMAZIONI SUL MONASTERO DELLA CARTUJA
 
Indirizzo: Américo Vespucio 2 - Isla Cartuja, 41071 Siviglia
 
    Cattedrale Santa Maria
 
La Cattedrale Santa Maria di Siviglia sorge sul terreno dell’antica moschea Aljama eretta nel XII secolo. Con il periodo della Reconquista spagnola e la cacciata degli arabi, la Grande Moschea venne abbattuta per erigere al suo posto la Cattedrale.
 
L’edificio fu ancora più imponente del primo: sebbene la superficie ricopra in egual misura quella occupata dall’antica costruzione, è soprattutto in altezza che si sviluppa il nuovo edificio.
 
La navata centrale raggiunge un’altezza di 42 metri, con un sorprendente equilibrio tra le parti che compongono l'intera facciata.
 
Della costruzione originaria resta l’impianto del Patio de los Naranjos, un cortile rettangolare che costituisce il chiostro della Cattedrale.
 
La Cattedrale Santa Maria si divide in cinque navate di stile gotico, i cui muri portanti hanno uno spessore limitato, motivo per cui le finestre sono di piccole dimensioni e non vi sono grandi aperture esterne.
 
La navata centrale congiunge il coro e l’altare maggiore, posto all’interno della Cappella Maggiore.
 
Il campanile della Chiesa è la famosa Giralda, la ricostruzione del Minareto dell’antica moschea che conserva nella sezione principale lo stile arabo.
 
Di costruzione successiva sono il campanario e la cupola superiore, di epoca rinascimentale, sormontata dalla statua girevole che dà il nome alla Torre.
 
In questa chiesa si trovano la tomba di Cristoforo Colombo e il pantheon dei re, all’interno della Cappella Reale, dove sono sepolti il re Fernando e il figlio Alfonso.
 
INFORMAZIONI SULLA CATTEDRALE DI SANTA MARIA
 
Indirizzo: Avenida Constitución s/n, 41001 Siviglia, Spagna
 
    Parchi di Siviglia
 
Siviglia vanta una serie di giardini storici e parchi naturali considerevoli più per la loro singolarità che per quantità.
 
Tra i giardini di interesse storico e culturale si contano ad esempio quelli situati all’interno del Real Alcazares che si estendono per ben sette ettari. Nonostante i numerosi rifacimenti nel corso dei secoli, i giardini hanno conservato l’originario impianto arabo. Meno antico, ma di grande fascino è il parco Maria Luisa, disegnato attorno al palazzo di San Telmo della duchessa Maria Luisa di Borbone e opera del grande giardiniere francese Lecolant.
 
I giardini de Murillo, conosciuti anche come giardini Talavera dal nome del loro progettista, sono dedicati al grande pittore andaluso. Al loro interno i piacevoli viali verdi si alternano a complessi scultorei e reperti antichi. Fra i giardini cittadini di interesse turistico si annoverano inoltre i giardini del Prado de San Sebastián, sorti durante l’ampliamento urbanistico degli ultimi anni e sede di numerose attività ricreative.
 
I parchi con un’estesa area verde sono il Parco naturale della Sierra di Siviglia, lungo il fiume Guadalquivir; il Parco del Alamillo, molto amato dai cittadini, e i parchi cittadini di Amate e Parco dei Principi.
 
      Elenco dei parchi di Siviglia:
 
o    Parque de Maria Luisa
 
o    Jardines de Murillo
 
o    Jardines del Real Alcazar
 
o    Parque del Alamillo
 
o    Parque Amate
 
o    Jardines del Prado de San Sebastian
 
o    Parque Sierra Norte
 
Parque de María Luisa
 
    Le origini del parco Maria Luisa si rintracciano nel 1849, quando il duca di Montpensier acquistò il Palazzo di San Telmo e incaricò il giardiniere francese Lecolant dell’esecuzione di un grande giardino che si coniugasse con la maestosità della villa.
 
Lecolant progettò dei giardini in linea con il gusto dell’epoca, rifacendosi al paesaggismo inglese ma integrandone lo stile col rigore formale di origine francese.
 
Nel 1893 la duchessa infanta Maria Luisa di Borbone, vedova del duca, donò alla città gran parte dell’area dei giardini, che a lei sono ancora dedicati.
 
Purtroppo il parco cadde in stato di abbandono fino all’Esposizione Iberoamericana del 1929.
 
In questa occasione il comune di Siviglia avviò dei lavori di recupero, nominando direttore dei lavori l’architetto Aníbal González, con la consulenza dell’ingegnere francese Forestier. In gran parte dei lavori si procedette al restauro sull’idea originale di Lecolant.
 
