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Sandro Foti
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Come Roma, Lisbona si erge su sette colli!
Eh, già! Proprio come Roma, Lisbona si erge su sette colli!
Sulla sponda settentrionale del fiume Tago, quasi alla sua foce, la città di Lisbona presenta una buona parte dei suoi luoghi di interesse nella sua zona centrale e facilmente raggiungibili a piedi.
Ma, è doveroso segnalare che Lisbona è un continuo susseguirsi di salite e discese. Occorre avere delle buone gambe, anche se, per fortuna, ci vengono in aiuto innumerevoli e caratteristici tram, ascensori e… Elevador.
Lisbona è una città dall’atmosfera gradevole, rilassata e vivace al tempo stesso, in cui si può godere delle sue bellezze, sedere ad un tavolino di una sala da thè o visitarla degustando l’ottima pasticceria locale.

Giovedì 05-04-2012
Partiamo presto nella mattina di giovedì di Pasqua. Il volo della TAP decolla da Linate alle 06e30. Va bene la levataccia, ma sommata alla differenza di un ora di fuso orario, ci permette di essere pronti, al nostro tour della città, già alle 10 del mattino. L’hotel è l’Altis Park alla fermata di Olaias, sulla linea rossa della metropolitana. Con un cambio di linea e quattro fermate scendiamo nel cuore di Lisbona. La fermata è Rossio, in Placa da Figueira. La bella piazza quadrata ha al centro una statua equestre, ma al momento siamo concentrati sulla colazione! Un bar con i tavolini all’esterno offre una ottima scelta per pochi euro. Su un lato della piazza c’è anche la Pasteleria Nacional con le sue belle vetrine che non manchiamo di ammirare.
Il nostro tour inizia con la visita del quartiere pianeggiante di Baixa. Qui le strade si intersecano a formare una griglia. Dal Rossio, le Rue che raggiungono la Praca do Comercio hanno nomi che ricordano la loro antica specializzazione commerciale. Così troviamo la Rua dos Fanqueiros, delle stoffe o da Prata, dell’argento. Alcune di queste sono aree pedonali.
Ci colpisce la pavimentazione di tutti i marciapiedi, rivestiti con cubetti di pietra bianca e nera (calcada) a formare disegni arabeggianti, la pulizia delle strade e il decoro delle case.
A lato del quartiere, verso ovest, l’Elevador de Santa Justa (o do Carmo), con la sua struttura in ferro di 32 metri, porta i turisti dal quartiere di Baixa a quello del Chiado.
Il quartiere si chiude a sud con l’Arco Triunfal. Lo attraversiamo e si apre davanti a noi la grande spianata della Praca do Commercio. Da questo lato, l’Arco si mostra riccamente ornato da grandi gruppi scultorei. In alto, la statua della Gloria incorona il Genio e il Valore, e più in basso vengono rappresentati il fiume Tago e il Douro. Al centro della piazza una statua equestre in bronzo è oggetto, con il suo sfondo, di molte foto dei turisti. Il lato a sud è aperto sul fiume e sull’antico imbarcadero dei preziosi traffici commerciali.
Il nostro tour riparte percorrendo la Rua do Arsenal. Qui numerosi negozi sono di spezie, granaglie di ogni tipo e colore, e pesce. Pesce di ogni genere. Superiamo la Praca do Municipio, dopo il largo do Corpo Santo e la zona dove Antonio Tabucchi ha ambientato il suo romanzo “Sostiene Pereira”, saliamo in strade strette per il quartiere del Chiado. Il quartiere prende il nome da un frate astuto e malizioso, Antonio Ribeiro, detto “il Chiado” appunto. Qui troviamo una grande offerta di bar, ristoranti e negozi. Dopo aver superato il Museo del Chiado, una graziosa piazzetta ospita il Teatro San Carlos. L’edificio, di scuola architettonica italiana, ricalca le linee del San Carlo di Napoli, ma preceduto da un portico che ricorda il Piermarini (teatro alla Scala) di Milano. Da qui in breve percorriamo una delle strade più celebri ed eleganti di Lisbona, la Rua Garrett. La via pedonale, che ha conservato tutto il suo antico fascino, offre numerosi caffè di cui il più famoso è “A Brasileira”. Qui una statua in bronzo di Fernando Pessoa, seduto all’esterno a un tavolino, ricorda la sua abituale frequentazione.
