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Sandro Foti
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La mia stazione

RADIOAMATORE
IK2ULM - La mia stazione radioamatoriale
Un piccolo angolo del mio appartamento è destinato all’Hobby della Radio. Gli apparati principali sono: un Kenwood TS-850Sat per le HF, un Kenwood TS-790E per le VHF e UHF e uno Yaesu FT-857D (eventualmente trasportabile) per HF, VHF, UHF e 50 Mhz.
L'alimentatore a 12 volts è un Daiwa PS-304 da 30A. L’amplificatore è uno SPE Expert 1.5K-FA per le HF e 50 Mhz e per le VHF un Microset SR100.
Le antenne, montate sul tetto di un palazzo di 8 piani, sono una Cuschcraft R6000 (momentaneamente sostituisce la Cushcraft R7) per i 10, 12, 15, 18, 20, 30 e 40 metri. Su un traliccio di alluminio di 2 sezioni da 3 metri e carrellato, trova posto una Tonna 11 elementi in polarizzazione orizzontale per i 2 metri e una 5 elementi per i 50 Mhz. Accanto una verticale per le VHF e UHF e una Diamond KV-2 verticale per i 40 e 80 metri.
L'antenna VHF orizzontale è dotata di preamplificatore da palo SP2000 della SSB e, con quella per i 50 Mhz, è possibile indirizzarla verso la direzione di provenienza dei segnali con il rotore Yaesu G-450A il cui Control Box è in stazione radio.
Per l'uso portatile, i palmari sono lo Yaesu VX-8G con ricevitore GPS per APRS, l’Alan CT152 e due LPD. Per le comunicazioni digitali in D-Star uso l'Icom IC-E92D. Completano la stazione uno scanner Icom IC-R100 e il Multimode Data Controller MFJ-1278 per le trasmissioni digitali.
Sul tetto sono posizionati i sensori della stazione meteo e una telecamera che inquadra le antenne così da poterle controllare da casa il corretto funzionamente e per sicurezza.
Qualche statistica a tutt'oggi: (OK 07/06/2020)
Ho collegato stazioni di 260 Country del Mondo, su un totale attuale di 340.
Ho collegato stazioni di tutte le 40 zone in cui il Mondo è stato suddiviso dai Radioamatori.
Ho collegato stazioni in 42 dei 50 Stati Americani.
Ho collegato stazioni in 198 Contee Americane.
Ho collegato stazioni in tutti i Continenti, nelle bande 10, 12, 15, 17, 20 e 40 metri.
Ho collegato stazioni site in 197 isole del Mondo.
Ho collegato stazioni distanti oltre 900 km, nella banda dei 2 metri, usando solo 5 watt. Mentre per le HF non c’è limite di distanza nel Mondo.

Ho ottenuto vari Award, ma in particolare il DXCC dell’American Radio Relay League.
Il traliccio carrellato. Spiegazione del montaggio di un nuovo traliccio.
Le antenne sono la parte più importante di tutta una Stazione Radio. Per questo motivo sono sempre a cercare di modificare e a migliorare le mie. Il palazzo dove vivo è in JN45OM ed è alto 7 piani dal livello strada, a cui va sommato il piano dei solai e l’extra corsa dell’ascensore e del vano scala così da arrivare a oltre 38 metri.
Ho preso la decisione di sostituire il mio vecchio traliccio di 3 metri con uno nuovo ma carrellato. Il carrello offre maggiore sicurezza nella messa a punto delle antenne orizzontali potendo far scendere il palo e il rotore ad una altezza lavorabile stando con i piedi su piano invece che legato a sbalzo sul traliccio. Dopo una attenta valutazione di diversi fornitori la mia scelta è caduta sulla ditta Angelucci della provincia di Pesaro, che ho incontrato alla fiera di Montichiari. Lui mi ha mostrato le peculiari caratteristiche su un traliccio lì in esposizione e in quanto rispondente alle mie esigenze, ho fatto subito l’ordine. Ho comprato due elementi da 2 metri, il carrello, il paranco e il cuscinetto reggispinta. Il tutto è arrivato velocemente all’inizio di dicembre 2017. In quel momento non era però consigliabile salire sul tetto dovuto alle avverse condizioni meteo stagionali e lo avevo parcheggiato nel box. Ma ugualmente preparandomi alla ricerca di tutti i materiali e attrezzi necessari. La sostituzione è stata così programmata all’inizio di quella primavera, poi comunque per problemi lavorativi, sono salito sul tetto solo a metà aprile per un primo sopralluogo. L’extra corsa dell’ascensore e vano scala mi offre una superfice piana di 5x3 metri. La soletta è in cemento ed è impermeabilizzata da manti bituminati. Quando salgo sul tetto indosso una imbracatura omologata di sicurezza.
