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Sandro Foti
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Le mie bici

BICICLETTE > Le mie Bici
Il poker d'assi. Le mie Biciclette
OLYMPIA CONDOR, la bici per girare in Europa.
Telaio in alluminio 7005 a triplo spessore idroformato, freni a pattini, sospensioni anteriori e sul reggisella. I componenti e gli accessori sono tutti di livello superiore per offrire il massimo in quanto a confort, prestazioni e affidabilità. La mia Condor ha un telaio in tubi di alluminio idroformato di Columbus. La tecnologia hydroforming trae origini dal settore automobilistico. È possibile infatti sagomare le tubazioni che compongono il telaio attraverso un pompaggio di acqua dall'interno a copiare la forma degli stampi, variando così la sezione in base a specifiche esigenze strutturali. Incrementando la rigidezza senza appesantire. Inoltre, è stato possibile realizzare la scritta Olympia in rilievo sul tubo obliquo. La geometria del telaio è di tipo sloping moderato che consente di guidare a busto abbastanza eretto. La Condor così tende a favorire il confort di marcia invece delle pure prestazioni. Ciò nonostante con una certa facilità si mantiene l'andatura e grazie ai pignoni adeguati permette di affrontare bene le salite più ripide anche con il carico delle pesanti borse laterali durante i miei viaggi. (vedi Grimsel, Furkapass e Maloja nel viaggio da Parigi a Milano).
Con questa bici ho percorso diversi lunghi viaggi tra cui: da Milano a Vienna nell'estate del 2007, la Valle dell'Adige nell'estate del 2009, il giro del lago di Costanza, la ciclabile della Drava, da Parigi a Praga, da Praga a Vienna, da Parigi a Milano ed infine da Parigi a Copenaghen.
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SCOTT SCALE 30, la bici da gara.
Il telaio in carbonio, i freni a disco con l’impianto a olio, la sospensione anteriore con regolazione del ritorno e bloccabile, le gomme tubeless, le leve dei freni che servono anche per il cambio e il deragliatore. Alcune delle principali caratteristiche della mia MTB.
Una bici veloce e pronta per le gare. La Scott Scale 30 utilizza la fibra di carbonio HMF e, al momento del mio acquisto, era il telaio da MTB più leggero in produzione, pesando solo 899 grammi. Il triangolo posteriore utilizza la tecnologia Scott SDS (Shock Damping System) che minimizza le vibrazioni ma senza perdere in prestazioni. Il movimento centrale BB30 aumenta la rigidità e consente di risparmiare peso. Il tubo sterzo conico è per una maggiore rigidità e precisione di guida.
Il telaio Scott è unito da tubi di fibra di carbonio anziché uscire da un unico stampo (monoscocca). Il vantaggio dichiarato è un miglior rapporto resistenza/peso.
Ma, malgrado il telaio fosse uno tra i migliori in commercio, per ridurre i costi al momento dell’acquisto, la componentistica scelta non era il massimo. Poi, un po’ per volta, sostituii prima le ruote, poi la forcella, l’attacco manubrio, il reggisella ed infine il movimento centrale. Ottenni così, alla fine, una super bici da gara!
Presi una forcella con il comando di blocco remoto al manubrio e i due steli che lavorano uno ad aria e l’altro a olio. La nuova guarnitura ha le pedivelle in carbonio e cave all’interno e il movimento centrale gira su cuscinetti a sfera in ceramica. Le ruote ora sono leggerissime e resistenti con i raggi a sezione piatta. L’attacco manubrio e reggisella sono in carbonio ed è pure in carbonio il porta borraccia.

Perché il CARBONIO? La sua eccezionalità sta nel perfetto rapporto tra rigidità e bassissimo peso. Infatti pesa 6 volte meno dell’acciaio ma è 7 volte più resistente. Nella costruzione dei telai in carbonio la Scott usa solo fibre di alta qualità, usate anche in aeronautica. Queste fibre infatti sono più rigide del 30% e offrono una maggior tensione rispetto alle fibre in carbonio tradizionali.