Tra il 1914 e il 1929 il parco viene recintato includendo le piazze España e América. Nella zona Sud del parco si possono ancora vedere gli spazi dell’Esposizione ancora ben conservati.
 
Nel parco Maria Luisa sono ospitate diverse specie di acacie, olmi, siepi, roseti e fiori che costeggiano e circondano i laghi artificiali, le fontane e le statue.
Diverse sono le decorazioni realizzate con porcellane di Siviglia. Nel suo complesso, il parco si caratterizza come giardino di interesse storico e architettonico.
 
Jardines de Murillo
 
Dedicati al pittore Bartolomé Esteban Murillo, questi giardini sono opera dell’architetto municipale Juan Talavera y Heredia, che li progettò agli inizi del XX secolo, quando il re Alfonso XIII cedette alla città una parte di area verde dell’Alcazar di Siviglia. In onore al loro ideatore, i giardini sono chiamati anche “Talavera”.
 
Al centro dei giardini de Murillo si incontra il singolare complesso scultoreo chiamato “Glorieta”, dedicata al pittore José García Ramos, aderente alla corrente artistica spagnola del “costrumbismo”, corrente legata a una valorizzazione dei costumi popolari.
 
A Nord si può visitare la torre e alcuni resti delle antiche mura di fortificazione della città, in particolare si osserva il tratto canalizzato che portava l’acqua dall’acquedotto romano di Carmona all’Alcazar.
 
Nel parco vi è una via dedicata ad Antonio Ruiz Soler, ballerino di flamenco che perfezionò lo stile moderno della danza spagnola.
 
Il giardino si caratterizza inoltre per la grande varietà di specie botaniche presenti, tra la quali diverse tipologie di acacie, abelie, ficus e magnolie.
 
    Jardines del Real Alcázar
 
Il Real Alcazar è un edificio simbolo della città: rocca fortificata durante la dominazione araba nel 720 d.C., divenne una vera e propria reggia successivamente al periodo della Reconquista spagnola del XIII secolo. Il palazzo, nonostante i continui rifacimenti, conserva molte caratteristiche ereditate dalla tradizione architettonica islamica.
 
Si deve a Pietro I di Castiglia l’opera di ristrutturazione dell’Alcazar come residenza reale spagnola, realizzando la Cappella Gotica, il patio de la Monterìa e i giardini del Real Alcazar.
 
Tuttavia è con Carlo V che i giardini assumono una connotazione culturale e ricreativa. Il principe, amante delle arti umanistiche, nel 1546 fa realizzare uno spazio dedicato alla contemplazione. A lui si devono inoltre il rimodernamento della qubba, l’oratorio musulmano, che venne decorata con scudi, serie mitologiche ed elementi vegetali.
 
Nel Novecento furono realizzati tutti quei lavori che hanno portato i giardini del Real Alcazar al loro aspetto attuale. Furono recintati gli agrumeti e venne realizzato il labirinto di mirti, tuie e cipressi. Il parco oggi si estende su una superficie di sette ettari.
 
Parque del Alamillo
 
Il Parco del Alamillo, aperto al pubblico dall’autunno del 1993, ha sempre costituito un luogo per i cittadini di Siviglia dove passeggiare, giocare e trovare ristoro tra gli alberi e il verde dei giardini.
 
Il parco del Alamillo è diventato presto un luogo di ritrovo, dove i visitatori possono svolgere le proprie passioni e le attività sportive, culturali, ludiche o di solidarietà.
 
Sono diverse le attività promosse periodicamente dal parco in collaborazione con associazioni e organizzazioni culturali o impegnate nel sociale.
 
Il parco costituisce inoltre uno dei polmoni verdi dell’area metropolitana di Siviglia, il cui comune ha concesso la gestione dei parchi e giardini cittadini all’Ente Parco del Alamillo.
 
All’interno del parco vi è una riserva naturale ricavata dal vivaio dell’Esposizione Universale del 1992.
 
Sulla base degli studi del Dipartimento di Ecologia dell’Università di Siviglia, dal 2007 sono cominciati i lavori di realizzazione della riserva, che attualmente hanno visto la realizzazione di sentieri alberati, piccoli boschi e rifugi per i piccoli animali che abitano il parco, in particolare diverse varietà di uccelli e anfibi.
 
