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Sandro Foti
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Dolomiti Sella Ronda

BICICLETTE > Le grandi Salite
La Dolomiti Sella Ronda Bike Day
Sabato 23/06/2018 - Passo Sella, Passo Pordoi, Passo Campolongo, Passo Gardena.
Parto da casa già il giorno prima. Ho trovato un ottimo Hotel, il Garni Ortles, che è ad appena 1 km da Selva di Val Gardena già sulla strada che porta al Giro della Sellaronda.
I proprietari sono molto accoglienti e entrando è come se facessi parte della loro famiglia.
Sarebbe anche comodo in inverno, perché è a 100 metri dagli impianti di risalita. La struttura, a conduzione familiare, offre un giardino, una ricca colazione a buffet e alloggi in camere e appartamenti con vista sulle Dolomiti. La mia stanza è nel classico stile alpino, con travi in legno a vista e un ampio terrazzo panoramico.
Lascio l’auto nell’ampio parcheggio e passeggio un po' per Selva anche alla ricerca di un buon ristorante. Le strade brulicano di ciclisti intenti a scaricare le bici dalle loro auto. C’è un po’ di quell’aria che precede la festa. Dopo cena torno presto in hotel per essere domani pronto e ben riposato.
La colazione del Garni Ortles comprende cibi dolci e salati, croissant, uova e pancetta. Tutto ottimo. Il gruppo dei ciclisti è veramente numeroso e il proprietario ci informa delle temperature che potremo incontrare, così da adattare bene il nostro abbigliamento.
Un evento, il Sellaronda Bike Day, diventato tradizione. Non è una gara, ma una manifestazione non competitiva. Non è previsto alcun costo di iscrizione, né serve essere tesserati ad alcun ente, mentre il servizio di pronto soccorso è garantito per tutto il tratto del Sella Ronda, con servizio fisso in cima ad ogni passo.
I ciclisti possono partire da Selva, ma anche da Corvara, Arabba o da Canazei senza un unico “pronti via”. Le strade sono chiuse al traffico dalle 8e30 del mattino fino alle 15e30.
Gli organizzatori consigliano il senso antiorario. Tra le regole da rispettare ce ne è una fondamentale! Mantenere l’ambiente pulito, quindi niente cartacce e lattine per terra.
I chilometri da percorrere sono solo 61. Ma attenzione al dislivello. Io, che parto da Selva, ho in totale 2039 m di dislivello positivo e per ben tre volte sconfinerò sopra quota 2000 metri.
Non una pedalata impossibile. Ma per chi non ha un buon allenamento la Bosh mette a disposizione dei tandem elettrici con l’assistenza del cambio batteria.
Ecco le 08e30. Le ultime auto ci lasciano questo magnifico paradiso! All’ombra delle maestose cime Dolomitiche, nelle strade che profumano di Giro d’Italia e di campioni.
Il tempo è una favola. Fa un po’ freddo sì, ma in movimento e al sole si sta bene. Un gilet antipioggia e antivento nella tasca posteriore potrebbe comunque servirmi sui passi e in discesa.
Il serpentone di colore prende il via. Siamo in 24000!!! Gli organizzatori invitano alla cautela perché, invece di ottenere un proprio risultato, occorre divertirsi e godersi il panorama in questa occasione unica. I rifornimenti non sono garantiti e le barrette vanno più che bene, ma nessuno vieta di fermarsi in uno dei ristoranti che ci sono ai valichi e di gustarsi l’ottimo cibo locale.
I primi 3.7 km e 275 metri di dislivello sono per me un buon riscaldamento e per raggiungere Plan de Gralba dove inizia l’anello. Al bivio proseguo dritto in direzione passo Sella come indicato dai cartelli, suggerito dall’organizzazione e incanalato nel grande flusso dei ciclisti. A lato la vista sul Sasso Lungo illuminato dal sole è rassicurante. I tratti in rettilineo prima dei tornanti sembrano interminabili, ma il fondale è stupendo. Sembra un dipinto.