Alla fine di Rua Garrett sorge la Ingreja do Loreto, chiesa della comunità italiana, e costruita dai genovesi con statue del Borromini. Saliamo ancora per la Rua da Trindade. Tutte le case sono ricoperte da colorate piastrelle di ceramica, le Azulejos, tra piccoli vicoli che ci accompagnano al Largo do Carmo. Il profondo portale gotico, ci introduce al Convento. Questa imponente chiesa gotica subì notevoli danni da un violento terremoto. La sua ricostruzione fu, però, successivamente interrotta offrendo tuttavia al visitatore un luogo surreale. Dalla navata principale si entra poi nel museo che contiene manufatti preistorici del luogo e oggetti provenienti dal Messico, Perù ed Equador.
Una breve passeggiata tra i vicoli ci porta alla Praca Trinidade. Un lungo edificio bianco è la Casa da Misericordia, storica istituzione cittadina di beneficenza. I guadagni della Casa erano provenienti della gestione delle Lotterie. Tanto che in piazza una curiosa statua bronzea raffigura un venditore di biglietti.
In piazza sorge la chiesa di San Roque. Dalla facciata un po’ dimessa, al contrario al suo interno questa è un capolavoro del barocco con marmi, legni intarsiati e azulejos di tutti i colori. Le cappelle laterali sono notevoli per ricchezza e varietà di decorazioni. La cappella di San Jao Baptista è stata progettata e realizzata a Roma da Carlo Vanvitelli, in marmi policromi e pietre dure e arricchita da quadri. Poi smontata, trasportata e ricostruita a Lisbona.
Da rua San Pedro de Alcantara incontriamo il capolinea dell’elevador da Gloria. Questa storica funicolare, per 3.50 euro, collega il Barrio Alto con la praca dos Restauradores. Scendiamo così rapidamente. Il mezzo è pieno di turisti provenienti da ogni dove e Lidia trova posto su un predellino al fianco della conducente.
La grande piazza, dal grande traffico automobilistico ha, al centro, un alto obelisco a ricordo della liberazione dalla dominazione spagnola.
Qui la vicina stazione ferroviaria, con la facciata in stile manuelino, è oggi insufficiente al traffico nazionale, e quindi usata solo per raggiungere la regione di Sintra.
Il giro di oggi si conclude in Praca dom Pedro IV detta comunemente Rossio sulla quale si affacciano il Teatro Nazionale e molti palazzi classici. Al centro della piazza due grandi fontane barocche furono scolpite in Francia e qui installate. Su una alta colonna è collocata la statua di Pedro IV. In realtà, la statua rappresentava l’Imperatore Massimiliano del Messico, ma alla morte di Pedro IV fu al lui intitolata. Probabilmente i due re erano simili!
Alla base troviamo le figure allegoriche di Prudenzia, Giustizia, Forza e Temperanza e gli stemmi di sedici città del Portogallo.
La storica piazza, un tempo usata per parate militari, mercati e feste, fu successivamente lastricata di masselli bianchi e neri (calcare e basalto) a formare mosaici di linee ondeggianti, fino a quando tutto fu rimosso per facilitare la circolazione automobilistica!!!
Sul marciapiede, vicino alla stazione, lo storico caffè Nicola è frequentato da numerosi scrittori e turisti, anche perché ha, al suo interno, le pareti riccamente decorate. Ne approfittiamo per una veloce visita.
Abbiamo ancora un po’ di tempo prima di cena. Così ne approfittiamo per tornare in stazione a chiedere informazioni sui treni per raggiungere il mare.
Per la cena Lidia aveva visto un bel ristorante al Chiado. Appena seduti, anche se non l’abbiamo chiesto, ci portano degli antipasti composti affettati, olive nere e formaggio di capra e poi mangiamo dell’ottimo pesce. Normalmente in questi ristoranti la spesa non è mai eccessiva.
