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Sandro Foti
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Il Drone

DRONE
Droni o Aeromodelli?
Drone o Aeromodello?
APR è l’acronimo di Aeromobile a Pilotaggio Remoto, cioè un mezzo aereo a pilotaggio remoto senza persone a bordo, non utilizzato per fini ricreativi e sportivi.
SAPR è l’acronimo di Sistema Aeromobile a Pilotaggio Remoto, cioè un sistema costituito da un mezzo aereo (aeromobile a pilotaggio remoto) senza persone a bordo, utilizzato per fini diversi da quelli ricreativi e sportivi, e dai relativi componenti necessari per il controllo e comando (stazione di controllo) da parte di un pilota remoto.
Cioè l’APR è il drone, il SAPR è tutto il pacchetto completo (Drone, Radiocomando, ecc.).
Un Aeromodello non è un SAPR.
Per Aeromodello si intende un dispositivo aereo a pilotaggio remoto, senza persone a bordo, non dotato di equipaggiamenti che ne permettano un volo autonomo, impiegato esclusivamente per scopi ricreativi e sportivi, e che vola sotto il controllo visivo diretto e costante dell’aeromodellista, senza l’ausilio di aiuti visivi.
La vera differenza tra un Aeromodello e un SAPR sta proprio nella sua destinazione d’uso.
Un Aeromodello non necessità di nessun attestato o corso per poter volare, anche se è consigliato fare sempre un po’ di pratica con chi è più esperto, magari in una pista di volo autorizzata.
Safety First
La sicurezza prima di tutto, ma mentre a Londra, in occasione delle Olimpiadi, gli aeroporti hanno lavorato, vendendo voli turistici sulla City, in Italia per la visita del Papa e l’Expo di Milano è stato al contrario temporaneamente chiuso l’aeroporto di Bresso per il timore di decolli pirata. I terroristi, invece, sanno perfettamente che un drone, che non sia “militare”, è ben poco efficace per trasportare carichi esplosivi. Sono troppo sensibili al vento, alle sempre possibili interferenze, alla pioggia e a tanti altri fattori.
Il Regolamento Europeo, l’esame e la registrazione si concentrano su responsabilizzare chi “acquista e fa volare”. Come per esempio quel turista a Venezia, che ha fatto volare un drone in piazza San Marco piena di gente. Ma poi, diciamo la verità, pilotare un Drone è molto più facile che far volare un normalissimo aeromodello. Un drone sul quale è installato un “pilota automatico” ha un correttore di assetto quaranta volte più veloce di un essere umano! Non stalla, non va in vite, non scivola d’ala. Una noia mortale, dal punto di vista del divertimento aeromodellistico, ma invece importantissimo per un fotografo che vuole inquadrare precisamente il soggetto della sua ripresa.
La corsa di droni è uno degli sport in più rapida crescita al mondo!
Spinti dallo sviluppo di tecnologie facilmente disponibili, i droni hanno portato, molto rapidamente, decine di migliaia di nuovi appassionati nel mondo degli sport aerei. In queste corse fino a sei concorrenti per volta pilotano i loro droni alimentati a batteria attorno ad una pista appositamente costruita. Le corse durano due o tre minuti e vince chiaramente il pilota più veloce. C'è una telecamera di bordo, che trasmette le immagini ai Googles (occhiali) del pilota, offrendogli una vista in tempo reale come se fosse seduto nel drone. È necessario avere una buona coordinazione, un temperamento uniforme anche sotto pressione ed eventualmente una mente meccanicamente per lavorare con i droni.
Piccoli e veloci, in genere, pesano meno di 250 grammi e possono accelerare a più di 100km/h in meno di 2 secondi. Nella maggior parte delle gare occorre volare in una pista appositamente protetta, schivando bastoncini da slalom e passando sotto cancelli. L'obiettivo è compiere il percorso nel minor tempo possibile, chiaramente senza schiantarsi o colpendo un cancello o un altro drone. I piloti volano con un aiutante accanto che fornisce informazioni vocali di dove si trovano gli altri droni e deve informare il pilota di tutto ciò che può influire sul suo volo e in particolare sulla sicurezza. Nel dicembre 2019 si è tenuta a Xiangshan Ningbo, in Cina, la Coppa del mondo FAI Drone Racing. È stata la più emozionante di sempre con centinaia di piloti che avevano partecipato a più di 23 competizioni (Serie Challenger) in tutto il mondo. Per partecipare a questi eventi di droni, il concorrente deve avere una licenza sportiva FAI (Federazione Sport Aeronautici) e un'autorizzazione FAI per Drone Racing.
Luisa Rizzo F3U RC MultiRotor FPV Racing
“I think girls can excel in drone racing because the movements are very small so you have to be very precise”, she said. Italian pilot Luisa Rizzo was also taking part in the Women’s event. The 16-year-old wheelchair user from Lecce in Southern Italy said drone racing gave her a sense of freedom she had never felt before. “Getting involved with drone racing has changed my life in lots of ways”, she said. “Even though I can’t move, I can fly. Drone racing makes me feel free!”
 
Raffaello D’Andrea è un esperto di robotica il cui punto di forza è quello di combinare molto efficacemente teoria e pratica. Professore d’ingegneria presso i celebri laboratory Eth di Zurigo, è il cofondatore della società Kiva Systems, venduta, nel 2012, ad Amazon, che la usa per robotizzare le operazioni di magazzino.
 
Sono stato sbalordito la prima volta che vidi D’Andrea nel suo intervento al TED di Edimburgo per la sua visione sugli sviluppi della robotica e dalle performance dei suoi quadricotteri.
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