Viaggiare in bicicletta
BICICLETTE > Il Cicloturismo - Viaggi in Bicicletta (CHE SONO DI PIU' GIORNI)
Prendo la bici e vado
Viaggiare in bicicletta (OK)
Per viaggiare in tranquillità scegliete percorsi su ciclabile, o paesi con una rete di strade secondarie ben mappate. Io consiglio l’Austria, l’Olanda, la Slovenia, la Repubblica Ceca o la Germania. L'Italia (a esclusione del Trentino) invece ancora va affrontata con spirito di avventura!
La distanza ideale? Dipende dall'altimetria. Tra 40 e 80 km al giorno, ma anche 100 se ben allenati. Ai luoghi va dato il tempo giusto per le soste, altrimenti, al posto dell'esperienza slow, si ricade nel turismo mordi e fuggi. La tappa giusta poi si chiude a metà pomeriggio per gustarsi, a piedi, la agognata meta.
Sono sempre più numerosi gli italiani che scelgono la bicicletta per fare una vacanza, in un mix di natura, cultura, cucina che piace sempre di più a noi e soprattutto agli stranieri. Il cicloturismo si concilia alla perfezione con le esigenze del viaggiatore moderno. È sostenibile, economico ed ecologico. Fa bene al fisico, aiuta a liberare la mente, non inquina e permette di vivere a pieno il territorio.
Non esitare quindi a farti conquistare dall’idea di vivere una esperienza indimenticabile e di scoprire il mondo su due ruote!
Cicloturista o Cicloviaggiatore? (OK)
Qui però vorrei spendere due parole sui termini “cicloturista” e “cicloviaggiatore”.
Riporto, a questo proposito, una simpatica comparazione tratta dal sito CiclabiliSiciliane.com.
Il cicloturista ha un programma preciso, il cicloviaggiatore va dove lo portano i pedali.
Il cicloturista parte con un bagaglio più leggero, il cicloviaggiatore non può perché non sa cosa lo aspetta.
Il cicloturista scatta un milione di foto al giorno, il cicloviaggiatore deve risparmiare memoria e batteria, se non è un appassionato di fotografia. In questo caso, non vale.
Il cicloturista, la sera, va al bar del campeggio, il cicloviaggiatore dorme.
Il cicloturista porta con sé il kit di riparazione e la bomboletta gonfia&ripara, il cicloviaggiatore ha un’officina nel borsone che neanche la McLaren.
Il cicloturista si gode la pioggia, il cicloviaggiatore aspetta sotto la tettoia che smetta.
Il cicloturista esplora la gastronomia locale degustando i vini, il cicloviaggiatore guarda i prezzi sullo scaffale.
Il cicloturista ti racconta di posti fichissimi, il cicloviaggiatore non racconta perché gli viene il nodo alla gola.
Il cicloturista pedala ad Amsterdam e ti dice che è stato in Olanda, il cicloviaggiatore si commuove ripensando ai milioni di gabbiani che a Zandvoort giocavano con il vento al tramonto.
Quale bici per il cicloturismo? (OK)
Sul WEB centinaia di siti e tutorial di YouTube spiegano e mostrano quale bici è più adatta alla pratica del cicloturismo. Ma, quello che qui segue è solo il mio modesto parere ed esperienza pratica in anni di viaggi su due ruote.
Prima facciamo una premessa. Il cicloturismo nasce alla fine dell ‘800. In quegli anni non si aveva la possibilità di scegliere il mezzo. Era già tanto avere una bicicletta! Oggi però con qualche euro in più, e la voglia di utilizzarla per più di un weekend, si può acquistare il mezzo più adatto ai nostri scopi. Ad essere sofistici esistono diversi tipi di cicloviaggio e ad ognuno di essi si può associare una specifica tipologia di bici.
Viaggi lenti, veloci, su strada, fuoristrada, a breve o lungo termine. Nei viaggi brevi o veloci si viaggia solitamente leggeri con pochi bagagli come anche nel caso in cui affidiate i bagagli ad un mezzo di assistenza. In questo caso ci vuole una bici leggera e performante. Dovete solo scegliere se su strada o su sterrato. La bici leggera vi permette di fare più strada e risparmiare fatica. Chi predilige lo sterrato sceglierà una mountain bike mentre una bici da turismo o ibrida è più adatta a chi sceglie strade asfaltate o ciclabili. Poi invece, c’è chi come Beatrice Filippini che stravolge tutto e usa una Brompton per fare 11000 km in sud America!
I guru del cicloturismo generalmente consigliano la bici da corsa. Non per comfort, ma per prestazione. Io invece, diciamo così, suggerisco di usarla solo se siate Paola Gianotti nel Guinness World Record del giro del Mondo. Se il vostro obiettivo è quello di affrontare un viaggio più lungo, dovrete pensare alla solidità del mezzo e lasciare la leggerezza in secondo piano. Qualche chilo in più della bici cercheremo di smaltirlo sulla pancia! Acquistate una bici robusta che non dia problemi di manutenzione e con una buona componentistica di cambio, deragliatore, ruote e freni.