    Parque Amate
 
Previsto nel Piano Generale di Ordinamento Cittadino del 1962, il Parco Amate verrà aperto al pubblico solo nel 1987, a causa di impedimenti di ordine amministrativo e di esecuzione dei lavori che resero necessaria una riformulazione del progetto originario.
 
Il parco si struttura attorno a un grande spazio centrale nel quale si colloca una piazza semicircolare, un lago artificiale per l’irrigazione dei giardini e una fontana. Da questo spazio si diramano una serie di sentieri che percorrono circa 32 ettari di zone alberate e aree verdi che caratterizzano il paesaggio.
 
Accedendo dalla porta di via Amor si incontra un sentiero delimitato da palissandri e piante da pepe che conduce verso una delle piazze principali del parco, da cui si può ammirare una serie di palme allineate in fila.
 
Le palme delimitano a loro volta un sentiero che si trasformerà in un bosco di olivi, cipressi, acacie australiane e aceri.
 
Dalla piazza principale si dirama inoltre un altro percorso, in direzione Est, che presenta alberi di acacia bianca, olmi, esemplari di cannella, platani e gelsi e il caratteristico “árbol del fuego”, così chiamato per via dei colori dei suoi fiori che lo fanno assomigliare a un albero in fiamme.
 
Il Parco Amate, dopo il Parco dei Principi è il più grande parco cittadino di Siviglia.
 
    Jardines del Prado de San Sebastián
 
I giardini del Prado di San Sebastiàn sono un elemento caratteristico dell’ampliamento avvenuto nella città negli ultimi anni. Nel 1649, negli anni di una terribile epidemia di peste, i luoghi che oggi ospitano i giardini furono un cimitero provvisorio per le vittime e poi giardini ricreativi nell’Ottocento.
 
Dal 1997, dopo una lunga disputa fra giunta comunale e imprenditori edili, è sorto l’attuale giardino, che si struttura su tre livelli simmetrici la cui disposizione segue regole geometriche per la disposizione delle aree verdi e l’inclusione di spazi associativi e culturali.
 
Ogni anno, ad esempio, si tiene ad ottobre il Festival delle Nazioni, una fiera di artigianato, enogastronomia, musiche e culture locali.
 
I giardini del Prado di San Sebastiàn si caratterizzano inoltre per un inconsueto valore dell’acqua e un richiamo all’uso dei giardini arabi. Sul lato della piazza centrale si stagliano le tre fontane poste su diversi livelli circondate da palme washingtonias, per creare un suggestivo orizzonte che mette in relazione orizzontalità e verticalità.
 
Nel giardino sono custodite diverse varietà di alberi e di specie vegetali: palme, palissandri, arbusti di dimensioni minori e fiori.
 
    Parque Sierra Norte
 
Il Parco Naturale della Sierra Nord abbraccia la regione della Sierra Morena, dove il paesaggio dominante è caratterizzato dalle distese di querce e alberi da sughero, e dove trovano rifugio uccelli in via di estinzione come la cicogna nera e l’aquila reale.
 
L’area del parco Naturale della Sierra Nord si estende per oltre 170.000 ettari e comprende una vasta rete idrica costituita dagli affluenti del Guadalquivir.
 
La zona testimonia insediamenti antichi, risalenti alle dominazioni del popolo romano e di quello arabo.
 
Nel parco sono presenti diversi scavi archeologici che hanno riportato in luce insediamenti e necropoli. Gli insediamenti interessano anche epoche preistoriche, come la Cava di Santiago o la Cava de los Covachos nell’Almaden de la Plata.
 
La vegetazione della Sierra Nord è adeguata al clima mediterraneo caldo e secco in estate, presenta dunque diverse varietà di piante locali, tra le quali la quercia pirenaica, il rebollo e altri tipi di querceti.
 
La fauna si distingue in particolare per la presenza di cervi, cinghiali, nutrie, e, per quanto siano sempre più rare, linci. L’avifauna è tuttavia la presenza più importante nel parco. Oltre alle citate specie di aquila reale e cicogna nera si possono incontrare avvoltoi e merli acquatici.
 
Quartieri di Siviglia
 
    Siviglia è una splendida città ricca di storia e tradizione. I suoi quartieri sono permeati da un’atmosfera magica che sopravvive soprattutto nel centro storico, dove non ci si deve attendere lo sfarzo della ricca borghesia, ma il pittoresco delle case antiche dove abitarono soprattutto marinai e operai portuali.
 