Il parco antenne in quel momento era di un traliccio con le antenne a polarizzazione orizzontale e rotore, una 11 elementi Yagi per i 144 Mhz e una 5 elementi Yagi per i 50 Mhz. La 144 è dotata anche di un preamplificatore da palo SP2000. A lato sono disposte una verticale R6000 per tutte le bande HF, una EH80, un dipolo inverted V per i 40 e 80 metri, una verticale per VHF e UHF, nonché i sensori di una stazione meteo con cavo dati fino in stazione. Uno switch autoalimentato mi permetteva di scegliere tra la EH80 e il dipolo. Al momento avevo anche la parabola di Sky agganciata sul vecchio traliccio, quindi, la prima operazione è stata quella di preparare un nuovo fissaggio sulla parete verticale del vano scala. Ho cercato di pianificare tutte le operazioni e sostituzioni tenendo comunque sempre operativa e attiva la Stazione Radio.
Era mia intenzione fissare il nuovo traliccio non con più con i classici bulloni ad espanione, ma con appositi bulloni chimici che offrono maggiore sicurezza all’ancoraggio. La ricerca della malta chimica è stata molto particolare, perchè quasi tutte le resine a due componenti in commercio enfatizzano la enorme velocità di presa. Al contrario a me interessava avere il maggior tempo utile per poter essere sicuro del posizionamento perfetto dei bulloni. Capisco che ad una impresa edile interessi la rapidità di esecuzione, ma io preferivo poter gestire la posa con tutto il tempo necessario. La scelta è stata sulla cartuccia di resina bicomponente “FIS EM 390 S 507611” della Fischer. Per poterla iniettare ho acquistato anche la apposita “pistola spara resina a due componenti” che ha un tubetto che miscela, ed ignetta, i due componenti allo stesso tempo. Le barre di ancoraggio sono state previste da 16 mm di diametro e 200 mm di lunghezza. Hanno completato i fissaggi su soletta anche i quattro tasselli per il paranco. Seguendo le istruzioni di montaggio, è stato necessario acquistare anche uno scovolino di metallo di adeguato diametro e di pensare a come soffiare i fori per avere una buona pulizia degli stessi. L’attrezzo usato in questi casi dalle aziende è una specie di pompetta tipo clistere, ma ho sostituito questo con la pistola lunga del compressore.
Per poter eseguire i fori in modo estremamente preciso ho preparato una dima. Ho utilizzato una tavola di legno sufficientemente grande e di 3 cm di spessore dove ho copiato direttamente dalla base del traliccio i fori. Infatti, avevo notato una leggerissima imprecisione sulle distanze relative dei 6 fori, ma ho avuto cura di poterli ricalcare sulla tavola e fare attenzione all’orientamento del traliccio. Il rotore è previsto appoggiare su una base di metallo interno nel carrello. Quindi ho preparato anche questi i fori, centrando al massimo la verticalità del palo attraverso le due guide in teflon. Ho stabilito la posizione del nuovo traliccio sul tetto a circa 40 cm da quello vecchio. Il traliccio vecchio, infatti, doveva servirmi da supporto e sicurezza nelle fasi di sollevamento e montaggio del nuovo. Poi, con calma lo avrei potuto smontare. Stabilita la posizione del nuovo traliccio, come da istruzioni, ho definito la posizione del paranco. Tutti fori sono stati eseguiti con un trapano “tassellatore” che ha caratteristiche più performanti di un classico trapano a percussione. Ho curato in questa fase, con estrema precisione, la verticalità dei fori. La procedura di installazione dei bulloni con la resina a due componenti prevede la pulitura assoluta dei fori da fare con scovolino metallico e la soffiatura dal foro dai detriti. Il compressore non potevo portarlo su, così ho trovato un contenitore di aria di quelli che si usano in grafica e l’ho riempito d’aria compressa. Ma dalle prove che ho fatto a casa ho capito che non era abbastanza capiente per soffiare bene i 6 fori. Così l’ho prontamente modificato aggiungendo una valvola da bicicletta e ho portato sul tetto la pompa della bici da corsa che tranquillamente fa 8 atmosfere. Ho un suggerimento per tutti: è bene mettersi di lato quando si soffia il foro così da non ricevere in faccia tutta la polvere!