La salita è alla media del 7%, dopo un iniziale 9-10%. Giunto al Mountain Resort Passo Sella ho la convinzione di essere arrivato, ma il GPS mi informa che non è finita. Il passo Sella è a 2240 metri e manca ancora un chilometro. È il momento in cui saltano i conteggi, dove conta solo la voglia di arrivare alla vetta e la tenacia nel non mollare.
Il fotografo ufficiale ha un grande display con l’orologio. Occorre ricordare l’ora per ritrovare poi sul suo sito la fotografia.
Poi ecco il cartello che segna i 2240 m slm. La piazza è zeppa di ciclisti. Una piccola ressa è per la classica foto di rito. E adesso la discesa verso il successivo passo del Pordoi. Il gruppo di ciclisti si ferma a bordo strada in prossimità del bivio. Dritti si andrebbe a Canazei mentre noi andiamo a sinistra.
Il passo del Pordoi congiunge le Valli Ladine alla Val Badia ed è entrato nella leggenda del Giro d’Italia con la sfida tra Coppi e Bartali. Potrà essere uno stimolo per le mie gambe?
Questa seconda salita è caratterizzata dai tornanti. I tornanti permettono di respirare e, nel caso, prendere fiato per godere della vista sottostante. La strada è piena di ciclisti colorati quasi fossero tanti coriandoli.
Sui tornanti si ride e si scherza, ma ci si incoraggia anche con tra sconosciuti compagni d’avventura. Qualcuno vede lontano un capriolo e continuo a perdermi nella meraviglia del paesaggio. E ci avviciniamo alla vetta. Questi posti sono stati teatro degli eventi della guerra del 1914-1918.
Ecco il culmine a 2239 metri slm. La salita è stata di 6.4 km con una pendenza media del 6.7% che ho percorso in 54 minuti. Un carretto vende degli strudel. Una fetta mi permette di ritemprare le forze. Un’altra foto al cartello del passo e, vicino alla funivia del Sass Pordoi, al monumento a Fausto Coppi, il campionissimo.
Via in discesa verso Arabba. Una picchiata, tra tornanti, di quasi 10 km che faccio comunque piano per godermi la giornata, il paesaggio e le mucche sulla strada!
Arabba è a 1614 m slm. Con degli amici, compagni di avventura conosciuti lì, decido di fermarmi a mangiare un panino prima di riprendere la terza salita verso Campolongo.
Questa ascesa al passo si presenta meno difficile. La salita è regolare e pedalabile. È l’unico dei quattro passi a non andare sopra i 2000 metri. Infatti Campolongo è 1875 m slm e si ritorna in Trentino-Alto Adige. La salita è di soli 3.9 km che faccio alla media di 7.1 km/h.
Tanti sono i gruppi di ciclisti vestiti in maniera folcloristica. E adesso la discesa a Corvara. Sono 6.1 km che faccio in 10 minuti esatti. Le discese del Sellaronda Bike Day sono abbastanza lunghe e poi la quarta e ultima salita, questa al Passo Gardena. Un po’ mi dispiace. Sta finendo il bel gioco, ma comincio a sentire la stanchezza. La pendenza media del 6.4% e la lunghezza di 9.1 km abbassano di parecchio la mia media oraria. Ma è l’ultima salita e lo spettacolo è superbo.
Al Passo Gardena, 2119 m slm, hanno apposto un cartello con le congratulazioni ai ciclisti. Anche qui una signora ha preparato delle buonissime torte che vende a fette.
Mi manca ora una sola discesa fino al bivio e poi alla macchina a Selva. Prima della apertura alla circolazione delle auto sono al parcheggio. Mi aspettano 3 ore e mezza di auto per tornare a casa, ma ho una grande felicità nel cuore.
A conclusione vorrei dire che, anche se sul percorso si incontrano famiglie con bambini in sella alle loro biciclette o stoici padri che trascinano i carretti con l’intera prole, il Sella Ronda Bike Day non è da sottovalutare.
Il Sellaronda Bike Day è soprattutto un giorno di festa. Tornarci è d'obbligo e un piacere immenso.
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