A questo proposito è emblematico il quartiere dell’Arenal, nel quale si trovano la Torre del Oro e la Plaza de Toros, una delle più grandi della Spagna. Sull’altra sponda del Guadalquivir si estende invece il Barrio Triana, ancora una volta un quartiere dalle origini umili ma incantevole. Basti pensare che in questi due quartieri hanno soggiornato illustri poeti, come Cervantes o Vega, o semplici artigiani, danzatori, e marinai che hanno forgiato la tradizione andalusa oggi tanto riconosciuta. Originario del quartiere era anche Rodrigo de Triana, il primo ad aver avvistato l’America nella spedizione di Colombo.
 
La Macarena è invece un quartiere dal fascino orientale, conservando ancora una conformazione simile a quella avuta durante la dominazione araba. Qui si erge la Basilica della Macarena, emblema dei paesi di cultura ispanica. Il quartiere ebraico corrispondeva all’attuale Barrio Santa Cruz. Prima della cacciata degli ebrei in questa zona viva una delle più grandi comunità ebraiche della Spagna. Molte delle sinagoghe furono però convertite in edifici di culto cristiano.
 
Infine il turista non potrà mancare di visitare San Bartolomé. Anche qui vivevano gran parte degli ebrei sefarditi che costituivano la comunità di Siviglia. Situato nel centro storico, è un affascinante intrigo di viuzze antiche dove si incontreranno numerosi edifici storici.
 
  Elenco dei quartieri di Siviglia:
 
o    Barrio Santa Cruz
 
o    San Bartolome
 
o    Barrio de L'Arenal
 
o    La Macarena
 
o    Barrio Triana
 
Barrio Santa Cruz
 
    Barrio Santa Cruz, insieme al quartiere di San Bartolomé, componeva la “Juderia”, il ghetto ebraico di Siviglia. Qui, dopo la Reconquista del XIII secolo, si era formata una delle più grandi comunità ebraiche della Spagna. Il quartiere cambiò caratteristiche a seguito della cacciata degli ebrei sefarditi nel 1483.
 
Il quartiere è anche uno dei più ricchi di fascino e le sue strade attirano tutti i visitatori. Uno dei motivi principali è dovuto all’Alcazar, l’antico forte islamico trasformato in residenza reale da Pietro I di Castiglia. Attraversando la Puerta del Leon si accede ai bellissimi giardini interni.
 
In Barrio Santa Cruz si trovano anche l’imponente Cattedrale, sorta sul terreno dell’antica moschea Aljama, della quale conserva il minareto, oggi campanile della Giralda. Con i suoi 70 metri di altezza la Giralda domina sulla città, e la statua che vi è posta in cima indicherà la direzione del vento.
 
Parte del quartiere è caratterizzato da edifici di stile barocco, dei quali bisogna menzionare l’Hospital de los Venerables Sacerdotes, situato nell’omonima piazza. L’antico edificio barocco è opera di Leonardo de Figueroa, e al suo interno custodisce preziosi dipinti di Valdés. In viale della Costituzione si trova invece la Parrocchia del Sacrario, una chiesa del XVII secolo dalle ricche decorazioni barocche.
 
Tra le viuzze del quartiere si potranno ammirare gli edifici storici di minore valore monumentale ma caratteristici per tipologia costruttiva. La visita può concludersi in Plaza de Santa Cruz, la più grande del quartiere, dove, fra le aiuole e il selciato, spicca la Croce de la Carrajeria, opera in ferro battuto della fine del XVII secolo.
 
    San Bartolomé
 
Il Quartiere di San Bartolomé è situato nel centro storico di Siviglia, e come tale rappresenta uno dei luoghi più antichi della città.
 
Sono numerose le attrazioni culturali che è possibile visitare in questo distretto. Un tempo, all’epoca del re Filippo III, era abitato prevalentemente da ebrei sefarditi, e perciò il quartiere, così come il vicino barrio Santa Cruz, era chiamato con il dispregiativo “la Juderia”.
 
Gli edifici di culto ebraico vennero sostituiti con templi cristiani. Oggi il quartiere ospita la chiesa barocca di Santa Maria la Blanca, antica sinagoga riconvertita nel XVI secolo.
 
Decorata con magnificenti stucchi barocchi e marmo rosso, conserva al suo interno le tele di Luis Vargas e l’Ultima Cena di Murillo.
 
Un altro esempio di barocco sivigliano che si può trovare in zona è la Chiesa de Santa Magdalena, una parrocchiale eretta nel XVIII secolo sull’antico convento di San Paolo. L’architetto Leonardo de Figueroa, che ne fu l’artefice, lasciò la pianta gotica preesistente, ed eresse una struttura a tre navate sormontata da una cupola ottagonale. Anche in questa chiesa vi sono pregiate decorazioni barocche e dipinti.
 