Dopo cena la serata è molto fresca e purtroppo aspettiamo un po’ al freddo l’arrivo dell’Elevador de Santa Justa, scattando intanto delle foto di Lisbona by night. Poi l’Elevador, in pochi secondi, ci porta a Baixa e quindi al metrò.

Venerdì 06-04-2012
Il nostro hotel è un moderno edificio di 18 piani con la facciata a vetri a specchio, situato a nord-est del centro storico. Noi, che siamo al diciassettesimo piano, godiamo di una vista spettacolare sulla città.
Oggi il programma prevede l’antico quartiere di origine araba dell’Alfama, che significa “fonte calda”, poi il museo delle Azulejos e la zona moderna del parco delle nazioni.
Questa notte ha piovuto forte, ma ora c’è il sole. La temperatura di questo inizio aprile è però ancora un po’ bassa. Oggi col metrò scendiamo in Largo Martim Moniz. Una serie di giochi d’acqua, ponti levatoi e pseudo fortificazioni rappresentano, nel centro della piazza, il gesto eroico del cavaliere Henriques, che da solo aprì un varco nelle mura per riconquistare il castello ai mori.
È forse ancora troppo presto e non abbiamo fatto colazione. Non abbiamo scelto la colazione in hotel perché troppo costosa rispetto al prezzo normalmente praticato nei bar e caffè della città. Quindi torniamo a fare colazione nella piazza di ieri. Evidentemente ci era piaciuta! Riprendiamo così il giro in questo antico quartiere medievale dell’Alfama, che come prima impressione, sembra un po’ dimesso. Poi invece ci accorgiamo che sono in corso enormi lavori di riqualificazione, probabilmente in previsione della prossima invasione turistica di questa estate. Ci inoltriamo in strette stradine con un po’ di difficoltà. Infatti, la cartina che ho portato non è molto precisa.
Gradualmente saliamo tra vecchie case, piccoli vicoli e lunghe scalinate a formare un vero labirinto. Su questo lato del quartiere le case sono di gente umile, ma con particolari balconi fioriti.
Brevemente siamo alla chiesa di Santo Antonio da Sè. Questa chiesa fu costruita nel luogo dove era la casa natale del Santo. Il Santo, che noi chiamiamo da Padova (perché lì morì), è anche il patrono di Lisbona. Saliamo ancora per poche centinaia di metri e, dopo aver superato sulla sinistra un'altra chiesa, si erge davanti a noi la cattedrale di Lisbona. Sè Patriarcal fu costruita sul sito della più importante moschea cittadina. Ha la facciata in stile romanico racchiusa tra due imponenti torri. Poi saliamo fino al Miradouro de Santa Luzia. Da questo bel terrazzo panoramico con giardino e aiuole possiamo ammirare, verso il fiume, la zona più antica dell’Alfama. Le pareti esterne della vicina chiesa sono ricoperte da grandi azulejos raffiguranti la conquista di Lisbona.
Svoltiamo a sinistra dopo il museo delle arti decorative, in una zona di alta concentrazione turistica. Infatti, siamo ai piedi del castello de Sao Jorge. Un ultimo sforzo in salita e una pausa in un bar e siamo all’ingresso delle mura. Ma quanta gente! La fila per i biglietti è enorme. Controlliamo con quanta velocità si muove e decidiamo così di non percorrere il proposto perimetro sulle mura. Successivamente due ragazzi italiani, incontrati sul metrò, ci hanno confermato che era stata una scelta oggettivamente
giusta. Il castello è formato da una serie complessa di fortificazioni, ma il suo nucleo storico, addirittura romano, visigoto e arabo, è stato recentemente rimaneggiato da una radicale opera di risistemazione, creando giardini pubblici con alberi. Per un breve tratto ci sorprende uno scroscio di pioggia. Lidia si attrezza prudentemente con mantella e cappello e, immediatamente sotto il castello, ci inoltriamo nella “freguesia de Santa Cruz”, tra piccoli vicoli fiancheggiati da semplici case con caratteristici sistemi per stendere il bucato. L’ora è quella del pranzo. In verità sarebbe presto per l’ora locale, ma il nostro stomaco è regolato sull’ora italiana! Un ristorante offre Sardinas con patate e verdure a 9.90 euro in un angolo tra tavolini all’aperto riparati da ombrelloni gialli. C’è un bel sole caldo adesso, ma è consuetudine trovare nei locali all’aperto delle coperte che, a disposizione di tutti i clienti, possono essere usate per proteggersi da fastidiose raffiche di vento freddo. Dopo pranzo percorriamo la Rua de San Tomè per circa 500 metri fino alla altura a nord del castello, dove si erge la chiesa di Nossa Senhora da Graca, un tempo convento degli agostiniani e oggi parte di una caserma. Con un ultimo sforzo arriviamo al Miradouro de Senhora do Monte. Questo punto panoramico è più alto del castello e ci permette così di ammirarlo nel suo insieme. Il quartiere della Graca, nel 1800, era residenza di borghesi e commercianti, poi divenne quartiere operaio con la costruzione delle abitazioni unifamiliari dei dipendenti delle industrie manifatturiere. Scendiamo velocemente e, prima di visitare Sao Vincente de Fora, approfittiamo di un negozio di alimentari che ha anche il collegamento a Internet, per consultare la posta elettronica.