Bene, ora occorreva montare la cartuccia doppia di resina con il suo beccuccio miscelatore e estrudere prima, due strisce di 10 cm perché la resina esca ben miscelata e quindi ho inserito il composto bene nei fori e in quantità indicata. Sempre con la dima di legno in posizione ho inserito i 6 bulloni di ancoraggio avvitandoli. Ho controllato che la corretta elevazione e ho potuto lasciarli asciugare per tutta la notte. Questa fase è molto delicata ed è bene pianificare ogni azione nel minimo dettaglio.
Nei giorni successivi ho portato sul tetto i due elementi da 2 metri del traliccio e il suo carrello. Il tutto pesa circa 80 kg e chiaramente non è stato molto facile, ma per fortuna il carrello, che è l’elemento più ingombrante, è passato a pelo dal lucernario.
Qualche giorno dopo la posa dei bulloni ho rimosso la dima di legno. Qui forse avrei dovuto usare qualche foglio di plastica per proteggerla perché la resina in un piccolo lato lo aveva incollato al pavimento. Ma nulla di grave. Ho avvitato i dadi e le rondelle e ho verificato la loro posizione in bolla fissandoli con un po’ di liquido frena filetti perché non si spostassero accidentalmente. Ho protetto le sporgenze dei bulloni con dello scotch, ho ripulito tutta la superficie e ho provveduto a riprendere la sigillatura dei manti con tela e abbondante gomma liquida. Nel frattempo, ho iniziato ad assemblare le due parti del traliccio e il suo carrello, disponendolo in orizzontale per comodità. Suggerisco di proteggere i bulloni che assemblano le due parti. Ho portato sul tetto una tavola di legno dello stesso spessore della sporgenza dei bulloni e, fin tanto che il nuovo traliccio era disposto sdraiato sul tetto, ho fatto passare il cavo di acciaio per il paranco e anche il cordino della staffa di sicurezza. Quando il traliccio sarebbe stato in piedi questa operazione sarebbe stata poi molto difficoltosa.
Con l’aiuto di una carrucola collegata in alto al vecchio traliccio ho sollevato in piedi il nuovo e per sicurezza l’ho legato ad esso, quindi con piccoli spostamenti e un po’ allentando la legatura, l’ho fatto scivolare sul legno fino ai bulloni di ancoraggio. In questa fase chiaramente il carrello era in basso e ben legato. Con un po’ di apprensione ho infilato la base del traliccio nel primo bullone e ci ho messo subito un dado. Poi ruotandolo leggermente ho fatto entrare perfettamente tutti e sei i bulloni che prontamente ho fissato con i relativi dadi. Ho verificato nuovamente la verticalità del traliccio con una livella e ho ripetuto le operazioni di impermeabilizzazione con tela e gomma liquida. Ho fissato il cavo di acciaio dal paranco al carrello seguendo le istruzioni e il cordino della staffa di sicurezza.
Era giunto così il momento di un primo test di sollevamento. Agendo sulla maniglia del paranco il carrello è salito perfettamente mentre che con una mano tenevo il cordino per la zanca di sicurezza per evitare il rumore dello sbattere ad ogni piolo.