Nel Barrio San Bartolomé non può mancare una visita alla Casa de Pilatos, una splendida dimora rinascimentale del XV secolo diventata un simbolo per la cittadinanza di Siviglia. Secondo la tradizione, diffusa dagli stessi proprietari della villa, la distanza tra la residenza e la cattedrale era la stessa di quella che separava il Golgota dalla casa di Ponzio Pilato. Da questa tradizione deriva il nome con il quale viene indicata la villa.
 
Nel quartiere si trova anche il Palazzo dell’Ayuntamiento, l’amministrazione comunale della città, un edificio dalla facciata rinascimentale disegnata da Diego de Riano nella metà del XVI secolo. Il palazzo è Situato in Plaza de San Francisco, che storicamente rappresenta il centro della politica e della socialità. In questa piazza si celebravano feste, manifestazioni, corride e i processi pubblici del Tribunale della Santa Inquisizione.
 
Barrio de L'Arenal
 
    L’Arenal era un grande spazio aperto tra la porta Triana, situata nell’omonimo quartiere, e la Torre del Oro, sulle sponde del Guadalquivir.
 
Come il Barrio Triana, anche il Barrio de l’Arenal è stato soprattutto un quartiere popolare, abitato da marinai, operai portuali e ceti sociali svantaggiati economicamente, ma altrettanto ricchi di tradizione e cultura.
 
Il porto di Siviglia ha visto un periodo di grande splendore nell’età delle grandi esplorazioni geografiche, prima fra tutte la scoperta delle Americhe.
 
Il massimo sviluppo si raggiunse sotto il regno di Alfonso X, il quale stabilì a Siviglia i Cantieri Reali della flotta navale spagnola.
 
Fin dal passato la vita sociale del quartiere ruotava, al di fuori del lavoro portuale, nella passione per la corrida e nelle manifestazioni religiose pubbliche.
 
    L’Arenal ospita la Plaza de Toros de la Real Maestranza, una delle arene più grandi della Spagna, e sede del Museo Taurino di Siviglia.
 
In questo quartiere hanno sede diverse parrocchie e confraternite, ospitate in edifici storici come l’Hospital de la Caridad o la Cappella della Confraternita de la Carretería.
 
L’Hospital è un edificio seicentesco di stile barocco voluto da Miguel de Manara per tenere fede a un voto.
All’Ospedale è annessa la chiesa che custodisce tele preziose ad opera di Valdes Leal y Murillo e Pedro Roldan.
 
Il quartiere dell’Arenal vanta anche una vocazione artistica: è qui, infatti, che hanno soggiornato i poeti Cervantes, che pensionava nella vecchia strada Bayonne, e Lope de Vega.
 
La Macarena
 
Barrio Macarena è il quartiere che dà il nome alla Basilica, che ufficialmente è invece denominata Basilica di Nostra Signora della Speranza.
 
È uno dei distretti più popolosi di Siviglia e si sviluppa sulle rive del fiume Guadalquivir, in una zona che fu una delle principali porte di accesso alla città.
 
Questo quartiere si distingue per uno stile architettonico degli edifici che conservano parte delle influenze islamiche, ereditate dalla dominazione araba.
 
L’accesso principale è il calle di San Luis, dove sorge la Chiesa di Santa Marina e San Luis, sconsacrata dai francesi nell’Ottocento e ora sede del Centro Andaluso di Teatro. Su questa via si trovano anche la chiesa di San Marcos, di stile mudejar, e la Cappella della Madonna Addolorata.
 
Proseguendo per calle Feria si incontra la parrocchia di Omnium Sanctorum, un gioiello di arte gotico-mudejar, costruita nel 1249, e dove hanno trovato sede una delle prime Confraternite della Penitenza di Gesù.
 
Più avanti ha sede la Cappella della Confraternita del Monte Sion, che ospitò l’Archivio di Protocolli della Città prima che questo fosse trasferito nell’Alameda de Hercules. Nelle vicinanze si possono ritrovare il Palacio de las Dueñas, residenza della Duchessa di Alba e la casa natale del poeta Antonio Machado.
 
Tra le bellezze da ammirare in questo quartiere sono da segnalare i resti della Puerta de Cordoba e delle mura perimetrali della città, che si estendono fino alla Parrocchia di San Julian da una parte, e alla chiesa di stile visigoto di San Hermenegildo dall’altra.
 