Sao Vincente fu edificata per un voto fatto dal primo re del Portogallo che riconquistò la città ai mori. Il Re inviò una imbarcazione a recuperare le sacre spoglie di San Vincenzo e nel viaggio di ritorno due corvi non abbandonarono mai la nave. Per questa ragione lo stemma della città di Lisbona reca una nave con due corvi. La chiesa è stata realizzata su disegni dell’italiano Filippo Terzi. L’interno è imponente e solenne con il soffitto a volta con cassettoni.
Scendiamo ancora, e ad un tratto ci appare la rotonda cupola di Santa Engrazia. Per costruire questa chiesa ci vollero ben 280 anni! Ecco perché per i portoghesi dire “obras de Santa Engracia” significa un lavoro mai portato a termine. La chiesa non è officiata ed è considerata il Pantheon Nazionale. “Come il vostro a Roma” mi informa l’addetto alla biglietteria! Visito all’interno, tra i cenotafi di numerosi personaggi della storia portoghese, la tomba di Amalia Rodriquez, uno dei miti del Fado, la tipica musica popolare. Poi, con 130 ripidi gradini, salgo al terrazzo della cupola.
Dal grande e trafficato viale lungo fiume, prendiamo l’autobus in direzione del museo Nacional do Azulejos e, grazie alle indicazioni di simpatici passanti, lo troviamo facilmente. Il museo, che è nel convento della Madre de Deus, offre una vasta esposizione di azulejos di diverse epoche, a partire da pezzi primitivi fino alle forme più moderne, oggi largamente utilizzate in tutte le facciate delle case di Lisbona. La chiesa è carica di pitture, dorature barocche e azulejos di fattura olandese e spagnola (Siviglia e Valencia). Collegato al museo, una caffetteria, e il suo giardino interno, ci permette di riposare un po’.
Già perché la giornata non è ancora finita! Ci aspetta il Parco delle Nacoes (Nazioni).
Con un altro autobus raggiungiamo la Stazione Oriente. La nuova stazione, tutta in vetro, acciaio e cemento a vista, è opera del noto architetto Santiago Calatrava.
Questo nuovo quartiere ospitava un tempo il porto mercantile e militare in tremendo stato di degrado, ma in occasione dell’Expo del 1998, è stato trasformato in una delle più avveniristiche zone di Lisbona. L’intervento ha interessato cinque chilometri di sponda del fiume sul quale sono stati costruiti importanti edifici, fiere, e l’Ocenarium. Questo nuovo quartiere è un autentico prototipo di “città del futuro” dove la qualità della vita ha un ruolo di primo piano. L’area è molto vasta, così affittiamo delle bici e pedaliamo in un percorso ciclopedonale protetto dalle automobili. Il percorso è piacevole e passa davanti al Padiglione Atlantico, centro polivalente, normalmente usato per le fiere con una capacità di più di 12000 posti a sedere. Sul bordo della riva del fiume scorre alta la cabinovia, di fabbricazione svizzera, che porta velocemente i turisti dalla torre Vasco de Gama all’Ocenarium. L’Ocenarium è l’acquario più grande di Europa e secondo al mondo dopo quello di Osaka. Sullo sfondo si staglia il ponte Vasco de Gama, lungo ben 17 chilometri che collega le due sponde del fiume Tago.