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Brompton, la bici pratica.
Brompton è una certezza per qualità e durabilità! Tanto che oltre ad essere un oggetto di design, bello da possedere, è anche il vero “cavallo di battaglia” di tutti i ciclisti che usano bici pieghevoli. Infatti, i proprietari di una Brompton assumono il nome snob di “bromptoniani”.
Il popolo bromptoniano, che alla stregua dei maniaci Apple, Harley Davinson, Vespa, è una sorta di setta che si nutre di gite fuoriporta e cresce di numero mese dopo mese. I bromptoniani si ritrovano spesso per viaggi, gare e anche solo per chiacchiere. Quelli novelli ascoltano e imparano il "verbo" e gli indecisi (o i curiosi) noleggiano una Brompton in attesa di capire se ne vogliono comprare una.
Il loro successo sta nella complessa semplicità! Si chiudono in quattro mosse e pochi secondi, si sollevano come valigette e si trascinano anche come fossero trolley, sono leggere, veloci e possono viaggiare in metrò e bus senza limitazioni di orario e gratuitamente. Con la stessa facilità salgono in treno, entrano in auto, in casa, in ufficio, in ascensore. Una vera combinazione vincente.
La Brompton è una city bike pieghevole e trasportabile, adatta principalmente per il trasporto urbano e per l'uso cittadino. Piegata diventa molto compatta: 58x56x27 cm ed è stata concepita come un prodotto che aumenta l'indipendenza e la libertà delle persone, nelle più diverse e molteplici condizioni d'uso. In un baleno diventano piccole come una ventiquattrore e scompaiono nei tunnel della metropolitana in mano ai loro orgogliosi proprietari.
A vedere sfrecciare una Brompton nel traffico non puoi rimane indifferente. Spesso, però il commento, con una certa sufficienza, è "Ma dove va quello in sella a quel monopattino?". In questi casi ho invitato gli increduli ad una prova. Magari scambiando le bici per un momento. Dovreste vedere la loro faccia dopo solo due giri di pedali.
È completamente costruita in Inghilterra nella fabbrica di Brentford, alla periferia di Londra, dove viene assemblata e saldata. È composta da 1.200 pezzi, tre quarti dei quali sono fabbricati appositamente per la Brompton.
Queste biciclette pieghevoli, nate nel 1979 dal genio di un inglese di nome Andrew Ritchie, diffusissime a Londra, hanno ormai invaso tutte le città del mondo. Dal 1979 ad oggi le Brompton sono rimaste praticamente identiche nel design come nella meccanica. La Brompton è oggi la fabbrica di biciclette più importante della Gran Bretagna ede ha un giro d'affari di circa 10 milioni di sterline l'anno per circa 22 mila esemplari prodotti, di cui il 70% viene esportato all'estero.
Quale Brompton scegliere?
Esiste un codice per identificare le Brompton. La prima lettera indica il tipo di manubrio installato ed è la prima scelta da fare in base alla propria la posizione di guida.
Si possono scegliere 3 manubri con differenti altezze. C’è la “S Type Brompton” ovvero il modello sportivo. Il manubrio è piatto. Per i ciclisti abituati a pedalare una bici da strada. Oppure la “M Type Brompton” che è il modello più popolare ed è adatto a ciclisti un po’ più alti. La posizione di guida del tipo M consente al ciclista di vedere ed essere visto un po' più facilmente. Infine la “H Type Brompton” è la versione più verticale. La posizione di guida consente al ciclista di essere estremamente eretto con il minimo peso sulle mani.
La seconda cifra nel codice del modello è il numero di marce. Le Brompton sono disponibili con una, due, tre o sei velocità (oggi anche con più pignoni). Io ho una 3 velocità. Infine la terza cifra del codice indica se la bici ha parafanghi (L), portapacchi e parafanghi (R) o nessun parafango o portapacchi (E). Così la mia Brompton è una S3R Black Edition. A cui ho aggiunto le luci led, la borsa e le “easy wheels”. Il colore nero è di base, ma si possono scegliere una serie di colori aggiungendo un piccolo extra. Ogni anno vengono presentati nuovi modelli di colori e brasature.
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MERIDA - SCULTURA 5000, la bici per correre.
La Scultura 5000 ha arricchito la gamma di bici da strada di alto livello di Merida. La bici è stata progettata nella galleria del vento e sommando ciò con le sue qualità tradizionali è senza dubbio una delle migliori bici da strada nel mondo. Infatti non a caso Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida) ha usato per ben tre stagioni consecutive la Merida Scultura.
Le bici in carbonio sono spesso soggette a grossi sforzi. Per aumentare la qualità del materiale utilizzato, MERIDA utilizza la tecnologia ottimale. Le resine epossidiche sono arricchite di nanoparticelle speciali per rafforzare la matrice del composito di carbonio. In questo modo, la resistenza all'urto della costruzione finale viene aumentata con successo fino al 40%.
La speciale struttura della bici, monoscocca del peso di 850 grammi, è particolarmente affascinante. MERIDA utilizza specifici degli inserti negli stampi che riducono notevolmente le pieghe delle fibre di carbonio, il cui risultato è una maggiore durezza e durabilità, ma anche minor peso.
Apprezzo moltissimo le forcelle in carbonio per l'eccezionale capacità di diminuire le vibrazioni così come la superba rigidità laterale. Le prestazioni di guida e frenata sono affidabili in ogni situazione.
I cavi dei freni e del cambio sono all'interno del telaio così che la bici si presenta pulita e ordinata, mentre i cavi sono efficacemente protetti da umidità e sporcizia.
La storia della Merida Bikes Ltd.
Ike Tseng (1932-2012), fondatore di MERIDA, era una persona onorevole ed un vero visionario. Durante un viaggio negli USA, agli inizi degli anni ’70, vide una nota appesa sulla porta di un negozio di biciclette su cui si leggeva: “le bici fabbricate a Taiwan non sono accettate per la riparazione a causa della loro scarsa qualità”. Questo lo infastidì molto e decise di creare una officina per la produzione di bici da fare invidia al mondo intero. Così, nel settembre del 1972, fu inaugurata a Yuanlin (Taiwan) la prima fabbrica della sua società Merida Industry Co.Ltd.
Ike scelse apposta il nome “Merida”. Infatti una grezza traduzione delle tre sillabe “Me-Ri-Da” indica che l’intenzione dell’azienda è di realizzare soltanto prodotti Made in Taiwan belli e di altissima qualità.
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