Barrio Triana
 
    Addentrarsi nel Barrio Triana permette di vivere gli aspetti quotidiani della vita di Siviglia che sono rimasti più legati alla tradizione. In questa zona sorgono le accademie di danza, le botteghe ceramiche, gli antichi cantieri navali e molti edifici storici.
 
È dubbia l’attribuzione del nome, che alcuni fanno risalire all’imperatore Traiano, nativo della vicina colonia romana di Italica, e altri al fatto che vi sarebbe una confluenza di tre corsi d’acqua (“tri”-“ana”).
 
In questo quartiere sono cresciuti cantanti, danzatori e figure ormai entrate nell’immaginario collettivo come Rodrigo de Triana, il primo ad aver avvistato il continente Americano.
 
Questa zona, situata sull’altra riva del Guadalquivir fuori dalle antiche mura di Siviglia, è sempre stata molto legata all’attività fluviale, sia per quanto riguarda la pesca che per le attività marinare.
 
In seguito ha sviluppato un’intensa attività industriale, soprattutto legata alla manifattura di ceramiche che ancora oggi presentano caratteristiche del tutto originali.
 
Il collegamento con il centro di Siviglia è consentito dal Ponte Isabel II, conosciuto anche come Puente de Triana, un tempo luogo fortificato per il controllo degli accessi alla città.
 
Il ponte si congiunge con Piazza Altozano, una piazza dove la musica tradizionale e la corrida sono elementi ricorrenti nelle sculture e nelle decorazioni in ceramica apposte sulle facciate degli edifici circostanti.
 
Da calle Betis ci si può addentrare nei vicoli più antichi di Barrio Triana: dalla strada delle ceramiche alla strada del Castello si incontra anche il vicolo dell’Inquisizione, dove aveva sede il temibile Tribunale ecclesiastico.
 
    Piazze di Siviglia
 
Piazza di grande fascino si aprono alla vista del visitatore dopo aver attraversato le viuzze antiche del centro storico. Una delle più belle e antiche è sicuramente la Plaza de San Francisco, vecchio cuore politico e sociale della città almeno fino al XVI secolo. Oggi vi si svolgono le principali ricorrenze religiose pubbliche.
 
Davanti alla Cattedrale si apre Plaza Virgen de los Reyes, ampliata nel XVIII secolo con l’abbattimento del Corral de los Olmos e di altri edifici circostanti. Sempre in posizione centrale si trovano Plaza Nueva, una moderna piazza sulla quale si affacciano i palazzi amministrativi municipali, e Plaza del Triunfo, dove si trova il tempietto del Triunfo. Plaza de España, di più recente rivisitazione, è una piazza amata da famosi cineasti, che qui hanno girato alcune scene di Laurence d’Arabia e de La guerra dei mondi.
 
Quando furono abbattute le mura di cinta dell’antica città, venne realizzata Plaza de Puerta Jerez, in corrispondenza della porta che apriva la strada verso Jerez de la Frontera. Al centro della piazza si trova una allegoria scultorea della città.
 
La Plaza de Toros della Real Maestranza fu realizzata nel XVIII secolo, dopo che il re Felipe V concesse alla città di Siviglia il permesso per svolgere le corride.
 
      Elenco delle piazze di Siviglia:
 
o    Plaza San Francisco
 
o    Piazza di Porta Jerez
 
o    Plaza de Toros de La Real Maestranza
 
o    Plaza de Espana
 
o    Plaza Nueva
 
o    Plaza del Triunfo
 
o    Plaza de América
 
o    Plaza Virgen de los Reyes
 
Plaza San Francisco
 
La Piazza di San Francisco è una delle piazze storiche più antiche della città di Siviglia.
 
Deve il suo nome al convento Casa Grande de San Francisco, eretto nel 1258, dopo la conquista della città da parte del re spagnolo Fernando III, che nel 1248 sconfisse gli arabi.
 
Plaza de San Francisco era già il cuore politico e sociale della città fin dal XVI, il luogo dove erano ubicati i maggiori poteri civici.
 
Avevano sede il Consiglio e l’Amministrazione della città, il Tribunale di Giustizia e l’Audiencia.
 
In questa piazza si svolsero i processi e le esecuzioni nel periodo della Santa Inquisizione, così come le feste dei tori e importanti celebrazioni religiose.
 
Nel XIX secolo la piazza era stata trasformata dalla cittadinanza in una sorta di arena all’aperto, con l’allestimento dell’uditorio e i balconi usati come palchi per i diversi atti pubblici.
 
Oggi la piazza recupera parte della sua funzionalità pubblica durante i riti del Corpus e della Settimana Santa, quando, come nei secoli passati, si svolgono le processioni di fedeli.
 