È stata una giornata intesa e impegnativa anche sul piano fisico. A sera siamo molto stanchi e diventa difficile anche scegliere dove cenare. All’interno della stazione ferroviaria c’è un grande centro commerciale. Il luogo offre solo una innumerevole quantità di fast food e dobbiamo adattarci.

Sabato 07-04-2012
Oggi la colazione la facciamo al bar sotto l’albergo. È più vicino e proprio davanti l’ingresso del metrò. Il negozio è anche pasticceria e le Pastel de Belem sono davvero deliziose. Danno la giusta carica per affrontare un'altra giornata in questa splendida città. Il tempo è soleggiato ed è anche più caldo. Il metrò ci porta brevemente al capolinea della linea verde a Cais do Sodrè. Lisbona ha quattro linee della metropolitana. Si distinguono per colore e simbolo. Quella sotto il nostro albergo è la rossa (Vermelha) e il suo simbolo è una bussola che indica l’Oriente, infatti è a oriente della città. Poi ci sono la azzurra (Azul) rappresentata da un gabbiano che vola sull’acqua, la gialla (Amarela) con il disegno di un fiore e la verde (Verde) con il simbolo di una caravella.
Dalla piazza della stazione ferroviaria ci dirigiamo al mercato coperto. L’edificio, di struttura arabeggiante, ospita venditori di frutta, verdura, carne e pesce, pescato durante la notte. Anche se l’edificio è nella massima pulizia, ciò non è così nei suoi dintorni. Saliamo per la ripida Rua do Alecrim. Oggi visitiamo il quartiere del Bairro Alto. Il quartiere nacque con l’opera dei gesuiti della parrocchia di Sao Roque, successivamente la zona fu residenza della borghesia, sede di giornali e botteghe artigiane. Oggi è uno dei centri della vita più creativa della città. La vita notturna, i bar, le discoteche e i locali di Fado sono l’altro volto del Bairro Alto.
A metà della via Alecrim incontriamo nuovamente la Rua Garrett del quartiere del Chiado. Infatti, stiamo percorrendo la strada che simbolicamente divide i due quartieri. Adesso svoltiamo a sinistra per il largo Luis de Camoes. La piazza alberata è uno dei luoghi più importanti della rivoluzione che spazzò la dittatura di Salazar (la rivoluzione dei garofani). Al centro la statua di Camoes, il più importante poeta portoghese. Continuiamo a salire e, di fronte la chiesa di San Roque, svoltiamo a sinistra per inoltrarci nella parte più caratteristica del quartiere. Poi, ritornando sulla via principale, ammiriamo il panorama dal Miradouro de San Pedro de Alcantara. Questa bella terrazza con giardino ospita la statua del fondatore del giornale “Diaro das Noticias” e il suo piccolo venditore di giornali.
La strada, in leggera salita, è piena di negozi, ma è sabato prima di Pasqua e purtroppo quasi tutti sono chiusi. Superiamo il museo di storia naturale e il giardino botanico. Il nostro libro del Touring dice che è il più importante di Europa, ma adesso non desideriamo visitarlo. Riscendiamo, invece, verso il giardino del Principe Real. Su un lato ci sono delle bancarelle di frutta e fiori. Il parco è ben curato e ne approfittiamo per riposarci un po’ all’ombra di un enorme cipresso. Al di sotto di questo parco c’è un antico acquedotto e serbatoio dell’acqua. Lidia trova il piccolo ingresso e si può visitare l’interno. L’impianto oggi è svuotato, ma resta ancora l’umidità in un grande ambiente dalle alte volte, oltre i 10 metri.
Scendiamo ancora per Rua do Seculo. Qui era la sede di diversi giornali. Svoltiamo a sinistra e passiamo davanti l’Academia das Ciencias, importante biblioteca che conserva 300 mila manoscritti di codici antichi. Ad un tratto ci accorgiamo che alcuni uomini stanno spingendo in salita e con enorme difficoltà un’auto in panne. Lidia non ci pensa un attimo e si unisce al gruppo con uno slancio di generosità.
