Malpensa Tower
RADIOAMATORE
“India Bravo Oscar, contatti Lugano Torre, uno due zero decimale due cinque zero”
Visita alla Torre di Controllo di Malpensa
Giornata molto fredda, ma tutti puntuali all'appuntamento in Piazzale Cadorna. Sergio Barlocchetti (IW2FHF) e Tibor Blum (IK2SAI) hanno da tempo organizzato questa gita.
Prendiamo il Malpensa Express ed in breve siamo ai piedi della Torre.
Un responsabile dell'ENAV ci accompagna in sala riunioni e ci illustra il loro lavoro. Dopo una serie di domande che rivolgiamo al tecnico, lo stesso ci accompagna agli ascensori, di cui uno a vetri e panoramico.
In pochi secondi raggiungiamo gli 80 metri e la sala di controllo principale. Il personale gentilissimo (e giovanissimo...) ha saputo dare risposta ad ogni domanda gli veniva posta, con la massima cortesia.
I sistemi sono tutti doppi o tripli. Addirittura, al piano sottostante la sala di controllo principale, di 130 metri quadrati, è stata realizzata una seconda sala di riserva completamente uguale alla prima. Ognuna delle due piste è costantemente controllata da due addetti su appositi schermi. Potrebbe sembrare irriverente, ma sembrano dei videogames! Sul radar di terra è possibile riconoscere ed identificare anche le Fiat Panda a scacchi bianchi e rossi di servizio! A conclusione della visita abbiamo avuto il simpatico saluto dell'elicottero della Polizia che si è presentato di prua in volo stazionario a pochi metri davanti le vetrate, per poi discendere velocemente verso il Terminal 2.
Ecco alcuni dati di MPX Tower: 60 computer, 12 elaboratori centrali di cui 6 per i back-up, doppio gruppo elettrogeno e doppio gruppo di continuità, 25 chilometri di fibra ottica, 120 chilometri di cavi stesi, fino a 71 movimenti orari, ILS (Instrument Landing System) Cat. III B su piste 35L e 35R, costo totale 102,9 miliardi di lire, operativa dal 1999.
Non è stato permesso di riprendere o fotografare interamente gli impianti, ma...qualche
foto è venuta lo stesso.
Benvenuti a MPX Tower!
Operatore Radar su frequenza ground.
«Scandinavian SixEightSix taxi to the holding position CAT Three, QNH 1013.»
La
scatola nera su gli aerei
Sentiamo
al telegiornale di notizie relative al ritrovamento della scatola nera (che poi
nera non è!) di un aereo in occasione purtroppo di un incidente. Ma la scatola nera
come funziona?
La
Sezione ARI di Milano ha invitato l'ingegner Sergio Barlochetti, giornalista di
Volare Sport, a spiegare i segreti di questo strumento in un aereo.
Sergio
ha quindi illustrato tutti i componenti della stessa con estrema dovizia di particolari
e ha mostrato, proiettando sullo schermo delle slides, i risultati delle indagini
svolte con l'aiuto dei dati registrati dalle scatole in caso di incidente aereo.
Le
scatole nere sugli aerei sono composte da due unità principali. La prima
registra le conversazioni tra i piloti ed è detta il Voice Recorder e la
seconda acquisisce i dati tecnici di altitudine, velocità, temperature,
turbolenze ecc. e si chiama Flight Data Recorder. Alcuni aeroplani più moderni
hanno un terzo dispositivo che immagazzina i dati dai primi due.
Il
Voice Recorder registra le trasmissioni radio e i suoni nella cabina di
pilotaggio, per esempio la conversazione tra i piloti e con la torre di
controllo.
Il
Flight Data Recorder registra invece circa 300 parametri di volo come altitudine,
velocità, assetto, potenza dei motori, posizione del carrello e dei flap.
Queste
scatole devono resistere ad urti enormi, al fuoco per molto tempo e alla
pressione dell’acqua alla profondità di 6000 metri. Un trasmettitore per la
ricerca è appunto attivato proprio dall’acqua salata.
Sergio
ha poi spiegato come leggendo i dati delle scatole si è riusciti a fare
chiarezza sugli incidenti dell’Egypt Air Flight 990 e sull’incidente di Linate
nell’ottobre del 2001.
Il
cuore del Flight Data Recorder.
Il
segnalatore per la ricerca della scatola nera in mare.
L'ingegner
Barlochetti spiega i tracciati registrati nell'incidente dell'EgyptAir Flight 990.