    Piazza di Porta Jerez
 
La piazza di Porta Jerez venne realizzata nel XX secolo in occasione dei lavori per l’Esposizione Iberoamericana del 1929, quando venne realizzato l’attuale viale della Costituzione.
 
I luoghi oggi occupati dalla piazza delimitavano l’area palatina, dove sorgeva l’antica Università di Santa Maria del Gesù, dove si trova la cappella di Don Rodrigo.
 
Plaza de Jerez assunse una conformazione simile a quella attuale nel 1864, quando vennero abbattute le mura di cinta della città. Dal 1929, dopo i lavori urbani, assunse la denominazione di Plaza Andalucía.
 
L’attuale denominazione deriva dall’uso popolare con il quale si indica il luogo dove effettivamente sorge la Porta di Jerez, antica porta cittadina che si apriva sulla via per Jerez de la Frontera.
 
Non ci sono fonti certe che possano far datare la porta con precisione. Testimonianze scritte e monumentali, fra queste la targa apposta sul pilastro della torre, fanno supporre che tra il XVII e il XVIII secolo la torre fosse in fase di restauro.
 
Nella piazza si può ammirare la Fontana di Siviglia, che, come allude il nome, rappresenta la città. L’opera venne realizzata nel 1929 dall’artista Manuel Delgado Brackembury, il quale utilizzò diversi elementi allegorici per rappresentare le attività cittadine: la ruota dentata per l’industria, il caduceo per il commercio e delle foglie per l’agricoltura. Un fiore di loto, attorniato da figure di bambini, si regge su una grande tartaruga in marmo.
 
    Plaza de Toros de La Real Maestranza
 
Nel 1730 il re Felipe V concesse alla Real Maestranza di Siviglia di celebrare le corride e di costruire in questa piazza nell’area dell’Arenal. Tre anni dopo cominciarono i lavori per adeguare lo spazio alla Plaza de Toros.
 
Francisco Sánchez de Aragón e Pedro y Vicente de San Martín realizzarono una struttura ottagonale sostenuta da quattro archi per lato.
 
Nel 1765 venne terminato il Palco del Principe ad uso della Famiglia Reale, situato sulla facciata interna della piazza e strutturato su due corpi ben definiti: la porta di ingresso dei toreri e il palco vero e proprio.
 
Il gruppo scultoreo che lo sormonta è opera dell’artista portoghese Cayetano de Acosta.
 
Dalla porta del Palco del Principe si accede anche alla sala di rispetto, all’interno della quale è conservata una copia del quadro del Principe di Parma, il cui originale è custodito nel Real Sitio de la Granja.
 
Plaza de Toros de la Real Maestranza è anche sede del Museo Taurino, che raccoglie i cimeli, i costumi e i quadri degli spettacoli di tauromachia.
 
    Plaza de España
 
Plaza de España è stata spesso scelta come scenario cinematografico per celebri film, tra i quali si ricordano “Laurence d’Arabia” e “La Guerra dei Mondi”.
 
La Piazza fu progettata da Aníbal González nel 1911 in occasione dell’Esposizione Iberoamericana del 1929, e realizzata nel 1914.
 
La piazza si caratterizza come uno spazio semicircolare aperto all’interno del Parco Maria Luisa, con tre zone nelle quali hanno sede i Padiglioni dell’Industria e Agricoltura, il Palazzo delle Festività e una costruzione porticata.
 
Il complesso è racchiuso in una semi-ellisse circoscritta dagli edifici e dal viale che congiunge il Parco con il Prado de San Sebastiàn.
 
Gonzàlez realizzò anche delle decorazioni in ceramica rappresentative delle provincie spagnole.
 
Nel 1997, quando le ceramiche decorative di Plaza de España si trovavano in avanzato stato di abbandono, su iniziativa della moglie del sindaco Soledad Becerril e una delegazione governativa, fu realizzata una scuola-laboratorio per la produzione di nuove ceramiche vetrate che avrebbero sostituito le vecchie.
 
Il primo settore della piazza fu inaugurato nel giugno del 2004.
 
    Plaza Nueva
 
Plaza Nueva si trova nel distretto “Casco Antiguo” di Siviglia, cuore commerciale e amministrativo della città, dove sorge la sede principale del Comune.
 
La piazza (e le vie che la circondano) sorse nel 1848, quando venne abbattuto il convento “Casa Grande” dell’ordine francescano e l’edificio adiacente che ospitava l’Ospedale e il Collegio di San Buenaventura.
 