Percorrendo piccoli vicoli eccoci nella deliziosa Praca das Flores, con i ristoranti e le belle facciate delle case. Scendendo ancora siamo davanti al grande palazzo del Parlamento. Ed infine risaliamo verso la chiesa di Santa Caterina e infine, con una piccola deviazione, siamo al suo belvedere. Qui l’Elevador Bica scende all’interno di un piccolo vicolo. La strada è in doppia pendenza, e questo attira un grande numero di fotografi, che attendono pazientemente il suo arrivo.
Ritorniamo velocemente alla stazione e abbiamo ancora tutto il pomeriggio per concederci una gita al mare. Il treno, da Cais do Sodrè, percorre i 25 km fino a Cascais e Estoril in 35-40 minuti. Giusto in tempo per il pranzo. Anche questa volta Mac Donald, ma prendo il Lusitano con patatine rondas!
Cascais era, un tempo, insediamento di pescatori. Oggi è una bella località turistica. Su un promontorio sorge un bel castello. Nel secolo scorso divenne un famoso centro balneare in quanto frequentato dalla famiglia reale e anche dall’ultimo re d’Italia. Il lungo mare, fino a Estoril su pista ciclopedonale, offre in questa stagione pochi locali, ma una bella spiaggia e lunga passeggiata. Per cena infatti ritorniamo a Cascais per un buon baccalà con le patate.

Domenica 08-04-2012
Oggi è giorno di partenza e dobbiamo preparare le valigie. Il nostro aereo è alle 19e45, questo ci permette di godere, per quasi un altro giorno, questa stupenda città.
Anche oggi è caldo. Il programma prevede il quartiere di Belem, zona monumentale, da dove prese il via l'epoca storica delle scoperte.
Molti turisti utilizzano il tram 15E per raggiungere la zona. Ma questo tram è sempre zeppo di turisti e non solo (occhio alle borse). Noi preferiamo prendere il treno. Quello di ieri per Cascais, solo che scendiamo dopo solo due fermate. La stazione ferroviaria di Belem è essenziale. Attraversiamo gli stupendi giardini di Praca Alfonco de Albuquerque e siamo presto davanti al palazzo del Presidente della Repubblica con le due sue guardie che si alternano regolarmente di posizione. A sinistra, continuando sullo stesso marciapiede, la Pasteleria de Belem. Adesso, davanti alla più famosa pasticceria del Portogallo, ci sono già centinaia di turisti in coda. Infatti, la pasticceria vanta una produzione di più di diecimila pasticcini al giorno!
Davanti a noi si erge maestoso il bianco edificio del Mosteiro dos Jeronimos, uno dei monumenti più importanti di Lisbona e dichiarato Patrimonio mondiale dell’Umanità.
Fu fatto erigere quale ringraziamento per il successo di Vasco de Gama nella scoperta della rotta per l’India, che portò immense ricchezze al Portogallo. Il luogo è dove sorgeva una cappella, dove, con i suoi uomini, si era raccolto in preghiera la notte prima della partenza.
Lo stile architettonico, o meglio decorativo, è il manuelino, profondamente legato al Portogallo e alle sue scoperte geografiche, che si esprime con la rappresentazione di flora e fauna di terre esotiche e lontane. Oggi, giorno di Pasqua, l’edificio non è aperto completamente al pubblico. Possiamo visitare, dopo una lunga fila, solo la chiesa. All’interno, di vaste dimensioni, ci stupiscono le colonne rivestite da bassorilievi e sotto le volte del coro alto, la tomba del famoso scopritore Vasco de Gama, che come ricorda una targa al suo lato, raggiunse, circumnavigando l’Africa, la lontana India, da cui portò in patria innumerevoli e preziosissime spezie. A sud del monastero, verso il fiume, attraversiamo i giardini di Praca do Impero con una grande fontana luminosa. Poi su un lato sorge il Centro Cultural de Belem, disegnato da Vittorio Gregotti, già progettista dell’Arcimboldi di Milano.