I giorni successivi sono passati per preparare il palo che avevo previsto essere telescopico, così da poter avere le due antenne (50 e 144) ad una altezza facile per la manutenzione e i centraggi e, quindi, poterle poi distanziare correttamente tra loro. Una volta misurato e tagliato il palo telescopico l’ho portato sul tetto. Prima di smontare il rotore dal vecchio traliccio ho fissato il vecchio palo con una ralla e un cordino. In tutte le operazioni che eseguo sul tetto tutti i pezzi e tutti gli attrezzi sono sempre fissati con un cordino di sicurezza, per evitare che, sfuggendomi di mano, possano precipitare nel cortile sottostante.
Ho iniziato ad abbassare il palo del vecchio traliccio e a smontare le antenne 50 e 144. Con il carrello ad una comoda altezza ho fissato il rotore alla piastra, quindi ho infilato il nuovo palo con il suo cuscinetto reggispinta e l’ho fissato provvisoriamente al rotore. Con l’aiuto di una scala legata tra il vecchio e il nuovo traliccio ho potuto comodamente trasferire la 144 al nuovo palo con il suo preamplificatore a cui ho fissato subito il cavo HYPERFLEX13 della società Messi e Paoloni. Ho completato di fissare con le fascette i cavi di discesa tra il PL dell’antenna e il preamplificatore. Ho fissato anche il PL di alimentazione del preamplificatore con uno spezzone di cavo. Così ho potuto alzare il palo telescopico alla giusta distanza tra antenne e ho potuto fissare la 5 elementi per i 50 Mhz e quindi ho bloccato la rotazione del palo telescopico uno nell’altro. Per il puntamento delle antenne ho elaborato con Google Map l’angolo che, con vertice la mia casa, ha la torre Unicredit in piazza Gae Aulenti. Ho posizionato il rotore in stazione a quell’angolo e quindi, sul tetto, traguardando l’allineamento con la alta torre ho fissato il palo al rotore. Il puntamento fine in seguito l’ho eseguito sul maggior segnale ricevuto dal Beacon IQ2MI/B a 144.414.5 Mhz. Questo beacon, costruito da IK2MMB ed installato da IZ2JGB della sezione Ari Milano, è presso il rifugio Capanna Regina Margherita in JN35WW del CAI di Varallo (VC) sulla cima Punta Gnifetti del Monte Rosa a 4556 metri sul livello del mare. Per me, che sono in JN45OM, è a 295° e dista 115 km. Chiaramente il segnale è 9db+10 senza preamplificatore.
Molto tempo ho dedicato alla preparazione dei cavi. Lo studio delle varie lunghezze, il taglio e l’intestare i connettori. Inoltre, la scelta della società per il noleggio di un cestello elevatore comunemente chiamato ragno.
Ho passato un po’ di tempo addirittura disponendo i cavi nel corsello dei box misurandoli su dei riferimenti di lunghezze segnati con pezzi di scotch per terra.
Giunse così il momento di far salire i cavi dal cortile al tetto. Ho imprudentemente issato tutti i cavi insieme con un notevole sforzo fisico e, malgrado i guanti, mi sono ferito le mani. A ripensare sicuramente sarebbe stato meglio issarne uno per volta. E così giunse il grande giorno dell’arrivo del ragno gru. Non nascondo un po’ di emozione. Il giorno prima ho disposto i divieti di sosta nel cortile, mentre sulla strada la società ho posizionato dei cartelli stradali. Il ragno è arrvato puntuale su un grande camion. L’operatore lo ha pilotato con un radiocomando e posizionato giù in cortile. Da questa quota il piano delle mie antenne è a 42 metri. Per la sostituzione dei cavi occorreva aprire il coperchio della canalina, estrarre i vecchi cavi ed inserire quelli nuovi. Facile a dirsi. Ho predisposto che i nuovi stessero a sinistra e i vecchi, per gravità, scendessero a destra. La canalina di 40x30 mm interni. Non è enorme, ma mi occorreva sfruttarla al meglio. Ho preparato addirittura dei disegni di studio su come disporre i cavi. Sono salito sul cestello del ragno con la adeguata imbracatura. Avevo con me un mio vhf e ne ho consegnato un altro all’operatore. Le sue radio non mi avevano convinto e lui sinceramente ha apprezzato le mie. Sul castello bisogna seguire delle piccole regole, per esempio, intanto che sale non bisogna tenersi con la mano al parapetto sul lato della parete, perché si rischia di scartavetrarla.