Del convento è ancora visibile la Cappella di San Onofrio. Il complesso ecclesiastico faceva parte dei beni improduttivi detenuti dalla Chiesa e confiscati dallo Stato nel periodo della seconda “desamortizaciòn”.
 
I lavori terminarono nel 1857, con l’inaugurazione e l’intitolazione all’Infanta Isabella, figlia del duca di Montpensier. Al centro di Plaza Nueva vi era un Chiosco della Musica, poi sostituito dal monumento al re San Fernando III di Castiglia nel 1924.
 
Plaza Nuova si presenta come una piazza moderna, ampia e decorata con stile. Pedonalizzata da alcuni anni, ha una pavimentazione bianca in linea con gli edifici e i monumenti circostanti.
 
In questa piazza, durante i lavori per la realizzazione della stazione metropolitana, nel 1970, vennero rinvenuti i resti di un’antica imbarcazione.
 
    Plaza del Triunfo
 
Plaza del Triunfo deve il suo nome al Tempietto del Triunfo, situato nella zona della piazza in corrispondenza dell’Archivio delle Indie.
 
Questo Tempietto venne eretto nel 1756 come dono votivo da parte della città alla Nostra Signora del Patrocinio, per aver salvato la città di Siviglia dalle conseguenze del terremoto di Lisbona del 1755.
 
Il terremoto che colpì la città portoghese fece sentire i suoi effetti anche nella città andalusa: secondo le testimonianze dell’epoca furono molte le chiese che subirono danni nella diocesi sivigliana.
 
All’interno del monumento si trova una statua della Madonna sorretta da una colonna di stile barocco. Ogni anno, il primo novembre, anniversario del terremoto, si celebrano messe votive in ricordo dell’accaduto.
 
La piazza fu rimodellata da Juan Talavera Heredia agli inizi del XX secolo. In questa occasione venne installato il Monumento all’Immacolata Concezione. Il monumento fu realizzato dallo scultore Coullaut Valera nel 1918.
 
    L’8 dicembre, giorno dell’Immacolata Concezione, a mezzanotte, la banda universitaria offre doni floreali alla Vergine e suona inni a Lei dedicati.
 
Plaza de América
 
Situata all’interno dello storico Parco Maria Luisa, non distante dal Museo di Arti e Costumi Popolari, dal Museo Archeologico e dal Padiglione Reale, Plaza America fa parte del complesso dell’Esposizione Universale del 1929.
 
I tre edifici che circondano la piazza furono realizzati da Anìbal Gonzàlez tra il 1913 e il 1916, ciascuno disegnato su di uno stile architettonico distinto.
 
    Da un lato si può osservare il Padiglione Rinascimentale, che oggi ospita il Museo Archeologico; sull’altro lato si trova il Padiglione Gotico, oggi parte del consiglio municipale; il terzo, di stile mudéjar, che attualmente accoglie il Museo di Arti e Costumi Popolari.
 
La piazza è conosciuta anche come Piazza delle colombe, per la gran quantità di colombe bianche, che sono solite abbeverarsi nelle fontane decorate che abbelliscono la piazza.
 
Nella piazza si trova anche la Glorieta dedicata a Miguel de Cervantes, decorata con porcellane e ceramiche che recano dediche e citazioni all’opera letteraria del Cervantes.
 
Plaza Virgen de los Reyes
 
La Piazza Vergine dei Re occupa quello che fu lo spazio del Corral de los Olmos, cuore della vita religiosa e civile della città dopo la conquista cristiana.
 
La piazza nasce dunque a seguito della demolizione di questo edificio e di alcune abitazioni circostanti nel XVIII secolo.
 
Nel corso della storia ha visto susseguirsi diverse denominazioni ma, esclusa la breve parentesi repubblicana nel 1936, ha sempre avuto una caratterizzazione religiosa, in particolare per il legame con la Santa Patrona della città (la cui processione è il 15 di Agosto).
 
Nell’area della piazza si trovano molti dei più importanti monumenti cittadini: la Cattedrale con la Giralda, il Patio de los Naranjos, il Palazzo Arcivescovile e la zona del Barrio Santa Cruz, famoso per i suoi palazzi di stile architettonico andaluso.
 
Prima dell’abbattimento del Corral e degli edifici circostanti, la piazza era raggiungibile attraverso un labirinto di viuzze e porticati. Dopo gli interventi di fine Settecento, è nel 1923 che la piazza assume definitivamente la conformazione attuale. I lavori di rifacimento furono avviati in vista dell’Esposizione Iberoamericana del 1929.
 
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