Un sottopasso ci permette di superare la ferrovia e la strada e dirigerci verso l’ampia passeggiata lungo la sponda del fiume Tago. Il padrao dos Descobrimentos è preceduto da un piazzale con decorazioni a mosaico che raffigurano i viaggi, le scoperte e i possedimenti portoghesi nelle diverse epoche storiche. Il monumento dos Descobrimentos è alto più di 50 metri e rappresenta un gruppo di uomini sulla prua di una caravella. Il primo di loro è Enrico il Navigatore che tiene in mano un modellino di una nave. L’ampia passeggiata prosegue verso ovest e superato il museo di arte popolare e il porticciolo della Doca do Bom Sucesso, scorgiamo da lontano la bianca Torre di Belem. Prima però una sosta al monumento della storica impresa di due ufficiali portoghesi che per primi volarono, su un idrovolante monorotore, da Rio de Janeiro a Lisbona.
La Torre, un capolavoro di arte manuelina, è per i turisti, il simbolo della città. Fu eretta con la funzione di faro e torre di difesa e sorgeva un tempo più al largo nel fiume. Attualmente è stata dichiarata dall’Unesco, Patrimonio mondiale dell’Umanità.
È ora di pranzo e ci incuriosisce l’idea di pranzare nella antica Pasteleria de Belem. La fila adesso non è eccessiva e le Pasteis de leite (Paste di latte) aromatizzate alla cannella sono pura leggenda! Possiamo comunque anche scegliere tranci di pizza e panini al prosciutto. I locali interni sono enormi e tutti decorati con antiche azulejos di pregio.
Dopo questo ultimo privilegio, visitiamo alcuni negozi per i classici souvenir da portare a casa e, dopo aver ritirato i bagagli in hotel, siamo puntuali in aeroporto per il ritorno.

Trovo che Lisbona sia una delle più belle città d'Europa. Oltre che per le sue architetture antiche è una città modernissima, con una atmosfera davvero speciale e ogni suo angolo offre un’inquadratura da cartolina.
Sandro Foti

Il leggendario tram 28
Il trasporto pubblico della città è parte integrante della sua storia, come lo testimonia il leggendario tram numero 28, che attraversa i quartieri storici della città regalandone ai turisti una piccola panoramica ed evitando faticose camminate in salita.
I Miradouro
I numerosi belvedere sono una delle caratteristiche di Lisbona. Il fatto che la città sorga su sette colli ha ovviamente favorito la loro creazione. Effettivamente offrono splendidi panorami, mettendo in evidenza le tante bellezze, che non sono soltanto i numerosi monumenti e le belle chiese, ma anche le colline, le case pittoresche, le stradine, i tetti ed il fiume con i suoi ponti.
Le Azulejos
Tutte le facciate delle case di Lisbona ne sono letteralmente ricoperte.
Il museo delle Azulejos è un museo da non perdere, non solo perché è il più caratteristico dei musei di Lisbona, ma soprattutto perché è bello.
Si trova a Sao Joao all’interno degli edifici del convento della Chiesa di Nossa Senhora da Madre de Deus. Qui troverete splendide mattonelle finemente dipinte, di tutti i periodi a partire da quelle meravigliose del XV secolo. Incantevole il pregevole pannello lungo quasi 40 mt che rappresenta Lisbona prima del devastante terremoto di metà ‘700.
Il complesso fu fondato all’inizio del ‘500 dalla regina Dona Leonor moglie di Dom João II per le clarisse. La chiesa, il chiostro manuelino, la splendida cappella barocca e le particolari stanze in legno dorato, meritano senz’altro una visita.
Il Fado (canzoni dei marinai)
Le origini del Fado sono incerte. Il vocabolo viene dal latino fatum, cioè fato, ma sulle origini di questo particolare canto vi sono varie ipotesi. Si pensa che sia nato come evoluzione delle canzoni tipiche dei marinai portoghesi. Infatti, è logico pensare, all'epoca delle scoperte, alla malinconia ed il dolore di chi restasse a casa e vedeva partire i propri cari con grande probabilità di non rivederli mai più. Ed il dispiacere e la nostalgia dei marinai nel restare sempre lontano da casa.