Ho iniziato così, non senza difficoltà, l’attività di sostituzione dei cavi. L’operatore è fantastico. A richiesta mi spostava, a passi di 10 cm, a 42 metri di altezza, evitando balconi e stendini. L’operazione fatta con calma e precisione, non senza difficoltà, si è protratta per tutta la mattina e un paio d’ore nel pomeriggio. Ho prenotato appunto il ragno per tutto il giorno per non fare lavori con l’acqua alla gola. Forse se il numero e il diametro dei cavi fosse stato minore sarebbe bastata solo la mattina.
Tre cavi in Hyperflex13 di Messi&Paoloni sono per le antenne R6000 per le HF, per le VHF 144 e 50 Mhz. Due cavi Hyperflex10 invece sono per lo switch EH80-dipolo4080 e la VHF verticale. Altri cavi sono quelli della TVCC, il cavo del rotore Yaesu C025, il filo 2 poli per il preamplificatore e il cavo satellitare per SKY Digisat5 di Messi&Paoloni. Poi, sul tetto, 2 cavi RG213 sono dallo switch al dipolo 40/80 e alla EH80.
Nei giorni succassivi sono proseguiti i lavori sul tetto di fissaggio dei nuovi cavi. Il rotore, la vhf orizzontale e il preamplificatore. Lo smontaggio della vecchia parabola e il fissaggio del nuovo cavo alla nuova parabola e la sua centratura sul satellite, con l’apposito strumento.
Ho eseguito altre prove di sollevamento del carrello e ho chiesto a mio cognato Alberto, in stazione, di posizionare la lancetta del rotore su un segno che precedentemente avevo fatto sul quadrante del Yaesu G-450A. Questo evita che le antenne 144 e 50 scendendo tocchino il traliccio, quindi ho alzato il carrello e Alberto le ha ruotate al completo in un senso e nell’altro da poter verificare la ricchezza dei cavi intorno al palo. Ho proseguto con la posa dei cavi della TVCC (video e alimentazione) e il montaggio della unità esterna della stazione metereologica.
Per gli stralli ho usato il cavo di Guyrope Mastrant-Q da 6 mm e ferramenta in acciaio inox che precedentemente ho preparato a casa con tutte le parti basse fino al tenditore. Sul tetto poi ho completato a misura con le parti alte. I lavori proseguivano velocemente ed ho sfruttato ogni momento libero dal lavoro. A volte mi sono fermato sul tetto fino a quando era buio. Ho la fortuna che solo io ho accesso a quell’area per cui posso lasciare lì materiali e attrezzi, debitamente legati, ma pronti per i lavori del giorno dopo. Ho saldato i PL/N e ogni connettore fu è stato protetto con nastro impermeabilizzante vulcanizzante e scotch. Ho eseguito la centratura delle frequenze delle antenne HF, del dipolo 40/80 e della EH80 usando il mio MFJ 1248 o con l’aiuto prezioso di Alberto in stazione. Ho acquistato in Amazon un piccolo monitor Eyoyo a 10 pollici che, collegato alla telecamera, mi fornisce una buona visione dello stato delle antenne.
Giungiamo così ai primi giorni di novembre quando tutta la stazione era completamente operativa, ma ho deciso di aspettare la successiva la bella stagione per smontare il vecchio traliccio e sostituire ancora un paio di antenne più vecchie. A giugno, dopo la fiera di Friedrichshafen, sono salito sul tetto e ho potuto smontare il vecchio traliccio che, con non poca fatica, ho fato scendere dal lucernario. Ho sostituito la verticale per le vhf con una nuova Diamond X200N VHF e UHF, una verticale KV-2 per 40 e 80 in sostituzione del dipolo (anche se al momento in cui scrivo penso di ritornare nuovamente al dipolo), ed ho eliminato la vetusta EH80 e il suo relativo switch.
Il Radioamatore per sua natura lavora costantemente al miglioramento delle attrezzature della sua Stazione allo scopo di sperimentare e migliorare i collegamenti con altri Radioamatori. Questo racconto è soltanto una parte dei lavori svolti nei miei oltre trenta anni di radio. E non finisce qui…
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