Il telaio in acciaio è ancora piuttosto usato. Ma io uso una bici con telaio in alluminio. Molti dicono di evitare il carbonio e io invece, nella storica attraversata dell’Islanda, ho usato proprio una bici con telaio in carbonio. Si dice di usare l’acciaio perché saldabile ovunque nel mondo. Ma in tutti questi anni non ricordo nessuno dei miei amici aver riportato la rottura del telaio.
La cosa più importante è invece che sia adatta a voi. Le bici vengono prodotte in diverse misure. Dovete scegliere quella che si adatta alle vostre misure “antropometriche”, magari facendovi consigliare dal serio rivenditore di fiducia.
La corretta posizione in bici poi viene ormai considerata una scienza da esperti di biomeccanica. Per chi pratica il cicloturismo però non è importante massimizzare l’efficienza, ma invece ottenere il massimo confort. Una postura errata potrebbe causare a lungo andare infiammazioni o dolori muscolari.
Agiamo sull’altezza della sella, la sua inclinazione e sull’avanzamento. Anche la sua scelta è importante, magari da un fornitore che vi misura la distanza delle ossa ischiatiche. Io ne uso una abbastanza morbida e aggiungo, nei miei viaggi, i pantaloncini imbottiti. Agiamo sul manubrio, regolandolo in altezza e se necessario sostituendo la pipa (attacco manubrio) con una di lunghezza corretta per voi.
Gli pneumatici dipendono dal tipo di viaggio. Scorrevolezza è la parola giusta! Quindi per niente tassellate. Solo delle piccole scanalature per le condizioni di pioggia.
Anche se nella bici da corsa e nella MTB uso dei pedali a sgancio rapido preferisco, nel cicloturismo, quelli classici. Soprattutto perché uso un solo paio di scarpe per pedalare e per andare in giro a piedi una volta raggiunta la meta giornaliera.
Un casco serve per proteggere la testa del ciclista in caso di urto. Ma non solo. Cosa che pochi dicono è anche un riparo per il troppo sole. Oppure, se coperto con una apposita cuffietta, un riparo alla testa per la pioggia. E, non ultimo, io nei cicloviaggi ne uso uno con visiera. È molto utile quando si pedala contro sole. Chiaramente il casco deve avere le previste certificazioni che ne attestino la conformità con le leggi in vigore. La leggerezza è un requisito che lascio a quando facevo le gare di MTB, ma deve avere una buona capacità di aereazione e attenti, evitiamo di farlo cadere perché potrebbe danneggiarsi.
Io indosso degli occhiali da vista per cui la mia scelta è andata su delle lenti aggiuntive polarizzate per il sole che applico sopra i miei occhiali. Ma, senza andare sui classici occhialini che usano i ciclisti professionisti (e non), degli occhiali da sole e magari graduati se necessario, vanno benissimo.
I guantini da ciclista li ritengo indispensabili. In estate quelli corti con la parte scamosciata sul lato del pollice aiutano ad assorbire il sudore della fronte nelle giornate più calde. In inverno sono assolutamente necessari se non si vogliono vedere cadere pezzi di dita congelate. Infine, in caso di caduta, si rischia di graffiarsi le mani e di conseguenza il viaggio prosegue dolorante. I calzini sono sempre leggeri, traspiranti e corti.
Le borse e il bagaglio sono il must del cicloviaggiatore! Migliaia di video su Youtube descrivono cosa portarsi e che borse usare. Io senz’altro uso la coppia di borse (Ortlieb). Praticamente eterne e soprattutto impermeabili. Si agganciano e si sganciano in un attimo e con una mano. Ne esistono vari modelli e con innumerevoli accessori. Molto utile è la borsa da manubrio anche questa impermeabile. La scelta del bagaglio, va ponderata perciò su misura di ognuno, in base alle proprie esigenze e necessità. Sicuramente i parametri da tenere in considerazione per le borse laterali sono: la capacità di carico, l’impermeabilità del tessuto, la facilità di attacco al portapacchi. Per escursioni del weekend o settimanali sono più che sufficienti borse con capacità da 20/40 litri.
Il GPS lo uso sempre. Mi permette di concentrarmi sui luoghi mentre lui mi suggerisce la strada. Per approfondire l’uso di questo strumento guarda la mia pagina specifica sul GPS.
Gli attrezzi necessari sono quelli per riparare una foratura, un filo del freno e del cambio. Se non state attraversando il deserto di Acatama in Cile non vi serve molto altro. Ormai in ogni città o paese si trova un negozio di ciclista. Il consiglio è di partire con pneumatici nuovi o comunque non usurati.
Infine, per quanto riguarda gli indumenti seguo la questa regola: alla fine di un viaggio ciò che non è stato usato non farà parte del viaggio successivo.
Breve storia del cicloturismo (OK)
Fin dalla sua nascita la bicicletta era stato uno dei mezzi prediletti dalla ricca aristocrazia, che la utilizzava soprattutto per i brevi spostamenti e soprattutto a scopo ricreativo.