Il Fado di Lisbona prevede normalmente un solo interprete, in genere un uomo, sempre vestito con abito scuro, accompagnato da due chitarristi, uno dei quali suona la chitarra a 12 corde portoghese e l’altro segna il ritmo suonando una viola a 6 corde. Le canzoni sono per la gran parte melanconiche, parlano delle miserie della vita ed esprimono tristezza, preoccupazione, amore, sofferenza e rimpianto.
La più grande interprete di Fado è universalmente considerata Amalia Rodrigues, che nel secolo scorso ha portato la sua interpretazione fuori dai confini del Portogallo. Alla sua morte, avvenuta nel 1999, il Portogallo ha rispettato 3 giorni di lutto nazionale e le ha riservato funerali di Stato.
Escursioni in bici
Per chi, come me, ama andare in bici, Lisbona offre diversi giri turistici. Non abbiate paura per le salite, perché gli itinerari sono studiati per spostarsi con i mezzi pubblici nei tratti in salita e percorrere agevolmente in bici le sole discese e zone pianeggianti.
Un po’ di storia
Il nome di Lisbona era in fenicio “Olissipo”, che significava “porto che incanta”. La leggenda vuole che Lisbona sia stata fondata da Ulisse, ma in realtà furono proprio i fenici i fondatori della città che poi se la contesero prima i greci e poi i cartaginesi. Il dominio romano durò 200 anni, e venne ribattezzata Felicitas Julia in onore di Giulio Cesare.
Nella metà del XIII secolo Lisbona divenne capitale in luogo di Coimbra e continuò rapidamente il suo sviluppo grazie ai fiorenti traffici marittimi e terrestri.
L’epico XV secolo delle grandi scoperte proiettò il Portogallo tra i paesi più potenti.
Il principe Enrico il Navigatore ingaggiò i migliori marinai, cartografi, costruttori di navi ed astronomi del tempo e, superò il temutissimo Capo Bojador, sulla costa occidentale dell’Africa, che secondo una superstizione segnava la fine del mondo. Iniziò così lo sfruttamento dell'oro ma anche degli schiavi.
Il 1497 fu l'anno della scoperta della rotta marittima per l'India ad opera di Vasco da Gama. La grande ricchezza portata da queste spedizioni trasformò Lisbona nella capitale di un potente impero e uno dei più importanti centri commerciali del mondo.
Nella seconda metà del ‘500 Filippo II di Spagna si appropriò del trono portoghese e ci vollero 60 anni per rovesciare la monarchia spagnola. Alla fine del ‘600 fu l’inizio di un nuovo periodo di grande ricchezza per Lisbona grazie alla scoperta dell'oro in Brasile.
Purtroppo, nel 1755 uno spaventoso terremoto, seguito da un incendio devastante, ridusse la città a un cumulo di macerie.
Dopo un quadriennio di occupazione napoleonica Lisbona ed il resto del Portogallo, visse per più di un secolo in una situazione di grande confusione politica. Nel 1926, un colpo di stato ad opera di António de Oliveira Salazar, diede inizio ad un lungo periodo di dittatura durato ben 36 anni. Durante il suo lunghissimo governo furono vietati i partiti politici, gli scioperi e il Portogallo fu tenuto sotto controllo per mezzo della censura, della propaganda e della forza, grazie alla temuta e spietata polizia segreta. Questo periodo non consentì al Portogallo alcuno sviluppo socioeconomico. La rivoluzione del 1974, nata dal dissenso popolare, aprì gradatamente il cammino verso la democrazia. Nel 1986 il Portogallo entrò a far parte dell'Unione Europea.
Negli ultimi anni la stabilità di governo e la volontà dei portoghesi, ha dato il via a un'era di rinnovamento di Lisbona, dichiarata nel 1994 Capitale Europea della Cultura.
I successivi anni di forte crescita economica sono stati contrassegnati anche da importanti progetti come quello dell’avveniristico Ponte de Vasco da Gama, uno dei ponti più lunghi al mondo.
Numerose opere di ristrutturazione e abbellimento sono state realizzate in occasione dell'Expo 98 che ha dato enorme lustro a Lisbona. È stata ampliata la metropolitana, il porto è stato ingrandito, sono stati costruiti nuovi alberghi e alcuni importanti architetti hanno abbellito la città con magnifici monumenti.
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