Il cicloturismo deve la sua nascita a Paul de Vivie, che fu una figura notevole nella storia del ciclismo. Nato in Francia nel 1853, dopo gli studi liceali cominciò a lavorare nell’industria della seta. Questo lavoro lo portò a viaggiare spesso in Inghilterra, dove l’industria ciclistica era molto più sviluppata rispetto alla Francia. Ciò gli servì da stimolo per fondare il primo Club di Ciclismo francese e, in seguito, fu uno dei più attivi fondatori del Touring club de France. Con uno storico articolo del 1889 “de Le Cycliste”, Paul de Vivie coniò un termine, sconosciuto fino ad allora, di “cyclotourisme”, cicloturismo, pratica che oggi ha assunto una grandissima popolarità a livello mondiale.
Cicloturismo - Consigli utili (OK)
I percorsi da scegliere e pianificare. Consigli di documentarsi accuratamente e possibilmente, con un certo anticipo, sul percorso da fare, per evitare di ritrovarsi improvvisamente di fronte a problemi difficili da gestire. Se siete proprio alle prime armi, è bene far affidamento a un’organizzazione di cicloturismo, che conoscendo meglio di voi il territorio e i possibili pericoli, possa indicarvi il percorso accessibile anche in base alle vostre esigenze, potendovi fornire anche mappe cicloturistiche.
Per chi non è particolarmente allenato è consigliato di usufruire di percorsi ciclabili piuttosto semplici, con poche difficoltà, che magari consenta di tornare alla base in caso di inconvenienti o problemi. Non avventuratevi quindi su percorsi per cui il vostro allenamento venga messo a dura prova. Se cercate percorsi facili potete scegliere di pedalare in pianura magari in una pista che costeggi un fiume, un lago, il mare o una ferrovia.
L’allenamento? Nei giorni precedenti al viaggio è sufficiente pianificare delle piccole sessioni di allenamento. Ritagliarsi due ore consecutive due o tre volte la settimana, cercando di mantenere una velocità di 15-17 Km/h. In questo modo sarete in grado di sostenere un viaggio in bicicletta di tutto rispetto.
Meglio soli o male accompagnati? Le persone con cui si viaggia sono un banco di prova di socialità. Certo si possono creare situazioni di tensioni, ma anche rapporti inimmaginabili. Amicizie che nascono in seguito a un viaggio restano all’infinito!
Intanto, si va insieme dove da soli non si andrebbe. Il ritmo e i tempi della bici consentono di approfondire relazioni.
Fondamentalmente da soli si decide dove e cosa fare, in due o in gruppo si condividono le esperienze e… se devi andare in bagno o al supermercato l’altro controlla la tua bici. C’è chi non può o non vuole correre. Chi ha bisogno di più pause e chi tende invece a spingere perché stare fermo gli mette ansia. Diciamo che in gruppo la regola è: “Si parte insieme, si arriva insieme”, se non altro per solidarietà, rispetto e coerenza nei confronti della scelta comune che si è fatta all’inizio. Partendo invece in autonomia è necessario sapere scegliere con cura il bagaglio al fine di non appesantire troppo il carico, ma ci si sente più liberi negli spostamenti. Ritrovarsi o fare una sfida con sé stessi, vale sia per il viaggio slow che per la grande impresa. Poi, da soli si è anche più predisposti all'incontro con luoghi e persone.
Dormire in hotel è sicuramente più costoso. Trovare invece dei Bed&Brekfast riduce il costo, ma ancor meglio è usare la tenda o le opportunità che offrono i WormShowers. (Home | Warmshowers.org)
Andiamo tutti i giorni al ristorante o siamo in completa autonomia? Ci portiamo nelle borse gli alimentari, il fornello e la tenda o ristorante e albergo?
L’alimentazione è un altro aspetto cui prestare particolare attenzione. La colazione ad esempio deve essere ricca di carboidrati, riducendo al minimo le quantità di latte o derivati. Andiamo di succhi di frutta, tea o caffè e cereali. Anche il pranzo deve essere ricco di carboidrati, come pasta, riso o cereali e frutta, in grado di ripristinare i sali minerali perduti e le vitamine necessarie per sostenere gli sforzi. La cena dovrà essere invece ricca di proteine e verdure fresche, meglio se crude, che potranno aiutarvi a recuperare maggiormente i sali minerali persi durante la giornata. Anche qualche integratore salino se si suda molto, ma soprattutto ricordatevi di bere spesso!
Se il viaggio è in luoghi più lontani è consigliato visitare il sito della Farnesina e segnarsi il numero di telefono del Consolato e dell’Ambasciata Italiana di quel paese. Occorre controllare se necessario il visto, le norme di sicurezza, le norme della strada, se ci sono problemi sanitari, o vaccini obbligatori, le informazioni meteo, gli usi i costumi, la storia, i luoghi da visitare, le feste.
Per preparare la traccia GPS uso il software Base Camp di Garmin con le mappe di Open Fiets Map (Europe - OpenFietsMap). Segno tutti i punti di interesse e li collego con una traccia. Poi faccio una suddivisione in tratti di 80-100 km. Passo poi alla ricerca dei Campeggi, B&B, WormShower, Hotel e aggiusto la traccia. Scarico poi tutto sul navigatore.